Michele Mazzarano (PD) su Tempa Rossa

"Non basta una mozione in Consiglio regionale per nascondere le responsabilità del partito di Sel sul progetto Tempra Rossa di Taranto. Apprezzo lo spirito che anima l'iniziativa di Alfredo Cervellera, ma ho la sensazione che, anche intorno a questa vicenda, stiano prendendo il sopravvento tatticismi elettorali. Questa vicenda è stata caratterizzata da una procedura che ha registrato i pareri favorevoli espressi dal Comune, dalla Provincia di Taranto e dalla delibera di Giunta regionale del Novembre 2011. In quella giunta un esponente del Pd, Michele Pelillo, allora assessore regionale al Bilancio, mostrò la sua contrarietà al progetto, non partecipando al voto su quelle delibera. Non mi risulta che altri membri di giunta appartenenti al partito di Sel abbiano fatto altrettanto".

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Bonelli contro Stefàno: "ha preso in giro i tarantini"

"Il Sindaco Stefàno ha preso in giro i tarantini", " Il 14 luglio scorso il consiglio comunale di Taranto approvò tre documenti tra cui quello dei Verdi per Taranto Respira per il NO al progetto Tempra Rossa. Già quel giorno avevo informato il Sindaco che un semplice NO del Comune a "Tempra Rossa", se non motivato, non avrebbe prodotto alcun effetto per fermare il progetto dell'Eni". Queste alcune delle dure parole del leader dei Verdi Angelo
Bonelli circa il progetto dell' Ente Nazionale Idrocarburi di realizzare due serbatoi supplementari di 180 mila metri cubi e allungare il pontile di 300 metri con un aumento stimato di 90 petroliere l'anno per stoccare e poi smistare il greggio del campo petrolifero dell'alta valle del Sauro. Questo comporterebbe una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di gpl ed 80
tonnellate di zolfo. Un enorme danno per l'ambiente e la salute dei tarantini già fin troppo compromessi. L'economia di Taranto pare essere basata sui veleni.

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Taranto: Eni a rischio

Rottura delle trattative a Roma tra i sindacati e l' Eni sul nuovo progetto industriale che prevede la riorganizzazione generale degli organici.
L' Ente infatti ha denunciato gravi perdite nel settore della raffinazione a causa di un surplus europeo di 120 milioni di tonnellate di raffinato ed ha comunicato ai sindacati che l'operatività sarà garantita solo per le raffinerie di Sannazzaro (Pavia) e di Milazzo (per la propria quota del 50%).
Circa la raffineria ionica, Il Segretario Generale della FEMCA CISL di Taranto, Emiliano Giannoccaro, dichiara che "tutta la raffineria è messa male ed un migliaio, tra diretti ed appalto sono i lavoratori interessati. Già nel 2011 fu prospettato di mantenere attive tre raffinerie su cinque. Ora bisogna capire in che termini Taranto rischia, ricordando che il Ministero del Tesoro detiene il 33% delle quote".
Per il Consigliere Regionale Pietro Lospinuso (PdL-Fi) "sulla questione di Tempra Rossa qualcuno sta giocando col fuoco, rischiando di far perdere a Taranto un'occasione unica di rilancio portuale e di respiro occupazionale" e, prosegue, "le dichiarazioni del neo Ad dell' Eni dovrebbero essere un monito a coloro per chi oggi temporeggia o mette in primo piano il problema paradossale dell'eccessiva presenza di navi che affollerebbero il nostro porto. Taranto ha già perso tanti treni e l'Eni non aspetta altro che chiudere la raffineria".
In discussione anche le sedi di Gela, Livorno, Porto Marghera (Venezia) e Priolo (Siracusa).
Il 18 luglio prossimo è previsto il coordinamento nazionale per sollecitare il Governo a trovare una soluzione.
I sindacati pur non esprimendo pareri allarmanti sono tuttavia preoccupati. Si avvertono inoltre le prime reazioni e proteste degli ambientalisti e dei cittadini.

 

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