“LA MAGISTRATURA, I CITTADINI E GLI OPERAI UNITI”

 

Ancora una volta, il dott. Mazza dice la sua sulla tematica "calda" dell'estate: Ilva.
 
<<CARO CERVELLERA LA VERA SVOLTA PER TARANTO LA STANNO TRACCIANDO: “LA MAGISTRATURA, I CITTADINI E GLI OPERAI UNITI”.
Al collega Cervellera sfugge che la vera svolta per Taranto la stanno tracciando gli operai ed i cittadini uniti e consapevoli del danno sanitario e delle risultanze espresse dalla Magistratura in merito ad ILVA. Così come sfugge che l’unica svolta che la politica può dare nel merito è rappresentata dalla progettazione e realizzazione di economie alternative di forte impatto capaci di assicurare lavoro dignitoso e differente dall’attuale agli operai dell’Ilva, come alle generazioni presenti e future; quindi caro Cervellera perché ad esempio invece di chiedere le navette per l’imbarco aereo da Brindisi o Bari, come fatto fino ad oggi, non ci s’impegna tutti per consentire  i voli civili dall’Aeroporto di Grottaglie? Perché invece di raccontare di una ipotetica disponibilità di aree demaniali militari per lo sviluppo turistico e culturale no si dà a Taranto la sua Università, la gestione di un Brand Magna Grecia con tutela e promozione del considerevole patrimonio storico artistico? Il futuro  diverso  ed ecosostenbile rifugge da sistemi economici che provocano situazioni di emergenza sanitaria ed ambientale ed asseconda invece la vera vocazione del territorio ecco perché io mi ostinerò fino alla morte a difendere l’utilità e pregio del settore agroalimentare e di come in questo settore ci si deve impegnare per l’utilizzo dei fondi della Comunità europea. 
Resto sbigottito ancor più quando  Cervellera si ostina  a suffragare l’indifendibile insieme al suo partito, millantando come raggiungibile il falso mito dell’eco-compatibilità ambientale della più grande acciaieria d’Europa incollata alla città di Taranto con i suoi circa 200mila abitanti; una industria  i cui padroni “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro e nelle rispettive qualità, realizzavano con continuità e non impedivano una quantità imponente di emissioni diffuse e fuggitive nocive in atmosfera in assenza di autorizzazione,” e tutto ciò solo perché le istituzioni fino ad oggi hanno volutamente o involontariamente dormito o taciuto. 
Mi avevano detto che la politica piuttosto che essere un mezzo teso a procurare benefici al popolo spesso manifesta intenti ben diversi ma non credevo fino al punto in cui ho letto e sentito  in questi miei due anni di impegno alla regione;  ciononostante  resto ancora in trepida attesa di sapere i nomi degli ulteriori soggetti collusi coi  Riva a danno di un intera  collettività come dimostrano le intercettazioni telefoniche delle forze dell’ordine. Inoltre, Cervellera parla della” valutazione di danno sanitario” presente nella sua recente legge regionale, la legge  che il nostro Presidente Vendola si ostina a catalogare come l’ultimo diamante del suo trilogy di leggi con le quali  ha suggellato un patto di non belligeranza  con l’acciaieria ILVA. Vorrei ricordare a Cervellera che se ho votato quella legge, che mai aiuterà gli operai e la popolazione di Taranto a debellare il problema dell’inquinamento massivo e del danno alla salute, è proprio perché il sottoscritto aveva fatto introdurre il menzionato emendamento al fine di ottenere quanto prima sia il  registro tumori che le mappe epidemiologiche. Come si dice il compresso ha vinto nella scelta del male minore perché  tra non avere nulla ed avere un minimo di regolamentazione ho preferito la seconda opzione. E l’ho preferita pur avendo incassato in aula consiliare  il rifiuto del Presidente ad inserire un ulteriore importante emendamento : quello della chiusura dell’area a caldo dell’Ilva entro massimo cinque anni con contestuale realizzazione di alternative economiche tali da assicurare lavoro agli operai dell’azienda entro lo stesso termine temporale; attualmente l’emendamento rifiutato è diventato ordine del giorno. 
Fa bene Cervellera ad invocare la “bonifica morale” quella che dovrebbero attuare da subito coloro che raccontano come l’Ilva sia  riconvertibile ecologicamente,  o coloro che fino a ieri volevano affossare il lavoro della magistratura che agisce  nel rispetto e a tutela di principi inviolabili e diritti costituzionalmente garantiti, bonifica morale ma anche verbale che dovrebbero attuare tutti coloro che chiamano i cittadini e gli operai di Taranto: “ integralisti, sciagurati, e minoranze cui si consente di vivere”,  e quindi di manifestare il proprio pensiero  in una delle città più inquinate d’Europa >> .
Dr. Patrizio Mazza 
Consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori  
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Donatelli (Pd): Lettera aperta a Mimmo De Padova sul futuro dell'Arlotta

