Renzi: "Ci sentiamo presto Taranto!", ma quanto presto?

Il 13 Settembre, in occasione della visita a Taranto del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l'associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata, che precedentemente aveva già inoltrato una richiesta al Presidente per avere un colloquio sull'emergenza salute per i bambini e in generale per le persone di Taranto, ha avuto finalmente una risposta.

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Pineta Frantella: Lettera di un cittadino grottagliese

Bambini felici, escursioni frequenti, alberi sani in un piccolo paradiso verde. Ad anni di distanza la Pineta Frantella non è più cosi.

Ecco la lettera di un cittadino grottagliese (Roberto F.) che esorta a prendere provvedimenti nei confonti dello stato di abbandono della pineta Frantella:

"Gentile Redazione, sono un cittadino stanco  di questa amministrazione comunale. 
Veniamo ai fatti. Vorrei denunciare l'ennesimo stupro perpetrato ai danni della pineta Frantella. Due domeniche fa ho constatato il secondo incendio di minori proporzioni nella pineta. Come se non bastasse è stato asportato il cancello di ferro dell' ingresso principale, ora i vandali hanno libero accesso di scorazzare con moto e macchine. Facendo un giro all'interno si può notare cumuli di plastica e vetro sparsi un po' ovunque. Sembra una discarica a cielo aperto. Non c'è controllo, non si capisce chi ha l'onere di provvedere alla sua manutenzione ordinaria e straordinaria.
Mi chiedo, questa amministrazione cosa sta facendo per preservarla. Da due o tre anni ci sono alberi abbattuti dal vento e non ancora rimossi. Molti alberi caduti lungo i percorsi pedonali sono stati tagliati e rimossi da alcuni cittadini volenterosi. Ma questa amministrazione esiste, è in vita, da una mano ai cittadini o pensa ai propri scopi?. Abbiamo un polmone verde che è frequentato da cittadini che amano correre in quella frescura di paradiso e poi vediamo che questi sciacalli di amministratori sono disinteressati al bene comune.
Quello che si percepisce entrando in questa pineta è un senso di vandalismo, mancanza di rispetto delle cose di tutti, menefreghismo, indifferenza. Se questi atteggiamenti sono presenti in noi cittadini, l'esempio da chi dovrebbe partire. E, chi dovrebbe dare il buon esempio, l'esempio del buon padre di famiglia non lo da, cosa succede. Sembra che la parola d'ordine sia anarchia. Questo è il modello di società che questi amministratori e politici vogliono far passare. 
Chiedo a gran voce, da solo, che si dimettano. Mi chiedo, il 70% dei Grottagliesi che non hanno votato questa giunta che fine hanno fatto, e tutte le associazioni e i partiti politici che non sostengono questa giunta che fine hanno fatto. Forse si ricordano delle cose che non vanno quando siamo in campagna elettorale? Quale eredità lasceremo ai nostri figli.
Ringrazio anticipatamente se vorrete pubblicare il mio articolo di sfogo".

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Attivisti tarantini accudiscono e proteggono uova di "Caretta Caretta", si attende la schiusa

I volontari del WWF di Taranto stanno proteggendo e accudendo delle uova deposte da un gruppo di "Caretta Caretta" trovate lo scorso 27 luglio in un tratto di spiaggia libera sul litorale di Campomarino, Maruggio, in provincia di Taranto. Alcuni dei numerosi gusci trovati sulla spiaggia erano stati già rotti inconsapevolmente dai bagnanti o da improvvise mareggiate, mentre le uova ancora intere, precisamente 21 delle 80 trovate in principio, sono state messe al sicuro dagli attivisti dell'associazione ambientalista e da tanti altri volontari che sorvegliano il campo giorno e notte per evitare che i vandali le distruggano.

Gli attivisti non attendono altro che la schiusa delle uova prevista tra la fine del mese e la prima settimana di settembre."Con loro si aprirà una nuova speranza per una parte della provincia baciata da una natura meravigliosa - comunica Favio Millarte del WWF di Taranto - Con la fuga verso il mare delle piccole "Caretta Caretta", non finisce il periodo di cova, ma inizia un nuovo progetto di tutela che deve permettere a questi animali di proseguire a esistere e tornare a depositare le uova nello stesso posto, come succede da milioni di anni".

Una meravigliosa esperienza che si ripete per la seconda volta. Il primo ritrovamento è avvenuto nel 2011 sulla spiaggia dei "Sette colori" di Campomarino, in cui si contarono circa 76 uova di tartaruga marina. In quel ritrovamento il WWF aveva lanciato l'iniziativa "Segui le tracce" per coinvolgere i frequentatori delle spiagge nell'individuare la presenza delle tartarughe e tutelarla assieme degli esperti. Visto il secondo ritrovamento, quest'anno, dovremmo noi tutti salvaguardare l'ambiente che ci circonda proteggendo il più possibile l'ecosistema da ogni tipo di aggressione iniziando a rispettare l'Art. 32 della Costituzione il quale ci enuncia:
"Proteggere l'ambiente che ci circonda vuol dire proteggere la nostra salute e quella degli altri".

