L'arch. Vito Nicola Cavallo: Riqualifichiamo il centro storico

Convinti dell'importanza del confronto tra cittadini e
cittadini-istituzioni, vista la libertà di manifestazione del pensiero in
maniera civile degna di un Paese democratico e disponibili verso chiunque, coinvolto avente titolo o citato, volesse replicare o darci la propria opinione in merito, pubblichiamo parte dell'intervista all' Arch. Vito Nicola Cavallo circa la riqualificazione del borgo antico di
Grottaglie. Il Cavallo, ex Assessore al Turismo ed al Marketing Territoriale della città di Grottaglie parla in veste di rappresentante di "Italia Nostra" , l'associazione per la salvaguardia e la conservazione dell'ambiente e del territorio in Italia.

"Sono un socio di Italia Nostra ed essendo anche un docente ci tengo a sensibilizzare soprattutto i ragazzi alla conservazione dei beni culturali, all'archeologia, a tutto ciò che è il nostro passato e la nostra storia. Proprio quest'anno ho mandato i miei ragazzi che parteciperanno ad un concorso dell'associazione citata, nel centro storico per fotografare, disegnare e prender confidenza coi luoghi della storia. Italia Nostra infatti sta censendo i luoghi storici della Puglia, progetto in cui Grottaglie parteciperà con il Castello Episcopio. E' una soddisfazione il fatto che Grottaglie abbia ottenuto la classificazione come "Città d'Arte" ". Ha qualcosa da dire l'arch., riguardo ciò che pare sia accaduto durante la manifestazione "Orecchiette nelle n'chiosce" svoltasi pochi giorni fa proprio nel centro storico. "Vorrei specificare che le mie osservazioni non sono contro i ragazzi organizzatori perché loro hanno intrapreso un'attività commerciale LEGITTIMA ma mi rivolgo all'amministrazione comunale". "Quando ho portato "La Ghironda" a Grottaglie ero presente in tutto ciò che veniva fatto durante l'allestimento, seguivo i preparativi e mi rendevo conto di quello che succedeva". "L'amministrazione che viene coinvolta col Patrocinio dovrebbe verificare se ciò che quest'ultimo propone sia una cosa fattibile". "Io ho fatto un giro alle 4:00 del mattino nel centro storico per rendermi conto della realtà ed a mio semplice parere il nostro borgo antico e' talmente "debole", che imporre uno stress di 110.000 persone è molto dura". Ed inoltre "fare queste manifestazioni di tipo culinario mi sembra non in linea con ciò che è previsto dal Piano Di Recupero "CERVELLATI" (piano di salvaguardia del centro storico), che come obiettivo numero 1 aveva quello di ristabilire lo "iavitare" , l'abitare. "Ho fatto notare solo questo" continua l'arch. Cavallo. "Molte persone mi hanno avvicinato perché non c'erano cestini, non c'era differenziata e non si riusciva a smaltire tutto ciò che si produceva, alcuni, ancora, hanno fatto i bisogni nei vicoli disabitati". "Una signora ha dovuto chiamare una ditta specializzata per far ripulire la "nchioscia" ( che secondo il parere del Cavallo, non deve essere intesa come pubblica ma come una pertinenza dell'abitazione, così come venne concepita originariamente). Io avevo proposto soltanto lo spostamento del luogo, proponendo il Quartiere delle Ceramiche, magari nell'area ex "Cabiria" solo per una questione di spazi, dato che quelli del centro storico forse sono troppo stretti in rapporto alla funzione che svolgono , ma era solo un'idea". Il Cavallo tiene a specificare che non era contro la manifestazione, ma che probabilmente ci sono state delle piccole disattenzioni da parte degli organizzatori e chiede: "110.000 persone, in quali bagni sono andati?". Inoltre afferma: "era in giro una locandina, "Blatte nelle nchiosce" , il problema è stato reale ed io mi sono informato da un esperto che mi ha confermato che la disinfestazione da blatte bisogna farla in inverno, "a monte", perché mettere dei prodotti nei tombini d'estate non risolve il problema. Ecco, con una situazione sanitaria di questo genere io , fossi stato uno degli amministratori mi sarei opposto, dicendo solo di spostarlo". "Il piccolo miglioramento dell'arco che dalla Chiesa Madre porta alla piazzetta de "La Maddalena" va benissimo, è stata un'operazione giusta perché ovviamente non si poteva far passare la gente in mezzo alla sporcizia, ma altre parti del centro storico sono rimaste così com'erano". Le foto, scattate come documentazione personale (ad esempio in piazza Santa Lucia, dove pare che la fontana fosse piena di liquami maleodoranti e per strada ci fossero meloni ed orecchiette buttate a terra, o sul Sagrato della Chiesa Madre), serviranno al Cavallo insieme con Italia Nostra a far notare al Sindaco che, probabilmente bisogna ripensare la location di questo tipo di manifestazione e cercare di sensibilizzare l'amministrazione ad essere solo un po' più attenta. Ed ancora: "I residenti non si sono sentiti coinvolti e sono stati costretti a ripulirsi le strade da soli", inoltre, "forse non si vuole tanto bene a questa città, cosa costava mettere in un angolino del manifesto il logo della Mostra della Ceramica che in quei due giorni non è stata visitata quasi per niente? Come non sono stati visitati la Chiesa di San Francesco de Geronimo, la Chiesa Madre o il Palazzo "De Felice" ". Inoltre il Cavallo si dichiara rammaricato perché a suo parere non gli vengono riconosciute competenze che ha né un minimo di professionalità essendo un professionista architetto ed un docente. Alla domanda: "Cosa manca all'amministrazione di Grottaglie e cosa manca ai cittadini?" l'architetto risponde che all'amministrazione manca l'apertura alla cultura, veicolo necessario per avere rapporti civili tra le persone, ad una parte della cittadinanza invece manca il senso civico (ad esempio, verso la raccolta differenziata o i cassonetti risultano essere pieni già alle 10 di mattina). "Bisognerebbe fare come hanno fatto a Sava, Monteiasi ed altre città, che hanno tolto i cassonetti costringendo i cittadini alla differenziata, cosa che a Grottaglie non è stata fatta e insistere nelle scuole, stimolare i ragazzi in maniera continua, lavorare su di loro affinché portino l'esempio in famiglia. Io conosco benissimo il centro storico, fu l'argomento della mia tesi nel 1989 e credo che non sia valorizzato come accade in altri Comuni ( es. Cisternino, Martina Franca) perché vi è una sorta di "peccato originale": quando c'era l'Ing. Prete, questi riuscì a costruire la 167 zona "Capone" così parecchi residenti dal centro storico si spostarono nelle case nuove, nella zona alta di Grottaglie, spopolandolo per più della metà". "Poi ci fu il Boom edilizio del dopoguerra, ma da allora nessuna vera politica di riqualificazione è stata fatta; solo una ripulitura delle facciate". "Adesso pare ci sia un ritorno nel borgo antico ma bisognerebbe agevolarlo economicamente anche dando aiuti alle giovani coppie per la ristrutturazione e bisognerebbe applicare seriamente il Piano "Cervellati" ". Il nostro incontro (dopo varie osservazioni sul comportamento di alcuni, che a volte parlano solo per "sentito dire" senza documentarsi sui fatti accaduti, delle persone perbene che talvolta non denunciano per paura di ritorsioni, sui controlli che forse dovrebbero migliorare) si conclude con la richiesta all'arch. Cavallo di dire la sua opinione in due parole sulla discarica. "Non ero d'accordo, ma per certi versi il Sindaco di allora, Giuseppe Vinci,non aveva tutti i torti perché alcuni materiali speciali (es. amianto) hanno bisogno di un luogo controllato per essere smaltiti. Il principio della discarica era evitare quelle abusive" risponde il Cavallo. Ora pare però ci siano l'una e le altre.

