Botta e risposta tra M5S e Teleperformance

La cittadina Daniela Donno, in Senato con il Movimento 5 stelle, nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione parlamentare in merito alla situazione dei dipendenti del noto call center Teleperformance.

La risposta di Tp non ha tardato ad arrivare:

"Apprendiamo con stupore dalla stampa le dichiarazioni della senatrice Daniele Donno che, relativamente alla nostra azienda, mostrano una realtà molto parziale e non rendono giustizia agli sforzi fatti dal Gruppo in questi anni per salvare nella sede di Taranto tutti i posti di lavoro, minacciati dalla crisi che ha colpito il settore dei call center.

Teleperformance ha investito, dal 2009 al 2013, una somma pari a oltre 25 milioni di euro tra copertura di perdite e aumenti di capitale, che ha garantito la prosecuzione dell'attività nonostante gli ostacoli frapposti da operatori senza scrupoli che agiscono ai limiti delle norme che dovrebbero garantire la correttezza del mercato.

Ricordiamo che Teleperformance è stata l'azienda che per prima in Italia si è adoperata per stabilizzare i lavoratori in base a quanto previsto dalla circolare dell'allora ministro Damiano, trasformando in tempo indeterminato i rapporti di lavoro dei dipendenti della sede di Taranto".

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Andrea Lumino (SLC CGIL): "Gli organi competenti intervengano o manifesteremo fuori quei cancelli"

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Generalmente è facile pensare che gli episodi di sfruttamento (per usare un termine gentile) di lavoro, con condizioni improponibili ed oltre i limiti della dignità del lavoratore, siano lontani da noi e dalle nostre realtà: in questo caso, invece, denunciamo un call center che si trova a Taranto, in città, in una delle vie più trafficate.

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Denuncia Call Center Grottagliese: minacciato sindacalista

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Aver mostrato l'anima nera di un lavoro sottopagato e irregolare potrebbe essere la ragione del messaggio di minaccia depositato sul cruscotto della macchina del nostro segretario della SLC-CGIL di Taranto. Ma se questo dovesse trovare conferma vogliamo dichiarare sin da ora che ne Andrea Lumino, né il singolo operatore di call center, così come qualsiasi lavoratore sfruttato della nostra terra, ci vedrà mai arretrare di un passo. Siamo con Andrea e con tutti i nostri volontari, delegati e attivisti che ogni giorno si battono in nome di un lavoro degno e rispettoso dei diritti delle persone.

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Daniele Cazzolla (PD): Il PD contro i call-center pirata

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ll Dipartimento Prov.le Taranto PD Telecomunicazioni e Digitalizzazione esprime fortissimo rammarico a seguito dell'ennesimo caso di sfruttamento del personale in un call center con sede nel Comune di Grottaglie, che stipulava contratti di prestazione occasionale promettendo invece formule contrattuali part-time più stabili.

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Annicchiarico (PD): "Su Call Center di Grottaglie rabbia e preoccupazione"

Rabbia e preoccupazione.


Sono questi i sentimenti che ci animano dopo aver appreso, soltanto poche ore fa, che anche nel nostro Comune è stato scoperto un call-center che - se dovessero essere confermati i fatti - era diventato un vero e proprio sinonimo di sfruttamento. Ragazze e ragazzi raggirati senza scrupoli, come se per qualcuno "fare l'imprenditore" debba significare, semplicemente, trasformare il lavoro in una merce senza valore. E questo, nonostante la collaborazione con grossi marchi internazionali come Fastweb e H3g che avevano commissionato la vendita dei loro pacchetti per la telefonia fissa e mobile.
Bene ha fatto la Segreteria Provinciale della Slc-Cgil, alla quale diverse lavoratrici si sono rivolte, a denunciare questa situazione.


L'emergenza è sempre la stessa, creare lavoro. E i dati nazionali sulla disoccupazione giovanile del Giugno scorso (700.000 ragazzi tra i 15 e i 24 anni) sono più che allarmanti. Ci sono diversi modi per rispondere alla crisi e rendere più competitive le aziende, ma certamente nessuno di questi contempla una "flessibilità" così spinta da rasentare l'affarismo e la speculazione sulla pelle dei lavoratori protagonisti della vicenda, ai quali era stato chiesto di utilizzare persino i loro telefonini personali per effettuare le chiamate e contattare i potenziali clienti.


La verità è che a volte ci concentriamo di più sulle grandi questioni, come il "tormentone" estivo dell'art 18 dello Statuto dei Lavoratori, ma finiamo col perdere di vista quel che accade a pochi passi da casa nostra. La moltiplicazione esponenziale dei contratti fintamente "flessibili" ha creato il più grande serbatoio di precarietà mai visto, e tutto a carico dei giovani. Adesso si vorrebbe completare l'opera rendendo più liberi i licenziamenti per i neo assunti.


Ma anche questa piccola, triste vicenda grottagliese, dimostra che una maggiore produttività non si ottiene pagando meno i lavoratori e cancellando con un colpo di spugna diritti e tutele.
Al contrario, si ottiene investendo in formazione, tecnologie, innovazione e coinvolgendo le forze sociali in una strategia di sviluppo. E una nuova economia non può essere frutto di un decreto ministeriale ma di una visione che la politica dovrebbe ricominciare a coltivare, insieme a un nuovo patto tra capitale e lavoro a tutti i livelli, compresi quelli territoriali.


Noi siamo per i diritti minimi da garantire a tutti e riteniamo ragionevole prevedere l'introduzione di un "Contratto unico a tutele crescenti" che abbia la piena e integrale applicazione dello Statuto dei Lavoratori, dopo un periodo di prova sino a tre anni di durata. Una volta terminata la prova, se ci sarà l'assunzione a tempo indeterminato, l'azienda potrà godere anche di uno sconto sul costo del lavoro che abbia carattere strutturale.


