Ilva, gli operai marciano su Roma

E' iniziata questa mattina la "marcia su Roma" , con un sit-in previsto nelle prossime ore davanti a Palazzo Chigi, da parte degli operai dell'indotto Ilva, i quali si sono ritrovati all'alba davanti alla portineria imprese dello stabilimento siderurgico di Taranto e sono partiti con 11 bus alla volta della Capitale.

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Vincenzo De Marco presenta "Il Mostro" a Grottaglie

Dopo aver presentato la sua opera in varie città, il 38enne grottagliese Vincent Cernia, all'anagrafe Vincenzo De Marco, farà conoscere "Il Mostro" anche ai suoi concittadini.

Il 26 ottobre prossimo alle ore 19.30 presso la sede dell'Associazione culturale "Utòpia" sita in via San Francesco de Geronimo 53, nel pieno centro storico, il nostro poeta-operaio, il "folle che scrive di sentimenti ", avrà il piacere di renderci edotti sulla condizione in cui tutt'oggi versano gli operai Ilva, e deliziarci con i suoi versi senza filtri e privi di ipocrisia. Racconti di vita, mai banali, ognuno diverso dall'altro, rappresentati in maniera semplice e perfetta, come fossero piccoli fotogrammi. Ne "Il Mostro" ci rende partecipi delle giornate trascorse a lavoro o a contatto con la natura, con gli amici, con la sua adorata bambina; delle sue passioni, drammi, delusioni e speranze. Il libro, formato da 4 parti, si apre con una accurata e perfetta prefazione a cura dell'artista Valerio Tambone il quale descrive la vera essenza e ruolo del poeta. Noi siamo abituati, forse, ad una visione della poesia alquanto romantica ed antica, usata quasi unicamente come mezzo di sfogo dell'autore dei
propri tormenti, con versi rappresentativi di amori platonici, struggenti. Qui la poesia invece è attuale, concreta, con un fine se vogliamo più nobile: la DENUNCIA. La provincia di Taranto sta soffocando, la dignità dei lavoratori è schiacciata, la gente soffre, muore. Come si può restare indifferenti a tutto questo? Vincent Cernia, ha preso consapevolezza che le chiacchiere ed il dispiacere "da bar" non portano a niente. Bisogna metterci la faccia, osare coraggio, lottare. E fa sentire la sua voce come meglio gli riesce: scrivendo.
Vomita la sua rabbia ed il suo amore per la propria terra su fogli di carta, nero su bianco. La poesia è il suo modo per ribellarsi. Si fa portavoce della classe operaia, e per questo non deve essere lasciato solo. Non possiamo permetterlo. Non possiamo renderci tutti complici di omicidi. Uomini, nella fabbrica sono ridotti cadaveri. Fuori, la gente si ammala. Sosteniamo il nostro poeta e la sua voglia di giustizia partecipando all'evento che sarà reso più suggestivo da una mostra fotografica di Pierangelo Laterza ( il quale presenterà il libro fotografico "Sansavenir") ed avrà come sottofondo le canzoni di Fabrizio De Andrè eseguite da Stefany Chirico. Una matrioska di cultura: eventi nell'evento. Alla serata parteciperanno, inoltre, il Prof. Cataldo Miccoli (giornalista Quotidiano di Puglia e Basilicata) e Vincenzo Fornaro, ex allevatore ed attivista dei Verdi. Il moderatore dell'evento sarà Luigi Pignatelli, Presidente della "Hermes Academy" , che leggerà delle poesie e la prefazione. Ai presenti verrà offerto del buon vino dell' azienda agricola Vetrere. Noi ci dobbiamo ribellare. L'unione fa la forza. Chi sbaglia deve pagare.

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"Il Mostro" continua a far sentire la sua presenza

Dopo essersi presentato nel mese di luglio al pubblico, facendo tappa in varie città, domani, martedì 9 settembre, Vincent Cernia, il poeta-operaio ILVA, tornerà a far sentire la sua voce a Taranto presso la galleria comunale "Castello Aragonese" dalle ore 18:30. La sua opera, "Il Mostro- di rabbia e d'amore" continua ad ottenere consensi ed apprezzamenti. Senza dubbio, un libro dai tratti forti e rabbiosi quando si vuol dare voce agli operai, talvolta sfruttati, non tutelati dalle norme che, seppur esistenti, non vengono osservate; o ricordare i tanti, troppi lavoratori, che in quello stabilimento "mostruoso" , l'Ilva, hanno perso la vita. Incidenti, malattie, dolore che non possono restare tollerati e nascosti. E poi la dolcezza e le passioni di uomo, amante della semplicità, della natura, delle amicizie, della sua terra e di sua figlia. Delusioni e speranze descritti con versi a volte deliranti. Ma perfetti. "Il Mostro" avanza. Potete acquistarlo presso " Edicola del Centro", "Casa del Libro" e "Cartolibreria De Marco" a Grottaglie oppure presso la libreria "Gilgamesh" di via Oberdan a Taranto. Ordinabile anche on line tramite i siti "Lettere
animate.it" - "Aphorism.it" – "Amazon.it".

