Vestita (Federazione della Sinistra): Il nostro circolo in piazza a Roma contro il Governo Monti

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Il Partito della Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra di Grottaglie, con una nota a firma del coordinatore cittadino Vincenzo Vestita,  esprime tutto il suo disappunto per la politica adottata dal governo tecnico guidato da Mario Monti.
 
"Ci spiace ma ve l'avevamo detto. Cesare Salvi, della direzione Nazionale della Federazione della Sinistra, già Ministro del Lavoro ed esperto costituzionalista, con largo anticipo gia' nel Novembre passato, ammoniva dalle pagine del Riformista che "la serietà nell’iniziativa politica, in un momento nel quale purtroppo cresce la sfiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, è più che mai necessaria. Vorrei quindi sottoporre ai sostenitori del referendum, che dicono di voler abrogare l’attuale legge elettorale per sostituirla con la precedente legge Mattarella, se hanno riflettuto sulle conseguenze che si determineranno tra i cittadini, chiamati in questi giorni a firmare, quando la Corte Costituzionale dichiarerà inammissibili i quesiti." E non c'è neanche il bisogno di attendere le motivazioni della decisione della Corte  per scoprire che la bocciatura non solo non era inattesa ma addirittura scontata. Infatti in una precedente sentenza (29/1987), che riguardava la legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura, la Corte Costituzionale affermò che “l’organo, a composizione elettiva formalmente richiesta dalla Costituzione, non può essere privato, neppure temporaneamente, del complesso delle norme elettorali contenute nella propria legge di attuazione. Tali norme elettorali potranno essere abrogate nel loro insieme esclusivamente per sostituzione con una nuova disciplina, compito che solo il legislatore rappresentativo è in grado di svolgere”. Questo è un principio ribadito piu' volte da tutta la giurisprudenza successiva.
Teniamo a precisare, a scanso di equivoci, che Rifondazione Comunista -Federazione della Sinistra ritiene l'attuale legge elettorale la peggiore in assoluto da quando e' nata la Repubblica italiana. Il fatto stesso che chi l'ha proposta in Parlamento, facendola poi approvare, l'abbia poi definita successivamente "Porcellum", fotografa in maniera perfetta lo stato di estrema difficolta' in cui versa la nostra democrazia. Auspichiamo per questo una nuova legge elettorale di tipo proporzionale, con preferenza diretta e senza premi di maggioranza, l'unica, a nostro, che riesca a garantire il pieno rispetto della democrazia e delle scelte individuali di ciascun cittadino. Ci sentiamo di dire che e' stata commessa una enorme leggerezza da parte del comitato referendario e soprattutto da parte dei partiti che hanno concorso al raggiungimento, e poi all'abbondante superamento, del quorum. Le invettive di alcuni di questi partiti nei confronti della Suprema Corte ci paiono assolutamente fuori luogo, tanto piu' che nelle precedenti sentenze la stessa Corte ha dimostrato una lettura corretta e imparziale del dettato Costituzionale, da ultimo sul cosidetto "Lodo Alfano". 
Ci dispiace soprattutto per quel 1.200.000 cittadini che, in buona fede, hanno apposto la loro firma nel tentativo di cambiare le modalita' di elezione dei propri rappresentanti parlamentari. I referendum popolari sono un bellissimo strumento di democrazia diretta, forse l'unico che puo' definirsi ancora pienamente e autenticamente democratico e che, proprio per questo, va utilizzato con attenzione onde evitare di vanificare e mortificare le tante energie positive che il tessuto sociale italiano ha ancora da offrire.
Non ci possiamo esimere, a questo proposito, dall'esprimere la nostra indignazione  per le parole del Ministro Catricala' che afferma di voler, in sostanza, liberalizzare i servizi idrici nel rispetto del referendum tenuto solo qualche mese fa. Se si vuole rispettare la volonta' del popolo italiano che, attraverso la grande vittoria dei 4 referendum del giugno scorso, ha dato un messaggio chiaro e preciso ai governi, siano questi tecnici o politici, bisogna ripubblicizzare i servizi, a partire dall'acqua, non preannunciare di voler fare l'esatto contrario.
Rifondazione Comunista, sara' presente a Roma il 20 gennaio in occasione del vertice Monti - Merkel - Sarkozy, per chiedere le dimissioni del Ministro Catricala', dell'intero Governo Monti e per contestare la politiche economiche suicide del direttorato franco-tedesco che hanno gia' portato alla fame (letteralmente) di centinaia di migliaia di greci. Le elezioni sono l'unica strada per cercare concretamente di uscire da questa Crisi, tanto piu' che e' stato ampiamente dimostrato che accanirsi, tramite un governo di illustri professori e tecnici, su donne, pensionati e lavoratori, specie del Sud italia, non ha fermato gli speculatori."
È prevista la partenza di un pullman gratuito anche dalla provincia di Taranto, chi volesse puo' dare la sua adesione presso il Circolo "Antonio Gramsci" in via Cairoli 76 a Grottaglie.
 
