Intervista a Non Giovanni: "Ho deciso di restare in Italia"

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Prima di salutrare Non Giovanni, lo lascio con questo interrogativo: Mi lasci una frase che descrive in breve la tua vita?

"Se davvero potessi racchiuderla in una frase sarebbe stata proprio una vita insulsa"

Giovanni Santese, in arte "Non Giovanni" è un giovane cantautore grottagliese divenuto celebre grazie al suo singolo "Io sarò famoso" al quale ha fatto seguto l' album "Ho deciso di restare in Italia". 

 

Si termina parlando del mondo della musica digitale, meglio iTunes o un buon vecchio CD?

" Sono due mondi che coesistono e che si possono considerare separati. Non si puó piú prescindere da ITunes, Spotify etc etc per l'immediatezza e perché sono i canali di diffusione in rete, ma anche il cd in qualche modo ha ancora il suo senso: per il musicista é la prova visibile che ha davvero fatto un disco, e l'oggetto delle sue fatiche, e solo per questo io credo che di cd se ne continueranno a stampare per ancora un bel po', e per il fruitore appassionato é un oggetto fisico da possedere, diverso dall'immaterialitá dell'mp3 o dello streaming online. Poi sul tema si potrebbe aprire un dibattito infinito perché il passaggio dal vinile prima, al cd poi, per arrivare all'mp3 oggi, rappresenta quello che é il grande passaggio dall'analogico al digitale, estendibile a molti altri contesti, non solo quello musicale. Io sono sicuramente analogico in tutto e per tutto ma non posso far finta che il digitale non esista."

Per un'artista emergente il digitale é senza ombra di dubbio l'unico canale di distribuzione praticabile. I cd fisici oggi si vendono soltanto ai concerti e in qualche negozietto che accetta di vendere il cd. Quindi é molto importante.

Ancora, proseguiamo, in un mondo in cui i matti non vengono apprezzati a dovere, come riesci ad esprimere il tuo livello di follia?

"Mi cogli preparatissimo sull'argomento, perché ho da poco scritto qualcosa a riguardo, vagamente ispiratami da Erasmo da Rotterdam e dal suo Elogio alla Follia.
La follia sta nella vita di ogni giorno, nella burocrazia, nel rispetto incondizionato delle leggi e in tante altre cose che ci costringiamo a fare quotidianamente.
La musica e la scrittura sono per me il mio modo normale di essere, quello che vorrei fare dalla mattina alla sera. Ecco questa é la cosa che mi riesce difficile davvero, essere me stesso, non tanto essere folle."

Ho deciso di restare in Italia, come nasce quest Album?

"Le canzoni sono state scritte tutte dopo il mio ritorno a Grottaglie, eccetto per "Io saró famoso", scritta qualche tempo prima a Bologna. Collezionano le sensazioni del ritorno a casa. Sono canzoni abbastanza autobiografiche, e raccontano passo dopo passo, in maniera velata, cosa ho fatto e vissuto in questi anni."

Perchè proprio questo titolo?

"Avevo scritto una canzone sul mio ritorno a casa in Puglia in cui ci ho messo un po' tutte le sensazioni del momento: l'esclusione dell'opzione emigrazione, la voglia di scommettere al sud, l'amore per la lingua italiana e le sue espressioni letterarie e artistiche in genere.
Ci siamo resi poi conto in un prolifico brain storming con Amerigo Verardi, il produttore artistico, e tutti gli altri membri della band, che il titolo di questa canzone poteva racchiudere molte altre canzoni contenute dell'album, e che il tema, declinato in soluzioni diverse in fondo era sempre quello dello stare in Italia in questo momento storico. Ed ecco deciso."

Parliamo del singolo, Io sarò famoso è un brano tra ambizione ed ironia, è un brano che rispecchia le tue ambizioni?

"Dunque, non nascondo che essere conosciuto come cantautore e soprattutto apprezzato, rientri nella mie ambizioni, ma questa canzone in particolare non parla di questo. E' una critica ironica a chi insegue il successo a tutti i costi, anche accettando di impersonificare per tutta la vita il sosia di qualcun altro, pur di raggiungere la celebritá."

E' dura oggi affermarsi come cantante?

"Molto. Siamo tantissimi e per quanto il web possa offrire oggi una visibilitá immediata, senza il giusto supporto in termini di label, ufficio stampa, booking e tutti i servizi connessi alla promozione di un progetto discografico é molto molto difficile farsi conoscere. Non sempre é facile circondarsi di cosí tanti collaboratori, soprattutto in un mercato dai guadagni bassissimi, perlomeno agli inizi. Molto spesso bisogna investire in prima persona, e non sempre é possibile.
Grazie a mille acrobazie, sacrifici, investimenti e colpi di fortuna il mio progetto sta partendo con tutte le carte in regola, siamo ormai una folta squadra che lavora compatta per la riuscita del progetto, e speriamo bene."

Per iniziare, perchè "non Giovanni"?
Non Giovanni é il mio alter ego artisitico. Quella parte di me che non accetta tanti compromessi e fa solo quello che gli piace. Poi c'é il gioco di parole con "Don Giovanni", un personaggio che ammiro, ma che riconosco per me inarrivabile.

Felicissimo di chiacchierare con questo cantautore locale, abbiamo modo di parlare della sua carriera, della sue opinioni e della sua musica, ci stringiamo la mano, l' intervista ha inizio.

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