Vertenza Teleperformance: dalla Ministra Guidi solo buoni propositi

"Questo pomeriggio ho discusso in Aula una interrogazione urgente sulla vertenza Teleperformance, che mette a serio rischio oltre 2000 fra lavoratrici e lavoratori della città di Taranto.
Di oggi, infatti, la notizia della rottura della trattativa fra i sindacati ed i vertici della azienda, avvenuta durante il tavolo convocato a Roma da Confindustria con tutte le parti coinvolte.

I dirigenti hanno continuato ad opporre il muro del ricatto alle rappresentanze sindacali confermando la societarizzazione del polo di Taranto, che andrebbe ad acuire in maniera irreparabile la già difficile situazione sociale ed occupazionale del capoluogo jonico.

Leggi tutto...

Botta e risposta tra M5S e Teleperformance

La cittadina Daniela Donno, in Senato con il Movimento 5 stelle, nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione parlamentare in merito alla situazione dei dipendenti del noto call center Teleperformance.

La risposta di Tp non ha tardato ad arrivare:

"Apprendiamo con stupore dalla stampa le dichiarazioni della senatrice Daniele Donno che, relativamente alla nostra azienda, mostrano una realtà molto parziale e non rendono giustizia agli sforzi fatti dal Gruppo in questi anni per salvare nella sede di Taranto tutti i posti di lavoro, minacciati dalla crisi che ha colpito il settore dei call center.

Teleperformance ha investito, dal 2009 al 2013, una somma pari a oltre 25 milioni di euro tra copertura di perdite e aumenti di capitale, che ha garantito la prosecuzione dell'attività nonostante gli ostacoli frapposti da operatori senza scrupoli che agiscono ai limiti delle norme che dovrebbero garantire la correttezza del mercato.

Ricordiamo che Teleperformance è stata l'azienda che per prima in Italia si è adoperata per stabilizzare i lavoratori in base a quanto previsto dalla circolare dell'allora ministro Damiano, trasformando in tempo indeterminato i rapporti di lavoro dei dipendenti della sede di Taranto".

Leggi tutto...

“La vertenza Teleperformance entri nei programmi degli interventi su Taranto”

  • Pubblicato in Sociale

 

La SLC-CGIL provinciale e regionale esprimono preoccupazione per la delicatissima crisi che sta affrontando la città di Taranto nel suo assetto complessivo.
 
Tale preoccupazione è aggravata dalla ormai prossima apertura della procedura di mobilità da parte dell’azienda Teleperformance sul territorio jonico: l’ennesimo colpo alla seconda azienda del territorio tarantino, proprio dopo l’ ILVA.
 
Estremamente attiva è stata l'iniziativa sindacale in questi ultimi mesi: dalla campagna contro le delocalizzazioni, all’apertura di tavoli istituzionali, all’apertura di vertenze legali nei confronti dell’azienda (compreso l’art. 28 fatto solo dalla nostra O.S. - peraltro vinto - sulla gestione della cassa integrazione..).
Ma nulla è stato fatto dall’Azienda per impedire di sparire dal territorio jonico, dove oggi sono collocate circa 2000 persone.
 
L’Azienda da qualche tempo, esercita un azione di ricatto nei confronti del Sindacato, richiedendo l’accettazione della riduzione dei contratti individuali dei lavoratori, passando a 4 h, rispetto alla previsione di mantenere gli attuali livelli occupazionali: un ricatto che, come SLC CGIL offensivo, inaccettabile.
 
Per questa delicatissima situazione si ritiene opportuno aprire da subito la vertenza del call center, senza più attendere gli eventi, richiedendo l’immediato intervento del Governo. Si proponiamo al Governo di valutare, nell'ambito della nostra vertenza, l’opportunità, a riguardo delle azioni governative annunciate a favore del territorio jonico in questi giorni, di sostenere l’occupazione tarantina anche del call center favorendo, ad esempio, l’acquisizione per l’azienda di commesse pubbliche o a partecipazione statale oggi distribuite tra i vari sottoscala della penisola: sarebbe una boccata d’ossigeno anche questa, dato che moltissime lavoratrici del call center hanno i mariti proprio in ILVA.
 
Proponiamo che questa diventi l’occasione per affrontare alla radice il problema dei call center su cui il Governo, a partire da quello di Taranto, non può fare più marcia indietro.
È aperta la  vertenza contro l’azienda Teleperformance, annunciando chiaramente la disponibilità a ragionare di riduzioni orarie o contrazioni di personale, e si auspica, proprio per la drammaticità della situazione tarantina, un intervento del Governo che, mancando ancora, non farebbe altro che aggravare ulteriormente ed in maniera colpevole la vita di tutta una comunità.
 
Leggi tutto...

