Donatelli (Pd): Servono azioni concrete a difesa dell’Aeroporto di Grottaglie"

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L'ex vice Sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico di Grottaglie, Francesco Donatelli, torna sulle opportunità offerte dall'aeroporto di Grottaglie, fino ad ora sfruttate solo in minima parte.

 

"La risposta del consigliere regionale Alfredo Cervellera a Mimmo De Padova del Movimento Aeroporto Taranto - rimarca Donatelli - mi consente una ulteriore riflessione e mi spinge a lanciare un appello in quanto molte delle cose scritte da Cervellera sono già contenute nell’ordine del giorno che io proposi al Congresso provinciale del Partito Democratico il 12 novembre scorso. Visto che, tale o.d.g., fu approvato all’unanimità, non ho alcun dubbio che il PD, a cominciare dal suo segretario, ai consiglieri regionali (oltre all’assessore Pelillo) e al presidente della Provincia, si impegnerà per “ritrovare una rinnovata stagione di sinergia istituzionale (Comuni di Taranto, Grottaglie, Monteiasi e Carosino, insieme a Provincia, Regione, Autorità Portuale, Aeroporti di Puglia, associazioni imprenditoriali e sindacali)  per mettere a sistema il porto di Taranto, e l’aeroporto di Grottaglie al fine di costruire una piattaforma logistica integrata di straordinaria rilevanza per l’economia locale e regionale allo scopo di raggiungere due fondamentali obiettivi: rendere effettivo l'uso dell'aeroporto come trasporto cargo e, in coerenza con l’ordine del giorno presentato dai consiglieri regionali tarantini e approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale,  lavorare per superare tutti gli ostacoli frapposti da Aeroporti di Puglia e da altri Enti per l’utilizzo dell'aeroporto anche come scalo passeggeri.”. Ciò vuol dire che è veramente arrivato il momento di agire tutti insieme (Istituzioni, Enti, imprese, sindacati e associazioni come Tarantovola e il Mat)  nell’unica direzione: cancellare questa umiliazione inferta al territorio di avere una infrastruttura come l’aeroporto di Grottaglie, che è costata 200 milioni di euro oltre ai sacrifici imposti alla comunità (e conseguente deperimento dell’economia agricola) in termini di svellimento di colture agricole pregiate come l’uva da tavola e gli ulivi che producevano cospicui redditi  ai coltivatori dei Comuni di Grottaglie, Monteiasi, Carosino e San Giorgio J.) per rendere finalmente l’aeroporto di Taranto-Grottaglie fondamentale strumento per lo sviluppo, non solo dell’area jonica, ma dell’intera regione.

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Aeroporto di Grottaglie: 10 domande al Governatore Vendola

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Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto, realtà del territorio che si batte per la riapertura dell'aeroporto di Grottaglie ai voli civili, ha lanciato in rete una lettera virtuale al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, contenente 10 domande da porgli in merito al passato e al futuro dell'Arlotta.

 

Ci siamo chiesti: se mai Vendola ne venisse a conoscenza, risponderebbe? Di seguito le riportiamo.

 

Carissimo Presidente Vendola, in quanto governatore della Puglia e maggiore azionista di Aeroporti di Puglia (AdP) (1), tocca a lei rispondere alle seguenti 10 domande, alle quali penso che lei darà una risposta anche per differenziarsi da… chi vorrebbe sostituire:

1 - perché, dell'eredità lasciatale da Fitto, non ha voluto cambiare nulla, e cioè privatizzare AdP?

2 - perché ha voluto che si spendessero nel 2008 oltre 200 milioni di euro di soldi pubblici, che si espropriassero migliaia di ettari di terra fertile e si deturpasse la SS. 7 Appia, per permettere il solo atterraggio del Boeing per Alenia?

3 - perché nel 2008 ha promesso (2) un immenso sviluppo per l'aeroporto e financo voli passeggeri, ed a tutt’oggi il Piano Regionale dei Trasporti ancora non prevede i voli passeggeri?

4 - perché non è possibile (da sempre) fare cargo (3), visto che manca l'operatore cargo, non è possibile neanche fare charter perchè dal 5 luglio 2010, tutti charter vengono dirottati (4) su Bari e Brindisi?

5 - perché non ha mai chiesto ad AdP a chi è dovuta “l'indecenza” dell'aeroporto di Taranto, perché tocca al cittadino (nella fattispecie: io) chiamare la forestale per lo sfalcio dell'erba e la potatura dei rami (5)?