  • Pubblicato in Politica

Quando mancano un paio di settimane alla partenza del primo dei voli charter diretti a Medjugorje (24 ottobre, ndr), l'ex vice sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli, fa il punto della situazione sul futuro dell'aeroporto Arlotta in una lettera aperta indirizzata a Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto.

 
Nel corpo della missiva giunta in redazione i ringraziamenti del consigliere Donatelli al movimento, nuove proposte e la richiesta di una sempre maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni.
 
"Mimmo, sento l’esigenza di ringraziare te e tutto il Movimento per quello che state facendo per riattivare i voli civili dall’aeroporto “Arlotta” di Taranto Grottaglie. Il risultato conseguito con gli imminenti voli charter per Medjugorie è straordinario perché rompe un tabù e demolisce tutti gli alibi utilizzati da Aeroporti di Puglia. Come ho avuto modo di ribadire nella seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 23 settembre scorso, tutti insieme dobbiamo batterci per ottenere la restituzione delle risorse finanziarie destinate, ma scippate, a questo territorio. Non solo i 5 milioni per le nuove rotte, ma anche i 12 milioni che nel novembre 2005 la Regione ha destinato alla Provincia di Taranto per realizzare la viabilità nell’area aeroportuale e mai concretizzata. La sinergia istituzionale messa in campo negli ultimi tempi deve continuare con maggiore incisività. Ritengo di fondamentale importanza il lavoro svolto dai 5 consiglieri regionali che hanno votato l’ordine del giorno unitario sul Piano Regionale dei Trasporti a seguito della vostra tenace iniziativa e con il convinto unanime sostegno del Consiglio Comunale di Grottaglie. D’altronde gli impegni assunti dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, e dall’Assessore regionale ai Trasporti, Minervini, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010, sono stati quelli di recuperare le risorse finanziarie destinati a Taranto.
Ma bisogna fare attenzione perché, nella positività di quel documento, vedo anche l’insidia di spostare l’attenzione da quello che io ritengo sia il vero problema dell’aeroporto grottagliese. Mi riferisco al fatto che la piattaforma logistica aeroportuale realizzata, sulla base dell’Accordo di Programma del 2005, con un investimento di risorse pubbliche di 200 milioni, rimanga una sorta di cattedrale nel deserto anche nel caso di attivazione dei voli civili. E’ un’intollerabile spreco vedere la pista più lunga del sud Europa essere utilizzata saltuariamente solo dal Boeing che preleva le fusoliere dallo stabilimento Alenia. Altrettanto insopportabile la delusione causata dal fatto che, a fronte della manifestazione di interesse da parte della compagnia olandese KLM, la Regione non sia in grado di corrispondere realizzando le infrastrutture necessarie, mentre si parla di nuovi investimenti (anche per il cargo) per Bari e Brindisi. Eppure gli strumenti ci sono. Come il Piano Territoriale dell’Area Aeroportuale commissionato dalla Regione e redatto da Aeroporti di Puglia il cui Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto nel 2009 dal Presidente della Regione Puglia e dai Sindaci di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, Carosino e Provincia di Taranto. Un Piano che ha l’obiettivo di tutelare e sviluppare l’area aeroportuale e mettere a sistema il Porto di Taranto con l’Aeroporto di Grottaglie. Si concretizzerebbe così la intermodalità trasportistica e si svilupperebbero le due retroportualità che sono il luogo in cui le merci sono manipolate, etichettate e confezionate per essere trasformate in prodotti destinati ai mercati e, quindi, rappresentano il vero valore aggiunto allo sviluppo e all’occupazione. Pensiamo a cosa significherebbe l’attivazione dei voli cargo in termini di indotto e di occupazione. E allora continuate nel vostro prezioso lavoro, ma sforziamoci tutti insieme (Movimento ed Istituzioni) ad alzare il livello delle iniziative allo scopo di rendere finalmente fruibile l’aeroporto di Taranto Grottaglie vero strumento per lo sviluppo, non solo dell’’area jonica, ma dell’intera regione."
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L'allarme del Sindaco Alabrese: "Con la manovra a rischio i servizi essenziali"

