Il sesso non è peccato. Marcella Trani é "V come vagina"

Il sesso è naturale.

La cosa più naturale, la droga più pura senza controindicazioni. Eppure, nella maggioranza degli uomini e delle donne del 2014 esiste ancora una sorta di verginità mentale. Chiusa, bigotta, limitata, frustrata e piena di pregiudizi verso delle minoranze, che forse tanto minoranze non sono. Lungi dal voler dare lezioni sull'argomento, vi rendo partecipi della mia chiacchierata informale, tra donne, avvenuta ieri sera, in un noto locale di Grottaglie, davanti ad una coca ed una birra. Di fronte a me la blogger ed organizzatrice di eventi culturali Marcella Trani. Una donna 26enne del posto, studentessa universitaria con una grande dote: il non pregiudizio. Aperta, chiara, intelligente, brillante gestisce il blog da lei creato "V come Vagina". L'idea di questo progetto nacque quando, in cerca nelle librerie di un libro, "Monologhi della vagina" non riuscì a trovarlo. I commercianti forse, come tanti altri, provano ancora imbarazzo nell'ascoltare quella parola. Eppure è quella anatomica, ufficiale. Suvvia, siamo abituati a sentire chiamare l'organo sessuale femminile con termini ben più pesanti. Ma il punto è un altro. Da cosa è data questa chiusura nonostante veniamo, ormai da anni, bombardati da immagini, messaggi, termini, esempi (il più delle volte sbagliati) sul tema sesso? Dalla paura di essere giudicati. Le pratiche sessuali esistono da sempre. Il "Bondage"(l'arte del legare) , il sado, il maso sono delle appendici del proprio carattere, delle particolarità che sebbene non comprese dai più, non possono essere giudicate. Ognuno di noi ha il proprio feticcio, una particolarità dell'altrui persona che ci attrae: le mani, i piedi, la voce, un modo di portare di capelli, gli occhiali, l'indossare dei vestiti specifici, un orologio, o perché no la testa, intesa come mente. "Le cinquanta sfumature" non hanno scoperto nulla di nuovo. E' che la gente ne parla ma non lo pratica forse abbastanza. E se lo pratica lo fa, spesso, male. In silenzio, di nascosto e talvolta senza l'onestà di dichiarare apertamente sotto le lenzuola ciò che piace e ciò che invece non soddisfa. Marcella, insiste sul dialogo nella coppia. Un paradosso riscontrato nella realtà è che ragazzi/e fidanzati/e o sposati/e non comunicano; per loro è più facile chiedere delle prestazioni sessuali particolari ed aprirsi con degli estranei. Perché? Perché con gli estranei ci si sente più liberi? Sempre per quella sorta di vergogna e di paura del giudizio. Perché si scelgono le prostitute o le donne libere da ogni stereotipo sessuale impostoci dalla cultura gretta, proibizionista, accusatrice e demonizzante? Perché non ci sono impegni di sorta. Perché ci si sente liberi di esprimere sé stessi a pieno. Il tema del sesso deve essere affrontato, vissuto con naturalezza. E' un gioco. La libertà sessuale non è data dalle giovanissime ragazze che svendono il loro corpo, che si denudano dinanzi ad una web camera. "Alcune di quelle ragazze, sono solo furbe, altre forse sono troppo deboli e manovrabili e comunque credo che poche lo facciano consapevolmente. Hanno appreso dalla TV o da esempi sbagliati che il corpo vende. Scelgono la strada più semplice per acquistare robe griffate o oggetti di lusso, ma la questione è delicata ed ha tante sfaccettature soggettive" aggiunge Marcella. Come darle torto. Alla mia domanda su cosa reputa volgare, lei risponde: "l'atteggiamento subdolo per ottenere qualcosa da un'altra persona". Nel suo blog Marcella non racconta solo di sesso ma anche di Amore malinconico ed antico, di emozioni oneste, di palpitazioni e addii. Nel corso degli anni, ha lavorato su sé stessa, ha ottenuto la consapevolezza che la dignità della donna non si giudica dalle storie di una sera o dall'abbigliamento. Ma dal rispetto verso sé stesse. Anni di lotte per l'emancipazione non possono portare come risultato ad una donna che nel suo, e per il suo futuro vede ed aspetta solo l'uomo. Cerchiamo degli stimoli come la lettura, la conoscenza, incontriamo gente diversa perché tutti hanno qualcosa da insegnarci. Non chiudiamoci. Non esiste la città ideale, non si deve parlare di ciò che non si conosce. Ecco, Marcella ha questa bellissima visione della vita, matura con un lato fanciullesco che non ha mai perso. Dialogo, libertà. L'amore è ovunque, è in un uomo che ti guarda come se fossi la cosa più bella del mondo. Non importa se per una sera o per una vita. Non abbiate paura del giudizio. Ignorate e vivete la vostra vita. Le mamme, insegnino l'amore ed il rispetto per sé stessi e per il prossimo ai figli. Alcuni uomini, coloro che si professano aperti ma che poi magari giudicano, devono essere educati. "Siamo tutte prostitute", come cantavano i Pop Group e, aggiungerei , tutte degne di rispetto.

Potrete conoscere il blog "V come vagina" cliccando sul link  https://www.facebook.com/pages/VcomeVagina/592113300884599?ref=ts&fref=ts

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Facevano prostituire anche una disabile: arrestati

A Trani, quattro persone sono state tratte in arresto dai Carabinieri con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. L'organizzazione, alla quale partecipava anche una donna, approfittava di prostitute italiane e straniere, postando su siti dedicati ad incontri a sfondo sessuale, books fotografici che le ritraevano nude. Tra le vittime anche una ragazza affetta da grave disabilità.

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