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La morte regalata a Taranto e provincia

E' la realtà: A Taranto e provincia SI MUORE, soprattutto donne e bambini. Ci sono i dati ufficiali (percentuali in costante aumento) del Ministero della Salute e dell' Arpa. E' stata calcolata l'incidenza delle patologie oncologiche per i residenti di Taranto e Statte rispetto alla media del resto della provincia. Grottaglie e Manduria risultano avere il primato per la presenza di tumore alla tiroide. Bruttissime notizie arrivano dagli ospedali pediatrici. L'Ilva, L'Eni, le discariche non a norma ed abusive emettono fumi di sostanze velenose. Le respiriamo, le ingeriamo. Aumentano i ricoveri per tumori maligni, infezioni e malattie dell'apparato respiratorio. Il 14 aprile 2013 i tarantini preferirono disertare il referendum per il futuro dell'Ilva. Davanti alla scelta sulla chiusura parziale o totale dello stabilimento, la città seppur straziata dal disastro ambientale decise di non recarsi alle urne. Lavoro o salute? E' questo il punto. NON SI PUO' SCEGLIERE UNA COSA A DISCAPITO DELL'ALTRA. SONO ENTRAMBI DIRITTI INVIOLABILI. SACROSANTI. I soldi per le bonifiche imposte anche dall'Aia, dove sono? Le norme per la salute e la tutela dei lavoratori, quando saranno rispettate? Quanti altri morti? Quanta altra disperazione di gente impotente? Terremo sempre alta l'attenzione al riguardo. Lo dobbiamo a chi è rimasto orfano, a chi piange i propri figli. Gli interessi di pochi e l'indifferenza ci stanno ammazzando.

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"Giù le mani dal nostro mare": parte in Puglia il tour contro le trivellazioni

Iniziato, dalla spiaggia del Capitolo di Monopoli (Bari), il tour degli attivisti del Movimento 5 Stelle contro le trivellazioni rinominato "Giù le mani dal nostro mare". Il tour anti-trivellazioni ha la finalità di informare i cittadini sulle svariate richieste presentate dalle aziende petrolifere al Ministero dello Sviluppo Economico per la ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi e lucani e di altre ricerche che potrebbero danneggiare i fondali marini, la pesca intaccando conseguentemente la salute degli umani. Fra tutte le istanze pervenute al Ministero dell'Ambiente, quattro sono della Global Petroleum Limited, azienda australiana con sede a Londra, che vorrebbe appunto procedere con delle valutazioni di impatto ambientale per un'area marina di circa 750 chilometri quadrati che coinvolge Giovinazzo, Bari, Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo.
Tutti gli attivisti, i promotori e organizzatori del tour anti-trivellazioni hanno quindi formato sulla spiaggia barese una catena umana per manifestare contro tutte le istanze avanzate dalle multinazionali esprimendo la volontà di bloccare le autorizzazioni alle compagnie petrolifere.
"E' inammissibile - comunicano i deputati 5 Stelle - che il Governo possa immaginare di rilasciare il nulla osta alle trivellazione per la prospezione, ricerca ed eventuale contivazione di idrocarburi senza avere un piano energetico nazinale e senza considera i rischi dovuti ai micidiali "Air Gun" e ai sempre possibili richisci di incidenti dovuti ai "Blowout" come è avvenuto el 2010 nel golfo del Messico."
Il "Blowout" o eruzione non è altro che un'uscita incontrollata di acqua, gas o petrolio dal pozzo, terribile incidente assolutamente da evitare in quanto pericolosissimo per le persone e l'ambiente, specie quando è seguito da incendio, o quando avviene in mare.
"La cittadinanza deve essere informata - proseguono i deputati M5S - su quello che può accadere al proprio mare e alla propria costa e deve essere consapevole dei rischi sugli ambienti marini profondi e costieri, sulla flora e quindi sulla pusca, sul benessere e sulla salute umana nonché sul turismo."
"Serve un piano energetico nazionale - interviene il deputato pugliese Giuseppe L'Abbate - che richiediamo al Governo da quando siamo in Parlamento, con tutte le nostre forze. A maggior ragione in Puglia, dove produciamo il triplo dell'energia che necessitiamo e che risulta inutilizzata."
Le prossime tappe del tour anti-trivellazione "Giù le mani dal nostro mare" saranno ospitate il 17 agosto e Taranto, il 21 a Scanzano Jonico (Matera), il 24 a San Pietro in Bevagna (Taranto) e per finire il 30 a Bari.

