"Una struttura efficiente e funzionante". Petrarulo (Idv) smentisce le leggende sul San Marco e si oppone alla chiusura

 

"In passato come segretario cittadino dell’Italia dei Valori ho cercato più volte di difendere l’ospedale di Grottaglie dai tagli e quindi dalla chiusura, convinto che fosse indispensabile per la cittadinanza grottagliese e dei paesi vicini. Ma malgrado i sit-in organizzati e le varie iniziative che hanno visto il gruppo politico dell’Idv cittadino coinvolto a tutela del nostro presidio ospedaliero, spesso dai cittadini mi arrivavano segnali negativi sulla qualità del servizio fornito.
Dopo una personale esperienza, quale il ricovero di mio padre, mi sento di smentire coloro che tendevano a squalificare il nostro ospedale, quasi a giustificare la sua chiusura. Ho visto in questi giorni una struttura funzionante, efficiente e utilissima come mai, considerando il momento di profonda crisi che attraversa il nostro paese. Non scrive solo il politico ma soprattutto il cittadino che ha usufruito di un servizio di ottima qualità ed ha potuto verificare della salute di cui gode il nostro ospedale, senza dover essere costretto a fare scelte diverse per garantire la salute di mio padre.
Ringrazio pertanto tutti i medici, infermieri ed i responsabili dell’ospedale, garantendo ora più che mai il mio personale impegno affinchè tale struttura possa tutelare anche in futuro la salute dei cittadini grottagliesi
Grazie e no alla chiusura dell’ospedale di Grottaglie".
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Belsorriso e Fedele entrano in Italia dei Valori

Le varie voci che in questi giorni circolavano nella nostra città si sono concretizzate: il segretario cittadino dell'Italia dei Valori, Ciro Petrarulo, sabato 26 maggio alle ore 10.30 presso la sala congressi del bar Patrizia ufficializzerà il passaggio dei consiglieri grottagliesi Ciro Belsorriso e Cataldo Fedele.

I due consiglieri, provenienti dal gruppo misto, si aggiungeranno così al consigliere eletto sotto le fila dell'Italia dei Valori, Donato Trivisani, divenendo così la seconda forza politica della città.

Il passaggio è stato fortemente voluto e seguito dalla segreteria cittadina nelle persone del suo segretario Ciro Petrarulo, del consigliere Donato Trivisani e dell'assessore Anna Ballo.

Alla conferenza stampa di sabato prenderanno parte, inoltre, l'On. Augusto Di Stanislao e il Sen. Giuseppe Caforio.

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Trivisani (Idv) replica a Michele Santoro: La politica faccia sistema, non sterile opposizione

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“In un momento così delicato per le sorti del nostro territorio e dell’intero Paese, il ruolo dei nostri rappresentanti nelle istituzioni locali andrebbe sostenuto, non demonizzato”.
A dichiararlo è Donato Trivisani, Vice Presidente del Consiglio Comunale e capogruppo dell’Italia dei Valori al Comune di Grottaglie, primo dei non eletti in consiglio provinciale, che risponde così alle accuse lanciate dal consigliere provinciale e comunale Michele Santoro nel corso della passata assise cittadina, che ha etichettato i rappresentanti locali del centrosinistra come “immobili davanti alle istanze del territorio”.
“Perdersi in recriminazioni dettate semplicemente dalla propria collocazione politica – rimarca Trivisani – è qualcosa che, in questo particolare momento di crisi, non solo non serve, ma allontana ancora di più la gente dalla politica e dalla sua comprensione.
Grazie ai nostri rappresentanti in Provincia di Taranto, penso al capogruppo del Pd Luciano Santoro e al capogruppo della Puglia per Vendola Vito Rossini, abbiamo centrato obiettivi importanti per la nostra comunità, come ad esempio lo spostamento degli uffici amministrativi a Grottaglie nell’ambito della fusione tra i licei artistici Calò e Lisippo e la votazione di un Odg che impegna la Giunta Provinciale allo stanziamento di somme necessarie alla costruzione del nuovo Liceo Moscati.
Decisiva per il nostro territorio è stata anche l’efficace collaborazione - dettata appunto da un’unità d’intenti - tra il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Patrizio Mazza, il segretario cittadino dell’Idv Ciro Petrarulo, l’allora segretario del Pd, ora capogruppo consiliare a Grottaglie, Massimo Serio e i succitati rappresentanti provinciali, che ha portato alla mancata chiusura dell’Ospedale San Marco in virtù del piano di rientro dal deficit della sanità pugliese.
Obiettivi importanti per la nostra Città, raggiunti grazie al primato del bene collettivo sulle logiche classiche e spesso deleterie della politica, elementi che dovrebbero far riflettere il consigliere Michele Santoro, che invito a “fare sistema”, ponendo in essere un’opposizione costruttiva e propositiva, che ci permetta di crescere e che non demolisca, con idee preconcette, tutto quanto di buono è stato fatto e si intende continuare a fare.”
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Mazza (Idv): Aeroporto Arlotta, poco ambientalismo e molta incoerenza

