Attivisti tarantini accudiscono e proteggono uova di "Caretta Caretta", si attende la schiusa

I volontari del WWF di Taranto stanno proteggendo e accudendo delle uova deposte da un gruppo di "Caretta Caretta" trovate lo scorso 27 luglio in un tratto di spiaggia libera sul litorale di Campomarino, Maruggio, in provincia di Taranto. Alcuni dei numerosi gusci trovati sulla spiaggia erano stati già rotti inconsapevolmente dai bagnanti o da improvvise mareggiate, mentre le uova ancora intere, precisamente 21 delle 80 trovate in principio, sono state messe al sicuro dagli attivisti dell'associazione ambientalista e da tanti altri volontari che sorvegliano il campo giorno e notte per evitare che i vandali le distruggano.

Gli attivisti non attendono altro che la schiusa delle uova prevista tra la fine del mese e la prima settimana di settembre."Con loro si aprirà una nuova speranza per una parte della provincia baciata da una natura meravigliosa - comunica Favio Millarte del WWF di Taranto - Con la fuga verso il mare delle piccole "Caretta Caretta", non finisce il periodo di cova, ma inizia un nuovo progetto di tutela che deve permettere a questi animali di proseguire a esistere e tornare a depositare le uova nello stesso posto, come succede da milioni di anni".

Una meravigliosa esperienza che si ripete per la seconda volta. Il primo ritrovamento è avvenuto nel 2011 sulla spiaggia dei "Sette colori" di Campomarino, in cui si contarono circa 76 uova di tartaruga marina. In quel ritrovamento il WWF aveva lanciato l'iniziativa "Segui le tracce" per coinvolgere i frequentatori delle spiagge nell'individuare la presenza delle tartarughe e tutelarla assieme degli esperti. Visto il secondo ritrovamento, quest'anno, dovremmo noi tutti salvaguardare l'ambiente che ci circonda proteggendo il più possibile l'ecosistema da ogni tipo di aggressione iniziando a rispettare l'Art. 32 della Costituzione il quale ci enuncia:
"Proteggere l'ambiente che ci circonda vuol dire proteggere la nostra salute e quella degli altri".

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Omofobia? Razzismo? Meno parole e più Rispetto!

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L'omofobia e il razzismo sono due argomenti ricorrenti sin dai tempi antichi e alquanto discussi nella società moderna. Due temi ben distinti ma che accomunano tutti coloro che decidono di suddividere la specie umana in razze o gerarchie. Individui con sentimenti avversi, atteggiamenti passivi di sofferenza, pregiudizi, discriminazione verso coloro che si identificano attraverso la loro regione di provenienza, cultura, religione, etnia, sesso, sessualità e ancora aspetto fisico, accento dialettale o pronuncia difettosa, abbigliamento, abitudini, modo di socializzarsi e tante altre caratteristiche. Individui abietti tendenti a comunicare la propria idea in modo errato, agendo persino danneggiando chi si oppone o chi non risponde ai loro principi nonchè archetipi.
Più che fobia e paura sarebbe un vero e proprio giudizio irragionevole e infondato destinato a tutte quelle persone (comuni mortali come tutti noi dotati di una moltitudine di carattestiche come ben pochi) che hanno un orientamento sessuale differente dal solito orientamento stereotipato o che posseggono caratteristiche diverse come il colore della pelle.
La Xenofobia ovvero "paura del diverso", è presente fin dall'antichità: Greci e romani definivano "barbari" i popoli che non parlavano la loro lingua, l'Europa cristiana perseguitò e ghettizzò gli ebrei colpevolizzando gli ebrei dell'uccisione di Cristo. Una "paura" presente ancora tutt'oggi in questa società apparentemente evoluta ma che realmente non possiede o almeno in parte, molte differenze dalla popolazione antica, soprattutto per le modalità di ragionamento, di logica, di riflessione e di deduzione alquanto limitata.

