"Il "San Marco" non si tocca!", continua la protesta

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Si ricorda ai cittadini che oggi, 5 luglio 2016, dalle ore 18:00, dinanzi all'ospedale "San Marco" di Grottaglie si svolgerà una manifestazione pacifica per continuare a dissentire a ciò che prevede il nuovo piano di riordino ospedaliero riguardo la chiusura dei reparti del citato nosocomio.

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Il Sindaco Alabrese ribadisce il NO alla chiusura del "San Marco"

  • Pubblicato in Politica

"Le notizie di stampa che giungono a proposito del Piano di Riordino Ospedaliero in Puglia confermano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, le nostre grandi preoccupazioni sul destino della sanità jonica e dell'Ospedale San Marco.

Nella audizione in Commissione Regionale è stato presentato tale piano con la conferma di
un drastico quanto immotivato ridimensionamento dell'Ospedale San Marco. E' il caso di ricordare che noi Sindaci, negli scorsi giorni, abbiamo sottoscritto un documento inviato al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con il quale si chiedeva di recepire nell' approvando Piano di Riordino alcuni punti irrinunciabili per la salvaguardia del nosocomio grottagliese.

Invece, da quello che si apprende, nelle intenzioni del Presidente Emiliano, il "San Marco" dovrebbe essere degradato a Presidio Territoriale Assistenziale.

E' il caso di ricordare al Presidente Emiliano che la sanità a Taranto non può subire ulteriori riduzioni di Posti Letto, che sono, tra pubblico e privato, circa il 2,67x1000 abitanti a fronte di un indice nazionale pari a 3,7 posti letto x 1000 abitanti.

Come si può pensare di chiudere il Pronto Soccorso quando fino ad oggi si sono registrati oltre 21.000 accessi? Si dovrebbe ingolfare il pronto Soccorso del SS. Annunziata di Taranto, che già scoppia di suo?

Come si può pensare di chiudere il Punto Nascita quando fino al 31.12.2015 abbiamo assistito alla nascita di ben 560 neonati e soprattutto senza registrare il benchè minimo
incidente?

Come si può pensare di chiudere il Reparto di Ortopedia e Traumatologia quando nel solo anno 2015 vi sono stati oltre 800 interventi?

Ma, la cosa più sconcertante è il fatto che il Presidente Emiliano vorrebbe ascoltare i Sindaci il 27 febbraio, cioè solo due giorni prima dell'approvazione del Piano di Riordino da parte della Regione Puglia, come a dire una pura formalità burocratica, poiché i giochi sarebbero fatti.

Personalmente a questa logica aberrante non ci sto, chiedo e pretendo che il Presidente
Emiliano ascolti i Sindaci in tempi molto più rapidi!

A tal proposito ho convocato la Conferenza dei Capigruppo per lunedì prossimo alle ore 16.00 e chiesto la convocazione urgente del Consiglio Comunale, estendendo l'invito al Presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, ai Consiglieri regionali della provincia jonica, ai Sindaci del Distretto Sanitario e allargato alle Associazioni e a tutti i cittadini.

Vorrei ricordare che è in gioco la salute dei cittadini!"

Da nota stampa del Sindaco di Grottaglie, avv. Ciro Alabrese

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Alabrese: "No al ridimensionamento del "San Marco" "

"La battaglia tesa alla salvaguardia dell'Ospedale San Marco non deve conoscere alcun rallentamento, ma anzi, adesso si entra in una fase decisiva circa i futuri assetti della Sanità pugliese".