 

Il consigliere regionale jonico dell'Italia dei Valori, Patrizio Mazza, stigmatizza pesantemente in una nota stampa il mancato assenso dato da Aeroporti di Puglia in merito all'attivazione di voli civili dallo scalo di Grottaglie.
"Definirsi ambientalista - sostiene Mazza - per molti significa sentirsi difensore dell’ecosistema quando questo è aggredito da inquinamento aereo, del suolo e marino. La soddisfazione dell’ambientalista risiede poi nel divulgare i propri principi con l’auspicio  di produrre  qualche effetto sul miglioramento dello stato ambientale, e pertanto nel constatare nell’opinione pubblica la propria spendibilità come ambientalista; quasi  fosse un mestiere accreditato dai  mass media che si esplica  semplicemente col denunciare tutto e tutti. Eppure mai ,o quasi mai, gli ambientalisti in una realtà come quella tarantina hanno parlato di: “necessità di alternative economiche alla monocultura dell’acciaio o al dominio di multinazionali dell’energia al fine di sviluppare  un futuro per i giovani diverso dall’attuale, oltre che garantire un ambiente più salubre, mai hanno suggerito come stimolare la cultura del rispetto della vocazione territoriale che non è sicuramente quella industriale, fornendo una progettualità consona  alla città bi-mare, o ancora quali possano essere le attività a cui dare priorità”. Esistono  lettere, denunce, filmati, fotografie o carte etiche d’intenti, pienamente condivisibili per principi insiti, ma ad oggi non esistono i soggetti che dovrebbero spendersi per queste ineludibili necessità di vero ambientalismo.
   Ho assistito ad un succedersi di riunioni di un movimento ambientalista che ritenevo consolidato e radicato nella realtà locale per arrivare a  scoprire che di consolidato ha solo il fatto di creare un protagonismo senza impegno della propria immagine, del proprio brand, dove tutti sono disponibili ma nessuno o pochi veramente disposti a mettersi in gioco con  faccia e  impegno e sono convinto che  solo in concretezza e partecipazione alla “res publica” dovrebbero tradursi tutte le proteste, tutte le denunce, tutte le marce che hanno mirato a cambiare le sorti Di Taranto e sensibilizzare la gente .
In due mesi ho assistito ad una miriade di potenziali nomi candidabili per le prossime amministrative ma con un nulla di fatto,  solo una  carte etica di intenti e nessun progetto o idea di come vivere la città da oggi in poi.  Far la sponda a coloro che già si vanno consolidando come candidati della conservazione dello status quo, questo sarà il loro risultato finale. Gli ambientalisti hanno sempre demonizzato i politici che hanno provocato l’attuale ed indesiderato stato di cose eppure fanno da sponda proprio a coloro che sarebbero da proscrivere da Taranto per pensare ad un cambiamento. C’è  un movimento, che vive ancora di rendita del passato rappresentato da manifestazioni in cui le scolaresche facevano volume numerico  e che non è capace di produrre un prototipo di candidato che lo rappresenti in loco; in poche parole vedo una prospettiva  fatta da quattro amici al bar o in un salotto ciarliero di provincia  proprio quando Taranto ha bisogno di altro e non più di chiacchiere e quaquaraquà.
 E’ chiaro che il tema ambientale rappresenta il motivo di vita futura per la città di Taranto ma occorre che attorno a ciò ruoti la prospettiva economica che diventi alternativa alla grande industria.
C’è da ripristinare e rivitalizzare le grandi attività connesse alla mitilicoltura, e all’agricoltura con progetti provenienti dal contributo delle categorie interessate. C’è da ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città, dell’economia dentro la città in calo demografico, c’è da allestire un grande apparato di cultura e progettazione che renda dignità alla città e al suo patrimonio, che coinvolga tutte le componenti sociali, c’è da captare finanziamenti europei per i progetti. Tralascio di affrontare i temi della portualità e dell’ aeroportualità che non decolleranno mai se non si instaura un sistema produttivo che vi ruoti attorno.
 Consiglio agli ambientalisti - conclude il consigliere regionale dell'Idv - di rintracciare la propria identità, quando non nascondono secondi fini nel loro agire, e di riferire come immaginano il futuro e lo sviluppo per Taranto perché ormai si fa sempre più tardi mentre  occorre fare sul serio o chi non si muove non sarà più credibile agli occhi della gente."
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Idv Taranto: Minervini mantenga le promesse sull'Aeroporto Arlotta