 

Si abbatte sugli enti locali la scure dei pesanti tagli imposti dal Governo nazionale a seguito della recente manovra finanziaria.
Il Decreto-Legge 138/2011 del 13 Agosto scorso, noto come “manovra di Ferragosto”, un intervento da 45,5 miliardi di euro che dovrebbe discutibilmente produrre il pareggio di bilancio nel 2013, rischia di produrre danni incalcolabili anche per enti con conti in ordine come il Comune di Grottaglie.
A rendere noto l’impatto della manovra è una nota a firma del Sindaco della Città di Grottaglie Ciro Alabrese e dell’Assessore al Bilancio, Patrimonio, Servizi finanziari del Comune di Grottaglie, Anna Ballo.
“Questo decreto – sottolinea l’Assessore Anna Ballo - evidenzia ancora una volta in quale stato di confusione versi la compagine governativa e quanto ci si senta orfani di una classe dirigente che risulti sufficientemente autorevole nel panorama nazionale e internazionale. Pare che al Ministero dell’ Economia e delle Finanze si scelga sempre e solo di colpire le fasce sociali più deboli, giovani, donne, lavoratori dipendenti e anziani in testa, tanto che le tardive e forse insufficienti disposizioni della manovra-bis provocheranno altre tasse locali accompagnate da inevitabili ridimensionamenti sostanziali nell’erogazione dei servizi pubblici.
Già la manovra dell’agosto del 2010 operava tagli ai trasferimenti erariali per gli anni 2011, 2012 e 2013, in riferimento al Comune di Grottaglie, pari rispettivamente a 742 mila euro per il 2011 ed a 1.237 mila euro per gli altri due anni seguenti. Aggiungendo ancora gli effetti della Riforma sul federalismo fiscale ai sensi del D.Lgs. 23/2011 in termini di imposte sostitutive, a conti fatti, al nostro Comune non tornano altri 300 mila euro circa, per un ammontare totale di mancate entrate pari a oltre un milione di euro per il solo 2011.
A quelli già elencati, si sommano gli ennesimi tagli di questa ultima manovra correttiva che, da ragionevoli proiezioni - suffragate anche da diversi osservatori - per il Bilancio del Comune di Grottaglie potrebbero sfiorare i 2.400 mila euro per il 2012 e altrettanti per il 2013”.
Considerazioni, queste, accolte dal Sindaco Ciro Alabrese, che rimarca come “siano a serissimo rischio le erogazioni di servizi essenziali per la comunità”.
“Gli enormi sacrifici imposti agli Enti Locali – sottolinea il Primo Cittadino di Grottaglie – tendono a penalizzare, attraverso l’ente, le condizioni di vita delle famiglie e dei ceti sociali più deboli, senza peraltro alcuna valida prospettiva di restare indenni da speculazioni finanziarie e senza alcun provvedimento di crescita dell’economia del Paese: sugli Amministratori locali responsabili e determinati a soddisfare gli interessi collettivi dei propri concittadini si preannuncia, di conseguenza, il gravare di paradossali e incessanti sforzi di gestione delle ormai esigue risorse amministrabili dagli Enti Locali. A questo ci opporremo chiedendo, come altri Comuni e l’Anci stessa, anche in sede parlamentare una immediata revisione dei tagli operati e delle norme inerenti il Patto di Stabilità”.
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