"Già il fatto che il Piano di Riordino Ospedaliero, che doveva essere approvato dalla Giunta Regionale il 31 dicembre scorso, sia invece stato rinviato è un fatto positivo, sia perché sono emerse evidenti numerose falle ed incongruenze che la stessa Regione ha dovuto segnalare al Ministero della Sanità, sia perché molti consiglieri regionali, sia di maggioranza che di minoranza, hanno opposto una netta chiusura motivata e circostanziata all'approvazione di quel Piano di Riordino così com'è attualmente. Tutto ciò ci conforta, a partire dai Sindaci del Distretto Socio Sanitario n. 6, a continuare con sempre maggiore tenacia e convinzione una battaglia che sicuramente va nella giusta direzione tesa a salvaguardare livelli minimi di assistenza sanitaria non trattabili. Ciò è tanto più vero per quanto riguarda l'Ospedale San Marco, dove si assiste al clamoroso paradosso di voler chiudere il punto nascita e il Pronto Soccorso nonostante questi due reparti superano ampiamente i livelli minimi qualitativi. Infatti, i 560 nati al 31.12.2015 con l'annotazione che nell'ultimo quinquennio e nei precedenti decenni non vi sono stati eventi morte delle partorienti, così come gli oltre 800 interventi al 31.12.2015 nel Reparto di Ortopedia e Traumatologia con un indice di case-mix intorno a 1, nonché gli oltre 21.000 accessi di pronto soccorso dimostrano, ove ve ne fosse bisogno, quanto questi servizi continuano ad essere essenziali e necessari per questo territorio. Un dato, quindi, appare incontrovertibile: il Piano di Riordino, per quanto ci riguarda, va assolutamente rivisto per sanare le macroscopiche incongruenze in esso contenute e vogliamo sperare che questa discussione avvenga quanto prima con il Presidente Emiliano, il quale in più occasioni ha ribadito la sua intenzione di confrontarsi con il territorio prima di intraprendere qualsivoglia decisione che possa penalizzare irrimediabilmente un territorio già così devastato dal punto di vista sociale ed ambientale. In tale prospettiva ho assunto l'iniziativa di far sottoscrivere ai Sindaci del Distretto Sociosanitario 6 e ad altri Sindaci della Provincia di Taranto un documento generale che rappresenti le esigenze ed i diritti dell'intera provincia di Taranto attraverso una proposta da recepire nell'approvando Piano di Riordino Regionale della Rete Ospedaliera e da inviare al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano".

Da nota stampa dell'avv. Ciro Alabrese, Sindaco di Grottaglie.

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Mazza: "La buona sanita' e la mistificazione dei bisogni dei cittadini"

 

Una nota del consigliere regionale Idv, Patrizio Mazza. "In seno alla III Commissione Sanità della Regione si delinea la discussione che riguarda il piano di riordino abbinato al precedente piano di rientro: pertanto, se il piano di rientro significava tagli, riduzione dei posti letto, riduzione delle spese, decurtazione anche di servizi, il piano di riordino significa, teoricamente, ottimizzazione delle risorse, mobilità, accorpamenti dei reparti e tentativi di rendere uniforme l’assistenza sanitaria in tutto il territorio.
Si percepiscono le prime avvisaglie di come sia l’uno che l’altro potrebbero ritorcersi come un boomerang verso la politica, in particolare nei riguardi di quella politica che pensa ancora di poter utilizzare la sanità come chiave di volta per se stessa e un pascolo di carattere politico elettorale, e tutto questo è ancor più evidente quando si assiste a proposte di riordino di reparti o di ospedali, repentinamente cambiate o che vengono, in qualche modo, ridimensionate, il tutto con connotati di nebulosità nonostante già da due anni si conoscono tutti gli argomenti ancora oggi discussi, le criticità e le virtù.
Anche in provincia di Taranto si manifesta disappunto, o si mobilitano scudi umani, come titolano taluni giornali, a difesa di reparti, e ciò accade a Manduria, è avvenuto a Grottaglie, e potrebbe accadere per qualsiasi ospedale che si reputa penalizzato dal piano di rientro.
Ritengo che i politici debbano dare dei messaggi chiari, specie in questo frangente, e il sottoscritto continuerà ad essere leale e preciso nei confronti di tutti i cittadini; pertanto al di là di quello che emergerà dalle audizioni che si terranno in commissione sanità e che coinvolgeranno associazioni, Comuni e rappresentanze significative di malati o quant’altro, ribadisco ora più che mai che mi batterò fortemente affinché ci sia una distribuzione equa dei servizi, e affinché tutte le province siano servite da adeguata eterogeneità nell’ assistenza, esaudendo le esigenze ed i diritti dei cittadini. Tale varietà deve soddisfare un intero territorio e superare ogni ostruzionismo politico, ogni interesse di mero campanile, ogni demagogia, tanto dichiaro e tanto farò con estrema coerenza consolidando ora più che mai il mio patto di lealtà con le comunità tutte.
I cittadini sono stanchi e bisogna garantire i loro diritti, quindi si dica come si vuole intendere un ospedale e quale ruolo debba avere e conseguentemente si proceda con le azioni consequenziali, perché se un ospedale deve essere devoluto all’assistenza di pazienti con cronicità deve assurgere ad eccellenza per codeste peculiarità, e non essere un qualcosa di comune, se l’ospedale deve essere devoluto all’emergenza deve garantire eccellenza in questo settore ed essere dotato di strumentazioni, servizi e professionalità di elevatissimo profilo, così dicasi per le oncologie e qualsiasi altra branca di carattere specialistico, purché non di carattere di emergenza ma che rivesta una priorità sul piano sociale. Consiglio ai cittadini di avere accortezza nel giudicare i politici che li rappresentano perché molto spesso costoro creano solo una mistificazione delle necessità dei cittadini, tutelando bisogni fittizi piuttosto che bisogni reali".
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