Stop al biocidio: cittadini in lotta contro discariche ed inceneritori

Il 28 e 29 settembre, la Provincia di Taranto, cosi come stabilisce il decreto n. 56 del 7 Aprile 2014 del Governo Renzi, tornerà al voto per eleggere il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio provinciale, composto da 12 membri (più il presidente). 

Non si voterà a suffragio universale, spiegano i cittadini in lotta contro discariche ed inceneritori, ma con un sistema elettorale censitario, infatti, potranno votare soltanto i 516 consiglieri comunali, i sindaci, gli ex consiglieri provinciali e i presidenti della Provincia di Taranto. I membri avranno la facoltà di eleggere anche se stessi, attraverso un sistema di voto doppiamente diseguale, in pratica, i cittadini saranno privati quasi del tutto del diritto di voto poi perché a stabilire chi sarà il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio provinciale sarà un calcolo cervellotico e complicato e in aggiunta, avrà valore diverso a seconda del numero di abitanti dei Comuni. Per intenderci, il voto dei consiglieri di Roccaforzata e Monteparano che sono i comuni più piccoli, vale 39, mentre, il coefficiente dei consiglieri comunali di Taranto, invece è 1050.

Negli ultimi trent'anni - proseguono i cittadini manifestanti - forse sin dalla sua stessa istituzione, la Provincia di Taranto come ente pubblico, sia che sia stata governata dallo schieramento di centrodestra, che dal centrosinistra, ha favorito e legittimato politiche affaristiche e disastrose, in materia ambientale soprattutto, autorizzando, ovunque, nuove discariche per rifiuti speciali, potenziando gli inceneritori, inaugurando "la politica del dialogo con la grande industria" per dirla con una massima dell' ultimo presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido.

Ora il copione sembra ripetersi, arricchendosi di una nuova sceneggiatura e di altri attori, più i soliti. La storia è quella del disastro ambientale tarantino, della distruzione del suo territorio e del biocidio in atto, sempre più inarrestabile. Il tema è quello degli scarti della lavorazione industriale, e dei rifiuti delle nostre case: della monnezza, che produce un giro di affari pari a centinaia di milioni di euro l'anno per chi la gestisce. Tra le competenze che rimangono in capo all'Ente Provincia vi sono proprio quelle in materia ambientale; infatti, non appena si insedierà il nuovo Consiglio Provinciale dovrà pronunciarsi sulle nuove autorizzazioni ambientali richieste per il quarto e quinto lotto della discarica Ecolevante di Grottaglie, per l'impianto di percolato annesso, per il raddoppio dell'inceneritore di Massafra, e dovrà gestire in parte i soldi che arriveranno per le bonifiche, tra le altre cose.

Come cittadini in lotta contro discariche ed inceneritori prendiamo parola, senza alcun interesse per una consultazione elettorale che vede espropriare i cittadini di un diritto fondamentale, che si nutre soltanto di logiche di schieramenti e dei giochi fatti all'interno dei partiti, soltanto per ribadire con forza che bisogna fermare il biocidio, cioè il continuo avvelenamento di tutte le forma di vita esistenti. Ad ogni costo.

A coloro che si accingono a risedersi sugli scranni di Via Anfiteatro, pertanto, - mentre si riaffacciano i fantasmi di quei politici che negli ultimi trent'anni hanno deciso sempre in peggio sulle sorti del territorio che hanno governato – vogliamo mandare a dire che non accetteremo che venga data nessuna nuova autorizzazione a nessun altro impianto inquinante.

Ci opporremo sin da ora a qualsiasi progetto che va in quella direzione, come quando qualche anno fa bloccammo i camion all'entrata della discarica Italcave di Statte in solidarietà con le popolazioni campane, come quando abbiamo presidiammo notte e giorno gli ingressi della discarica Ecolevante.