Vertenza Teleperformance: alle 16.30 la manifestazione. Partenza dall'Arsenale a Taranto

  • Pubblicato in Economia

 

Oggi, sabato 10 Dicembre alle ore 16.30, le Organizzazioni Sindacali di Categoria e le Confederazioni di CGIL, CISL, UIL ed UGL hanno indetto una marcia per la difesa del lavoro e del contratto dei lavoratori di Teleperformance. La partenza è prevista negli immediati pressi dell'Arsenale, a Taranto.
A darne notizia sono le stesse organizzazioni sindacali, con una nota congiunta a firma delle segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL ed UGL TLC.
Quella di Teleperformance è una vertenza molto sentita anche a Grottaglie, dal momento che nello stabilimento jonico sono impiegati circa 300 operatori della città delle ceramiche.
Allo scadere della fase sindacale, prevista dopo l'apertura della procedura di mobilità dello scorso 14 Ottobre, si è consumata una rottura del tavolo di trattativa, dato che l' unica proposta aziendale, per uscire dalla crisi, è stata, oltre alla chiusura della sede romana, la riduzione a 4 h del part time per gli operatori.
"Una misura - fanno sapere i sindacati - che riteniamo inaccettabile nel metodo e nel merito. Nel metodo, in quanto l'AD ha ritenuto di incontrare preventivamente i lavoratori avanzando le sue proposte e non ritenendo opportuno condividerle con il sindacato; nel merito, in quanto la riduzione oraria non risolve il problema legato al costo del lavoro che la stessa azienda denuncia come causa principale della crisi.
Una crisi che, ormai, si protrae da anni e che l'azienda non ha fatto altro che scaricare sulle spalle dei lavoratori, traendo, anche in questa fase, il massimo profitto. Non possiamo dimenticare, difatti, che questa stessa azienda, mentre dichiara gli esuberi, ha una massiccia quantità di lavoro “buono”(quello inbound, per intenderci) in Albania o che utilizza migliaia di lavoratori a progetto per svolgere lavoro outbound.
Ed ora, dopo un anno di solidarietà e 6 mesi di cassa integrazione, continua, questa volta in modo definitivo, a chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori.
Ecco perchè il 10 Dicembre, allora, scendiamo in piazza: per difendere quelle condizioni che hanno permesso la nascita di oltre 700 bambini, per consentire ai tanti giovani e tante donne che sono lì di uscire dal guado dell' incertezza e della disperazione, per tutelare il contratto che vuol dire doveri ma anche diritti. Proprio quei diritti che oggi, troppo spesso e facilmente, vengono calpestati in nome della delocalizzazione o della crisi internazionale.
Per tutte queste ragioni, il 10 Dicembre, manifestiamo e daremo il massimo sostegno all' iniziativa dei lavoratori: per tutelare la loro e la nostra dignità."
Leggi tutto...

Trivisani (Idv): "Teleperformance non ricatti i lavoratori"

  • Pubblicato in Economia

Dopo le dure considerazioni dei giorni scorsi di Pd e Sel, anche il circolo dell’Italia dei Valori di Grottaglie stigmatizza in maniera perentoria quanto sta avvenendo in queste ore nello stabilimento tarantino di Teleperformance, multinazionale francese dei call center.

La denuncia giunge in una nota a firma del vice presidente del Consiglio Comunale, Donato Trivisani.
Il nostro partito e la mia persona in particolar modo – sottolinea Trivisani - portano avanti da tempo una battaglia forte nei confronti del precariato giovanile e non, in tutte le sue forme. In questi anni di distruzione selvaggia del mercato del lavoro protetto, i call center sono diventati l’emblema di una generazione senza futuro, che cerca di affrontare un proprio percorso professionale nella totale assenza di tutele e diritti.
Per questo, consideriamo inaccettabile quanto accaduto nelle scorse ore a Teleperformance, dove il segretario provinciale ed Rsu della Slc-Cgil, Andrea Lumino – tra l’altro componente di direttivo provinciale di categoria ed Rsu assieme al sottoscritto – ha subito un ingiusto licenziamento in rapporto all’osservanza del contratto al quale avrebbe dovuto essere sottoposto.
Tutto ciò è accaduto per il semplice motivo che Lumino, nelle sue piene funzioni di rappresentante sindacale, ha osato difendere gli operatori dello stabilimento dal mancato ottenimento del proprio stipendio.
È consuetudine di questa azienda e di altre realtà, anche grandi, del nostro territorio intimidire e ricattare i lavoratori a scopo di accrescere il proprio potere contrattuale. Mi farò promotore assieme al mio partito – conclude il vice presidente del Consiglio Comunale - di iniziative volte a tutelare tutti coloro svolgono il proprio ruolo nel rispetto dei contratti e degli orari di lavoro e sosterrò, nonostante il difficile momento economico che il Paese attraversa, qualsiasi istanza volta a migliorare il trattamento economico, ad oggi sottostimato, dei nostri lavoratori.
A tale proposito - conclude Trivisani - rilancio la proposta, della quale sono stato firmatario, di svolgere quanto prima un Consiglio Comunale monotematico sulla crisi del call center Teleperformance”.
Leggi tutto...

Teleperformance: il Pd di Grottaglie richiama l'azienda

  • Pubblicato in Economia

Sulla profonda crisi riguardante il call-center tarantino Teleperformance aveva già posto l'attenzione qualche giorno fa il circolo di Sel, ma nelle ultime ore la situazione sembra essere precipitata.

