Calcio femminile, Coppa Puglia: E' tutto REAL(e)!

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Vincere una finale ai rigori. Un sogno che coltivi sin da bambino, se ami il calcio. Un desiderio che spesso la normalità della vita (e probabilmente anche la propria mediocrità con un pallone tra i piedi) ti costringe a tenere in sospeso in attesa di un giorno che, inconsciamente, sai che non arriverà. E allora il calciatore soffocato che è in te imbastisce una vita parallela alla tua, quella più gratificante, quella in cui gli affanni non sono necessari o se sono richiesti è perché sai già che verranno ripagati. Si rifugia in quell'utopia l'amante non corrisposto del calcio, perché l'immaginazione è a una portata di mano più accessibile della realizzazione. E poi perché c'è troppo dietro la conquista di una finale: una serie di variabili, coincidenze, competenze e fortune, ardue da far combaciare in una sola stagione. E' tutto molto difficile, molto improbabile, allora continui a chiudere gli occhi continuando ad indorare quel momento oppure li apri vivendo e saziandoti di quelli degli altri.
E' un finale che tocca a molti, non a tutti. Ma il Real Grottaglie si è inserito nell'élite dei più bravi, di chi è a cavallo tra i "molti" e i "tutti", inserendosi tra i "pochi" in grado di rendere realtà un sogno. Lo ha fatto ieri, sul neutro di Sava, nella finale di Coppa Puglia contro il Leporano. Una gara combattuta sino alla fine, terminata a reti inviolate e che ha offerto a circa un centinaio di tifosi la lotteria dei rigori. Gli errori dal dischetto di Mezzapesa e Sportelli e la freddezza delle grottagliesi dagli 11 metri hanno consegnato la vittoria (per 4 a 2) alle ragazze di L'Angellotti, a conclusione di una stagione quasi perfetta, non fosse stato per quel campionato sottratto (o rubato?) dalla Salento Donne. 
E' stato centrato così l'ultimo obiettivo rimasto, in un match non bellissimo, a tratti noioso, nel quale un Real superiore per tecnica e individualità si fa imbavagliare da un Leporano gagliardo che non crea nulla ma si difende bene. La tensione delle gialloblu fa il resto: le grottagliesi sbagliano troppo, soprattutto nell'ultimo passaggio, Guarini si intestardisce nell'uno contro tutti e l'infortunio e l'uscita di Potenza già al 4' non aiuta. Le avversarie si limitano a contenere e si affacciano dalle parti di S.Cavallo con tiri sbilenchi in sporadiche occasioni. Pur non giocando la sua miglior partita il Grottaglie crea qualcosa e dopo un rigore negato al 3' minuto per un evidente fallo di mani, si fa pericoloso con la nuova entrata Soloperto che manca di un soffio il cross dalla sinistra di D.Cavallo. L'occasione più grossa arriva al 40' quando una punizione di Punzi trova pronta Guarini che ci prova di testa ma senza fortuna e dopo soli 5 minuti si vede annullare un gol da un fuorigioco che c'è. 
Al rientro dagli spogliatoi cambia l'approccio delle grottagliesi che ci mettono più incisività e determinazione ma commettono i precedenti errori di mira. Come accade al 47' quando sugli sviluppi di un calcio piazzato Graniglia sbaglia clamorosamente da meno di dieci metri, mandando alto. Gol sbagliato, gol subito, si recita in questi casi. Ed è quello che rischia di accadere al 59' quando a salvare il Real è la traversa colpita da pochi passi da un attaccante leporanese. La formazione tarantina cresce a poco a poco mentre il Grottaglie annaspa ma ha dalla sua Antonucci e Montenegro a liberare l'area dai pericolosi palloni vaganti. Le giocatrici di Corigliano ci provano per la seconda e ultima volta con una punizione di Conserva sulla quale S.Cavallo è brava a distendersi e a smanacciare. Il Grottaglie si getta in avanti e a quasi dieci secondi dal termine succede l'incredibile: sull'ennesima punizione dalla tre quarti di Punzi, Guarini, lasciata inspiegabilmente sola, stoppa la palla nell'area piccola ma sbaglia un gol già fatto davanti al portiere.  L'errore è pazzesco, di quelli che sembrano delineare un destino beffardo e i 90 minuti finiscono un istante dopo.
Si va ai supplementari. L'Angellotti e l'allenatore in seconda Quarto operano altri tre cambi (dopo Farina per l'acciaccata Soloperto, entrano Valente, Fornaro e Galeone per le stremate Graniglia, Corvasce e Rizzo). I tre ingressi portano forze fresche, maggiore dinamicità e nuove occasioni da gol: al 14' Farina crossa verso l'area dove svetta su tutte Galeone che al volo di destro sfiora il primo palo. Passa un solo minuto e l'azione si ripete, stavolta con Fornaro che mette al centro un bel traversone mancato di poco da Valente ma raccolto da Farina. Il numero 9 vede e serve Galeone che dagli undici metri tira male e spreca l'ultima occasione del 1° tempo supplementare.
Nel secondo supplementare non accade più nulla, la stanchezza e la paura bloccano le due squadre che non riescono ad evitare la roulette dei rigori. Inizia il Real con Punzi, che non sbaglia. Il Leporano risponde col capitano Mezzapesa che tira malissimo e manda fuori. Il Grottaglie con Montenegro mette a segno il secondo rigore, mentre le tarantine sbagliano di nuovo con Sportelli che si fa parare il tiro da S.Cavallo. Fornaro per il Real allunga le distanze e Mouratidis è la prima del Leporano a metter dentro. A Farina il 4° penalty che però Cordaro mette fuori. Mazza regala qualche speranza alle sue con il secondo rigore messo a segno. Il 5° e ultimo rigore spetta ad Antonucci che conserva la freddezza necessaria e spiazza Cordaro. 4 a 2 per il Real che conquista il primo trofeo della sua storia, dopo nemmeno 4 anni dalla sua nascita. 
Il Real Grottaglie ha potuto, ha voluto e ha saputo vincere, regalandosi il privilegio di poter sognare a occhi aperti. Ha vinto perché le ragazze hanno lavorato, pazientato, atteso i frutti di una stagione intera, perfettamente coordinate e visionate da Marisa L'Angellotti, Antonio Quarto, Isa Galeone, Vincenzo Quaranta, Ciro Antonazzo e Martino L'Angellotti. 
Hanno vinto quei "pochi" in grado di ottenere il finale del proprio sogno, realizzandolo. E la sola squadra di Grottaglie a regalare ai suoi tifosi un successo storico e tangibile. 
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