Episodi differenti si sono verificati, in questi giorni, precisamente due hanno destato scalpore facendo riemergere dibattiti accesi e concitato da entrambi gli "schieramenti".
Un episodio è accaduto proprio in Puglia, presso una pizzeria di Maruggio (TA) durante una cena fra quattro amici, tutti e quattro omosessuali,  rimasti allibiti, sconcertati e disgustati dal commento inappropriato "Mi raccomando so ricchioni" scorto sullo scontrino fiscale. I ragazzi, senza parole, hanno segnalato questo spiacevole episodio al proprietario della pizzeria richiedendo dovute motivazioni e spiegazioni del gesto. Il proprietario, rimasto scioccato a sua volta, gli ha comunicato le più sentite scuse allontanando il responsabile di quell'oscenità. Un episodio che non solo ha diffamato colui che ha compiuto questo ignobile gesto ma che ha anche danneggiato la figura della pizzeria nonchè della cittadina stessa.

Protagoniste dell'altro episodio invece sono state due ragazzine tra i 16-17 anni del comune di Varese, che hanno deciso di registrare e poi pubblicare un video su Facebook, allo scopo di giudicare e disprezzare gli omosessuali.
Le due ragazze all'inizio del video si dichiarano "non omofobe" e di esprimere solo un loro pensiero "non razzista", mentre le parole pronunciate in tutta la durata del video si rivelano inadeguate, inopportune e illegittime nonchè diffamatorie. 

"Questo video non è per discriminare nessuno, ma è per far capire alla gente che...credo tutti lo pensiate, siamo qui per un argomento sui gay. [...]
Io non è che odio i gay, mi danno un po' fastidio. Non è che facciamo discriminazioni, però... Tu puoi fare il gay e a me non me ne frega se tu sei gay, un animale, una macchina, un cane: puoi fare quello che vuoi. Però dopo che cominci a truccarti e metti le foto su Facebook, a fare i video, a metterti in mutande [...] Dopo tu ti lamenti se ti piacchiano, ti danno fuoco, ti buttano giù da qualche parte... Ma ti sta bene!
Oggi ci siamo messe a guardare un video di uno che ballava in perizoma... Volevamo dire questo: se volete farlo, fatelo a casa vostra, sennò benzina e fuoco. Poi vieni a lì a dire: ma perchè mi dici - Gay di merda?- Perchè mi picchi? Cioè, guardati."

Delle parole che hanno scatenato diversi dibattiti e conflitti. Parole pronunciate da labbra apparentemente innocenti di ragazzine adolescenti, mentre le stesse sono state in grado di fare un chiaro ed esplicito manifesto contro gli omosessuali.
Riflettendo su entrambi gli episodi, ognuno di noi dovrebbe farsi un'idea sulle situazioni che si stanno venendo a creare nell'intero globo e successivamente prendere dei seri provvedimenti. Noi tutti dovremmo avere più rispetto per ogni singolo individuo indistintamente dalle carattestiche che presenta la persona.

Dovremmo abbattere ogni sorta di muro creato dall'ignoranza e dalla malainformazione osservando ogni individuo non con aggressività ma con la "cultura del rispetto": della persona, dei diritti e delle differenze.
Iniziando proprio dai principi fondamentali che ci sono stati offerti dai nostri antenati, raggrupati successivamente nella nostra Costituzione Italiana.

Esattamente l'Art. 3 enuncia:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica - iniziando anche e soprattutto da noi cittadini - rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Diciamo No all'omofobia, si ai diritti umani delle persone (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuale) in Italia e nel Mondo.
Diciamo No al razzismo, si all'uguaglianza.

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A Campomarino verrà presentato "Dragon Town" di Cosimo Dellisanti

Il nuovo libro di Cosimo Dellissanti intitolato "Dragon Town" verrà presentato il 17 agosto presso il lounge bar "All'ombra del vento" sulla litoranea salentina di Compomarino di Maruggio

Dellisanti ha scritto questo thriller occupandosi di vari temi: dal femminicidio, al ruolo dei mezzi di comunicazione nella società odierna che tende alla spettacolarizzazione della sofferenza, dai criminologi ai politici corroti, dal mondo dell'editoria al cinema fino alla questione ambientale, insomma un libro che tratta davvero tanti aspetti.