Se vogliamo discutere del lavoro del futuro, cominciamo a farlo seriamente.

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Trivisani (Idv): "Teleperformance non ricatti i lavoratori"

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Dopo le dure considerazioni dei giorni scorsi di Pd e Sel, anche il circolo dell’Italia dei Valori di Grottaglie stigmatizza in maniera perentoria quanto sta avvenendo in queste ore nello stabilimento tarantino di Teleperformance, multinazionale francese dei call center.

La denuncia giunge in una nota a firma del vice presidente del Consiglio Comunale, Donato Trivisani.
Il nostro partito e la mia persona in particolar modo – sottolinea Trivisani - portano avanti da tempo una battaglia forte nei confronti del precariato giovanile e non, in tutte le sue forme. In questi anni di distruzione selvaggia del mercato del lavoro protetto, i call center sono diventati l’emblema di una generazione senza futuro, che cerca di affrontare un proprio percorso professionale nella totale assenza di tutele e diritti.
Per questo, consideriamo inaccettabile quanto accaduto nelle scorse ore a Teleperformance, dove il segretario provinciale ed Rsu della Slc-Cgil, Andrea Lumino – tra l’altro componente di direttivo provinciale di categoria ed Rsu assieme al sottoscritto – ha subito un ingiusto licenziamento in rapporto all’osservanza del contratto al quale avrebbe dovuto essere sottoposto.
Tutto ciò è accaduto per il semplice motivo che Lumino, nelle sue piene funzioni di rappresentante sindacale, ha osato difendere gli operatori dello stabilimento dal mancato ottenimento del proprio stipendio.
È consuetudine di questa azienda e di altre realtà, anche grandi, del nostro territorio intimidire e ricattare i lavoratori a scopo di accrescere il proprio potere contrattuale. Mi farò promotore assieme al mio partito – conclude il vice presidente del Consiglio Comunale - di iniziative volte a tutelare tutti coloro svolgono il proprio ruolo nel rispetto dei contratti e degli orari di lavoro e sosterrò, nonostante il difficile momento economico che il Paese attraversa, qualsiasi istanza volta a migliorare il trattamento economico, ad oggi sottostimato, dei nostri lavoratori.
A tale proposito - conclude Trivisani - rilancio la proposta, della quale sono stato firmatario, di svolgere quanto prima un Consiglio Comunale monotematico sulla crisi del call center Teleperformance”.
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Teleperformance: il Pd di Grottaglie richiama l'azienda

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Sulla profonda crisi riguardante il call-center tarantino Teleperformance aveva già posto l'attenzione qualche giorno fa il circolo di Sel, ma nelle ultime ore la situazione sembra essere precipitata.

A tale proposito giunge in redazione una nota del Partito Democratico di Grottaglie, che esprime tutta la sua solidarietà ai lavoratori dell call-center con un particolare riferimento "all'ingiusta lettera di sospensione inviata dall'azienda ad Andrea Lumino, segretario provinciale della Slc-Cgil, messo alla porta dopo essersi fatto portavoce del diritto dei lavoratori a ricevere lo stipendio dovuto".
L'attestato di sostegno e la conseguente denuncia giungono in una nota a firma della reggenza del partito di Grottaglie, affidata al vice segretario Carmine Trani e al responsabile organizzativo Aurelio Marangella. 
"Dopo mesi di tira e molla tra azienda e parti sociali - recita il comunicato stampa - lo scorso 30 giugno, attorno al tavolo ministeriale, si è stabilita la bozza di accordo che prevedeva 900 esuberi di cui 460 su Taranto: 230 lavoratori avrebbero usufruito della cassa integrazione a rotazione, mentre 230 lavoratori di TV Sat e Mediaset avrebbero dovuto ricevere la cassa integrazione a zero ore il primo mese, e per 2 mesi formazione (training on the job), pagata al 100%. Dopo i 2 mesi anche i 230 sarebbero rientrati su cassa a rotazione.
Lo scorso venerdì però, contravvenendo agli accordi, l'azienda non ha effettuato i dovuti bonifici per riconoscere in busta paga il compenso che il lavoratori di Teleperformance attendevano per il periodo di formazione. L'evento ha scatenato la rabbia degli operatori, che hanno trovato nella rappresentanza sindacale di Andrea Lumino una voce per le loro istanze.
L'azienda, nella quale trovano occupazione circa trecento grottagliesi, ha pensato così di risolvere il problema alla "radice" sospendendo Lumino - passo propedeutico al licenziamento - e rimuovendo ogni possibilità per i lavoratori di far valere le proprie ragioni.
Tutto ciò è inaccettabile - rimarca il Pd di Grottaglie - e segnala in maniera preoccupante lo stato di involuzione alla quale è sottoposto il mercato del lavoro odierno. Dopo le conquiste sindacali delle stagioni di grande contrapposizione sociale, pensavamo di non dover più assistere a ritorsioni di questo tipo, che minano la dignità e i diritti degli operatori, isolandoli e punendoli. Ai lavoratori di Teleperformance e ad Andrea Lumino comunichiamo la nostra solidarietà e la volontà di denunciare l'accaduto e intervenire, con gli strumenti a noi concessi - perché questa vergognosa situazione trovi una giusta soluzione. All'azienda rivolgiamo l'invito a tornare quanto prima sui suoi passi, reintegrando chi è stato ingiustamente sospeso e dando ai lavoratori il giusto corrispettivo".
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