Meetup 5 Stelle Ionici: Nichi Vendola alla testa di Nereus?

Qualche mese fa, il Presidente della Regione puglia Vendola, a margine di un incontro tra vertici della Regione, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enac, Enav, Finmeccanica ed Alenia Aermacchi, ripeteva convintamente: "Credo che noi oggi siamo veramente di fronte a prospettive straordinarie non solo per Grottaglie, ma per la provincia di Taranto, per la Puglia, per il Sud", riferendosi a progettualità ed attività aeroportuali principalmente vincolate al mercato industriale, aggiungendo come vate generoso: "... se Dio vuole, anche dal punto di vista dei voli civili".

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Mazza (Idv): Aeroporto Arlotta, poco ambientalismo e molta incoerenza

 

Il consigliere regionale jonico dell'Italia dei Valori, Patrizio Mazza, stigmatizza pesantemente in una nota stampa il mancato assenso dato da Aeroporti di Puglia in merito all'attivazione di voli civili dallo scalo di Grottaglie.
"Definirsi ambientalista - sostiene Mazza - per molti significa sentirsi difensore dell’ecosistema quando questo è aggredito da inquinamento aereo, del suolo e marino. La soddisfazione dell’ambientalista risiede poi nel divulgare i propri principi con l’auspicio  di produrre  qualche effetto sul miglioramento dello stato ambientale, e pertanto nel constatare nell’opinione pubblica la propria spendibilità come ambientalista; quasi  fosse un mestiere accreditato dai  mass media che si esplica  semplicemente col denunciare tutto e tutti. Eppure mai ,o quasi mai, gli ambientalisti in una realtà come quella tarantina hanno parlato di: “necessità di alternative economiche alla monocultura dell’acciaio o al dominio di multinazionali dell’energia al fine di sviluppare  un futuro per i giovani diverso dall’attuale, oltre che garantire un ambiente più salubre, mai hanno suggerito come stimolare la cultura del rispetto della vocazione territoriale che non è sicuramente quella industriale, fornendo una progettualità consona  alla città bi-mare, o ancora quali possano essere le attività a cui dare priorità”. Esistono  lettere, denunce, filmati, fotografie o carte etiche d’intenti, pienamente condivisibili per principi insiti, ma ad oggi non esistono i soggetti che dovrebbero spendersi per queste ineludibili necessità di vero ambientalismo.
   Ho assistito ad un succedersi di riunioni di un movimento ambientalista che ritenevo consolidato e radicato nella realtà locale per arrivare a  scoprire che di consolidato ha solo il fatto di creare un protagonismo senza impegno della propria immagine, del proprio brand, dove tutti sono disponibili ma nessuno o pochi veramente disposti a mettersi in gioco con  faccia e  impegno e sono convinto che  solo in concretezza e partecipazione alla “res publica” dovrebbero tradursi tutte le proteste, tutte le denunce, tutte le marce che hanno mirato a cambiare le sorti Di Taranto e sensibilizzare la gente .
In due mesi ho assistito ad una miriade di potenziali nomi candidabili per le prossime amministrative ma con un nulla di fatto,  solo una  carte etica di intenti e nessun progetto o idea di come vivere la città da oggi in poi.  Far la sponda a coloro che già si vanno consolidando come candidati della conservazione dello status quo, questo sarà il loro risultato finale. Gli ambientalisti hanno sempre demonizzato i politici che hanno provocato l’attuale ed indesiderato stato di cose eppure fanno da sponda proprio a coloro che sarebbero da proscrivere da Taranto per pensare ad un cambiamento. C’è  un movimento, che vive ancora di rendita del passato rappresentato da manifestazioni in cui le scolaresche facevano volume numerico  e che non è capace di produrre un prototipo di candidato che lo rappresenti in loco; in poche parole vedo una prospettiva  fatta da quattro amici al bar o in un salotto ciarliero di provincia  proprio quando Taranto ha bisogno di altro e non più di chiacchiere e quaquaraquà.
 E’ chiaro che il tema ambientale rappresenta il motivo di vita futura per la città di Taranto ma occorre che attorno a ciò ruoti la prospettiva economica che diventi alternativa alla grande industria.
C’è da ripristinare e rivitalizzare le grandi attività connesse alla mitilicoltura, e all’agricoltura con progetti provenienti dal contributo delle categorie interessate. C’è da ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città, dell’economia dentro la città in calo demografico, c’è da allestire un grande apparato di cultura e progettazione che renda dignità alla città e al suo patrimonio, che coinvolga tutte le componenti sociali, c’è da captare finanziamenti europei per i progetti. Tralascio di affrontare i temi della portualità e dell’ aeroportualità che non decolleranno mai se non si instaura un sistema produttivo che vi ruoti attorno.
 Consiglio agli ambientalisti - conclude il consigliere regionale dell'Idv - di rintracciare la propria identità, quando non nascondono secondi fini nel loro agire, e di riferire come immaginano il futuro e lo sviluppo per Taranto perché ormai si fa sempre più tardi mentre  occorre fare sul serio o chi non si muove non sarà più credibile agli occhi della gente."
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Api: Il Piano di sviluppo per l’Arlotta: reale occasione o nuova “bufala”?

