Carosino si tinge di rosso

 

È in arrivo la Sagra del Vino di Carosino che, arrivata alla 46ma edizione, si rinnova ancora una volta.
 
Le tante novità verranno presentate martedì 21 agosto, il giorno prima dell’inizio della Sagra, nel corso della conferenza stampa che si terrà domani alle ore 10 in Corso Umberto angolo via Acclavio, presso Puglia Promozione (terzo piano).
 
Inoltre è prevista la prevendita degli Stadio: ieri i biglietti hanno già cominciato ad essere richiestissimi.
 
Media partner www.gireventi.it.
 
Info su www.lasagradelvino.it oppure t. 347-0408363.
 
 
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Vino e' Musica per 20mila persone

 

Radiodervish, vino, ceramica, musica in ogni angolo, cibo tipico, una marea di presenze. Cosa vi fa pensare?
Vino è Musica. Due tipicità, due caratteristiche da fiore all'occhiello per i grottagliesi tutti.
 
Ida, Enza e Luigi e tutto lo staff di Intersezioni, hanno unito tradizione, enogastronomia e musica, creando una bomba culturale senza pari.
Infatti, sabato 4 agosto,  con tanti applausi, Grottaglie (TA) ha chiuso il sipario la manifestazione enogastronomica pugliese con oltre 20mila visitatori, successone per Vino è Musica.
 
La serata ha avuto inizio con l'inaugurazione presso Casa Vestita con la mostra “Festa grande”, aperta fino al 9 settembre.
 
È “Il cammino dell’arte, l’incontro dei sapori”.
Oltre 20mila visitatori hanno potuto apprezzare le eccellenze vinicole e i prodotti tipici del territorio corredate  da varie performance artistiche.  
Una vera e propria fiera del sapore e della cultura che ha visto protagonisti 18 aziende produttrici pugliesi, circa 80 giovani artisti del territorio e 27 eventi itineranti.
 
“Un’iniziativa  che ha visto una partecipazione qualificata e numerosa di persone che hanno potuto conoscere la tradizione enogastronomica e artistica  pugliese.
“Vorrei ringraziare – dichiara l’Associazione Intersezioni -  tutte le cantine, gli artisti, i ceramisti, i partner e i ragazzi perché senza la loro assidua e importante collaborazione non avremo mai raggiunto un successo così grande, testimonianza che Vino è Musica ha ogni anno prospettive di crescita ed è una formula vincente a favore di tutto il territorio. Un grazie anche al Consorzio di Valorizzazione turistico ambientale dell’area di Përmet e dei suoi prodotti tipici, il progetto del Cesvi che ha portato una ventata di novità in questa edizione”.
 
“Festa Grande – concludono Simone Mirto e Mimmo Vestita curatori della mostra - ha inaugurato la fortunata manifestazione Vino è Musica con un omaggio al  variegato mondo delle feste patronali. La mostra resterà aperta fino al 9 settembre dalle 18 alle 23”.
La manifestazione gr
I radiodervish, con la voce ipnotica e soave di Nabil, hanno incantato e fatto sognare tutti. Melodie orientali, legami con un Oriente poi non tanto lontano da noi che, con le loro contaminazioni musicali, hanno reso ancora più suggestiva la serata.
 
La rassegna è stata promossa dall’Associazione Intersezioni, con il contributo dall’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e dal Comune di Grottaglie.
 
Appuntamento all'anno prossimo.
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Il vino Rosato in viaggio tra Bari, Siena e Venezia

 

Chi non si riempie d'orgoglio quando legge che i nostri prodotti, prodotti della nostra terra, diventano il simbolo d'ammirare in tutta Italia?
Ecco, il vino Rosato è uno di questi.
 
L’evento, promosso dalla Regione Puglia, dall’Accademia Nazionale della Vite e del Vino e da Enoteca Italiana è stato presentanto a Bari.
Mentre a Siena il primo Festival del vino Rosato, in occasione del Palio, che si terrà dal 30 giugno al 3 luglio, sono previste: degustazioni, abbinamenti, momenti di approfondimento, Mostra mercato tutto dedicato all’eccellenze in Rosa. 
Ancora, non finisce così, dopo il Festival del Cinema di Venezia, dal 29 agosto al 8 settembre.
 
