Il diritto alla salute

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Il 31 ottobre il Consiglio Comunale di Grottaglie ha discusso e approvato un ordine del giorno sui rischi che continuano ad incombere sull’ospedale “San Marco” e sui gravi e pesanti pericoli che gravano sulla sanità pugliese e tarantina in particolare.
 
Per quanto riguarda l’ospedale di Grottaglie il Consiglio Comunale ha stigmatizzato il discutibile e ingiustificato intervento del dott. Menza, Direttore Medico del presidio ospedaliero orientale-Grottaglie che, con un ordine di servizio, sospende da oggi l’attività chirurgica e tre dirigenti medici di chirurgia sono stati trasferiti presso altre strutture ospedaliere.
In pratica si vuole riportare il reparto chirurgia da H24 a day-surgery.
Con quell’ordine di servizio, in sostanza, si torna a depotenziare il nosocomio grottagliese con inevitabili ripercussioni negative sul diritto alla salute dei cittadini. Ma è ancora più grave perché si sta violando una sentenza del TAR che ha imposto all’ASL, per tale reparto, il funzionamento H24.
 
Il tutto si tenta di giustificarlo con i problemi legati alla scadenza dei contratti a tempo determinato di medici ed infermieri che, ovviamente, è un problema reale, ma che va affrontato a livello regionale e nazionale con la massima attenzione e con lo sguardo rivolto alla gravissima situazione sanitaria in cui versa Taranto.
Nessuno può permettersi di sottovalutare la drammatica realtà che vive Taranto e la sua provincia dal punto di vista sanitario, alla luce anche degli agghiaccianti risultati del rapporto del Ministero della Salute “Sentieri”, resi noti recentemente dal ministro Renato Balduzzi.
Dati che ci dicono che la gestione della salute a Taranto non può essere affrontata, con burocratica freddezza matematica in una comunità che è stata martoriata da anni di inquinamento.
 
Per questo è importante e va sostenuto il lavoro che stanno egregiamente portando avanti la Conferenza dei Sindaci ed anche i parlamentari e i consiglieri regionali tarantini. Bisogna chiedere con forza e determinazione un adeguato e diverso trattamento per Taranto con opportune deroghe alle disposizioni di legge.
 
Cittadini ed istituzioni devono chiedere con forza il diritto alla salute con una adeguata offerta sanitaria.
Devono tornare a fare sentire la loro voce e la protesta per evitare che, oltre al danno per la salute, si aggiunga la beffa di vedere mettere in discussione un risultato ottenuto con unitarie iniziative di lotta quale è la salvaguardia dell’ospedale “San Marco” di Grottaglie.

 

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L'ASSISTENZA SANITARIA MERITA RISPOSTE SERIE E CONCRETE

 

