Confartigianto-Confesercenti-Cna Taranto: L'Amiu è la nostra Grecia

Confartigianato, Confesecenti e Cna vogliono fare chiarezza sulla storia dei tributi comunali  e soprattutto deve essere detta la verità agli imprenditori ed ai cittadini tutti.

Su quanto visto in questi ultimi giorni colpisce innanzitutto la disperata e smaniosa corsa di qualcuno, sulla stampa e sui social network, ad accaparrarsi il ruolo di "salvatore della patria" per aver fatto pressing sull'Amministrazione Comunale per evitare l'aumento della TARI. Colpisce anche l'ingenua sorpresa di molti consiglieri ed amministratori comunali che hanno dichiarato di non saperne nulla della vicenda sino al giorno prima del Consiglio comunale. Così come fa stupore, aver saputo, nel corso del recente incontro con la Commissione Bilancio, che il 21 luglio scorso era stata depositata all'albo pretorio una delibera comunale contenente già tutti i dati sull'aumento dei tributi e non una semplice bozza.

Ciò che crea rammarico  è che in tutto questo, le imprese ed ii cittadini avevano accettato, a malincuore, nel novembre 2013, di fare ulteriori sacrifici a fronte di un chiaro impegno del Sindaco e degli Amministratori a:


1- Rivedere il contratto di servizio Comune/Amiu del 2006 che avrebbe previsto sostanziali risparmi ed efficientamento dell'azienda AMIU

2- A seguito di tutto ciò, si sarebbero ottenuti notevoli risparmi dei costi generali con conseguente riduzione delle tariffe

3- La nomina di un manager esperto del settore che avrebbe rivoluzionato l'azienda per farne il fiore all'occhiello dell'Amministrazione comunale col Sindaco in testa.

Invece, questo è lo scenario in cui adesso ci si ritrova:

1- Nel 2015 l'AMIU risulta essere tecnicamente fallita. Questo è dimostrato dai numeri esposti nei report che sono stati illustrati in Commissione Bilancio, e che fino a pochi giorni fa erano pubblici sul sito web dell'AMIU per poi essere misteriosamente scomparsi.

2- A fronte dell'ennesima debacle annuale dell'AMIU, i tecnici comunali e AMIU stessa chiedono di prelevare dal Comune di Taranto, socio unico dell'Amiu, oltre ai 43 milioni di euro come da contratto, altri 7 milioni extra rispetto all'anno passato, per un totale complessivo di 50 milioni.

3- 50 milioni di euro annui per un servizio assolutamente inefficiente sia per le imprese che per i cittadini.

La tariffa TARI va diminuita, come la TASI e l' IMU. L'Amiu va commissariata e messa sul mercato.

Le imprese ed i cittadini sono stufi di rimediare periodicamente ai buchi di bilancio ed all'inefficienza aziendale ed incontrollata da chi è deputato alla verifica del buon andamento di un azienda partecipata al 100% dal Comune, storicamente costosa e problematica.

Le imprese dell'artigianato e del commercio che rappresentate sono sempre state disponibili a collaborare per migliorare il servizio rifiuti della città di Taranto, ma non sono più disponibili ad essere prese in giro ed a continuare a pagare costi ingiustificati per un servizio scarso e per una città sporca e puzzolente.

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Addio Meccanico. Benvenuto Meccatronico


Sono state numerose le imprese del settore della “riparazione dell'auto” intervenute all'incontro organizzato dalla CNA di Taranto questa mattina, per discutere della nascita di una nuova figura: il Meccatronico. Meccanici, elettrauti, autodemolitori, carrozzieri, gommisti ecc, hanno partecipato al seminario, servito a chiarire i dubbi in merito all'emanazione della Legge 224 del 2012, che da vita alla nuova figura che unisce meccanico ed elettrauto.
Al seminario hanno preso parte il Presidente della CNA di Taranto Gaetano L’Assainato e Giovanni MERCHIC e Francesca Soardi, rispettivamente Coordinatore e Presidente Regionale dell’ Unione Servizi alla Comunità della CNA Puglia.
Dopo i saluti del presidente L’Assainato, Merchic ha spiegato cos'è il Meccatronico e cosa prevede la nuova normativa.
«Il Meccatronico – ha detto – nasce in sostituzione delle sezioni Meccanico - Motorista e Elettrauto. In pratica, quanti possedevano la iscrizione al Registro delle Imprese o all'Albo delle Imprese Artigiane per queste categorie ed esercitavano tali attività, acquisiscono la iscrizione a quella di Meccatronico. Se questi iscritti hanno un'età inferiore ai 55 anni, debbono, obbligatoriamente entro 5 anni, fare un corso di formazione per acquisire l'attività di Meccatronico ed evitare, per conseguenza, la cancellazione di queste attività; se la loro età è superiore ai 55 anni e non intendono conseguire la qualifica di Meccatronico, potranno continuare la loro attività di Meccanico – Motorista o Elettrauto, rimanendo iscritto per una di queste attività».
La nuova Legge, che indubbiamente aggiorna la qualifica alla realtà, ha creato però gravissime difficoltà. Ossia, la impossibilità di intraprendere l'attività per coloro già in possesso di una delle tre qualifiche, dopo l'entrata in vigore della Legge.
Ad iniziativa delle Associazioni degli Autoriparatori di CNA e CGIA avevano richiesto per quanti già esercitavano una delle attività, che fosse loro riconosciuta d'ufficio la qualifica di Meccatronico. Gli elementi richiesti sono in seguito state introdotte con la Circolare n°3659/C.
«In pratica le Camere di Commercio – ha detto Merchic - tramite il Registro delle Imprese e le Commissioni Provinciali dell'Artigianato, dovranno nell'esaminare le istanze di iscrizione a Meccatronico, valutare l'esperienza maturata non solo in relazione alla sezione per la quale risultava formalmente abilitata l'Officina, ma anche in relazione all'effettivo lavoro svolto».
Più nello specifico è entrato il presidente Soardi, che ha parlato del protocollo “mctcnet2” spiegando: «Le nuove modalità e i tempi di attuazione del nuovo protocollo di comunicazione “mctcnet2”, che è un nuovo sistema di controllo dei veicoli a motore sottoposti a revisione periodica, sono prorogate al 1 ottobre 2013, la prima fase di attuazione del protocollo prevede l’aggiornamento dei software per il controllo delle revisoni presso tutte le officine, le fasi successive termineranno entro il 31 marzo 2014. In caso di inadempienza l’attivita’ non potra’ piu’ essere esercitata. Alle imprese che gestiscono centri di revisione, si raccomanda l’attuazione delle direttive e si rinnova la disponibilità della CNA a fornire le indicazioni necessarie e di chiarimenti in merito all’attuazione delle leggi».
Per chi volesse chiarimenti in merito a questi aspetti e per ulteriore approfondimento sull’argomento in questione ci si può rivolgere all'ufficio della CNA provinciale di Taranto in viale Virgilio n°113, al 1° piano, telefono 099-7365082, oppure può contattare il dr. Merchic al 329-3722215.

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