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La segreteria cittadina di Alleanza per l'Italia pone delle riflessioni sulla recente "bocciatura", da parte di Aeroporti di Puglia e della Regione stessa, dei voli civili dall'Arlotta di Grottaglie. Per lo scalo ionico sarebbe pronto un piano di sviluppo apposito, che dovrebbe rilanciare l'insediamento di nuove attività produttive. A questo proposito l'Api chiede chiarezza e garanzie, in una nota stampa.
"Se fosse stata già istituita la Consulta cittadina per il lavoro e l’economia (da noi richiesta al Comune di Grottaglie, quasi sei mesi or sono), forse avremmo avuto oggi il luogo e l’argomento giusti per essere accuratamente informati e dibattere in piena trasparenza e totale democrazia. Ma questa è un’altra storia, sulla quale torneremo a breve. Adesso, i fatti recenti ci raccontano di un ennesimo incontro sull’Aeroporto di Grottaglie, finito nel nulla, se non addirittura nella confusione assoluta. Mercoledì passato (25/01/12), è stata convocata a Bari la Commissione regionale trasporti e, in quella riunione, Aeroporti di Puglia ha
illustrato un ipotetico “Piano di sviluppo per l’Aeroporto di Grottaglie”, dando particolare rilievo alla “retroportualità industriale”. A quanto pare, il Piano ha lasciato tutti scontenti, per la sua vaghezza, per le discutibili proposte di diverso assetto e soprattutto perché nessuna documentazione relativa è stata consegnata ai presenti, ai fini delle analisi e degli approfondimenti di merito. Si è parlato di “cargo”, ma non sembra esserci alcuna rete commerciale di supporto; è stato escluso il traffico passeggeri, neanche
lasciando uno spiraglio per i voli business complementari; e, finalmente, si è parlato di insediamenti industriali, anticipando tre iniziative: una Scuola di volo, una Base della Protezione Civile, uno Stabilimento di revisioni, manutenzioni e demolizioni aeronautiche della Aerotecsys S.p.A. Delle tre iniziative, solo l’Aerotecsys ha presentato ufficialmente e formalmente un Piano d’impresa alla Regione Puglia, che andrà in Conferenza dei servizi il prossimo 2 febbraio, prevedendo un investimento di oltre 100 milioni di Euro e una occupazione di oltre 300 unità lavorative. Per di più, se pure valutato, pare essere scomparso
dall’elencazione di Aeroporti di Puglia un possibile progetto Alenia/Boeing, riguardante il “recupero dei materiali aeronautici”, a suo tempo discusso altresì in ambiti universitari. Fin qui la cronaca sintetica, tratta dalla stampa locale. Dal canto nostro, bene ha fatto la Provincia di Taranto a convocare un ulteriore incontro per il 1° febbraio, pretendendo assoluta chiarezza sul traballante piano in astratto offerto da Aeroporti di Puglia. E bene farebbe anche il Comune di Grottaglie a rivendicare, con decisione, un proprio ruolo politico nella pianificazione economica del territorio e a ribadire le proprie legittime competenze urbanistiche sugli insediamenti produttivi ricadenti nelle aree di sua giurisdizione. Tutto ciò d’intesa con la Regione Puglia, lungo il percorso procedurale, richiesto da Aerotecsys per giungere all’Accordo di programma, che di per sè approverà e garantirà l'investimento. Così si potrebbe portare a Grottaglie e nell'intera area ionica altra industria e altra occupazione, ambedue molto attese in un periodo di profonda e diffusa crisi. Nondimeno sarebbe opportuno che lo stesso Comune di Grottaglie raccogliesse le intenzioni,
appalesate tanto dai futuri investitori privati di Aerotecsys quanto dagli attuali investitori di Alenia Aermacchi, e le raccordasse nella direzione strategica dello sviluppo dei Distretti industriali dell’aeronautica e della logistica, cioè verso un’economia ad alto valore aggiunto, di sicuro mercato e con il mix favorevole di massima occupazione e di minimo impatto ambientale. La politica deve saper fare e deve far sapere."
 