Che a livello regionale per la questione sanitaria si sia fatto il gioco delle tre carte, e che in questo anche l’assessore Pelillo abbia il suo contributo di responsabilità,  visto e considerato che assistiamo a dichiarazioni di finanziamenti con milioni di euro che passano da un punto all’altro e che esistono esclusivamente per alcune destinazioni di spesa,  ne sono convinto. 
Non voglio entrare nella polemica accesa da Lospinuso nei riguardi di Pelillo, che lancia l’idea di richiedere fondi secondo un progetto da inserire nel maxi-emendamento della legge di stabilità,  perché sinceramente lascia basiti che su un argomento così importante Lospinuso attui un rimpallo di una responsabilità essendo coinvolti entrambi nella debacle sanitaria. 
E’ inaccettabile che si parli di colpe esclusive della sinistra perché vorrei ricordare che quando c’era il centro-destra al governo in regione Puglia  i concorsi sono stati fatti “a fatica e poco alla volta”, soprattutto nell’area ionica, ed oggi si paga un problema atavico di assenza di personale perché quest’ultimo è stato tenuto in uno stato di precarietà in funzione della politica, concepito affinché la politica potesse nel tempo continuare ad avere ingerenze tenendo sotto scacco i precari della sanità e di contro ottenendo quel “placement”  che possiamo facilmente constatare o immaginare. 
Oggi accade che i conti non tornano per tanti motivi, oltre che per leggi imposte a livello governativo centrale, nel senso che la spesa non deve superare un budget e quindi a detta del Direttore della ASL di Taranto Scattaglia non deve superare il 50% della spesa del 2009. Tutto ciò penalizza in modo gravissimo la ASL di Taranto,  che sconta gli errori del passato, appena citati, per i concorsi mai effettuati, ed è argomento di discussione  della  Conferenza dei Sindaci dell’area Ionica, nonché  della riunione urgente convocata dal Direttore della Asl di Taranto con tutti i rappresentanti istituzionali, sia del parlamento che della regione.  Di tre milioni di euro è lo sforamento della ASL di Taranto, ferme le direttive governative per le quali  non si può più andare avanti  pena la chiusura di più ospedali; del resto il Direttore Scattaglia  non può assumersi responsabilità  nell’ambito della spesa corrente della ASL di Taranto. 
Ecco le gravissime defaillances attribuibili alla politica sia quella targata centro sinistra che targata centro destra. Non si può  attribuire le colpe tutte al recente passato, e meno che mai si può continuare a sbagliare come nel recente passato, ecco perchè sono contrario a promesse di stanziamenti  per operazioni come il “Centro Ambiente e Salute”, che non costituiscono impellenze serie e di vera utilità per il territorio dal punto di vista sanitario, meno che mai della prevenzione, specie se, come accade, la politica continuerà a favorire l’esistenza dell’industria inquinante sul territorio, con un ineludibile aggravio di malattie. Per risolvere con determinazione il problema dell’assistenza sanitaria nel territorio e rimediare all’ incidenza di malattie occorre un atto della regione trasversalmente condiviso, che arrivi al Governo e che trovi supporto grazie alle promesse fatte a Taranto dal Ministro della Salute, che ancora oggi ribadisce come per  la città bi-mare, in considerazione dei dati riscontrati sulle malattie, occorre andare in deroga stanziando risorse ulteriori rispetto a quelle stabilite. 
Dr. Patrizio Mazza Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori  
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PIANO STRAORDINARIO SALUTE AMBENTE PER TARANTO