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Successo per "La Notte dei Briganti"

Ieri sera, la nona edizione de "LA NOTTE DEI BRIGANTI" si è aperta con un'assemblea pubblica nell'atrio del Castello Episcopio di Grottaglie intorno alle 18:30. Organizzatori i ragazzi di "SUD IN MOVIMENTO" un'associazione socio-culturale e politica senza fini di lucro. "Terre Cotte" le nostre. Non perché baciate semplicemente dal sole, ma perché bruciate, sfruttate e violentate dal punto di vista sociale ed ambientale. L'AMBIENTE è
stato l'argomento principale affrontato. Sappiamo che i problemi ci sono, l'inquinamento portato dalle fabbriche (ILVA, ENI, CEMENTIR), la discarica, la disoccupazione. In aumento le malattie respiratorie ed il tasso di mortalità per tumori. Ma la gente sembra rassegnata. "Tanto è così.. non possiamo farci niente" è il commento che si ripete spesso. E invece le cose, chissà, potrebbero cambiare. E' quello lo scopo dell'associazione "Sud in movimento": Informare, lottare sul campo mettendoci la faccia, e tenere sempre alta
l'attenzione sui problemi della nostra terra. Bisogna amare il proprio territorio. Concretamente. L'indifferenza della gente conviene a molti. A discapito anche della salute pubblica. Affrontato anche il tema del lavoro nero. Realtà della quale sono tutti a conoscenza, ma si tace. Perché il cittadino subisce una sorta di ricatto occupazionale. Se vuoi lavorare, il più delle volte è così. Zero contratti, zero garanzie per il lavoratore. La serata continua allietata dalle note della TARANTA, mostre fotografiche e stand espositivi di prodotti artigianali e gastronomici da visitare per le strade del centro storico ripulite e ben organizzate dai ragazzi. Complimenti.

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Sbarca a Brindisi la Rainbow Warrior di Greenpeace

Dal primo Agosto sarà a Brindisi la Rainbow Warrior, nuova nave di Greenpeace impegnata con il tour ambientalista "Non è un Paese per fossili" in tutto il Mediterraneo, per promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza contro il ricorso a combustibili fossili come il carbone e il petrolio.
Greenpeace, organizzazione non governativa ambientalista e pacifista è attiva sin dal 1971 in difesa del clima, delle balene, dell'interruzione dei test nucleari, dell'ambiente in generale e di tante altre problematiche presenti sul globo e prosegue tutt'ora nelle sue svariate lotte, attraverso azioni dirette e non violente, affinchè in tutto il mondo si diffondi più responsabilità e senso del dovere per la nostra terra.

Il tour ambientalista "Non è un Paese per fossili" ha avuto inizio il 26 luglio in Slovenia, a Capodistria con l'obiettivo di solcare i mari dell'intero Mediterraneo per contrastare l'utilizzo dei combustibili fossili altamente inquinanti, che diffondono in atmosfera anidride solforosa responsabile del fenomeno delle pioggie acide e tante altre sostanze che arrecano ulteriori danni all'ambiente.

La Rainbow Warrior, italianizzata come "guerriero dell'arcobaleno", completamente verde, arricchita dai colori della pace, progettata per ridurre al minimo i consumi di carburanti, sarà accessibile al pubblico sabato 2 agosto, dalle 11 alle 20 e domenica 3 agosto, dalle 10 alle 18, presso la Banchina Centrale, in viale Regina Margherita a Brindisi. All'interno della nave sarà possibile eseguire visite guidate e assistere a interessanti illustrazioni sulle fonti di energia rinnovabili.

Non è casuale la scelta di Brindisi per l'ultima tappa italiana del tour di Greenpeace, infatti nella cittadina brindisina sono presenti ben due centrali a carbone. A Cerano, distante circa undici chilometri dal porto, sorge la centrale elettrica "Federico II" gestita dell'Enel, individuata nel 2011 dall'Agenzia Europea per l'Ambiente come l'impianto industriale più dannoso in Italia.

Sul sito di Greenpeace (greenpeace.org) inoltre, vi è la possibilità di sottoscrivere alla petizione riguardante la dichiarazione di indipendenza delle fonti energetiche fossili che ha già raccolto all'incirca 48 mila firme.

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"Sud in Movimento": attiviamoci tutti a costruire un mondo libero e sostenibile

L'associazione "Sud in Movimento" da sempre attiva per la tutela dell'ambiente, anche quest'anno, con la IX Edizione de "la Notte dei Briganti" ripresenta la situazione disastrosa in cui si trova la nostra regione Puglia ormai da troppo tempo costretta a subire violenza esercitata dai giganteschi complessi industriali.