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Idv Taranto: Minervini mantenga le promesse sull'Aeroporto Arlotta

A poche ore da quello che potrebbe essere un passaggio politico cruciale per la riapertura dell'Aeroporto Arlotta di Grottaglie ai voli civili, Giovanni Palumbo, Commissario cittadino dell'Italia dei Valori del capoluogo jonico indirizza, con una nota stampa, un monito all'assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini.

"Oggi è un giorno importante per Taranto: nello stesso istante testerà la voglia della giunta regionale di credere in questa provincia e nello stesso tempo potrebbe finalmente rilanciare le proprie ambizioni di crescita. Oggi, infatti, l’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini prenderà parte ai lavori della V commissione sui trasporti. All’ordine del giorno c’è il “Piano di sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie” ma, soprattutto, c’è un bivio per l’assessore e l’intera giunta che in quel momento rappresenterà. L’idea di redigere tale cronoprogramma in favore delle ambizioni tarantine, infatti, non nasce direttamente dai consiglieri regionali ionici. Questi ultimi si erano resi protagonisti di un ordine del giorno in Consiglio Regionale che prevedeva, tra le altre cose, lo stanziamento di un milione di euro per i voli cargo e l’attivazione di voli Ryanair con scalo a Grottaglie. Una proposta prestigiosa che, qualora fosse stata discussa ed approvata, avrebbe in un solo istante cancellato almeno una parte delle nubi di chi considera Vendola & Co. baricentrici nel governo della Regione. Ciò non è avvenuto con grande rammarico per i movimenti e le associazioni, ma anche alcuni partiti (l’Idv ionica è in prima linea in questa battaglia), che da anni rivendicano il taglio dei lacci e dei lacciuoli che impediscono alla pista grottagliese (fra le più grandi in Europa) di affermarsi sia a livello cargo che per i voli passeggeri. I consiglieri ionici ritirarono l’emendamento in seguito alla promessa da parte di Minervini di un Piano per lo sviluppo dell’Arlotta. E’ giusto ricordare che in quella occasione importanti risorse sono state destinate all’aeroporto di Bari e di Foggia. In virtù di tali premesse, l’incontro di oggi si prefigura sia determinate per la valutazione della serietà dell’assessore Minervini sia per una analisi più chiara dell’idea di trasporto in seno alla Regione Puglia. L’auspicio dell’Italia dei Valori di Taranto non può che essere rivolto ad ogni singolo componente della commissione, che tiene a cuore le sorti di Taranto, e soprattutto ai consiglieri tarantini: non accettate alcun compromesso al ribasso. In troppi settori la città dei due mari ha pagato dazio alle ambizioni di altre province pugliesi (l’ultima volta sui treni con l’alta velocità Bari-Napoli che passerà da Foggia e non da Taranto). Senza voler fare retorica o una rivendicazione fine a se stessa, noi dell’Italia dei Valori auspichiamo che dall’incontro di oggi emergano proposte serie di sviluppo che vadano oltre l’iniziale proposta dei consiglieri regionali ionici dello stanziamento di un milione di euro. Basta guardare come Aeroporti di Puglia abbia penalizzato lo scalo ionico per rendersi conto di quanto doveva essere investito qui invece che altrove. Anche i soldi intercettati nelle linee di finanziamento comunitarie per Grottaglie, sono state presto ‘dirottate’ su Brindisi in nome di un fantomatico Grande Salento. L’Italia dei Valori di Taranto richiede con forza che vengano vagliate tutte le strade affinché l’aeroporto di Grottaglie veda sfruttate al massimo le proprie possibilità. Voli civili e cargo, dunque, ma anche attività di manutenzione degli aerei e tutto ciò che una pista come la nostra (per la quale sono stati spese notevoli risorse pubbliche) può ospitare."

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Donatelli (Pd): Chi non vuole Ryanair a Grottaglie?