6 - perché nel 2008, AdP polemizzando con Ferrarese (6), diceva di “non poter chiedere ad un tarantino o un foggiano di andare a Bari o a Brindisi per imbarcarsi su un volo per Milano o Roma… Aprire al traffico i servizi essenziali è un dovere che la Puglia ha nei confronti del territorio, vi deve essere la possibilità di rilanciare tutti i territori e non stabilendo il predominio di uno sull’altro”, cosa è cambiato da allora?

7 - perché con Brindisi al collasso per il record dei passeggeri, si spendono 75 milioni di € per risolvere le… criticità, si ipotizza un secondo aeroporto e non si “usa” Taranto. Non le sembra uno spreco di denaro?

8 - perché non ha chiesto ad AdP di mostrale le relazioni semestrali (7), per capire quali promozioni e quali iniziative la società stesse mettendo in atto per i quattro aeroporti?

9 - perché preferisce curare la malattia dei tarantini anziché prevenirla?

10 - perché non chiede le dimissioni di Di Paola e Franchini, e rivede la …politica di Minervini? 

 

La penultima domanda esulava dal contesto, ma serve a dimostrare che quando vuole, Lei, s’interessa di Taranto. Alla luce di quanto esposto, perché non prende in seria considerazione i benefici che potrebbero derivare dal mettere in pratica l’ultima domanda?

 

Note:

1) SPA partecipata al 99,414%

2) esistono dichiarazioni e video

3) il Piano Regionale dei Trasporti attualmente prevede cargo e charter

4) il volo è stato dirottato (come altri 5 a settembre 2010) per “aeroporto indecoroso”

5) Decreto interministeriale (MIT-MEF-DIFESA) n. 4269 in data 6 marzo 2003, di affidamento in concessione alla Società AdP S.p.A. (SEAP S.p.A.) - ex Esercizio Aeroporti Puglia S.p.A.- degli aeroporti civili di Bari, Foggia e Taranto e dell’aeroporto militare, aperto al traffico aereo civile di Brindisi - di cui alla convenzione n. 40 stipulata in data 25 gennaio 2002

6) nel 2008 presidente di Confindustria Brindisi (Gazzetta del Mezzogiorno 21/10/2007)

7) che ci risulti mai fatto in dieci anni

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Donatelli (Pd): Lettera aperta a Mimmo De Padova sul futuro dell'Arlotta

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Quando mancano un paio di settimane alla partenza del primo dei voli charter diretti a Medjugorje (24 ottobre, ndr), l'ex vice sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli, fa il punto della situazione sul futuro dell'aeroporto Arlotta in una lettera aperta indirizzata a Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto.

 
Nel corpo della missiva giunta in redazione i ringraziamenti del consigliere Donatelli al movimento, nuove proposte e la richiesta di una sempre maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni.
 