A poche ore da quello che potrebbe essere un passaggio politico cruciale per la riapertura dell'Aeroporto Arlotta di Grottaglie ai voli civili, Giovanni Palumbo, Commissario cittadino dell'Italia dei Valori del capoluogo jonico indirizza, con una nota stampa, un monito all'assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini.

"Oggi è un giorno importante per Taranto: nello stesso istante testerà la voglia della giunta regionale di credere in questa provincia e nello stesso tempo potrebbe finalmente rilanciare le proprie ambizioni di crescita. Oggi, infatti, l’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini prenderà parte ai lavori della V commissione sui trasporti. All’ordine del giorno c’è il “Piano di sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie” ma, soprattutto, c’è un bivio per l’assessore e l’intera giunta che in quel momento rappresenterà. L’idea di redigere tale cronoprogramma in favore delle ambizioni tarantine, infatti, non nasce direttamente dai consiglieri regionali ionici. Questi ultimi si erano resi protagonisti di un ordine del giorno in Consiglio Regionale che prevedeva, tra le altre cose, lo stanziamento di un milione di euro per i voli cargo e l’attivazione di voli Ryanair con scalo a Grottaglie. Una proposta prestigiosa che, qualora fosse stata discussa ed approvata, avrebbe in un solo istante cancellato almeno una parte delle nubi di chi considera Vendola & Co. baricentrici nel governo della Regione. Ciò non è avvenuto con grande rammarico per i movimenti e le associazioni, ma anche alcuni partiti (l’Idv ionica è in prima linea in questa battaglia), che da anni rivendicano il taglio dei lacci e dei lacciuoli che impediscono alla pista grottagliese (fra le più grandi in Europa) di affermarsi sia a livello cargo che per i voli passeggeri. I consiglieri ionici ritirarono l’emendamento in seguito alla promessa da parte di Minervini di un Piano per lo sviluppo dell’Arlotta. E’ giusto ricordare che in quella occasione importanti risorse sono state destinate all’aeroporto di Bari e di Foggia. In virtù di tali premesse, l’incontro di oggi si prefigura sia determinate per la valutazione della serietà dell’assessore Minervini sia per una analisi più chiara dell’idea di trasporto in seno alla Regione Puglia. L’auspicio dell’Italia dei Valori di Taranto non può che essere rivolto ad ogni singolo componente della commissione, che tiene a cuore le sorti di Taranto, e soprattutto ai consiglieri tarantini: non accettate alcun compromesso al ribasso. In troppi settori la città dei due mari ha pagato dazio alle ambizioni di altre province pugliesi (l’ultima volta sui treni con l’alta velocità Bari-Napoli che passerà da Foggia e non da Taranto). Senza voler fare retorica o una rivendicazione fine a se stessa, noi dell’Italia dei Valori auspichiamo che dall’incontro di oggi emergano proposte serie di sviluppo che vadano oltre l’iniziale proposta dei consiglieri regionali ionici dello stanziamento di un milione di euro. Basta guardare come Aeroporti di Puglia abbia penalizzato lo scalo ionico per rendersi conto di quanto doveva essere investito qui invece che altrove. Anche i soldi intercettati nelle linee di finanziamento comunitarie per Grottaglie, sono state presto ‘dirottate’ su Brindisi in nome di un fantomatico Grande Salento. L’Italia dei Valori di Taranto richiede con forza che vengano vagliate tutte le strade affinché l’aeroporto di Grottaglie veda sfruttate al massimo le proprie possibilità. Voli civili e cargo, dunque, ma anche attività di manutenzione degli aerei e tutto ciò che una pista come la nostra (per la quale sono stati spese notevoli risorse pubbliche) può ospitare."