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Ritirato in consiglio regionale un emendamento presentato dai consiglieri Alfredo Cervellera, Francesco Laddomada, Patrizio Mazza, Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia che prevedeva lo stanziamento di un milione di euro da destinare al trasporto cargo per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie e alla compagnia Ryanair per l’attivazione di voli passeggeri.

Una circostanza che lascia quantomeno perplessi e che stimola il consigliere comunale del Pd Francesco Donatelli, a porre queste riflessione.

"Spero di sbagliarmi - sostiene Donatelli -  ma penso che, ancora una volta, stanno per fregarci. Di sicuro, con il ritiro dell’emendamento presentato dai consiglieri regionali Alfredo Cervellera, Francesco Laddomada, Patrizio Mazza, Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia, abbiamo perso un milione di euro da destinare al trasporto cargo per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie e alla compagnia Ryanair per l’attivazione di voli passeggeri. Aspettiamo il 25 gennaio per vedere quale piano di sviluppo strategico sarà presentato per l’"Arlotta” di Grottaglie. Logica vorrebbe che fosse in linea con l'appello che ho rivolto il 16 dicembre scorso ai consiglieri regionali tarantini a dare seguito agli impegni sottoscritti con il Protocollo d’Intesa del 2009 e a procedere con la redazione ed approvazione del “Piano di Sviluppo Aeroportuale dell'Aeroporto di Taranto-Grottaglie”. Un Piano che prevede l’individuazione delle aree, adiacenti la pista, in cui è previsto lo sviluppo delle attività sia cargo che passeggeri con i relativi collegamenti viario e ferroviario, oltre all’insediamento di industrie aeronautiche."

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Donatelli (Pd): Servono azioni concrete a difesa dell’Aeroporto di Grottaglie"

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L'ex vice Sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico di Grottaglie, Francesco Donatelli, torna sulle opportunità offerte dall'aeroporto di Grottaglie, fino ad ora sfruttate solo in minima parte.

 

"La risposta del consigliere regionale Alfredo Cervellera a Mimmo De Padova del Movimento Aeroporto Taranto - rimarca Donatelli - mi consente una ulteriore riflessione e mi spinge a lanciare un appello in quanto molte delle cose scritte da Cervellera sono già contenute nell’ordine del giorno che io proposi al Congresso provinciale del Partito Democratico il 12 novembre scorso. Visto che, tale o.d.g., fu approvato all’unanimità, non ho alcun dubbio che il PD, a cominciare dal suo segretario, ai consiglieri regionali (oltre all’assessore Pelillo) e al presidente della Provincia, si impegnerà per “ritrovare una rinnovata stagione di sinergia istituzionale (Comuni di Taranto, Grottaglie, Monteiasi e Carosino, insieme a Provincia, Regione, Autorità Portuale, Aeroporti di Puglia, associazioni imprenditoriali e sindacali)  per mettere a sistema il porto di Taranto, e l’aeroporto di Grottaglie al fine di costruire una piattaforma logistica integrata di straordinaria rilevanza per l’economia locale e regionale allo scopo di raggiungere due fondamentali obiettivi: rendere effettivo l'uso dell'aeroporto come trasporto cargo e, in coerenza con l’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali tarantini e approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale,  lavorare per superare tutti gli ostacoli frapposti da Aeroporti di Puglia e da altri Enti per l’utilizzo dell'aeroporto anche come scalo passeggeri.”. Ciò vuol dire che è veramente arrivato il momento di agire tutti insieme (Istituzioni, Enti, imprese, sindacati e associazioni come Tarantovola e il Mat)  nell’unica direzione: cancellare questa umiliazione inferta al territorio di avere una infrastruttura come l’aeroporto di Grottaglie, che è costata 200 milioni di euro oltre ai sacrifici imposti alla comunità (e conseguente deperimento dell’economia agricola) in termini di svellimento di colture agricole pregiate come l’uva da tavola e gli ulivi che producevano cospicui redditi  ai coltivatori dei Comuni di Grottaglie, Monteiasi, Carosino e San Giorgio J.) per rendere finalmente l’aeroporto di Taranto-Grottaglie fondamentale strumento per lo sviluppo, non solo dell’area jonica, ma dell’intera regione.

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Aeroporto di Grottaglie: 10 domande al Governatore Vendola

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Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto, realtà del territorio che si batte per la riapertura dell'aeroporto di Grottaglie ai voli civili, ha lanciato in rete una lettera virtuale al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, contenente 10 domande da porgli in merito al passato e al futuro dell'Arlotta.