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"In III Commissione sanità si è parlato del progetto riguardante il “Centro Salute ed Ambiente”, che ha visto il reperimento di 8 milioni di euro dalle risorse eccedenti l’assestamento di bilancio 2012 e che dovrebbe interessare in cogestione l’ARPA e la ASL di Taranto. 
Il sottoscritto ha sempre detto che non ci può essere eco-compatibilità ambientale con un complesso industriale come quello dell’ILVA, ragione per cui non c’è neanche necessità d’istituire un servizio per monitorare l’inquinamento massivo dell’ILVA, perché volendo parlare di una seria e coerente prevenzione sanitaria, di una vera difesa del diritto alla salute, nonchè di una tutela ambientale di Taranto e provincia,  l’ILVA non dovrebbe semplicemente continuare ad esistere e solo non insistendo sul territorio non inquinerebbe più. Quindi ritengo che gli 8 milioni dovrebbero servire ad instituire un Organismo di studio e ricerca e progettazione di  alternative economiche all’ILVA. 
È giusto che alcune risorse servano per la questione sanitaria, come per il registro tumori e per le mappe epidemiologiche, al fine di avere un vero riscontro della salute dei cittadini e degli operai,  ottenendo dati reali, e quindi un lavoro ottimizzato e velocizzato essendo già in itinere ma ripeto che piuttosto che istituire un nuovo Ente per definire i livelli espositivi agli inquinanti, per stimare i profili emissivi degli impianti e così via,  bisognerebbe fare piena luce riguardo quello che si vuole fare circa i grossi complessi industriali esistenti a Taranto, che avranno una loro utilità sul piano lavoro ma sicuramente non sul piano della salute e mano che mai sullo  sviluppo sostenibile dove invece incidono provocando seri ed irreparabili danni; pertanto che cosa dobbiamo monitorare ancora che non si conosca?
Oggi ho ravvisato tante contraddizioni estrinsecate dai vari consiglieri che si sono espressi al  riguardo, sia quando Palese  ha definito il progetto: “un primo paletto tra tanti”, e al quale ho risposto che solo l’Organismo di ricerca e ideazione alternative alle industrie inquinanti sarebbe un “paletto risolutivo e di reale beneficio per la popolazione e per gli operai”. Reputo inconcepibile costituire un Centro atto esclusivamente a  monitorare le emissioni tossiche, pensando assurdamente che si possa ridurre l’inquinamento  tenendo l’ILVA indisturbata sull’area ionica.  Se si vuole spacciare favole per verità io a questo gioco non ci sto e chi parla di ambientalizzazione o monitoraggio salvifico ha semplicemente in animo di mantenere l’assetto economico delle industrie inquinanti inalterato e non ha a cuore la reale riduzione delle malattie.
Discutibili le affermazioni di Losapppio che dice di voler creare una struttura, appunto il Centro Salute ed Ambiente, presso l’ospedale Testa, ove insiste il polo industriale “blindato da polveri ed inquinanti”, e perché non dare la stessa garanzia agli abitanti dei Tamburi come agli operai? E mi chiedo come dovrebbe blindarla una struttura del genere? Specie alla luce del fatto, ormai acclarato, ed è solo un esempio tra tanti che si possono fare, che l’ILVA non vuole procedere minimamente alla semplice copertura dei parchi minerari, quindi di quale blindatura per “alcuni eletti”  vogliamo parlare?
Per finire, dulcis in fundo, c’è il nostro Curto che riferisce che Taranto non è concepibile senza l’ILVA, e vuole imporre in modo quasi autoritario la vocazione ad essere massivamente inquinata ad una città che non lo contempla neanche tra i suoi residenti.   Curto sotto questo aspetto per me è un dogma, specie quando ribadisce che  Taranto avendo  questa peculiarità ineludibile dovrebbe sfruttarla al massimo aggiungendoci altra  economia venefica.
Sinceramente il tenore delle dichiarazioni mi ha depresso e sconfortato al punto che ho preferito abbandonare l’aula per non contribuire ai continui alterchi.  A parte le contraddizioni, a parte  il deserto di idee “risolutive” della questione Taranto, quello che veramente mi sdegna è pensare che nessuno sappia cosa è emerso dalle pagine della maxi-inchiesta in cui ILVA è imputata per disastro ambientale e sanitario, perché questo voglio immaginare e non altro. Riscontro una reiterata assenza di  volontà da parte di chiunque della Giunta come del Consiglio a mettersi attorno ad un tavolo per elaborare progetti, economie e sviluppo alternativo che freni  in modo efficace e definitivo  l’inquinamento perenne dell’ILVA su Taranto e la sua provincia. 
Dr. Patrizio Mazza Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori "
 
 
 
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Mazza: "Asl Taranto, gli 8 milioni servano per garantire una buona sanità e non altre questioni"

 