Leggi tutto...

Disinfestazione da topi e blatte. Chiovara (Pdl) "Il comune deve intervenire subito e in maniera incisiva"

"Il Comune di Grottaglie deve mettere in atto un vero e proprio processo di deblattizzazione e derattizzazione che debelli completamente il problema. Una disinfestazione "una tantum" e in periodi ormai avanzati non risolve il problema dell'invasione di topi e scarafaggi che sta interessando il nostro territorio".

Punta l'attenzione sull'annoso problema della disinfestazione di strade, fognature e tombini, il consigliere comunale Davide Chiovara.
"Ogni giorno incontro cittadini letteralmente spaventati che mi chiedono di intervenire per ciò che concerne la presenza di topi, scarafaggi e addirittura zecche nella nostra città. Ma dove siamo arrivati? E' possibile che un cittadino debba vivere l'avvento dell'estate con questi timori? E' sgradevole non poter passeggiare per le vie della città in quei mesi estivi quando la calura e l'umidità si impossessa delle nostre case. La gente si inibisce ormai. Non c'è più il piacere di poter lasciare aperta una finestra o non c'è più la voglia di fare un giro a piedi: gli scarafaggi ti saltano addosso. Per non parlare dei topi. E cosa dire di quelle attività di ristorazione che scelgono di riempire i vicoli del nostro centro storico con tavoli e tavolini: i loro clienti hanno il terrore di vedersi saltare qualche blatta sul tavolo.
Le operazioni di disinfestazione e derattizzazione devono essere incisive. Devono penetrare li dove si covano questi esseri per debellarli e rendere la città più pulita. Questi animali e questi insetti sono portatori di chissà quali batteri. Provengono dalle fogne. Tutti i tombini devono essere disinfestati. Comunali, dell’acquedotto e privati. Tutti. Altrimenti il problema non si risolve. La disinfestazione deve essere capillare. Non deve interessare solo alcune vie o alcune piazze. Ma deve essere fatta su tutto il territorio. E non in modo leggero. Ma in modo coinciso. Tale da risolvere il problema.
A breve partiranno i lavori di rifacimento di strade e marciapiedi. Figuriamoci cosa uscirà da sotto al manto stradale quando partiranno i lavori in piena estate.
I cittadini hanno il diritto di godersi la propria città, senza limitazioni alcune. E l'amministrazione ha il dovere e l'obbligo di garantire pulizia ed igiene. Sempre e comunque."
 
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Log In or Sign Up