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Pd Grottaglie: assemblea pubblica per discutere del Governo Monti

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Lunedì 21 novembre alle ore 19, presso il circolo del Partito Democratico di Grottaglie in Piazza Vittorio Veneto, si terrà un'iniziativa pubblica dal titolo "Prima di tutto l'Italia: Sosteniamo il Governo Monti con la forza delle nostre idee", che affronterà la prospettiva futura del Paese a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi e dell'insediamento del nuovo Governo di responsabilità nazionale guidato dal sen. prof. Mario Monti.
 
Il Partito Democratico - si legge in una nota stampa del circolo di Grottaglie - intende sostenere questo governo in maniera piena e responsabile, apportando un contributo di idee e proposte per la crescita economica, il rilancio del Mezzogiorno e il contrasto al precariato e alla drammatica disoccupazione giovanile, nel segno dell'equità e nell'interesse dell'intero Paese.
 
Partecipano dirigenti, iscritti, simpatizzanti e amministratori del Partito Democratico. Conclude il dibattito l'On. Ludovico Vico, Parlamentare jonico del Pd.
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Petrarulo (Idv): "Vigileremo sul Governo tecnico per il bene del Paese"

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Sono momenti concitati quelli vissuti a Roma in queste ore, dove a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi sembra farsi strada l'ipotesi di un governo di responsabilità nazionale a guida dell'ex commissario Ue Mario Monti, che dovrebbe applicare nel giro di pochi giorni le severe misure di risanamento e le riforme imposte dai partner europei, dalle banche e dai mercati finanziari.
Un'ipotesi, quella benedetta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha spaccato in tre tronconi le forze politiche in Parlamento, divise tra responsabili (Pd, Udc e Pdl), contrari (Lega Nord) e sostenitori di singoli provvedimenti. Di quest'ultimo gruppo fa parte l'Italia dei Valori, che con una nota del segretario cittadino di Grottaglie, Ciro Petrarulo, prova a spiegare ai lettori di G24 le posizioni del suo partito e del suo leader nazionale Antonio Di Pietro.
"L’Italia dei Valori - sostiene Petrarulo - non è contro il governo tecnico a priori, ma coerentemente a quanto ha sempre sostenuto, cioè che il governo Berlusconi stava mandando in rovina l’Italia, ed in virtù di ciò, è stata la vera forza di opposizione di questi anni. È stata oltre tutto la forza promotrice delle varie raccolte firme, tutte portate a termine con successo con i vari referendum, e noi della sezione di Grottaglie ci vantiamo di aver ottenuto risultati sopra la media nazionale, quindi non si può sostenere a scatola chiusa un governo tecnico all’interno del quale saranno presenti forze politiche che hanno rovinato il nostro paese.
L’Italia ha bisogno di riforme importanti per ristabilire i principi democratici di un paese moderno e che possa guardare il futuro con ottimismo, ha bisogno di interventi  economici che possano ristabilire una stabilità economica oramai persa ed  un’ equità fiscale che negli ultimi tre anni si è persa a vantaggio dei soliti benestanti conservatori. Noi siamo una forza liberal-democratica che vuole contribuire al ripristino ed al miglioramento di tutto ciò che si è perso. Se questo governo tecnico saprà proporsi e lavorare su questa direzione io sono convinto che avrà responsabilmente il contributo dell’Italia di Valori.
Il presidente del mio partito  ha da sempre sostenuto l'idea di andare al voto, piuttosto che di sostenere un governo tecnico che possa divenire una sorta di pasticcio di forze che nulla hanno a che spartire tra loro. Quando si è delineata concretamente la via dell'investitura di Mario Monti quale nuovo presidente del Consiglio, Di Pietro ha detto che deciderà, provvedimento per provvedimento, il sostegno al governo, auspicando che sia di breve durata. "Ribadisco la stima mia e dell'intera IdV per Mario Monti.
L'IdV è una formazione politica che non intende partecipare al voto di fiducia al Governo Monti, non per Monti, ma perchè vogliamo prima leggere i provvedimenti che fa. Se li riteniamo importanti e necessari che vanno nell'ottica del rigore e soprattutto di una scelta ben precisa su chi debba pagare il conto, daremo consenso e appoggio sui singoli provvedimenti. L'idea di farlo a priori e senza leggere le carte, partecipando ad una maggioranza parlamentare che dà la fiducia al buio, per fare magari dei provvedimenti che fino adesso abbiamo contestato a Berlusconi, non possiamo condividerla. L'Italia dei valori è come San Tommaso, poichè  crede solo in quello che vede, e al buio non daremo la fiducia a nessuno, ma valuteremo con responsabilità ogni singolo provvedimento, auspicando in ogni caso che il nuovo governo metta al primo posto una nuova legge elettorale, per permettere poi ai cittadini di scegliere.
L’Italia dei Valori - conclude il segretario cittadino del partito di Antonio Di Pietro - è da sempre una forza politica che pur se potrà a molti sembrare impopolare nelle sue scelte, un partito che non svenderà l’interesse dei cittadini a fini elettorali, noi siamo e rimarremo sempre dalla parte del cittadino, quindi va bene il governo tecnico guidato da Mario Monti, ma noi sorveglieremo affinchè operi per il bene del Paese."
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