Dopo essere stato esposto al Salone del Libro di Torino 2014, il libro sarà presentato a Campomarino domenica 17 agosto, alle ore 19, presso il lounge bar "All'ombra del vento", situato lungo la litoranea salentina. Nel corso della serata, l'autore risponderà alle domande del pubblico e verranno offerti reading di brani tratti dal romanzo.

L'autore scrive "Dragon Town", suo primo romanzo, scegliendo i toni del noir e i ritmi del thriller d'azione con richiami all'horror, ma definisce la sua opera una "tragedia satirica", in quanto conserva la divisione in tre atti tipica dei classici e offre in ogni capitolo una brillante satira dei personaggi tipici della società odierna, come i politici e i parcheggiatori abusivi.

"Dragon Town" racconta, al confine tra realtà e finzione, del brutale omicidio di Alice, una giovane donna nota al pubblico come poetessa e attivista politica. I particolari sono così indicibili che giornalisti e cacciatori di fama si scatenano per accaparrarsi scoop e visibilità, ignari di nutrire un mostro letale. E sfidare un mostro, pericoloso e venefico come un drago, non porta mai nulla di buono.

Cosimo Dellisanti, giornalista tarantino, ha 24 anni e, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere e Culture del territorio, si è iscritto a Bari alla specialistica in Filologia Moderna. Oltre ad aver pubblicato le opere "Dragon Town" e "Tommaso Niccolò D'Aquino – Poeta et pastor", è giornalista pubblicista dal 2012; attualmente collabora con la redazione giornalistica del settimanale "Volta la Carta". È socio fondatore dell'Archeoclub Taranto Onlus e promotore di molte iniziative per il rilancio della città di Taranto, in cui è ambientato "Dragon Town". È fautore del NO-EAP – No all'Editoria A Pagamento.

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Maruggio negli anni '60, nuovo libro dello scrittore Pierfranco Bruni

 

Venerdì 23 dicembre, inizio ore 18, nel Nuovo Cine-Teatro Impero di Maruggio, lo scrittore carosinese Pierfranco Bruni presenterà l’ultimo libro di Tonino Filomena “Gli occhi della memoria – Viaggio sentimentale nella Maruggio degli anni ’60”.
L’introduzione sarà affidata al giovane Antonio Calasso (Centro culturale “Berto Ricci”). Nel corso della serata si esibirà un trio di chitarristi che percorreranno i mitici anni '60 tra musica e canzoni.
"Questo libro – commenta Bruni - offre una sua continuità che è in stretta sintonia con il lavoro che Filomena ha svolto recentemente sul Novecento italiano e maruggese. Dopo Maruggesi nel primo Novecento 1900-1945 e Paese nostro povero ma bello (gli anni ‘50), l’autore ha dato alla luce una “favola”. Una favola bella, una favola antica. Nei luoghi dell’anima e della memoria, gli occhi distanti di una madre e le parole pronunciate all’interno di una casa sembrano spaziature di lontananze, ma ritornano con il ritornello di una canzone di Celentano. Questo - continua Bruni - è un libro emozionante. Bello. L’estetica del bello è dentro le pieghe di queste voci sottili, ombrate e luccicanti dell’autore. Gli affetti, i sentimenti, le corse lungo i vicoli del paese e poi... il risveglio di un viso, di due mani che ti stringono, di un sorriso che giunge dalla porta accanto. Qui c’è un Tonino Filomena diverso rispetto ai suoi precedenti libri perché in queste pagine non c’è soltanto lo storico-documentarista, ma c’è un sentiero tracciato da chi vuole conoscere il mistero insondabile della vita."
Il libro (Apulus editrice) è composto di 160 pagine e arricchito di quasi 250 fotografie in bianco e nero. Tonino Filomena percorre i mitici anni ’60 nella sua Maruggio sul filo del sentimento e della nostalgia. L’ironia graffiante e anticonformista dell’autore coinvolge inevitabilmente il lettore.
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