Zygmunt Bauman a Taranto

Incontro con il filosofo polacco e Barbara Woiciechowska Bianco su "Vita tra on line e off line", due mondi che interagiscono costantemente, ma possono esistere in armonia? Come si influenzano reciprocamente? Come si trasformano l'un l'altro?

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Parte il tour di Non Giovanni. Date in tutta Italia ed a Grottaglie

Bari, Firenze, Roma, Catania.

Sono queste alcune delle città che ospiteranno il cantautore Giovanni Santese, in arte Non Giovanni, e la sua band formata da Franz Lenti (arrangiamenti, piano e sintetizzatori), Alessandro Favale(basso) e Giacomo Abatematteo (batteria e cori)  per la tournée "Ho deciso di restare in tour" che partirà venerdì 31 ottobre al Medimex, presso la Fiera del Levante di Bari, alle ore 17:15 all'interno dello Stage 4 e che, la sera del 1 novembre, li vedrà protagonisti nella loro città, Grottaglie, presso il Caffè Nenè dalle ore 22:00. Non Giovanni, cresciuto artisticamente tra Roma e Bologna è autore di canzoni sviluppate tra folk, pop ed elettronica; ha partecipato, insieme a grandi nomi della musica italiana come Fiorella Mannoia, gli Afterhours, Vinicio Capossela, Tre allegri ragazzi morti e molti altri al Concertone del 1' Maggio 2014 tenutosi a Taranto ed inoltre, ha aperto i concerti del "Management del dolore post-operatorio", Zen Circus e Brunori Sas. "Ho deciso di restare in Italia", il suo disco di esordio uscitoil 30 settembre scorso sta ricevendo ottimi riscontri dalla critica musicale: "La titletrack, il miglior pezzo che De Gregori non ha scritto da vent'anni". (Blow Up) oppure "Ci sono dischi che arrivano per scappare subito, altri – come in questa bella occasione – che arrivano all'insegna di un respiro dalle dinamiche esistenziali e dirette per rimanere a girare a lungo come un toccasana bizzarro che fa sempre bene. Non Giovanni, artista su cui puntare scommesse a ripetizione" (Rockshock). Alle prime date pugliesi seguiranno una serie di interviste e show case nelle web radio di alcune delle più importanti università italiane come Siena, Perugia, Roma, Napoli e Catania, aperte alla promozione della musica emergente italiana. Un progetto sostenuto dalla BCC di San Marzano di San Giuseppe e ideato/promosso da Red&Blue Music Relation di Marco Stanzani, agenzia di promozione musicale. Anche la musica è cultura. Sono grottagliesi dei quali andare orgogliosi. Restano in Italia e restano in tour. Mille di questi successi a Non Giovanni. Potete seguirlo sul suo sito ufficiale www.nongiovanni.it oppure sui social network come Facebook e Twitter.

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Consegnate due borse di studio a giovani laureati in ingegneria

«Vogliamo dire ai nostri giovani che non sono soli. Che crediamo nelle loro intelligenze e potenzialità. E che faremo sempre il possibile per valorizzare il loro impegno, perché sono loro l'unica speranza che rimane al Paese. L'Italia, Taranto, devono tornare ad essere terre per giovani, di spiriti laboriosi capaci di interpretare un ruolo da protagonisti, nel nostro futuro prossimo».

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Io, grottagliese fuori-sede

  • Pubblicato in Sociale

Una realtà di provincia come Grottaglie può essere lo specchio di una realtà più grande, la Puglia, il Sud , l'Italia.
Abbiamo chiesto ad un campione di 10 giovani grottagliesi fuori-sede una semplice domanda: terminati gli studi pensi di ritornare a vivere a Grottaglie e perchè?
Una domanda che può significare molto per dei ragazzi che sono nel periodo delle speranze e dei progetti, per dei ragazzi che ora conoscono uno stile di vita nuovo, ricco di impegno, responsabilità ed esperienze.
Vediamo le loro risposte:

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Consorzio universitario jonico. Ragusa e Del Monaco: "Perche' non aderiamo?"

  • Pubblicato in Politica

 

Continua a far discutere la decisione del consiglio comunale di ratificare il recesso dal Consorzio Universitario Jonico, provvedimento assunto a fronte dell'uscita dal progetto dell'azionista di maggioranza, la Provincia di Taranto, e di altri comuni jonici.
La scelta, che porterà alle casse del Comune di Grottaglie un risparmio di 17 mila euro l'anno da utilizzare in altri interventi per l'istruzione e il diritto allo studio, è stata contestata dai consiglieri di opposizione Etta Ragusa (CittAttiva) e Vincenzo Del Monaco (Rinascita Civica).
 