Iniziative, degustazioni e percorsi enogastronomici per assaporare i buoni e pregiati vini rosati. 
Tutto questo è "Bianco Rosso e Rosè’ ", il primo estival dedicato alle eccellenze in rosa, che animerà prima Siena e poi Venezia. 
Le eccellenze sono state selezionate durante il  I° concorso nazionale dei Vini Rosati, tenutosi a Bari in Puglia ad aprile. 
 
L’evento che nasce da un’idea della Regione Puglia e dall’Accademia Nazionale della Vite e del Vino, promosso dalla Regione Puglia -Assessorato Risorse Agroalimentai in collaborazione con l’ Enoteca Italiana - è stato presentato oggi 26 giugno a Bari. 
Ad illustrare il ricco programma, Dario Stefàno, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e Fabio Carlesi, Segretario generale di Enoteca Italiana di Siena.
 
Due le tappe previste per Bianco Rosso e Rosè che si apriranno proprio durante lo svolgimento di due delle manifestazioni più importanti a livello internazionale:  
la prima a Siena nella sede di Enoteca Italiana durante il Palio (30 giugno- 3 luglio) l’evento turistico che attira ogni anno milioni di turisti, ,
la seconda a Venezia (29 agosto – 8 settembre) in occasione del Festival del Cinema. Degustazioni, abbinamenti, momenti di approfondimento, Mostra mercato tutto dedicato ai vini in Rosa.
 
“ Abbiano scelto il rosato, in una Puglia che mostra segnali positivi nell’enogastronomico  anche nell’export, quale ambasciatore  per i nuovi mercati -  dichiara Dario Stefàno, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia - il nostro rosato rappresenta  il biglietto  da visita per le nuove generazioni, per quanti  per età o per  collocazione geografica, non sono ancora pronti per il gusto più strutturato dei nostri rossi. Una scelta appropriata se è vero che la Puglia produce il 40% dei rosati italiani e che il primo semestre  dell’anno, pur  in una fase delicata per l’economia italiana ci dà per questo gioiello valori positivi”
 
 “E’ giusto continuare a tenere alta bandiera enoica di un vino italiano importante che sta prendendo la strada giusta, tanto che la produzione è salita del 13% negli ultimi 8 anni. - afferma Fabio Carlesi, Segretario generale di Enoteca Italiana -  Dalla loro terra per eccellenza la Puglia, i rosati continuano ad essere festeggiati presso il nostro ente, il tempio del vino italiano, dal 1933. Enoteca Italiana in un periodo che presenta qualche difficoltà per il made in Italy in generale, si propone oggi più che mai di assolvere quei compiti di sostegno e valorizzazione del mondo vitivinicolo che da sempre fanno parte della mission del nostro ente, sostenendo le collaborazioni, creando e promuovendo eventi per rafforzare i mercati sia interni che esteri, tutto per diffondere la cultura del vino. Proprio iniziative come queste servono a sostenere il prodotto e le aziende in questa difficile congiuntura internazionale”. 
 
Ricco il programma previsto a Siena. Dal 30 giugno al 3 luglio, Enoteca Italiana organizzerà ben due degustazioni guidate al giorno gratuite, una in italiano e l’altra in inglese. Momento dedicato al sapere ed ai sapori della Puglia sarà sabato 30 giugno. Durante tutta la giornata i visitatori potranno coniugare il piacere della degustazione dei migliori rosati a quello dell’assaggio dei prodotti tipici, espressione dell’offerta gastronomica pugliese. Una vera e propria Mostra Mercato di prodotti tipici della Puglia dove sarà possibile acquistare i prodotti della terra Apulia, ma soprattutto creando un rapporto diretto per ricevere le giuste informazioni unicamente dal produttore. 
 
Alcuni dei prodotti che troveranno i visitatori:
Olio ExraVergine d’oliva, Confetture, Marmellate, Focaccia Barese, Tarallini, Pane, Legumi, Mozzarelle, Caciocavallo, Giuncata, Nodini, Burrata, Capocollo, Salumi, Olive di Cerignola, Pasta fresca, e terminare con Biscotti, Pasta di mandorle, Cartellate e tanto altro ancora.
Durante la giornata del Palio (2 luglio), che ogni anno richiama migliaia di turisti. da tutto il mondo,  Enoteca Italiana, con il suo ristorante Millevini, ha in programma un pranzo degustazione con le eccellenze Rosè e, per finire, il 3 luglio Happy Hour Vintage  con  vini selezionati “Just Rosè” abbinati ai prodotti del territorio e cocktail a base di vino rosè. 
 
