Halloween 2014: Tita Zumba® Party “da paura” al Caffè Nenè

Venerdì 31 Ottobre ore 22.00, con ingresso libero presso il noto locale Grottagliese, "Caffè Nenè", ci sarà il Tita Zumba® Halloween Party, organizzato dall'esuberante Istruttrice Fitness, Annarita (Tita) Motolese.

È da oltre un anno che Tita Motolese ha intrapreso una collaborazione con i fratelli Francesco e Giovanni Venza, gestori del Caffè Nenè:

"I fratelli Venza – dichiara Tita Motolese – sono dei gestori molto all'avanguardia . In ogni occasione cercano di individuare la tendenza giusta, per cui è nato questo sodalizio: creare momenti di aggregazione, di divertimento pulito, di scambio culturale e generazionale. Per Halloween ho un programma "da paura" – continua Tita Motolese – ci sarà uno Zumba Party un po' particolare, tutto da scoprire, che però si mantiene coerente e fedele allo Zumba Fitness. Sarà un susseguirsi di stili, esibizioni di talenti ed anche qualche sorpresa".

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Halloween: usanza salentina

Forse Halloween non è del tutto una festa americana.
Basti ricordare che "Halloween" deriva da All Hallows'Eve o All Hallows Even (vigilia di ogni santo), e cosa c'è di più italiano se non una parola la cui etimologia è legata alla tradizione religiosa?

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Il tormentone "Halloween"

È passato preciso un anno da quando abbiamo pubblicato la storia, o la leggenda, o la favola di Halloween.

Quest'anno andiamo oltre.

Partiamo dall'inizio: Halloween è una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sottoforma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate di jack-o'-lantern, che risale alla tradizione di intagliare delle rape e farne delle lanterne per ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande. Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici. Nero e arancione sono i colori tradizionali di questa festa. La pratica del travestirsi risale al Medio Evo e si rifà alla pratica tardomedioevale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta ad Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna, sebbene pratiche simili per le anime dei morti sono state ritrovate anche in Sud Italia. Gli atteggiamenti cristiani verso Halloween sono diversi. In generale il cristianesimo non approva Halloween e rigetta la festività, in quanto ritiene che il paganesimo, l'occulto, o altre pratiche e fenomeni culturali giudicati incompatibili con le loro credenze. Per molte chiese cristiane le origini di Halloween sono strettamente connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo, per questo esso porta all'influsso occulto nella vita delle persone. Halloween in Italia racchiude una ricca storia piena di occultismo e leggende, che portano il popolo italiano ad evitare varie forme che spesso suscitano il satanismo. In Sardegna è conosciuta come Is Animmeddas, Su mortu mortu, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone ed è una tradizione antichissima. In Puglia, in specifico ad Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra l'1 ed il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti ad ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) che dovrebbero servire ad illuminare la strada di casa ai nostri cari defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci. Sulla brace di questi falò, viene cucinata della carne che tutti insieme si mangia in strada e si offre ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, inoltre, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio).

 

Tracce, quindi anche in Sud Italia. 

 

Poniamoci, allora, la domanda (vista questa migrazione dettata dalla moda) come potrebbero festeggiare gli americani un 25 aprile? Probabilmente sarebbe più sentita, probabilmente verrebbero create delle maschere di Matteotti, si marcerebbe per le strade di New York con tanto di stendardi, lustri e trinette. 

E il 1° maggio, che osanna l'ormai mitologica Festa dei Lavoratori? In una nazione, come quella degli Stati Uniti d'America, colosso mondiale del'industria, del commercio, una nazione che ha risentito nelle fondamenta, della crisi economica mondiale; si sta avviando alla ripresa. Gli ultimi sondaggi parlando del  tasso di disoccupazione calato dal 7,8% rispetto all'8,1%, festeggerebbero con spettacoli pirotecnici degni del cinema 3D, eleggerebbero l'operaio del mese se non dell'anno, con tanto di riconoscimento e cena al tavolo con Obama.

 

L'America sa rendere omaggio al suo popolo, alle sue tradizioni, a differenza di noi italiani che prendiamo le nostre feste, le nostre tradizioni e le barattiamo volentieri per far nostre feste di altre estrazioni. Non solo riconducibili ad Halloween, la Festa della Birra, tedesca per eccellenza, vi dice nulla? Abbiamo abbastanza occasioni per ricordarci chi siamo, detto in maniera spicciola abbiamo tante feste da festeggiare, perché seguiamo la moda del colosso a stelle e strisce?

Allora, Signori, appuntamento al quarto giovedì di novembre, per la Festa del Ringraziamento, con un bel polletto ruspante, in barba al tanto blasonato tacchino. Noi italiani, ringrazieremo cosa?

 

 
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