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Mazza (Idv): Non si puo' assistere silenti ai problemi ambientali di Taranto

 

I problemi ambientali del capoluogo ionico al centro di una nota stampa a firma del consigliere regionale dell'Italia dei Valori Patrizio Mazza.
"La verità sull’ambiente a Taranto è l’argomento che è stato trattato in conferenza stampa nella città bimare, dal sottoscritto unitamente a rappresentanti delle categorie di settore: sia i mitilicoltori che gli allevatori, i quali fino ad oggi hanno fortemente risentito dell’inquinamento massivo perpetrato al territorio ionico.
Le istituzioni e gli enti di competenza non possono rimanere sordi alla continua “desertificazione” di territori bellissimi che continuano, a causa dell’inquinamento, a perdere capacità di attrazione d’investimento. L’attuale ecosistema del Mar Piccolo non allenta le preoccupazioni della categoria dei mitilicoltori e nei territori circostanti la città, per almeno 20 km di distanza dal polo industriale, si estendono terreni non coltivati e non più soggetti al pascolo a causa di svariati abbattimenti di allevamenti.
La politica non può assistere silente ai bisogni di un territorio con potenzialità inespresse, nel quale il sistema economico imperante è rappresentato dalla monocoltura dell’acciaio, cui si aggiunge la previsione di raddoppi di ulteriori industrie anch’esse inquinanti. Si assiste ad un irrefrenabile depauperamento economico e relativa perdita di posti di lavoro in settori che hanno sempre rispettato la vera vocazione “non industriale” del territorio Ionico .
Si vuole offrire spunti operativi a chi è destinato a prendere le redini della città, in vista delle prossime elezioni, e a rappresentare motivi di richiesta, per la stessa, di maggiore e concreta attenzione anche da parte del Presidente Vendola, perché siamo convinti che l’inquinamento continua invariato e che non si possano “ considerare risolti i problemi ambientali dovuti alle attuali emissioni della principale fonte di diossine a Taranto” come da lui espresso a fine anno. Si vuole focalizzare l’attenzione sulla necessità di avere alternative economiche alle industrie inquinanti ed il contestuale recupero di tutte le attività perse connesse alla valorizzazione del mare e della terra.
 Dal Febbraio 2008 ad oggi gli allevatori hanno subito ingenti danni ed hanno visto terminare dall’oggi al domani la loro attività di zootecnia, per alcuni centenaria, con relativa  produzione casearia; oltre 2200 sono stati i capi abbattuti. Uguale odissea la sopportano i mitilicoltori che in data 22 luglio 2011, hanno assistito impotenti alla emanazione dell’ordinanza 1989 dell’ASL di Taranto – Settore Veterinario - che ha statuito il divieto di commercializzazione e movimentazione dei mitili del primo seno del Mar Piccolo.
In questo caso accade che il danno vero da stimare non riguarda solo i mitilicoltori del primo seno, ma tutti i mitilicoltori, ciò in quanto per assicurare la commercializzazione dell’intero prodotto nostrano, tutti i mitilicoltori facevano tra loro sistema e disponevano la miscelatura delle specie allevate in entrambi i seni di Mar Piccolo con quelle di Mar Grande. Ai mitilicoltori urge, ora più che mai, sapere come salvare il novellame ed in quali ulteriori specchi d’acqua è possibile trasferire subito le attività."
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Mazza (Idv): "La sanita' e la questione dei punti nascita"