Dopo Siena il primo festival Bianco Rosso e Rosè è pronto a sbarcare a Venezia (29 agosto – 8 settembre) in occasione del Festival del Cinema di Venezia per momenti di degustazioni e di abbinamento, dove anche qui, i veri protagonisti saranno proprio i vini in Rosa. 
 
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0577 228843 o mandare una email a [email protected]
 
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I grandi Rose' sposano la ceramica grottagliese.

 

Quello tra la ceramica di Grottaglie è i grandi vini Rosè è stato un matrimonio eccellente. Da sempre la ceramica tradizionale del nostro paese, accoglie a braccia aperte le "passioni" con il nettare di Bacco.
Domani 5 maggio al Castello Aragonese di Otranto ceramica popolare e grandi Rosati insieme per una prima assoluta sul territorio.
Si parla del 1° Concorso Enologico Nazionale Rosati d’Italia, che apre le porte, accende i riflettori su una vetrina di particolare prestigio per le nostre ceramiche.
Alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Ambientale e Forestali Mario Catania, del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dell’Assessore Regionale alle Risorse Agrolimentari  Dario Stefàno verranno eletti i vincitori del Primo Concorso Enologico Nazionale dei Vini Rosati d'Italia indetto ed organizzato dalla Regione Puglia, Area Politiche per lo Sviluppo Rurale, con il patrocinio del Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali. 
In questo modo la Regione Puglia, ed in particolare l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, rendono omaggio all'eccellenza italiana: il vino Rosato
Scendono in campo le migliori tifoserie delle regioni italiane. La partecipazione è stata compatta dei produttori, con oltre 350 campioni di vino pervenuti e la presenza di 18 regioni su 20. L’obiettivo è raggiunto: l’idea di valorizzare e promuovere i vini rosati e un metodo di produzione che vanta tradizioni millenarie attraverso un concorso risulta vincente e condivisa da tutta Italia, dal Veneto alla Sicilia.
Nel percorso espositivo della mostra “Rosati d’Italia”, appositamente selezionati per l’occasione, ci saranno ceramiche di Grottaglie con funzione prettamente enologica che riguardano il trasporto, la conservazione e la mescita del vino. Si tratta in particolare di robba gialla, robba bianca e robba verde, prodotti dalle fornaci di Grottaglie percorrono un arco cronologico che comprende circa tre secoli: dalla fine del Settecento fino alla prima metà del Novecento.
“Quella del 1° Concorso Enologico Nazionale Rosati d’Italia è una vetrina di prestigio per le ceramiche di Grottaglie – dichiarano Simone Mirto e Mimmo Vestita, curatori dell’evento – siamo particolarmente gratificati del fatto che il lavoro cominciato la scorsa estate con la mostra monotematica sulle ceramiche da vino grottagliesi abbia avuto questi risvolti positivi. In poco meno di un anno dopo Noci quella di Otranto è la seconda città che riprende la mostra tenutasi per la prima volta nel Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie”.
Saranno proprio: li capasoni, cucchij e sruli il partner naturale per la promozione enologica anche oltre i confini nazionali.
La ceramica d’uso è un patrimonio culturale di grandissimo spessore che può vantare solo la città di Grottaglie. 
 
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Luigi Cremona e le Anfore da Vino

 