"Mimmo, sento l’esigenza di ringraziare te e tutto il Movimento per quello che state facendo per riattivare i voli civili dall’aeroporto “Arlotta” di Taranto Grottaglie. Il risultato conseguito con gli imminenti voli charter per Medjugorie è straordinario perché rompe un tabù e demolisce tutti gli alibi utilizzati da Aeroporti di Puglia. Come ho avuto modo di ribadire nella seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 23 settembre scorso, tutti insieme dobbiamo batterci per ottenere la restituzione delle risorse finanziarie destinate, ma scippate, a questo territorio. Non solo i 5 milioni per le nuove rotte, ma anche i 12 milioni che nel novembre 2005 la Regione ha destinato alla Provincia di Taranto per realizzare la viabilità nell’area aeroportuale e mai concretizzata. La sinergia istituzionale messa in campo negli ultimi tempi deve continuare con maggiore incisività. Ritengo di fondamentale importanza il lavoro svolto dai 5 consiglieri regionali che hanno votato l’ordine del giorno unitario sul Piano Regionale dei Trasporti a seguito della vostra tenace iniziativa e con il convinto unanime sostegno del Consiglio Comunale di Grottaglie. D’altronde gli impegni assunti dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, e dall’Assessore regionale ai Trasporti, Minervini, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010, sono stati quelli di recuperare le risorse finanziarie destinati a Taranto.
Ma bisogna fare attenzione perché, nella positività di quel documento, vedo anche l’insidia di spostare l’attenzione da quello che io ritengo sia il vero problema dell’aeroporto grottagliese. Mi riferisco al fatto che la piattaforma logistica aeroportuale realizzata, sulla base dell’Accordo di Programma del 2005, con un investimento di risorse pubbliche di 200 milioni, rimanga una sorta di cattedrale nel deserto anche nel caso di attivazione dei voli civili. E’ un’intollerabile spreco vedere la pista più lunga del sud Europa essere utilizzata saltuariamente solo dal Boeing che preleva le fusoliere dallo stabilimento Alenia. Altrettanto insopportabile la delusione causata dal fatto che, a fronte della manifestazione di interesse da parte della compagnia olandese KLM, la Regione non sia in grado di corrispondere realizzando le infrastrutture necessarie, mentre si parla di nuovi investimenti (anche per il cargo) per Bari e Brindisi. Eppure gli strumenti ci sono. Come il Piano Territoriale dell’Area Aeroportuale commissionato dalla Regione e redatto da Aeroporti di Puglia il cui Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto nel 2009 dal Presidente della Regione Puglia e dai Sindaci di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, Carosino e Provincia di Taranto. Un Piano che ha l’obiettivo di tutelare e sviluppare l’area aeroportuale e mettere a sistema il Porto di Taranto con l’Aeroporto di Grottaglie. Si concretizzerebbe così la intermodalità trasportistica e si svilupperebbero le due retroportualità che sono il luogo in cui le merci sono manipolate, etichettate e confezionate per essere trasformate in prodotti destinati ai mercati e, quindi, rappresentano il vero valore aggiunto allo sviluppo e all’occupazione. Pensiamo a cosa significherebbe l’attivazione dei voli cargo in termini di indotto e di occupazione. E allora continuate nel vostro prezioso lavoro, ma sforziamoci tutti insieme (Movimento ed Istituzioni) ad alzare il livello delle iniziative allo scopo di rendere finalmente fruibile l’aeroporto di Taranto Grottaglie vero strumento per lo sviluppo, non solo dell’’area jonica, ma dell’intera regione."
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Si parte! L'Enac approva i voli dall'aeroporto di Grottaglie

Finalmente si parte! Dopo vari stop (voluti e fortuiti) che hanno impedito all'Arlotta di riprendere la sua attività di scalo-passeggeri,  arriva una buona notizia. L’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha concesso i diritti di volo per Medjugorje. I tre voli charter, programmati per il 24, 27 e 30 ottobre prossimi e organizzati con la collaborazione tecnica dell'agenzia riminese Libra viaggi, sono ormai quasi del tutto completi.

Come molti ricorderanno, anche questi voli hanno rischiato di non decollare, a causa di un presunto ostruzionismo operato da Aeroporti di Puglia nelle scorse settimane.

L'evento scatenò una valanga di reazioni dal mondo civile, ma soprattutto - cosa mancata fino ad ora - dal mondo politico: il Sindaco di Grottaglie Ciro Alabrese scrisse una lettera all'amministratore delegato di Adp Domenico Di Paola, all'assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini e al Presidente della Regione Nichi Vendola chiedendo spiegazioni sul diniego; a questo seguirono interrogazioni in consiglio regionale e proposte da parte di tutti i rappresentanti jonici, in maniera bipartisan, sfociate poi lo scorso 27 settembre in un ordine del giorno vero e proprio sullo sviluppo dell'Arlotta votato all'unanimità.

Ma torniamo al via libera dell'Enac. Grande è la soddisfazione dei veri fautori di questo risultato, dal presidente di Tarantovola Francesco Gravina al responsabile del Movimento Aeroporto Taranto, Mimmo De Padova.

Chiari gli obiettivi: promuovere ogni utile, ma soprattutto concreta iniziativa, per favorire lo sviluppo socio economico del territorio jonico; promuovere i trasporti, e in particolare quelli aerei, e per conseguenza il turismo; raccogliere consensi, ma soprattutto fondi, per giungere alla definizione di una struttura commerciale che possa organizzare autonomamente servizi di volo civile dall' Arlotta. E perché no, ma ne riparleremo in futuro, la creazione di una compagnia aerea autonoma interregionale, la Solair.

