Sequestrata pizzeria in villa a San Giorgio jonico

Una coppia di San Giorgio Jonico, lui 40enne pregiudicato, lei 43enne incensurata, sono accusati di concorso in trasferimento fraudolento di valori.

I Carabinieri del reparto operativo del Comando di Taranto hanno rilevato che la donna, intestataria di una ditta individuale, una volta ottenuto l'affidamento in gestione della villa comunale "Giovanni Paolo II"  aveva realizzato abusivamente, nell'ambito della stessa, un chiosco adibito a bar, una pizzeria ed una rosticceria. Inoltre, i militari hanno accertato che la conduzione dell'esercizio era affidata al coniuge che, in quanto pregiudicato, non avrebbe potuto partecipare alla gara pubblica.

La coppia infine, dichiarava redditi del tutto insufficienti a realizzare e gestire l'attività commerciale. Posti sotto sequestro l'impresa della 43enne, le strutture erette nell'ambito del sito comunale con tutte le attrezzature (affidate ad un amministratore giudiziario) e 10.000 euro rinvenuti sul conto corrente della ditta.

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Marina di Pulsano: sequestrato uno stabilimento balneare

Il Nucleo Difesa della Guardia Costiera di Taranto ha messo sotto sequestro la struttura turistica "Da Donato" . Il complesso, sito lungo la Marina di Pulsano, particolarmente frequentato da bagnanti e turisti, occupava abusivamente circa 1040 mq tra demanio marittimo e patrimonio dello Stato. L'area, addirittura ben piastrellata, con un chiosco bar e numerosi tavoli con sedie, veniva utilizzata anche per serate danzanti. Il titolare è stato
denunciato per reati contemplati dal Codice della Navigazione.

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Scoperta discarica abusiva a San Giorgio Ionico

Denunciati in stato di libertà, il legale responsabile ed un autotrasportatore di una società che formalmente esercita attività di costruzioni idrauliche e dragaggio di fondali, in quanto sorpresi dagli agenti del Distaccamento di Polizia Stradale di Manduria mentre erano intenti a scaricare rifiuti provenienti da scavi stradali in un terreno agricolo di circa 7.200 metri quadri sito in agro di Taranto, lungo la Via per San Giorgio Ionico.

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Taranto: Sequestri da parte della guardia di finanza. Un arresto

Scattato nella notte un controllo nei confronti di un pregiudicato ventinovenne tarantino.

Nel corso di un' attività di servizio sul territorio gli ufficiali hanno sottoposto a controllo un' autovettura condotta da un giovane tarantino. L' uomo mostrava chiari segni di irrequietezza al momento del fermo che hanno insospettito i militari, riscontrando che il ventinovenne risultava pregiudicato ed in sorveglianza speciale. 

I controlli e la perquisizione personale hanno portato al ritrovamento sulla persona di circa 15 grammi di hashish e all' interno dell' auto, di un arma da fuoco automatica, una mitraglietta Skoripion, completa di caricatore. Inoltre nell' atuovettura sono stati rinvenuti ulteriori 25 grammi di hashish.

Un successivo controllo approfondito all' interno dell' abitazione del pregiudicato hanno portato alla scoperta di una quantità di dorga pari a circa 340 grammi e un bilancino di precisione

L' uomo, arrestato per traffico di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di arma da fuoco, è stato condotto presso la Casa Circondoriale di Taranto

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Retata delle fiamme gialle in via Aldo Moro. Sequestrati beni per 2 milioni di euro

  • Pubblicato in Cronaca

Due complessi aziendali, un appartamento, l'intero parco auto di una concessionaria, quote societarie, soldi e persino una scuderia con 16 cavalli da corsa. E' il risultato di una retata compiuta questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza in via Aldo Moro, nei pressi dello stadio comunale. I beni, il cui valore ammonta complessivamente a 2 milioni di euro, apparterrebbero a L.C., un pregiudicato di Grottaglie (e ad altri suoi familiari) già noto alle forze dell'ordine perché precedentemente condannato per traffico di droga. 

I beni erano sparsi tra Grottaglie, Napoli e Gorizia e sono stati ora sottoposti a sigillo dalle fiamme gialle. 

Le indagini che hanno portato al blitz sono state condotte dal nucleo della polizia tributaria in seguito al rilevamento di una sproporzione tra i redditi dichiarati dall'uomo e dalla moglie rispetto al tenore di vita condotto dai due. La differenza infatti tra quanto dichiarato e spese sostenute tra il 2006 e il 2011 ammonta a circa un milione e mezzo di euro. L'ipotesi di reato a carico dei due è quella di violazione al nuovo codice antimafia. 

 

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