Una nota del consigliere regionale IdV, Patrizio Mazza. "Ieri grande impegno durante la riunione di maggioranza in Regione Puglia, alla presenza del Presidente Vendola e del presidente del Consiglio regionale Introna, per trattare gli accesi temi del piano di riordino sanitario, che preoccupa fortemente e giustamente apparato sanitario e cittadini; tangibile, in riunione, era l’assenza di rappresentanti della maggioranza, precisamente del Pd, impegnati ad inaugurare sottopassi ferroviari che evidentemente assurgono per importanza alla questione della chiusura degli ospedali. Durante la riunione si è parlato anche degli 8 milioni di euro stornati dal bilancio regionale a favore della Asl di Taranto ed è emerso un panorama variegato sull’utilizzo perché secondo alcuni sarebbero da utilizzare per continuare l’attività di trasporto malati oncologici e secondo altri sarebbero da negare in modo assoluto all’utilizzo delle case di cura, per sopperire alle carenze del personale, o per dare supporto alla questione della mobilità di pazienti presso ulteriori strutture.
Il sottoscritto, nel merito, ritiene che a Taranto non si possa fare distinzione tra sanità pubblica e privata, specie quando la sanità privata svolge un ruolo sociale di rilevante importanza. Ciò è ancor più vero per il fatto che a Taranto nella sanità pubblica non esiste la cardiochirurgia, per il fatto che l’ortopedia non è sufficiente al fabbisogno delle richieste, e alla luce del fatto che il recupero della riabilitazione funzionale è affidato per gran parte alle strutture private. Inoltre altre branche di carattere oncologico non forniscono una sufficiente risposta al territorio, per cui è giocoforza che la sanità privata, che si serve del convenzionamento pubblico, possa avvalersi anch’essa degli stessi supporti con livelli di prestazione consoni alla potenzialità delle strutture, come ritengo sia normale e d’uopo per le strutture pubbliche.
Detto ciò, alla luce di quello che è ovunque risaputo in merito alla situazione sanitaria tarantina gravata da una forte compromissione ambientale che si ripercuote sui cittadini, deducibile dalla lettura di perizie medico-scientifiche di ogni illustrissimo studioso, e da ultime le perizie della maxi inchiesta per disastro ambientale e sanitario pendente presso la Procura, ove è indagata l’Ilva, che paga il suo centro studi al fine di far raccontare la risibile fiaba dell’ecocompatiblità ambientale, ritengo che proprio qui ci sia una maggiore necessità di attenzione e sostegno ai diritti dei cittadini. Dall’altra parte riscontro una situazione strutturale sanitaria atavica ricca di carenze, almeno su certi settori, per cui ne deriva che i soldi, gli stanziamenti devono servire per situazioni di effettiva necessità a totale beneficio dei cittadini, della comunità e non di altro".
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Mazza: "La buona sanita' e la mistificazione dei bisogni dei cittadini"

 

Una nota del consigliere regionale Idv, Patrizio Mazza. "In seno alla III Commissione Sanità della Regione si delinea la discussione che riguarda il piano di riordino abbinato al precedente piano di rientro: pertanto, se il piano di rientro significava tagli, riduzione dei posti letto, riduzione delle spese, decurtazione anche di servizi, il piano di riordino significa, teoricamente, ottimizzazione delle risorse, mobilità, accorpamenti dei reparti e tentativi di rendere uniforme l’assistenza sanitaria in tutto il territorio.
Si percepiscono le prime avvisaglie di come sia l’uno che l’altro potrebbero ritorcersi come un boomerang verso la politica, in particolare nei riguardi di quella politica che pensa ancora di poter utilizzare la sanità come chiave di volta per se stessa e un pascolo di carattere politico elettorale, e tutto questo è ancor più evidente quando si assiste a proposte di riordino di reparti o di ospedali, repentinamente cambiate o che vengono, in qualche modo, ridimensionate, il tutto con connotati di nebulosità nonostante già da due anni si conoscono tutti gli argomenti ancora oggi discussi, le criticità e le virtù.
Anche in provincia di Taranto si manifesta disappunto, o si mobilitano scudi umani, come titolano taluni giornali, a difesa di reparti, e ciò accade a Manduria, è avvenuto a Grottaglie, e potrebbe accadere per qualsiasi ospedale che si reputa penalizzato dal piano di rientro.
Ritengo che i politici debbano dare dei messaggi chiari, specie in questo frangente, e il sottoscritto continuerà ad essere leale e preciso nei confronti di tutti i cittadini; pertanto al di là di quello che emergerà dalle audizioni che si terranno in commissione sanità e che coinvolgeranno associazioni, Comuni e rappresentanze significative di malati o quant’altro, ribadisco ora più che mai che mi batterò fortemente affinché ci sia una distribuzione equa dei servizi, e affinché tutte le province siano servite da adeguata eterogeneità nell’ assistenza, esaudendo le esigenze ed i diritti dei cittadini. Tale varietà deve soddisfare un intero territorio e superare ogni ostruzionismo politico, ogni interesse di mero campanile, ogni demagogia, tanto dichiaro e tanto farò con estrema coerenza consolidando ora più che mai il mio patto di lealtà con le comunità tutte.
I cittadini sono stanchi e bisogna garantire i loro diritti, quindi si dica come si vuole intendere un ospedale e quale ruolo debba avere e conseguentemente si proceda con le azioni consequenziali, perché se un ospedale deve essere devoluto all’assistenza di pazienti con cronicità deve assurgere ad eccellenza per codeste peculiarità, e non essere un qualcosa di comune, se l’ospedale deve essere devoluto all’emergenza deve garantire eccellenza in questo settore ed essere dotato di strumentazioni, servizi e professionalità di elevatissimo profilo, così dicasi per le oncologie e qualsiasi altra branca di carattere specialistico, purché non di carattere di emergenza ma che rivesta una priorità sul piano sociale. Consiglio ai cittadini di avere accortezza nel giudicare i politici che li rappresentano perché molto spesso costoro creano solo una mistificazione delle necessità dei cittadini, tutelando bisogni fittizi piuttosto che bisogni reali".
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"Emergenze sanitarie correlate all'ambiente". Giovedì 24 un convegno al Liceo artistico V.Calo'