"Sono cronaca di questi giorni - si legge in una nota stampa diffusa dai due consiglieri - le vicende legate alle difficoltà finanziarie del  Consorzio Universitario Jonico. Infatti il giornalista Cesare Bechis, sul Corriere del Mezzogiorno del 6 ottobre u.s., ne  evidenziava le difficoltà a potenziare il polo universitario jonico, alla vigilia di un “inaridimento” dei fondi stanziati fino ad oggi dagli enti locali: 929 mila euro, all’anno, versati dal Comune di Taranto; 600 mila euro dalla Provincia; 309 mila euro dal CUJ – il Consorzio dei Comuni della Provincia, tra cui anche il Comune di Grottaglie.
L’articolo rende pienamente merito all’impegno delle liste civiche “Rinascita civica” e “Cittattiva” per scongiurare l’affrettata decisione, promossa dalla nostra amministrazione locale, di non pagare più la quota di adesione al Consorzio, a partire dal 2012.
È doveroso ricordare che il costante supporto finanziario profuso negli anni dal CUJ, espressione anche della volontà dei Comuni della provincia aderenti, ha consentito, fino ad ora, la frequenza di corsi universitari presso il capoluogo jonico a migliaia di nostri studenti che, altrimenti, avrebbero dovuto trasferirsi fuori sede.
Il 28 luglio scorso, ultimi punti all’OdG. Il Consiglio comunale, a tarda ora, veniva chiamato ad esprimersi sull'uscita del Comune di Grottaglie dal Consorzio Universitario Jonico, Ente programmatore – promotore per lo sviluppo dell’istruzione universitaria nel territorio di Taranto. La proposta non passava, solo perché numerosi esponenti della maggioranza avevano già lasciato l’aula. Con i voti della minoranza, si otteneva che la discussine sull'eventuale recesso del Comune dal Consorzio venisse rimandata a settembre per consentire ai consiglieri di documentasi adeguatamente.
Il 13 settembre, riunione della Quarta Commissione Permanente. Il consigliere Del Monaco era l’unico a votare contro la proposta di recessione del Comune di Grottaglie dal CUJ, visto che il sostegno (42% la Provincia; 58% i Comuni) degli enti locali che hanno versato la quota di partecipazione al Consorzio è stato fondamentale per lo sviluppo dell’università a Taranto. Il Consigliere proponeva un percorso di trasformazione dell’Ente, con il Comune di Grottaglie capolista di un’azione di persuasione morale sugli altri sindaci della provincia in vista della costituzione una Fondazione mista.
Il 23 settembre, seduta del Consiglio comunale. A maggioranza dei presenti, con gli unici voti contrari di Etta Ragusa (Cittattiva) e Vincenzo Del Monaco (Rinascita Civica), i consiglieri votavano l'uscita del Comune di Grottaglie dal CUJ.
Un grave errore politico, dunque, commesso nonostante i ripetuti allarmi lanciati dal gruppo di Rinascita Civica – Cittattiva, sia in sede di Commissione, che in sede di Consiglio. Il Comune di Grottaglie, come richiesto dalle due liste civiche, avrebbe potuto, contestualmente all’uscita dal CUJ, impegnarsi per favorire la costituzione di una Fondazione mista, con gli altri Comuni della Provincia, la Città di Taranto e la stessa Provincia di Taranto. 
A seguito di queste decisioni affrettate, e senza logica coerenza con quanto faticosamente realizzato – anche grazie ai fondi del CUJ - a Taranto, oggi il “Patto per le azioni di sostegno e sviluppo del polo universitario Jonico”, come documentato da Bechis, corre un grave rischio. E, soprattutto, è a rischio il diritto allo studio per i giovani (5347, secondo il Corriere del Mezzogiorno; 7000 da dati della Provincia), che frequentano i corsi nel nostro capoluogo".
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Universita': 315 milioni di euro per la Puglia

Ben 315 milioni alla Puglia e 301 alla Sardegna: sono le due regioni meridionali che fanno la parte del leone nell'assegnazione delle risorse del Piano per il Sud sbloccate stamani dal Cipe per le universita' e la ricerca nel Mezzogiorno, in tutto un miliardo di euro. Quasi 5 milioni di euro all'Abruzzo, 22 milioni alla Basilicata, quasi 64 milioni alla Calabria, circa 68,5 milioni alla Campania e 88 milioni alla Sicilia. Il totale e' quindi di 864 milioni di euro, che uniti ai 150 milioni per i poli integrati (ricerca, alta formazione e innovazione) fanno un mld e 14mln di euro.

