Xylella. Nardoni replica a Bonelli

"Avevamo richiesto già al principio di questa terribile vicenda che sta colpendo il nostro patrimonio di ulivi nel Salento, la nascita di una sensibilità comune che trasformasse un dibattito sterile in un progetto condiviso da tutta la comunità pugliese relativo alla salvezza di ciò che sacro non solo agli olivicoltori o cittadini di quella parte di Puglia colpita dalla Xylella, ma a tutti noi. 

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Angelo Bonelli ed il suo progetto di "riconversione industriale"

Angelo Bonelli, consigliere comunale al Comune di Taranto e co-portavoce dei Verdi ha un progetto: dare una svolta economica al territorio ionico prendendo come esempio città come Bilbao e Pittsburgh. La sua, è una proposta di "riconversione industriale" che prevede la creazione di circa 35.000 posti di lavoro nell'ambito di attività che potrebbero collocarsi nei Comuni di Taranto e Statte. Riqualificare Taranto cercando di renderla un
importante centro per il commercio, per la ricerca, la scienza, la tecnologia, l'industria ed il turismo. Ed una realtà moderna aperta al mondo arabo, nord africano ed orientale. La sua proposta che sostanzialmente prevede agevolazioni fiscali e burocratiche per le imprese che assumeranno personale ed investiranno nella "green economy" si basa su alcuni punti fondamentali: Un'area "No Tax" per le imprese destinatarie dell' eventuale provvedimento (sgravi fiscali, riduzioni sulla bolletta energetica e contributi, fino a 500 mila euro per l'acquisto di beni strumentali); Partite Iva agevolate per i liberi professionisti che avvieranno nuove attività nelle aree in oggetto, un Fondo di sostegno per l'agricoltura; Riqualificazione della Città Vecchia; Garantire su base volontaria, con preciso provvedimento, agli operai Ilva con anzianità minima di 15 anni, il prepensionamento; Semplificare le procedure amministrative; Applicare il principio del "Chi inquina paga"; Realizzare infrastrutture da finanziare con progetto per Taranto Libera (tra i quali garantire i voli civili per l'aeroporto di Grottaglie e migliorare il servizio ferroviario); interventi di bonifica per l'ambiente e trasformazione urbanistica dei suoli contaminati. Progetto senz'altro nobile, ma la presenza di Tempra rossa e delle aree a caldo dell'Ilva rappresentano attualmente un forte ostacolo alla realizzazione dello stesso.

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Angelo Bonelli minacciato di morte

Nella giornata di ieri, Angelo Bonelli, consigliere comunale di Taranto e portavoce dei Verdi ha ricevuto una telefonata con minacce di morte. L'interlocutore, dapprima con un inglese un po' incerto e poi in italiano ha intimato al Bonelli di "smettere di rubare a Taranto" informandolo inoltre di avere le ore contate. Solo 5 mesi fa il consigliere fu vittima di un altro atto intimidatorio: gli venne recapitato un pacco contenente un biglietto con minacce ed un coltello. L'uomo ha sporto immediatamente denuncia alle Forze dell'Ordine ed ha raccontato l'accaduto sulla sua pagina facebook. Da sempre impegnato nella lotta all'inquinamento, il Bonelli proprio alcune ore prima delle minacce ricevute aveva rilasciato delle dichiarazioni contro il sindaco Stefàno circa "Tempra Rossa".

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Bonelli contro Stefàno: "ha preso in giro i tarantini"

"Il Sindaco Stefàno ha preso in giro i tarantini", " Il 14 luglio scorso il consiglio comunale di Taranto approvò tre documenti tra cui quello dei Verdi per Taranto Respira per il NO al progetto Tempra Rossa. Già quel giorno avevo informato il Sindaco che un semplice NO del Comune a "Tempra Rossa", se non motivato, non avrebbe prodotto alcun effetto per fermare il progetto dell'Eni". Queste alcune delle dure parole del leader dei Verdi Angelo
Bonelli circa il progetto dell' Ente Nazionale Idrocarburi di realizzare due serbatoi supplementari di 180 mila metri cubi e allungare il pontile di 300 metri con un aumento stimato di 90 petroliere l'anno per stoccare e poi smistare il greggio del campo petrolifero dell'alta valle del Sauro. Questo comporterebbe una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di gpl ed 80
tonnellate di zolfo. Un enorme danno per l'ambiente e la salute dei tarantini già fin troppo compromessi. L'economia di Taranto pare essere basata sui veleni.

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