Strategie di sorveglianza e strumenti di programmazione per nuove emergenze sanitarie correlate all'ambiente” Questo è il sottotitolo  dell’importante convegno che si svolgerà giovedì 24 maggio alle ore 18:00, nell’ Auditorium del Liceo artistico V. Calò, in via Jacopo della Quercia, organizzato dalle Soroptimist  e Lions di Grottaglie e dall’Associazione Koiné. sui problemi emergenti delle Malattie Infiammatorie Croniche, nell’ambito delle quali spiccano per numero e rilevanza sociale, i Disordini Infiammatori Immunomediati  (IMID).

A relazionare su questo innovativo protocollo sanitario, strettamente correlato con l’ambiente da oltre sei anni e applicato nell’Ospedale San Pio di Campi Salentina, sarà il professore Mauro Minelli (Direttore del Centro IMID di Campi Salentina), ed anche esperto consulente nella commissione del Senato (presieduta dal pugliese Rosario Giorgio Costa) "Commissione parlamentare d'inchiesta sull'esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all'uso dell'uranio impoverito".
Alla relazione di Minelli, preceduta dai saluti dei tre presidenti delle tre associazioni, la professoressa Maria Teresa Bray Traversa, il dottor Tommaso Sibilio e il dottor Roberto Burano, l’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro cercherà di dare delle risposte di taglio istituzionale.
 Sono stati invitati anche i medici di famiglia, ai quali i pazienti si rivolgono quando sono agli esordi delle principali malattie infiammatorie croniche e le loro progressioni che di fatto, afferma Minelli, “risultano influenzate dal contributo di interazioni dinamiche e nocive tra i sistemi biologici dell'organismo, determinanti ambientali e alimentazione. La maggior parte dei provvedimenti terapeutici attualmente adottati per il trattamento di questi disordini complessi coinvolge essenzialmente farmaci finalizzati a tamponare i sintomi dopo la definizione della diagnosi generalmente precodificata in DRG. Un opportuno e aggiornato approfondimento interdisciplinare sulla natura di queste complesse interazioni patologiche, potrà fornire nuove evidenze condivise, a loro volta propedeutiche a necessari protocolli aggiornati di prevenzione, di diagnosi e di terapia specifici e, soprattutto, orientati a inquadrarne e neutralizzarne i determinanti primari.”
Tutto questo verrà chiarito giovedì 24 all’Auditorium del Liceo Calò, anche attraverso le domande del pubblico.
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Fiore lascia l'assessorato regionale pugliese alla sanita'. Al suo posto Attolini

