Allergia alla marijuana, leggenda o verità?

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Le allergie alla cannabis sono state anche oggetto di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica francese La Revue Francaise d'Allergologie realizzato da quattro ricercatori del Dipartimento di Allergologia, Immunologia e Reumatologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Anversa, in Belgio. I ricercatori si sono concentrati in particolare sulla 'Cannabis sativa' (insieme alla 'Cannabis indica' una delle due specie note come 'marijuana') scoprendo che la pianta può causare rinite allergica (raffreddore allergico), congiuntivite, eruzioni cutanee e sintomi asmatici se fumata, inalata o masticata.

Di racconti e leggende sulla cosiddetta "allergia da THC" abbondano. Tale reazione è caratterizzata da un rash cutaneo pungente e rosso, spesso accompagnato da una lieve e moderata irritazione delle vie respiratorie (con tosse e starnuti), e occasionalmente si rileva tra coloro che lavorano a stretto contatto con la pianta coltivata, ma più spesso può causare rinite e congiuntivite nei soggetti suscettibili.

Fino ad ora infatti, questo tipo di esposizione (aerea) è scongiurata (almeno in Italia) per via dell'illegalità della produzione, ma da poco partirà la coltivazione da parte dell'esercito anche nel nostro paese per uso terapeutico e chissà se non sorgeranno nuovi casi di allergie.

Pare che anche l'ingestione delle proteine della canapa possano portare ad una reazione allergica nei soggetti predisposti quale vomito ma a parte un allergene nella polvere di proteine ​​ di canapa stessa, nei suddetti casi può trattarsi di cattiva conservazione, contaminazione o ingredienti aggiunti (quali la clorella).

La sensibilizzazione pare sia attivata sia dal contatto con le piante maschili, sia da quello con le piante femminili

Procedure di analisi immunologica hanno indicato come responsabile la proteina LTP (lipid transfer protein): Le LPT, come suggerisce il nome, sono responsabili del trasferimento di lipidi o altri acidi grassi attraverso le membrane cellulari, e sono spesso implicate in allergie alimentari gravi. Ulteriori ricerche hanno messo in evidenza una proteina isolata quale allergene della cannabis, chiamata Can s 3dai ricercatori.

Sembra che l'unico modo con cui possa essere diagnosticata la sensibilità sia un test cutaneo.

 

 

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Pulizie di primavera? 8 consigli che aiutano la salute

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Qualche settimana fa ci siamo occupati delle allergie ai pollini, una delle concause che può scatenare o aggravare questa è proprio quella di non rispettare le condizioni igieniche necessarie a eliminare gli allergeni presenti nelle nostre case (soprattutto polvere e acari): basta seguire poche e semplici regole per avere una casa a prova di allergia, al riparo da acari, peli e muffe che possono scatenare raffreddori e altri fastidiosi sintomi respiratori.

Guerra alle muffe. Mantenete la casa asciutta riducendo il tasso di umidità: deumidificatore, dunque, e ad altri piccoli accorgimenti, come quello di togliere subito gli indumenti bagnati dalla lavatrice.

Occhio agli acari. Ricoprite i materassi e i cuscini con fodere anallergiche e scegliete mobili fatti con materiali che non attirano la polvere (come vinile, legno, metallo o pelle). Da evitare assolutamente gli articoli con imbottiture.

Cura dei mobili. Effettuate una regolare pulizia delle superfici su cui possono depositarsi acari e allergeni (moquette, librerie etc...). Evitate inoltre l'accumulo di carta, utilizzate i contenitori previsti per i rifiuti, e non ostruite le grate dei condizionatori.

Stagionale manutenzione di condizionatori e deumidificatori. Nei filtri e nei condotti degli apparecchi possono annidarsi acari, polveri, muffe, allergeni di varia origine responsabili di numerose allergie e problemi respiratori.