Noi - conludono i cittadini in lotta contro discariche ed inceneritori - siamo quelli che da anni, sia con le giunte di centro destra come in quelle di centro sinistra, dicono basta all'espropriazione delle vite, al saccheggio e all'avvelenamento continuo dei territori a vantaggio del profitto di pochi. Siamo quei cittadini, comitati, associazioni in lotta contro discariche ed inceneritori e a favore di un altro modello di sviluppo.

Stop al partito dei rifiuti, fermiamo il biocidio.

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"NO AGLI INCENERITORI, NO AL RADDOPPIO DELL’ APPIA ENERGY SU MASSAFRA"

  • Pubblicato in Sociale

 

Il dott. Mazza, sostenitore convinto che un ambiente pulito e vivibile è possibile, se non necessario, porta a conoscenza la possibilità di un ulteriore apliamento dell'inceneritore nell'Appia Energy a Massafra.
 
"Come si fa ad appurare da ora che una seconda linea d’inceneritore non determina un forte impatto ambientale e quindi anche forte impatto sanitario? Specie quando la  si vuole realizzare  in una zona riconosciuta come Sito d’Interesse Nazionale per problematiche ambientali? Come si fa a rilasciare autorizzazioni quando dovrebbe insistere in un’area già pesantemente gravata da inquinanti di ogni sorta e comunque prossima a siti abitati e per giunta ricadente in ambito territoriale interessato da disciplina di Piano Urbanistico Territoriale Tematico/ Paesaggio?  
Una proiezione sanitaria con validazione scientifica degli effetti scaturenti da una “modifica tecnica”, come semplicisticamente la definisce l’ARPA Puglia, ad un impianto di incenerimento che produrrà comunque il doppio, seppure realizzata con impianti di nuova generazione, è possibile farla dopo dieci o venti anni, ma ritengo che non possiamo permetterci  di fare sperimentazioni di sorta sulla pelle della popolazione e su un territorio già  contaminato,  per il quale  bastano  abbondantemente i dati sanitari attualmente disponibili. 
Condivido appieno le proteste delle associazioni e dei comitati che si oppongono al raddoppio dell’inceneritore dell’Appia Energy di Massafra, grazie a queste realtà spesso si portano all’evidenza pubblica veri e propri attentati all’incolumità sociale sanitaria. Sostengo che la questione sia totalmente da rivedere, da parte di tutti gli enti chiamati in causa per il rilascio di pareri ed autorizzazioni, quindi dall’ Assessorato ambiente regionale, dall’ ARPA, dall’ASL  ed in particolare dal sindaco di Massafra che ha maggiori responsabilità al riguardo, ma evidentemente non le intende.  Inoltre  un “raddoppio d’inceneritore” non potrà mai assurgere a opera di “pubblica utilità” perché già il primo dovrebbe bastare, e siccome già codesto non  l’unico sul territorio ritengo che con la politica degli inceneritori abbiamo abbondantemente splafonato.  Del resto l’audizione fatta in commissione ambiente ieri scaturisce dal tenore dell’ordine del giorno, a firma mia come di altri consiglieri,  approvato all’unanimità in consiglio regionale il 3 di agosto u.s. e che ha come obiettivo “ l’interesse alla diminuzione dei carichi inquinanti per ragioni d’interesse pubblico prevalente oltre che  in considerazione del generale principio di precauzione”.
Un inceneritore disperde: diossine, furani, benzo(a)pirene, idrocarburi, benzene, e quant’altro che già secondo lo IARC sono classificati come sostanze cancerogene 1A, ragione per cui già la loro produzione e presenza, dovunque essa si manifesti, determina comunque un impatto ambientale e sanitario non indifferente. Il problema dei tumori non va sicuramente esaminato solo nei valori di mortalità ma anche nei valori di incidenza ed il mio  “NO” agli inceneritori è netto sia per questo raddoppio come per tutti i termovalorizzatori in genere. Si pratichi la strategia “Rifiuti zero”, si intensifichino campagne informative  per la differenziata e progetti di vero recupero e si finisca una buona volta di riempire le province di Taranto di inceneritori e discariche perché non ci siamo candidati alla collezione di economie di degrado vita natural durante.
Dr. Patrizio Mazza Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori"
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