 

Apertura estemporanea della seduta odierna del Consiglio regionale. I lavori, infatti, sono iniziati con un intervento imprevisto del Presidente Vendola che ha ufficializzato le improvvise  dimissioni dell’assessore alle politiche della salute Tommaso Fiore che sarà sostituito dal dirigente dell’Ares, Ettore Attolini anch’egli presente.
“Fiore – ha detto Vendola – aveva già espresso un anno fa il proposito di ritornare nella trincea dell’Università e del Policlinico di Bari, essendo un’autorità scientifica a livello nazionale”.  “E’ stato per la Puglia – ha aggiunto -  un punto di riferimento morale, gestendo la vita della sanità pugliese in una fase estremamente delicata per via del Piano di rientro, evitando di subirne passivamente il rigorismo e puntando fortemente alla reingegnerizzazione del sistema”. In questa ottica vanno visti, per esempio,  i nuovi criteri di selezione del management pubblico. “A lui va la gratitudine – ha detto ancora il presidente – di tutti i pugliesi”. La scelta del successore è nell’ottica della continuità. “Attolini – ha concluso Vendola – è un uomo dotato di mitezza e con una grande capacità d’ascolto”. La persona giusta rispetto alla esigenza della pianificazione dei nuovi modelli assistenziali in Puglia, con particolare riferimento al territorio.
Anche il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha espresso la sua gratitudine convinta per la qualificata azione e l’impegno espressi da Fiore in questi anni difficili, con la sanità pugliese alle prese con il Piano di rientro. “La sua rassicurante guida – ha aggiunto – ha restituito alla Puglia un ruolo di grande dignità e  rispetto”. Questo dà certezza rispetto all’affidabilità del successore Attolini al quale Introna ha rivolto gli auguri di buon lavoro. Raccogliendo, quindi, gli inviti di diversi gruppi consiliari, Introna ha preannunciato una seduta dedicata del consiglio per fare il punto della situazione della sanità pugliese.
Sentimenti di gratitudine per il lavoro svolto in questi anni da Fiore e di fiducia rispetto alla nomina del nuovo responsabile della sanità pugliese sono stati espressi anche negli interventi dei capigruppo che hanno fatto seguito: Rocco Palese (PdL), Salvatore Negro (UDC), Francesco Damone (La Puglia prima di tutto), Giuseppe Romano (PD), Angelo Disabato (La Puglia per Vendola), Aurelio Gianfreda (IdV), Donato Pellegrino (Gruppo misto - PSI), Antonio Buccoliero (Mep) e Michele Losappio (Sel).
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Caso San Raffaele: il grottagliese Luciano Santoro (Pd) ai microfoni di Report. Ecco il video

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Il capogruppo provinciale del Pd alla Provincia di Taranto, Luciano Santoro, aveva già espresso nei giorni scorsi le sue personali perplessità sul percorso intrapreso per la costruzione del nuovo ospedale San Raffaele del Mediterraneo, che avrebbe dovuto sorgere nel capoluogo jonico. Dubbi, che lo stesso Santoro ha potuto ribadire nella popolare trasmissione d'inchiesta "Report", andata in onda ieri sera sul canale Rai 3. Il servizio contiene interviste ad altri esponenti politici locali, tra i quali il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il Sindaco di Taranto Ezio Stefano.