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Manifestano gli operai dell'Arsenale in Prefetto

Iniziata, alle sette di stamane, la protesta dei lavoratori dell'appalto metalmeccanico dell'Arsenale a Taranto.
Il corteo dei manifestanti in sciopero che avrà una durata di 8 ore, si è riunito davanti ai cancelli dell'Arsenale per poi dirigersi presso il palazzo del governo in cui si cercherà di avere un confronto con una delegazione delle organizzazioni
sindacali.

"Che fine faremo?" questo è ciò che si domandano tutti i lavoratori-manifestanti, congiunti sotto il Prefetto per uno stesso scopo, trovare risposta ai tanti interrogativi.

Secondo le associazioni sindacali Fim (Federazione Italiana Metalmeccanici), Fiom (Federazione Italiana Operai Metallurgici) e Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici) la situazione è ormai diventata ingestibile per tutte le conseguenze che ogni famiglia sta subendo; è necessario trovare una soluzione definitiva per i lavoratori dell'ex appalto Arsenale da tempo fuori ciclo produttivo. 

I sindacati metalmeccanici, inoltre, chiedono di assumere gli operai dalle nuove aziende aggiudicatarie degli appalti nel caso in cui queste dovessero procedere a nuove assunzioni, sfruttando l'esperienza già acquisita da ogni lavoratore sul campo delle manutenzioni navali.

I manifestanti confidano nell'incontro con il Prefetto per ambire a una soluzione decisiva.

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“LA MAGISTRATURA, I CITTADINI E GLI OPERAI UNITI”

 

Ancora una volta, il dott. Mazza dice la sua sulla tematica "calda" dell'estate: Ilva.
 
<<CARO CERVELLERA LA VERA SVOLTA PER TARANTO LA STANNO TRACCIANDO: “LA MAGISTRATURA, I CITTADINI E GLI OPERAI UNITI”.
Al collega Cervellera sfugge che la vera svolta per Taranto la stanno tracciando gli operai ed i cittadini uniti e consapevoli del danno sanitario e delle risultanze espresse dalla Magistratura in merito ad ILVA. Così come sfugge che l’unica svolta che la politica può dare nel merito è rappresentata dalla progettazione e realizzazione di economie alternative di forte impatto capaci di assicurare lavoro dignitoso e differente dall’attuale agli operai dell’Ilva, come alle generazioni presenti e future; quindi caro Cervellera perché ad esempio invece di chiedere le navette per l’imbarco aereo da Brindisi o Bari, come fatto fino ad oggi, non ci s’impegna tutti per consentire  i voli civili dall’Aeroporto di Grottaglie? Perché invece di raccontare di una ipotetica disponibilità di aree demaniali militari per lo sviluppo turistico e culturale no si dà a Taranto la sua Università, la gestione di un Brand Magna Grecia con tutela e promozione del considerevole patrimonio storico artistico? Il futuro  diverso  ed ecosostenbile rifugge da sistemi economici che provocano situazioni di emergenza sanitaria ed ambientale ed asseconda invece la vera vocazione del territorio ecco perché io mi ostinerò fino alla morte a difendere l’utilità e pregio del settore agroalimentare e di come in questo settore ci si deve impegnare per l’utilizzo dei fondi della Comunità europea. 
Resto sbigottito ancor più quando  Cervellera si ostina  a suffragare l’indifendibile insieme al suo partito, millantando come raggiungibile il falso mito dell’eco-compatibilità ambientale della più grande acciaieria d’Europa incollata alla città di Taranto con i suoi circa 200mila abitanti; una industria  i cui padroni “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e nelle rispettive qualità, realizzavano con continuità e non impedivano una quantità imponente di emissioni diffuse e fuggitive nocive in atmosfera in assenza di autorizzazione,” e tutto ciò solo perché le istituzioni fino ad oggi hanno volutamente o involontariamente dormito o taciuto. 
Mi avevano detto che la politica piuttosto che essere un mezzo teso a procurare benefici al popolo spesso manifesta intenti ben diversi ma non credevo fino al punto in cui ho letto e sentito  in questi miei due anni di impegno alla regione;  ciononostante  resto ancora in trepida attesa di sapere i nomi degli ulteriori soggetti collusi coi  Riva a danno di un intera  collettività come dimostrano le intercettazioni telefoniche delle forze dell’ordine. Inoltre, Cervellera parla della” valutazione di danno sanitario” presente nella sua recente legge regionale, la legge  che il nostro Presidente Vendola si ostina a catalogare come l’ultimo diamante del suo trilogy di leggi con le quali  ha suggellato un patto di non belligeranza  con l’acciaieria ILVA. Vorrei ricordare a Cervellera che se ho votato quella legge, che mai aiuterà gli operai e la popolazione di Taranto a debellare il problema dell’inquinamento massivo e del danno alla salute, è proprio perché il sottoscritto aveva fatto introdurre il menzionato emendamento al fine di ottenere quanto prima sia il  registro tumori che le mappe epidemiologiche. Come si dice il compresso ha vinto nella scelta del male minore perché  tra non avere nulla ed avere un minimo di regolamentazione ho preferito la seconda opzione. E l’ho preferita pur avendo incassato in aula consiliare  il rifiuto del Presidente ad inserire un ulteriore importante emendamento : quello della chiusura dell’area a caldo dell’Ilva entro massimo cinque anni con contestuale realizzazione di alternative economiche tali da assicurare lavoro agli operai dell’azienda entro lo stesso termine temporale; attualmente l’emendamento rifiutato è diventato ordine del giorno. 
Fa bene Cervellera ad invocare la “bonifica morale” quella che dovrebbero attuare da subito coloro che raccontano come l’Ilva sia  riconvertibile ecologicamente,  o coloro che fino a ieri volevano affossare il lavoro della magistratura che agisce  nel rispetto e a tutela di principi inviolabili e diritti costituzionalmente garantiti, bonifica morale ma anche verbale che dovrebbero attuare tutti coloro che chiamano i cittadini e gli operai di Taranto: “ integralisti, sciagurati, e minoranze cui si consente di vivere”,  e quindi di manifestare il proprio pensiero  in una delle città più inquinate d’Europa >> .
Dr. Patrizio Mazza 
Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori  
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L'agroalimentare un aiuto immediato ai dipendenti Ilva. Il dott. Mazza spiega come