È sempre lei la protagonista indiscussa della nostra terra, la ceramica. Stamane, presso il Castello Aragonese a Taranto, si è puntato alle vocazioni storiche che caratterizzano il nostro territorio: l'agricoltura, la ceramica e il turismo. Ospite d'eccezione Luigi Cremona, coordinatore della Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring Club Italiano, che ha battezzato le prime anfore da vino italiano contemporaneo. Le “Terre Auree”, come hanno sottolineato gli imprenditori ideatori delle anfore, Ciro Bernardi e Giovanni Contento, sono le nostre Terre Ioniche, la nostra identità. All'evento, inoltre, hanno partecipato anche le scuole tarantine alberghiere: Perrone di Castellaneta e di Crispiano e la scuola di cucina del Cifir, 110 allievi che hanno ricevuto l'attestato di partecipazione a riconoscimento dei crediti  formativi. Il noto artigiano della cioccolata, Ciro Bernardi, ha reso realtà un desiderio: quello di rappresentare l' anfora, storico contenitore di liquidi, unire la magnificenza degli artigiani che ci distinguono, il tutto nella bellissima location del Castello Aragonese di Taranto. Per l'occasione ha ideato un delizioso cioccolatino, l' Aragonese gioiello di Taranto. “Il pensiero va proprio a tutta la gente che mantengono questo castello in maniera decorosa”, afferma Ciro Bernardi che, a testimonianza di quanto detto, donerà l'1% del ricavato per la manutenzione del castello. Dopo una presentazione culturale da parte di Cremona sul significato particolare del vino: da forza di vita a scambio interculurale, la parola passa all'archeologa Silvia De Vitis la quale ha svelato la storia delle 'Anfore da vino, dal Mediterraneo a Taranto.
"Sin dall'antichità, la civiltà del Mediterraneo, si è espressa attraverso il valore simbolico dei suoi prodotti agricoli: olio, grano, vino, alla base dei simboli liturgici dei riti  di età antica e del Cristianesimo. In età greca uno dei status symbol era il 'Simposio', dove la musica, la poesia, l'amore si mescolavano con la cultura di Bacco, il vino. In archeologia, la sua produzione oltre che il suo commercio, sono legati al Simposio vari oggetti ceramici: l'anfora, il cratere, l'oinochoe (brocca da vino), ecc. Il contenitore per trasportare il vino era l'anfora, la loro presenza nel nostro territorio è indicata in due diverse direzioni: 1) Anfore prodotte in Puglia, 2) Anfore ricevute in Puglia; le prime ritrovate principalmente nel brindisino (metà II secolo a. C.). I bolli, marchi relativi alla produzione, indicano le famiglie più note impegnate nel commercio delle anfore olearie e vinarie: Aninii, Cornelius, Damas. Il vino contenuto nelle anfore brindisine è certamente paragonabile ad un prodotto di grande successo, oltre che, di grande distribuzione. Il tarantino noto per alcuni prodotti, tipo noci, miele, la pesca, non produceva evidentemente vini da esportare anche se ciò non significa che non fossero di buona qualità. Per esigenze liturgiche si accresce la diffusione di tale coltura, intorno l'anno Mille, nel Tarantino. Lo testimoniano vari documenti medievali con citazioni di vigneti, cantine e palmeti. Lidio Gasperini nel 1970 segnalò due fiaschette da vino con iscrizioni dipinte e un graffito (M. SILVESTRINI, Le città della Puglia romana, Bari, 2005, pag. 121). Inoltre, alcune località conservano tracce di tale attività nella toponomastica: ad esempio la località Oliovitolo a Grottaglie, scavata dalla Soprintendenza archeologica, Dott. Alessio, a partire del 2001. Nel sito del villaggio medievale di Casalpiccolo (Grottaglie) sono state rinvenute delle vasche collegate da condotte che fanno pensare ad un impianto produttivo per la vinificazione. Con certezza, in compenso, sappiamo che l'introduzione della tecnica dell'invetriatura a base piombifera e con doppia cottura (XII secolo), ha favorito la manifattura nel tarantino della ceramica pregiata da mensa decorata in rosso, bruno e verde sotto vetrina (invetriata policroma o RMR) ad imitazione della più costosa proto maiolica, ceramica smaltata a base di stagno e  decorata in bruno, verde e giallo, prodotta invece nel brindisino. Con entrambe le tecniche sono state, nel tarantino, realizzati anforette e boccali facenti parte di veri servizi da tavola. La creazione più emblematica è la nascita di un grande contenitore vinario invetriato: è il 'Capasone', contenitore forse non funzionale al trasporto, per la sua grandezza, ma corrispondente alle anfore romane nella funzione di conservare in maniera ottimale il vino. La non attestata produzione di anfore a Taranto è compensata dalla presenza, nei contesti archeologici, di grandi quantità di frammenti di anfore di importazione da varie regioni del Mediterraneo (VI secolo a. C.). Nel corso del tempo di afferma una produzione chiamata 'Greco Italica', che si distingue in varianti significative, che ha un orlo a fascia, spesso a sezione triangolare, un lungo collo cilindrico, corpo ovoide rastremato verso il basso e un tozzo a puntale, le anse sono a bastoncello a sezione appena ovale. Se precedentemente si notava una forte predominanza delle anfore africane di grandi dimensioni, a partire dal VI secolo d. C. si affermano anfore – e dunque prodotti agricoli – provenienti dalla parte orientale dell'impero. Evidentemente il cambiamento nelle aree di approvvigionamento di olio e di vino corrisponde ad un rafforzamento dei rapporti fra Taranto e il Mediterraneo orientale a ridosso della riconquista bizantina dell'Italia. I confronti con altri materiali indicano, quindi, per il tarantino una diffusione delle merci soprattutto per via mare. Sarà la distruzione saracena del 927 a decretare la fine del commercio del vino a Taranto? A distanza di qualche secolo, però, la viticoltura si affermerà come la coltura più pregiata del territorio"¹.
 