Intanto i politici nostrani, di ambo gli schieramenti, hanno deciso di optare per una linea dura, prendendo fortemente posizione contro Aeroporti di Puglia, colpevole a loro detta di ignorare lo sviluppo aeroportuale dell'Arlotta. Si chiede che Aeroporti di Puglia rinunci ai soldi della convenzione con la Regione Puglia e restituisca i 5 milioni di euro destinati allo scalo jonico, dal momento che non sarebbe in grado o non vorrebbe far funzionare a dovere l’Arlotta. Inoltre  è stata avanzata la proposta, logica e di buonsenso, di spostare a Grottaglie i voli civili che Brindisi non riuscire più a gestire, anziché costruire, come proposto da alcuni, un nuovo scalo brindisino; in questo modo l’Arlotta entrerebbe a far parte realmente del sistema aeroportuale regionale e si godrebbe di uno sviluppo condiviso ed esposto alle regole del mercato. Non rimane che tradurre queste buone intenzioni in fatti e modificare il Piano Regionale dei Trasporti, che attualmente prevede per Grottaglie solo la cosiddetta ''vocazione cargo''. Staremo a vedere.

 

Intanto non ci resta che incrociare le dita e goderci queste prime partenze. E che il viaggio abbia inizio.

 

Per ricevere maggiori informazioni si può inviare una mail a [email protected] o telefonare al 377 4135700. Si può prenotare in tutte le agenzie di viaggio delle province pugliesi.

 

 


 

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Di Pietro porta il "caso Arlotta" in Parlamento

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Ore frenetiche per la riapertura ai voli civili dell'aeroporto di Grottaglie, argomento che sembra aver finalmente "svegliato" la classe politica locale, da sempre poco decisa in merito. 

Grazie all'intervento dell'associazione Tarantovola e del Movimento Aeroporto di Taranto, il "caso Arlotta" sembra aver addirittura travalicato i confini del Mezzogiorno, diventando oggetto di un'interrogazione portata in aula dall'on. Antonio Di Pietro.
L'intervento del leader nazionale dell'Idv è seguito alla lettura di un dossier, consegnatogli proprio da alcuni esponenti delle suddette associazioni, da tempo attive sul territorio per un giusto riconoscimento dello scalo jonico.
 
"Per sapere - ha sostenuto Di Pietro nella sua interrogazione - premesso che: l'aeroporto di Taranto-Grottaglie, o aeroporto «Marcello Arlotta», dal 1999, ovvero da quando venne utilizzato per la chiusura di altri scali pugliesi per la guerra del Kosovo, risulta sostanzialmente chiuso al traffico civile;
sono anni che comitati di cittadini, imprenditori e operatori turistici chiedono con forza la riapertura dello scalo in questione, affinché siano realizzati collegamenti regolari con le città di Roma e Milano;
in particolare, il «Movimento Aeroporto di Taranto», da sempre sollecita un interessamento a trecentosessanta gradi di tutte le realtà istituzionali competenti che intendano adoperarsi per la completa riattivazione dello scalo di Taranto e lo sfruttamento commerciale dello stesso, per gli indubbi benefici che ne conseguirebbero in termini di sviluppo economico ed occupazionale;
per quanto risulta all'interrogante, Aeroporti di Puglia spa (ADP), società concessionaria fino al 2043 di tutti gli aeroporti pugliesi, sembrerebbe dimostrare un'ingiustificabile ritrosia nel promuovere lo sviluppo e la piena funzionalità dell'aeroporto di Taranto e comunque ad assumere ogni qual tipo di decisione in tal senso;
lo «Studio per lo sviluppo della rete aeroportuale nazionale» elaborato da One Works, KPMG e Nomisma per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) stima che l'aeroporto di Taranto ricopra un bacino di utenza territoriale che si estende per ben 12.800 chilometri quadrati e che risulti raggiungibile in soli 90 minuti da più di 3 milioni di passeggeri potenziali;
l'aeroporto in questione è registrato come aeroporto civile nazionale e comunitario; tale aeroporto, peraltro, vanta la presenza della pista aerea più lunga della Puglia, con i suoi 3,2 chilometri di lunghezza, risultando particolarmente idonea ad accogliere l'atterraggio di velivoli di grandi dimensioni:
se e quali iniziative per quanto di competenza, intenda assumere il Governo alla luce di quanto descritto in premessa, al fine di garantire in tempi celeri, la completa riapertura dell'aeroporto Taranto-Grottaglie, o aeroporto «Marcello Arlotta», al traffico civile e commerciale alla stessa stregua di quanto accade negli altri aeroporti della regione Puglia".
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