A tale proposito giunge in redazione una nota del Partito Democratico di Grottaglie, che esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori dell call-center con un particolare riferimento "all'ingiusta lettera di sospensione inviata dall'azienda ad Andrea Lumino, segretario provinciale della Slc-Cgil, messo alla porta dopo essersi fatto portavoce del diritto dei lavoratori a ricevere lo stipendio dovuto".
L'attestato di sostegno e la conseguente denuncia giungono in una nota a firma della reggenza del partito di Grottaglie, affidata al vice segretario Carmine Trani e al responsabile organizzativo Aurelio Marangella. 
"Dopo mesi di tira e molla tra azienda e parti sociali - recita il comunicato stampa - lo scorso 30 giugno, attorno al tavolo ministeriale, si è stabilita la bozza di accordo che prevedeva 900 esuberi di cui 460 su Taranto: 230 lavoratori avrebbero usufruito della cassa integrazione a rotazione, mentre 230 lavoratori di TV Sat e Mediaset avrebbero dovuto ricevere la cassa integrazione a zero ore il primo mese, e per 2 mesi formazione (training on the job), pagata al 100%. Dopo i 2 mesi anche i 230 sarebbero rientrati su cassa a rotazione.
Lo scorso venerdì però, contravvenendo agli accordi, l'azienda non ha effettuato i dovuti bonifici per riconoscere in busta paga il compenso che il lavoratori di Teleperformance attendevano per il periodo di formazione. L'evento ha scatenato la rabbia degli operatori, che hanno trovato nella rappresentanza sindacale di Andrea Lumino una voce per le loro istanze.
L'azienda, nella quale trovano occupazione circa trecento grottagliesi, ha pensato così di risolvere il problema alla "radice" sospendendo Lumino - passo propedeutico al licenziamento - e rimuovendo ogni possibilità per i lavoratori di far valere le proprie ragioni.
Tutto ciò è inaccettabile - rimarca il Pd di Grottaglie - e segnala in maniera preoccupante lo stato di involuzione alla quale è sottoposto il mercato del lavoro odierno. Dopo le conquiste sindacali delle stagioni di grande contrapposizione sociale, pensavamo di non dover più assistere a ritorsioni di questo tipo, che minano la dignità e i diritti degli operatori, isolandoli e punendoli. Ai lavoratori di Teleperformance e ad Andrea Lumino comunichiamo la nostra solidarietà e la volontà di denunciare l'accaduto e intervenire, con gli strumenti a noi concessi - perché questa vergognosa situazione trovi una giusta soluzione. All'azienda rivolgiamo l'invito a tornare quanto prima sui suoi passi, reintegrando chi è stato ingiustamente sospeso e dando ai lavoratori il giusto corrispettivo".
Leggi tutto...

Crisi Teleperformance. Sel: "350 grottagliesi a rischio"

  • Pubblicato in Economia

Occhi puntati sulla crisi di Teleperformance, multinazionale francese dei call center. L'azienda è di casa anche a Taranto, con uno stabilimento che occupa circa 2 mila dipendenti, di cui 350 grottagliesi. A richiamare l'attenzione sul difficile momento è il locale circolo di Sel "Pasolini", che in un comunicato stampa rimarca la posizione del partito e i futuri interventi a sostegno dei lavoratori di Tp.

 

Dopo la prima circolare del Ministro del Lavoro Cesare Damiano del Governo Prodi datata 2006 avente per oggetto la lotta alla precarità, Teleperformance, una tra le più grandi società operanti nel settore dei “Call Center” con le due sedi di Taranto e Roma, avviava il processo di assunzione dei lavoratori sino ad allora precari. 
Al processo virtuoso contribuiva la Regione Puglia negli anni 2007/2008 per mezzo dell'assessore Marco Barbieri, che favorendo la formazione d'eccellenza stabilizzava circa 2000 lavoratori, di cui 350 Grottagliesi, molti dei quali poterono finalmente realizzare i propri progetti di vita e due per tutti: i figli e le abitazioni
.

A questa storia che senza altri interventi sarebbe stata a lieto fine, si è frapposta la mano del governo Berlusconi ed in particolare la scure “socialicida”del ministro Sacconi, il quale con la sua famosa Circolare, più propriamente direttiva, del 18 settembre 2008, intitolata "Servizi ispettivi e attività di vigilanza", ha dato disposizione di ignorare quanto in precedenza stabilito in materia di lavoro a progetto, cosicché le aziende "virtuose" come Teleperformance con un costo del lavoro più alto, soverchiate dalla concorrenza di aziende libere di applicare selvaggiamente contratti a progetto, sono ricorse alla cassa integrazione ed ai contratti di solidarietà facendo sfumare i diritti faticosamente conquistati da questi lavoratori. 
Non solo anche l'organizzazione della cassa integrazione unitamente alla esecuzione dei contratti di solidarietà ha procurato notevoli disagi ai lavoratori tanto da delineare problemi di ordine pubblico all’interno e all’esterno dell’azienda"
.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Log In or Sign Up