L'evento si è concluso con la degustazione dei prodotti caseari di Contento, accompagnati con dell'ottimo capocollo, alle dolcezze di Ciro Bernardi e non poteva mancare dell'ottimo Primitivo servito dalle Anfore.

Ma il viaggio millenario delle anfore grottagliesi nel mondo ricomincia dall’Italia unita. Sono solo 150 le anfore da vino Terre Auree con il simbolo in ceramica dell’Unità d’Italia e sono già diventate un oggetto cult da collezione. Attraverso Ebay, saranno messe all’asta creando un’altra occasione di attenzione verso il vino del tarantino tra gli appassionati di tutto il mondo.
 
¹[Tratto da: ANFORE E VINI NEL TARANTINO: UNA LUNGA STORIA. Di Silvia De Vitis]
 
 

 

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Anfore da vino grottagliesi, anteprima nazionale al Castello Aragonese

 

La civiltà del Mediterraneo si è espressa sin dall’antichità attraverso il profondo valore simbolico dei suoi prodotti agricoli più significativi, identificabili nella terna alimentare mediterranea olio – grano – vino, non a caso alla base dei simboli liturgici del Cristianesimo e dei riti precedenti di età antica. Attraverso l’esportazione di tali prodotti i popoli del Mediterraneo si scambiavano anche cultura, religione, modi di essere. Il nostro pregiatissimo vino viaggiava con le anfore e, dopo millenni, rieccole – made in Grottaglie – ma con le dimensioni delle nostre moderne bottiglie.
Il progetto innovativo, e unico a livello nazionale, sarà presentato agli enoappassionati ed alle scuole (come momento didattico di eccellenza) nel Castello Aragonese di Taranto sabato 19 novembre, alle ore 10.
L’ospite d’onore sarà il notissimo giornalista enogastronomico Luigi Cremona che, fra l’altro, firma la Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano.
L’accesso è solo per invito e si potrà aderire fino ad esaurimento dei posti disponibili attraverso la pagina Facebook Anfore Terre Auree oppure il gruppo Facebook Il vino torna nella Anfore grottagliesi.
Gli allievi delle scuola alberghiere e degli istituti d’arte che hanno, finora, aderito sono: ISIS di Crispiano e la scuola di cucina del CIFIR di Taranto, il liceo artistico Lisippo di Taranto, ai quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione. L’evento ha il patrocinio dell’A.I.S. di Taranto, guidata dal delegato Giuseppe Cupertino, e dell’Associazione Italiana Cuochi di Taranto, guidata dallo chef Domenico Lillo.
La manifestazione “Anfore da vino, dal Mediterraneo a Taranto. Il viaggio millenario verso il mondo ricomincia dall’Italia unita” non a caso si terrà nel Castello Aragonese di Taranto, Galleria Meridionale, luogo nel quale di anfore antiche ne sono state trovate tantissime, come spiegherà l’archeologa Silvia De Vitis nella sua relazione. A seguire interverranno gli ideatori del progetto delle anfore da vino, Ciro Bernardi e Giovanni Contento, fondatori della società “Terre Auree” dedicata alla valorizzazione dei nostri prodotti tipici. La famiglia Bernardi di Grottaglie, di cui Ciro è il Maestro pasticciere, di recente è stata insignita dal prestigiosissimo Gambero Rosso con l’inserimento fra i migliori Bar d’Italia del locale creato a Taranto appena un anno fa. Giovanni Contento è vice presidente della sezione Casari di Confartigianato di Taranto. Moderatore dell’evento sarà il food & wine expert Antonella Millarte.
Al termine, alle ore 12, subito dopo la consegna degli attestati di partecipazione alle scuole, la prima anfora da vino del nuovo millennio verrà simbolicamente aperta da Luigi Cremona e poi si darà il via alla degustazione di vino e fantasie di cioccolato, vino e salumi e formaggi tipici.
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