 

Ci siamo chiesti: se mai Vendola ne venisse a conoscenza, risponderebbe? Di seguito le riportiamo.

 

Carissimo Presidente Vendola, in quanto governatore della Puglia e maggiore azionista di Aeroporti di Puglia (AdP) (1), tocca a lei rispondere alle seguenti 10 domande, alle quali penso che lei darà una risposta anche per differenziarsi da… chi vorrebbe sostituire:

1 - perché, dell'eredità lasciatale da Fitto, non ha voluto cambiare nulla, e cioè privatizzare AdP?

2 - perché ha voluto che si spendessero nel 2008 oltre 200 milioni di euro di soldi pubblici, che si espropriassero migliaia di ettari di terra fertile e si deturpasse la SS. 7 Appia, per permettere il solo atterraggio del Boeing per Alenia?

3 - perché nel 2008 ha promesso (2) un immenso sviluppo per l'aeroporto e financo voli passeggeri, ed a tutt’oggi il Piano Regionale dei Trasporti ancora non prevede i voli passeggeri?

4 - perché non è possibile (da sempre) fare cargo (3), visto che manca l'operatore cargo, non è possibile neanche fare charter perchè dal 5 luglio 2010, tutti charter vengono dirottati (4) su Bari e Brindisi?

5 - perché non ha mai chiesto ad AdP a chi è dovuta “l'indecenza” dell'aeroporto di Taranto, perché tocca al cittadino (nella fattispecie: io) chiamare la forestale per lo sfalcio dell'erba e la potatura dei rami (5)?

6 - perché nel 2008, AdP polemizzando con Ferrarese (6), diceva di “non poter chiedere ad un tarantino o un foggiano di andare a Bari o a Brindisi per imbarcarsi su un volo per Milano o Roma… Aprire al traffico i servizi essenziali è un dovere che la Puglia ha nei confronti del territorio, vi deve essere la possibilità di rilanciare tutti i territori e non stabilendo il predominio di uno sull’altro”, cosa è cambiato da allora?

7 - perché con Brindisi al collasso per il record dei passeggeri, si spendono 75 milioni di € per risolvere le… criticità, si ipotizza un secondo aeroporto e non si “usa” Taranto. Non le sembra uno spreco di denaro?

8 - perché non ha chiesto ad AdP di mostrale le relazioni semestrali (7), per capire quali promozioni e quali iniziative la società stesse mettendo in atto per i quattro aeroporti?

9 - perché preferisce curare la malattia dei tarantini anziché prevenirla?

10 - perché non chiede le dimissioni di Di Paola e Franchini, e rivede la …politica di Minervini? 

 

La penultima domanda esulava dal contesto, ma serve a dimostrare che quando vuole, Lei, s’interessa di Taranto. Alla luce di quanto esposto, perché non prende in seria considerazione i benefici che potrebbero derivare dal mettere in pratica l’ultima domanda?

 

Note:

1) SPA partecipata al 99,414%

2) esistono dichiarazioni e video

3) il Piano Regionale dei Trasporti attualmente prevede cargo e charter

4) il volo è stato dirottato (come altri 5 a settembre 2010) per “aeroporto indecoroso”

5) Decreto interministeriale (MIT-MEF-DIFESA) n. 4269 in data 6 marzo 2003, di affidamento in concessione alla Società AdP S.p.A. (SEAP S.p.A.) - ex Esercizio Aeroporti Puglia S.p.A.- degli aeroporti civili di Bari, Foggia e Taranto e dell’aeroporto militare, aperto al traffico aereo civile di Brindisi - di cui alla convenzione n. 40 stipulata in data 25 gennaio 2002

6) nel 2008 presidente di Confindustria Brindisi (Gazzetta del Mezzogiorno 21/10/2007)

7) che ci risulti mai fatto in dieci anni

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Donatelli (Pd): Lettera aperta a Mimmo De Padova sul futuro dell'Arlotta

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Quando mancano un paio di settimane alla partenza del primo dei voli charter diretti a Medjugorje (24 ottobre, ndr), l'ex vice sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli, fa il punto della situazione sul futuro dell'aeroporto Arlotta in una lettera aperta indirizzata a Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto.

 
Nel corpo della missiva giunta in redazione i ringraziamenti del consigliere Donatelli al movimento, nuove proposte e la richiesta di una sempre maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni.
 