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Mazza (Idv): "Quanti laureati a Taranto trovano occupazione?"

Università a Taranto: un'impresa impossibile? Se ne è discusso durante i lavori del forum "Prospettive formative e professionali del polo universitario jonico", tenutosi presso il Convento di San Francesco, nella città dei due mari.

All'appuntamento ha partecipato Patrizio Mazza, medico e consigliere regionale dell'Italia dei Valori.
"Partecipando al forum - ha dichiarato Mazza in una nota stampa - che ha visto la presenza di alcune personalità del mondo accademico, sorge spontaneo chiedere : “ Quanti laureati di Taranto o della provincia, nel corso degli ultimi anni, hanno trovato occupazione nel territorio ionico…”.
Ritengo che l’università con tutte le sue facoltà debba mirare alla programmazione congiunta di un “progetto lavorativo ”, che deve essere necessariamente calato nel territorio, se in quest’ultimo e per la sua comunità si vuole ottenere riscontro positivo. Ragione per cui facoltà come Scienze ambientali e marine, nonché Ingegneria, ed Economia Aziendale fino a Beni Culturali e Lettere, ed ancora le tutte le materie sanitarie, dovrebbero esaudire in primis la necessità di un territorio che manifesta problematiche: sanitarie, ambientali ed economico-lavorative, e quindi dovrebbe lavorare in antitesi al sistema culturale, politico, sindacale attualmente presenti, che tende sostanzialmente a privilegiare la monocoltura dell’industria inquinante.
A Taranto ed in provincia viviamo una situazione, sul piano politico, economico, sanitario ed anche della informazione spicciola, inficiata dall’unica economia imperante. La politica orbita in questo sistema di economia ed in modo ineludibile anche l’informazione e la cultura ne risentono, ciò in quanto la mancanza di diversificazione di realtà economiche e produttive determina mancanza di libertà e quindi mancanza di democrazia.
Taranto ne risente pesantemente anche sul discorso culturale oltre che economico- lavorativo; del resto sono anni che si parla di porto, interporto, logistica ma ad oggi vige il nulla di fatto, a parte gli innumerevoli proclami. La comunità ionica risente grandemente della mancata realizzazione di alternative economiche alla grande industria.
 L’unica speranza è che siano i nostri giovani a volere fortemente un progetto alternativo in un’ottica di grande rivoluzione culturale al fine di rimanere a vivere sul proprio territorio senza migrare altrove. Così da non assistere alla progressiva devastazione di un territorio, prima con l’abbattimento delle pecore, poi con la distruzione dei mitili, ancora poco e passeremo all’abbattimento dei malati perché quando non sapremo più dove metterli si potrebbe paventare per assurdo tale ipotesi.
Se la città non cambia nella mentalità, e solo grazie alla cultura ciò può accadere, la gente sarà sempre più manipolabile, permissiva, rassegnata e orientata verso problemi non pertinenti alla realtà e al territorio. L’Università deve elaborare un progetto globale di trasformazione radicale in termini economici e culturali per Taranto, mentre la politica e le amministrazioni devono coadiuvarla al massimo nella realizzazione .
Ho scritto un progetto di legge, che prossimamente sarà presentato in Regione, in cui coinvolgo l’università sull’incentivazione dell’agricoltura nell’agroalimentare, mediante studio ricerca e relativa trasformazione in prodotti finiti e valorizzazione degli stessi, da realizzare in Puglia, nello Ionio e non altrove, che metta fine allo strapotere delle multinazionali che agiscono a scapito della filiera corta, impedendo ai produttori un giusto guadagno e ai consumatori di risparmiare.
Se non nasce qualcosa di radicale e culturalmente rivoluzionario in questo senso coadiuvato dall’università non vedo via d’uscita per il territorio. Penso quindi ad una diversificazione economica secondo vocazione territoriale con effetti di benessere interno lordo e non di solo pil, che come ben sappiamo non si riverbera con benefici sul territorio tarantino se non a livello di massa stipendiale, ricchezza che si disperde nell’acquisto di prodotti commercializzati delle multinazionali; quindi in forma di “ricchezza” volatile per la comunità ionica.
Con cosa vogliamo alimentare l’entusiasmo dei giovani se non con una riprogrammazione di economia almeno per i prossimi 15 anni, partendo da subito, e tesa a valorizzare la storia del territorio magno-greco, le peculiarità delle risorse agricole, della zootecnia, del mare contrastando chi racconta che nasciamo con la vocazione a produrre tubi e veleni?"
 
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