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Mazza (Idv): "La sanita' e la questione dei punti nascita"

 

Una nota del consigliere regionale e medico Patrizio Mazza (Idv) sulla sanità pugliese e la questione dell'annunciato taglio di circa 20 punti nascita in Puglia.
"Nel bailamme della questione sanitaria - sottolinea Mazza - proprio la politica che deve riguadagnare la sua credibilità su più fronti e non solo sulla questione sanitaria continua a mostrare a denti stretti la sua forza demagogica e priva di vera utilità sociale .
Riguardo la questione dei punti nascita ribadisco, come già fatto negli innumerevoli dibattiti pubblici e assise istituzionali che oggi è importante creare una situazione che guardi al futuro, e il futuro vuole, come del resto accade a livello europeo, che i punti nascita siano in qualche modo attrezzati anche per il nascituro oltre che per la madre e che siano collegati a una neonatologia ed eventualmente ad una rianimazione in caso di problemi importanti e/o complicanze .
Creare molti punti nascita per il solo fatto di lasciare in essere situazioni di interesse meramente politico e di beneficio strettamente elettorale piuttosto che di utilità nell’assistenza sanitaria per la popolazione non lo giudico corretto soprattutto quando si acuisce nella popolazione un sentimento di puro campanilismo e non si opera una corretta informazione riguardo i benefici dell’assistenza corretta in termini sanitari.
Per una donna che deve partorire, e la cui gravidanza non ha manifestato problemi è perfettamente organizzabile la parte finale del parto con l’ausilio del proprio ginecologo di fiducia se questi è disponibile a seguire la donna assumendosi ogni responsabilità di cura e così se il ginecologo è un operatore esterno alla struttura sanitaria con la disponibilità della struttura sanitaria di offrire quegli spazi, strutture e strumentazioni necessarie a consentire il parto. Oggi frammentare i punti nascita, come si sta cercando di fare, per accontentare le varie intelligenze politiche del territorio credo che sia deleterio e che non sia altro che un procrastinare un cambiamento che comunque dovrà avvenire obbligatoriamente nel rispetto di standard europei .
 Io credo che la liberalizzazione dell’assistenza sanitaria sia l’unica maniera di creare la giusta responsabilità dei professionisti, quindi dei medici, in particolar modo, e di creare quella giusta informazione nella popolazione dando adeguata soddisfazione alla stessa soprattutto nel rispetto del principio che possa effettivamente scegliersi il medico di gradimento; in questo senso bisogna lavorare evitando situazioni indifendibili sia sul profilo economico che, qualche volta, perfino sul profilo professionale . La mia proposta di legge in regione - conclude il consigliere regionale dell'Italia dei Valori - viaggia in questi termini di efficacia ed efficienza sanitaria mediante una matura liberalizzazione dell’assistenza che può salvare tutto e tutti in termini di vera assistenza e di tutela di professioni valorizzare in termini di utenza soddisfatta per le prestazioni che può ricevere."
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Sanita'. Il segretario provinciale del Pd Parisi "bacchetta" gli esponenti manduriani

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Non si placano le polemiche degli amministratori manduriani, scaturite a seguito della scelta da parte del commissario straordinario della Asl jonica Fabrizio Scattaglia di accorpare al San Marco il Punto Nascita dell'ospedale messapico, causandone la chiusura.
A tale proposito interviene il segretario provinciale del Pd, Francesco Parisi, che nonostante le origini manduriane "bacchetta" i suoi cittadini per l'atteggiamento assunto, considerato troppo campanilistico.
"Mi stupiscono - sostiene Parisi - le richieste da parte di esponenti politici manduriani di diversa provenienza rivolte ai consiglieri provinciali di maggioranza di disertare i lavori del Consiglio Provinciale a causa delle vicende che colpiscono la sanità jonica. Credo che per ogni rappresentante delle istituzioni, sia, oltre che un diritto, prima di tutto, un dovere assoluto partecipare ai lavori dei consessi ai quali si è stati eletti dai cittadini per affrontare i problemi e promuovere soluzioni. Nel caso specifico di questi giorni, però, credo che strumentalizzare l'Amministrazione Provinciale in una vicenda di cui non ha facoltà ad assumere decisioni sia dannoso per l'intera comunità jonica. Il ripensamento dell'offerta sanitaria pubblica, causato dai tagli delle manovre finanziarie operate dal Governo Berlusconi, merita grande attenzione, prudenza e responsabilità, poiché investe la vita di migliaia di cittadini del nostro territorio.”
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