Non esagerare con i detersivi. La qualità dell'aria degli interni può essere influenzata da alcune sostanze presenti nei prodotti per la pulizia, come disinfettanti, detergenti, sgrassanti, lucidi per mobili, che possono rilasciare sostanze chimiche irritanti. Dopo l'uso, arieggiate bene i locali.

Attenzione ai nostri amici animali. E' importante ridurre la forfora degli animali domestici. Se possibile, lavate gli animali una volta alla settimana per rimuovere gli allergeni dal loro pelo.

Attenzione agli scarafaggi. Le uova e gli escrementi di questi insetti possono scatenare l'insorgenza di allergie. Per prevenire il problema bisogna eliminare regolarmente i residui alimentari in cucina e conservare gli alimenti in contenitori ermetici.

Note sulla Tecnologia. Fate attenzione alla presenza di numerosi apparecchi elettronici (specie se funzionanti ad alto voltaggio) negli ambienti dove si trascorre molto tempo: possono comportare l'emissione di campi elettromagnetici e ozono tali da determinare, a volte, effetti sul comfort e sulla salute.

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Allergia...? Etciù!

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Starnuti, tosse, lacrimazione oculare, spossatezza, difficoltà di concentrazione, se avete questi e altri sintomi potreste soffrire di allergia stagionale o raffreddore da fieno.

I più comuni allergeni sono i pollini, in particolar modo quelli prodotti dalle graminacee selvatiche (più diffusi nel periodo estivo), dagli alberi di ulivo, faggio, betulla, nocciolo, cipresso e da piante erbacee come la paretaria, l'artemisia, l'ambrosia e la piantaggine; in tal caso, per individuare le suddette allergie, è necessario conoscere il calendario pollinico specifico di regione in regione (http://www.pollinieallergia.net/).

Proprio le Cupressaceae, i cui pollini sono diffusi proprio in questo periodo nella nostra regione sono una specie la cui importanza allergenica è stata rivalutata negli ultimi anni. Si ipotizza un incremento dei casi di sensibilizzazione dovuto all'aumento del numero di piante utilizzate a scopo di forestazione ed ornamentale ma non sono esclusi anche altri fattori relativi ad un'aumentata aggressività del polline, per cause ancora da definire e verosimilmente legate all'inquinamento da motori diesel.

I sintomi delle allergie stagionali di solito si sviluppano immediatamente dopo che si è stati esposti a specifiche sostanze che provocano allergia e possono includere: naso che cola e congestione nasale, prurito agli occhi o occhi che lacrimano, starnuti, tosse, prurito al naso, sul palato o in gola, pressione al petto e dolore facciale, gonfiore, occhiaie bluastre (occhiaie allergiche), diminuzione del senso del gusto o dell'odorato. I sintomi che possono interferire con le attività quotidiane ed avere un impatto sulla qualità della vostra vita comprendono inoltre: insonnia, affaticamento e irritabilità.

Per diagnosticare l'allergia si utilizzano diversi test qui di seguito brevemente descritti : il prick test consiste nell'applicazione cutanea del probabile allergene in soluzione; la cute viene perforata da un ago per favorire la penetrazione dell'allergene; se dopo 20 minuti sul sito di applicazione si genera un ponfo, gonfio, rosso e caldo, allora l'individuo è sensibile. Il prick by prick si differenzia per l'impiego non dell'estratto allergenico, ma direttamente dell'alimento ritenuto allergizzante.Il patch test è caratterizzato dall'applicazione di cerotti cutanei pregni di estratti allergizzanti sull'avambraccio o sull'addome; i tempi di manifestazione di probabili ponfi sono più lunghi rispetto ai precedenti test e certamente meno evidenti.Il rast test o test di radio-allergo-assorbimento consiste nella ricerca di specifiche IgE nel sangue.

Si consiglia di consultare uno specialista (allergologo) per una valutazione dei sintomi e per decidere insieme il giusto trattamento.

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