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Riportiamo, qui di seguito, una possibile proposta pensata dal dott. Mazza per aiutare tutti gli operari Ilva a rischio di disoccupazione.
 
"L’agroalimentare può fornire un aiuto immediato agli operai ma la politica faccia la sua parte senza infingimenti.  
Dalle notizie emerse dal tavolo della capitale sembra che siano stati stanziati 336 milioni di euro per le bonifiche da attuare nelle aree inquinate di Taranto. 
Con 336 milioni di euro ritengo che da subito si possa risolvere la grave questione che attanaglia Taranto, nonché il problema della sussistenza degli operai dell’Ilva l’importante è utilizzarli per dare soluzioni immediate, serie e concrete.
L’unica risposta rapida che si può  fornire agli operai, considerata la grande disponibilità manifestata al sottoscritto da parte di numerosissimi imprenditori agricoli, consiste nell'utilizzare lo stanziamento e le unità lavorative dell’industria in un unico progetto agroalimentare che può finalmente garantire lavoro “dignitoso”,“sano” ed “ecosostenibile”. 
Gli imprenditori agricoli sia della provincia  di Taranto che di province a questa limitrofe hanno in animo, per le loro imprese, di poter usufruire di agevolazioni che il Governo possa mettere a loro disposizione, in maniera da implementare le proprie imprese, ed in questa maniera assorbire tutta la massa lavorativa che proviene dall’Ilva e dall’indotto, allora : perché non utilizzare in questo settore quei 336milioni di euro che il governo dice di mettere a disposizione per risolvere la questione ambientale del territorio? 
Il tutto può essere ripartito in contribuzioni per gli stipendi, in contribuzione  per le detassazioni,   in termini di eventuali ulteriori progettazioni utili al settore ma anche tese a garantire un lavoro certo e capace di ridisegnare un nuovo futuro; del resto consumi ed export votati all’agroalimentare sono in Puglia l’unico settore che garantisce una risalita economica. 
Ecco che si potrebbe mettere in atto un sistema di recupero di tutte le aree incolte e contestualmente si potrebbe mettere in atto sistema industriale dedicato alla trasformazione dei prodotti dell’intero sistema basato in primis sul comparto agroalimentare. Il tutto  potrebbe portare finalmente ad una scelta di trasformazione economica dell’intera area geografica tarantina  facendola diventare da situazione oggi altamente inquinata a territorio salvaguardato  sotto il profilo dell’ambiente. 
La proposta non credo sia utopica e la ribadisco validissima per affrancante immediatamente i disagi degli operai e di Taranto, ciò in quanto indipendentemente dalle decisioni della magistratura, coraggiosissima nel suo operato,  non si può pensare che così tanti lavoratori ed un territorio così vasto possano dipendere dalla sola monocoltura dell’acciaio e dalle sorti di una unica azienda. 
La mia sensazione è che la politica e certi  politici non vogliano una soluzione di questo tipo  basata sulle alternative e diversificazione economica e vogliano invece usare il problema Ilva interferendo con questo problema nella vita di una comunità e nella vita degli operai, strumentalizzandoli per dare loro ad intendere che si adoperano per qualcosa di positivo. La situazione odierna e le soluzioni che la politica prospetta non mi convincono . "
 
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