"Mimmo, sento l’esigenza di ringraziare te e tutto il Movimento per quello che state facendo per riattivare i voli civili dall’aeroporto “Arlotta” di Taranto Grottaglie. Il risultato conseguito con gli imminenti voli charter per Medjugorie è straordinario perché rompe un tabù e demolisce tutti gli alibi utilizzati da Aeroporti di Puglia. Come ho avuto modo di ribadire nella seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 23 settembre scorso, tutti insieme dobbiamo batterci per ottenere la restituzione delle risorse finanziarie destinate, ma scippate, a questo territorio. Non solo i 5 milioni per le nuove rotte, ma anche i 12 milioni che nel novembre 2005 la Regione ha destinato alla Provincia di Taranto per realizzare la viabilità nell’area aeroportuale e mai concretizzata. La sinergia istituzionale messa in campo negli ultimi tempi deve continuare con maggiore incisività. Ritengo di fondamentale importanza il lavoro svolto dai 5 consiglieri regionali che hanno votato l’ordine del giorno unitario sul Piano Regionale dei Trasporti a seguito della vostra tenace iniziativa e con il convinto unanime sostegno del Consiglio Comunale di Grottaglie. D’altronde gli impegni assunti dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, e dall’Assessore regionale ai Trasporti, Minervini, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010, sono stati quelli di recuperare le risorse finanziarie destinati a Taranto.
Ma bisogna fare attenzione perché, nella positività di quel documento, vedo anche l’insidia di spostare l’attenzione da quello che io ritengo sia il vero problema dell’aeroporto grottagliese. Mi riferisco al fatto che la piattaforma logistica aeroportuale realizzata, sulla base dell’Accordo di Programma del 2005, con un investimento di risorse pubbliche di 200 milioni, rimanga una sorta di cattedrale nel deserto anche nel caso di attivazione dei voli civili. E’ un’intollerabile spreco vedere la pista più lunga del sud Europa essere utilizzata saltuariamente solo dal Boeing che preleva le fusoliere dallo stabilimento Alenia. Altrettanto insopportabile la delusione causata dal fatto che, a fronte della manifestazione di interesse da parte della compagnia olandese KLM, la Regione non sia in grado di corrispondere realizzando le infrastrutture necessarie, mentre si parla di nuovi investimenti (anche per il cargo) per Bari e Brindisi. Eppure gli strumenti ci sono. Come il Piano Territoriale dell’Area Aeroportuale commissionato dalla Regione e redatto da Aeroporti di Puglia il cui Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto nel 2009 dal Presidente della Regione Puglia e dai Sindaci di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, Carosino e Provincia di Taranto. Un Piano che ha l’obiettivo di tutelare e sviluppare l’area aeroportuale e mettere a sistema il Porto di Taranto con l’Aeroporto di Grottaglie. Si concretizzerebbe così la intermodalità trasportistica e si svilupperebbero le due retroportualità che sono il luogo in cui le merci sono manipolate, etichettate e confezionate per essere trasformate in prodotti destinati ai mercati e, quindi, rappresentano il vero valore aggiunto allo sviluppo e all’occupazione. Pensiamo a cosa significherebbe l’attivazione dei voli cargo in termini di indotto e di occupazione. E allora continuate nel vostro prezioso lavoro, ma sforziamoci tutti insieme (Movimento ed Istituzioni) ad alzare il livello delle iniziative allo scopo di rendere finalmente fruibile l’aeroporto di Taranto Grottaglie vero strumento per lo sviluppo, non solo dell’’area jonica, ma dell’intera regione."
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Di Pietro porta il "caso Arlotta" in Parlamento

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Ore frenetiche per la riapertura ai voli civili dell'aeroporto di Grottaglie, argomento che sembra aver finalmente "svegliato" la classe politica locale, da sempre poco decisa in merito. 

Grazie all'intervento dell'associazione Tarantovola e del Movimento Aeroporto di Taranto, il "caso Arlotta" sembra aver addirittura travalicato i confini del Mezzogiorno, diventando oggetto di un'interrogazione portata in aula dall'on. Antonio Di Pietro.
L'intervento del leader nazionale dell'Idv è seguito alla lettura di un dossier, consegnatogli proprio da alcuni esponenti delle suddette associazioni, da tempo attive sul territorio per un giusto riconoscimento dello scalo jonico.
 
