Sbarca a Brindisi la Rainbow Warrior di Greenpeace

Dal primo Agosto sarà a Brindisi la Rainbow Warrior, nuova nave di Greenpeace impegnata con il tour ambientalista "Non è un Paese per fossili" in tutto il Mediterraneo, per promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza contro il ricorso a combustibili fossili come il carbone e il petrolio.
Greenpeace, organizzazione non governativa ambientalista e pacifista è attiva sin dal 1971 in difesa del clima, delle balene, dell'interruzione dei test nucleari, dell'ambiente in generale e di tante altre problematiche presenti sul globo e prosegue tutt'ora nelle sue svariate lotte, attraverso azioni dirette e non violente, affinchè in tutto il mondo si diffondi più responsabilità e senso del dovere per la nostra terra.

Il tour ambientalista "Non è un Paese per fossili" ha avuto inizio il 26 luglio in Slovenia, a Capodistria con l'obiettivo di solcare i mari dell'intero Mediterraneo per contrastare l'utilizzo dei combustibili fossili altamente inquinanti, che diffondono in atmosfera anidride solforosa responsabile del fenomeno delle pioggie acide e tante altre sostanze che arrecano ulteriori danni all'ambiente.

La Rainbow Warrior, italianizzata come "guerriero dell'arcobaleno", completamente verde, arricchita dai colori della pace, progettata per ridurre al minimo i consumi di carburanti, sarà accessibile al pubblico sabato 2 agosto, dalle 11 alle 20 e domenica 3 agosto, dalle 10 alle 18, presso la Banchina Centrale, in viale Regina Margherita a Brindisi. All'interno della nave sarà possibile eseguire visite guidate e assistere a interessanti illustrazioni sulle fonti di energia rinnovabili.

Non è casuale la scelta di Brindisi per l'ultima tappa italiana del tour di Greenpeace, infatti nella cittadina brindisina sono presenti ben due centrali a carbone. A Cerano, distante circa undici chilometri dal porto, sorge la centrale elettrica "Federico II" gestita dell'Enel, individuata nel 2011 dall'Agenzia Europea per l'Ambiente come l'impianto industriale più dannoso in Italia.

Sul sito di Greenpeace (greenpeace.org) inoltre, vi è la possibilità di sottoscrivere alla petizione riguardante la dichiarazione di indipendenza delle fonti energetiche fossili che ha già raccolto all'incirca 48 mila firme.

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