 

Una nota del consigliere regionale e medico Patrizio Mazza (Idv) sulla sanità pugliese e la questione dell'annunciato taglio di circa 20 punti nascita in Puglia.
"Nel bailamme della questione sanitaria - sottolinea Mazza - proprio la politica che deve riguadagnare la sua credibilità su più fronti e non solo sulla questione sanitaria continua a mostrare a denti stretti la sua forza demagogica e priva di vera utilità sociale .
Riguardo la questione dei punti nascita ribadisco, come già fatto negli innumerevoli dibattiti pubblici e assise istituzionali che oggi è importante creare una situazione che guardi al futuro, e il futuro vuole, come del resto accade a livello europeo, che i punti nascita siano in qualche modo attrezzati anche per il nascituro oltre che per la madre e che siano collegati a una neonatologia ed eventualmente ad una rianimazione in caso di problemi importanti e/o complicanze .
Creare molti punti nascita per il solo fatto di lasciare in essere situazioni di interesse meramente politico e di beneficio strettamente elettorale piuttosto che di utilità nell’assistenza sanitaria per la popolazione non lo giudico corretto soprattutto quando si acuisce nella popolazione un sentimento di puro campanilismo e non si opera una corretta informazione riguardo i benefici dell’assistenza corretta in termini sanitari.
Per una donna che deve partorire, e la cui gravidanza non ha manifestato problemi è perfettamente organizzabile la parte finale del parto con l’ausilio del proprio ginecologo di fiducia se questi è disponibile a seguire la donna assumendosi ogni responsabilità di cura e così se il ginecologo è un operatore esterno alla struttura sanitaria con la disponibilità della struttura sanitaria di offrire quegli spazi, strutture e strumentazioni necessarie a consentire il parto. Oggi frammentare i punti nascita, come si sta cercando di fare, per accontentare le varie intelligenze politiche del territorio credo che sia deleterio e che non sia altro che un procrastinare un cambiamento che comunque dovrà avvenire obbligatoriamente nel rispetto di standard europei .
 Io credo che la liberalizzazione dell’assistenza sanitaria sia l’unica maniera di creare la giusta responsabilità dei professionisti, quindi dei medici, in particolar modo, e di creare quella giusta informazione nella popolazione dando adeguata soddisfazione alla stessa soprattutto nel rispetto del principio che possa effettivamente scegliersi il medico di gradimento; in questo senso bisogna lavorare evitando situazioni indifendibili sia sul profilo economico che, qualche volta, perfino sul profilo professionale . La mia proposta di legge in regione - conclude il consigliere regionale dell'Italia dei Valori - viaggia in questi termini di efficacia ed efficienza sanitaria mediante una matura liberalizzazione dell’assistenza che può salvare tutto e tutti in termini di vera assistenza e di tutela di professioni valorizzare in termini di utenza soddisfatta per le prestazioni che può ricevere."
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Petrarulo (Idv): "Vigileremo sul Governo tecnico per il bene del Paese"