"Per sapere - ha sostenuto Di Pietro nella sua interrogazione - premesso che: l'aeroporto di Taranto-Grottaglie, o aeroporto «Marcello Arlotta», dal 1999, ovvero da quando venne utilizzato per la chiusura di altri scali pugliesi per la guerra del Kosovo, risulta sostanzialmente chiuso al traffico civile;
sono anni che comitati di cittadini, imprenditori e operatori turistici chiedono con forza la riapertura dello scalo in questione, affinché siano realizzati collegamenti regolari con le città di Roma e Milano;
in particolare, il «Movimento Aeroporto di Taranto», da sempre sollecita un interessamento a trecentosessanta gradi di tutte le realtà istituzionali competenti che intendano adoperarsi per la completa riattivazione dello scalo di Taranto e lo sfruttamento commerciale dello stesso, per gli indubbi benefici che ne conseguirebbero in termini di sviluppo economico ed occupazionale;
per quanto risulta all'interrogante, Aeroporti di Puglia spa (ADP), società concessionaria fino al 2043 di tutti gli aeroporti pugliesi, sembrerebbe dimostrare un'ingiustificabile ritrosia nel promuovere lo sviluppo e la piena funzionalità dell'aeroporto di Taranto e comunque ad assumere ogni qual tipo di decisione in tal senso;
lo «Studio per lo sviluppo della rete aeroportuale nazionale» elaborato da One Works, KPMG e Nomisma per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) stima che l'aeroporto di Taranto ricopra un bacino di utenza territoriale che si estende per ben 12.800 chilometri quadrati e che risulti raggiungibile in soli 90 minuti da più di 3 milioni di passeggeri potenziali;
l'aeroporto in questione è registrato come aeroporto civile nazionale e comunitario; tale aeroporto, peraltro, vanta la presenza della pista aerea più lunga della Puglia, con i suoi 3,2 chilometri di lunghezza, risultando particolarmente idonea ad accogliere l'atterraggio di velivoli di grandi dimensioni:
se e quali iniziative per quanto di competenza, intenda assumere il Governo alla luce di quanto descritto in premessa, al fine di garantire in tempi celeri, la completa riapertura dell'aeroporto Taranto-Grottaglie, o aeroporto «Marcello Arlotta», al traffico civile e commerciale alla stessa stregua di quanto accade negli altri aeroporti della regione Puglia".
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Petrarulo (Idv): "Di Pietro e il caso Arlotta. La sinergia che aiuta il territorio"

Lo sviluppo dell'aeroporto di Grottaglie e la sua apertura ai voli civili sembrano essere diventati ormai un caso nazionale. È delle scorse ore la notizia che il "caso Arlotta" è giunto in aula parlamentare attraverso un'interrogazione dell'on. Antonio Di Pietro

Sull'argomento tornano i rappresentanti locali del gabbiano iridato, che sottolineano l'impegno del proprio leader nazionale con una nota a firma del segretario cittadino dell'Idv, Ciro Petrarulo.
 
"L’intera  Sezione dell’Italia dei Valori di Grottaglie - dichiara Petrarulo - unitamente all’Assessore al turismo, bilancio e politiche giovanili, Anna Ballo e al consigliere comunale,  Donato Trivisani, esprimono grande soddisfazione per l’impegno profuso dal  proprio presidente Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, nonché dal consigliere regionale Patrizio Mazza in merito alla questione dell’Aeroporto Marcello Arlotta,  di Taranto – Grottaglie.
L’interrogazione proposta da Di Pietro al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, in cui si chiede serio ed improcrastinabile impegno a garantire la piena funzionalità dell’aeroporto grottagliese al traffico civile, oltre che a quello commerciale, ed il lavoro svolto dal consigliere regionale Mazza che, in seno al consiglio regionale dello scorso 27 settembre,  ha chiesto espressamente all’assessore regionale Guglielmo Minervini di consentire l’utilizzo dell’Arlotta anche ad ulteriori compagnie aeree rispetto ad Aeroporti di Puglia, se dovesse proseguire la  politica di immobilismo tenuta fino ad oggi, che lede grandemente l’economia e l’occupazione del territorio ionico,  manifestano come l’Italia dei Valori sia sempre impegnata  per la gente operando fattivamente per lo sviluppo del territorio.
L’Italia dei valori di Grottaglie prosegue nell’impegno a servizio del cittadino ancor più stimolata dalla sinergia espressa dai propri rappresentanti politici."
 
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