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Sono momenti concitati quelli vissuti a Roma in queste ore, dove a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi sembra farsi strada l'ipotesi di un governo di responsabilità nazionale a guida dell'ex commissario Ue Mario Monti, che dovrebbe applicare nel giro di pochi giorni le severe misure di risanamento e le riforme imposte dai partner europei, dalle banche e dai mercati finanziari.
Un'ipotesi, quella benedetta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha spaccato in tre tronconi le forze politiche in Parlamento, divise tra responsabili (Pd, Udc e Pdl), contrari (Lega Nord) e sostenitori di singoli provvedimenti. Di quest'ultimo gruppo fa parte l'Italia dei Valori, che con una nota del segretario cittadino di Grottaglie, Ciro Petrarulo, prova a spiegare ai lettori di G24 le posizioni del suo partito e del suo leader nazionale Antonio Di Pietro.
"L’Italia dei Valori - sostiene Petrarulo - non è contro il governo tecnico a priori, ma coerentemente a quanto ha sempre sostenuto, cioè che il governo Berlusconi stava mandando in rovina l’Italia, ed in virtù di ciò, è stata la vera forza di opposizione di questi anni. È stata oltre tutto la forza promotrice delle varie raccolte firme, tutte portate a termine con successo con i vari referendum, e noi della sezione di Grottaglie ci vantiamo di aver ottenuto risultati sopra la media nazionale, quindi non si può sostenere a scatola chiusa un governo tecnico all’interno del quale saranno presenti forze politiche che hanno rovinato il nostro paese.
L’Italia ha bisogno di riforme importanti per ristabilire i principi democratici di un paese moderno e che possa guardare il futuro con ottimismo, ha bisogno di interventi  economici che possano ristabilire una stabilità economica oramai persa ed  un’ equità fiscale che negli ultimi tre anni si è persa a vantaggio dei soliti benestanti conservatori. Noi siamo una forza liberal-democratica che vuole contribuire al ripristino ed al miglioramento di tutto ciò che si è perso. Se questo governo tecnico saprà proporsi e lavorare su questa direzione io sono convinto che avrà responsabilmente il contributo dell’Italia di Valori.
Il presidente del mio partito  ha da sempre sostenuto l'idea di andare al voto, piuttosto che di sostenere un governo tecnico che possa divenire una sorta di pasticcio di forze che nulla hanno a che spartire tra loro. Quando si è delineata concretamente la via dell'investitura di Mario Monti quale nuovo presidente del Consiglio, Di Pietro ha detto che deciderà, provvedimento per provvedimento, il sostegno al governo, auspicando che sia di breve durata. "Ribadisco la stima mia e dell'intera IdV per Mario Monti.
L'IdV è una formazione politica che non intende partecipare al voto di fiducia al Governo Monti, non per Monti, ma perchè vogliamo prima leggere i provvedimenti che fa. Se li riteniamo importanti e necessari che vanno nell'ottica del rigore e soprattutto di una scelta ben precisa su chi debba pagare il conto, daremo consenso e appoggio sui singoli provvedimenti. L'idea di farlo a priori e senza leggere le carte, partecipando ad una maggioranza parlamentare che dà la fiducia al buio, per fare magari dei provvedimenti che fino adesso abbiamo contestato a Berlusconi, non possiamo condividerla. L'Italia dei valori è come San Tommaso, poichè  crede solo in quello che vede, e al buio non daremo la fiducia a nessuno, ma valuteremo con responsabilità ogni singolo provvedimento, auspicando in ogni caso che il nuovo governo metta al primo posto una nuova legge elettorale, per permettere poi ai cittadini di scegliere.
L’Italia dei Valori - conclude il segretario cittadino del partito di Antonio Di Pietro - è da sempre una forza politica che pur se potrà a molti sembrare impopolare nelle sue scelte, un partito che non svenderà l’interesse dei cittadini a fini elettorali, noi siamo e rimarremo sempre dalla parte del cittadino, quindi va bene il governo tecnico guidato da Mario Monti, ma noi sorveglieremo affinchè operi per il bene del Paese."
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