"Siamo costretti a ritornare sul binomio ambiente violentato e sfruttato, già trattato sin dalla prima edizione. Già allora facevamo i conti nei Comuni della Provincia con i guasti prodotti dalle grandi fabbriche insediatasi a Taranto sin dagli anni'60, dapprima con l'insediamento dell'Italsider, poi con la raffineria dell'Eni e la Cementir, "ospitando" nelle terre rosse tra Grottaglie e San Marzano, a Statte, a Lizzano, gli scarti di quel sistema, e non solo. Una grossa parte dei rifiuti tossici provenienti dall'intero complesso industriale italiano: dalla chimica alla petrolchimica alla farmaceutica smaltiti legalmente e illegalmente laddove ci fosse una cava da ricolmare, o un buco da riempire. Le discariche per rifiuti speciali, gli inceneritori, le fabbriche impattanti sulla salute delle persone sono tutti paradigmi, tutte espressione del sistema economico capitalistico. Che di fatto, godendo dell'assenza di vincoli politici e legislativi degni, hanno prodotto sui territori, con il passare del tempo, una serie di effetti negativi a cascata, tra cui vi sono sicuramente la sottrazione di risorse e il conseguente impoverimento delle comunità. Ciò che è più importante: nel nome del massimo profitto si è compromesso lo stesso diritto di sopravvivenza alle generazioni future. Sono stati violati i diritti dei lavoratori, e della salute, per tutti."

Infatti indagini ambientali ed epidemiologiche hanno riscontrato una compromissione dell'ambiente e dello stato di salute dei residenti di Taranto e tutti i paesi limitrofi. Tasso di mortalità ogni anno sempre più elevato. Le malattie dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e tanti altri malanni, colpiscono ogni anno sempre più persone inclusi anche i frugoletti nati già con problemi di salute e/o con difetti congeniti dovuti proprio alla presenza delle industrie che inquinano l'ambiente attraverso l'emissione dei tanti agenti chimici.

"Crediamo siano necessari interventi adeguati ed immediati che affrontino la crisi in questione nella sua interezza e complessità, trovando soluzioni in grado di coniugare le diverse dinamiche economiche e sociali, contrastando quella logica del ricatto occupazionale, che impedisce l'edificazione di un altro modello di sviluppo. Il caso dell' Ilva di Taranto è un esempio emblematico, ma non il solo, di sfruttamento ambientale e sociale; è un impianto altamente inquinante, come tantissimi altri in Italia, che ha devastato le risorse naturali di un intera provincia, ma è soprattutto parte di un sistema consolidatosi nel tempo, che ha aggredito molteplici aspetti delle nostre esistenze. L' emergenza sanitaria che affrontiamo quotidianamente è solo uno dei tanti riflessi, delle tante drammatiche conseguenze del modello iper - liberista che ci dice che non ci sono alternative: all'accrescimento delle patologie tumorali, cardiopatiche e respiratorie, all'aumento del 21% delle percentuali delle morti infantili a Taranto (stando al recente studio "Sentieri" condotto dall'Istituto Superiore di Sanità), alla devastazione dei territori."

"A tutto questo diciamo basta."

"Pretendendo e rivendicando il diritto a una sanità libera da limiti di accesso, che non subisca nuovi tagli strutturali, e che sia capace di contribuire allo sviluppo dei fondamentali livelli di prevenzione e assistenza. All'altro dramma correlato a un sistema economico ormai guasto, quello della disoccupazione giovanile e femminile capace di incidere con violenza nella società, impedendo qualsiasi forma di relazione economica svincolata da speculazioni e sfruttamento, pretendiamo nuove forme di produzione sostenibili attuabili attraverso la rivendicazione del Reddito di base, strumento principe capace di contrastare clientelismo, malaffare e speculazione, e restituire dignità alle vite di ognuno di noi.

A partire da ciò, vogliamo contribuire a costruire un'altra società, un altro mondo possibile.

Negli ultimi anni, tuttavia, la crisi ambientale che attraversa l' intero Paese - da Nord a Sud - ha svolto una duplice funzione: se da un lato ha palesato l' esistenza di un complesso sistema di speculazione, pubblico e privato, a danno dei territori, (come ormai da più parti, ormai, è stato riconosciuto), contemporaneamente ha innescato la costruzione di una nuova partecipazione collettiva di opposizione a tali fenomeni. Un po' in tutta Italia si sono costituiti nuovi comitati, reti, movimenti e realtà associative che tutte insieme formano un nuovo modello di partecipazione politica dal basso, denunciando quotidianamente i tanti casi di inquinamento e contaminazione presenti nel nostro Paese e dimostrando che nessuna Regione è immune dagli scempi."

Negli ultimi decenni le gravi condizioni ambientali in tutto il pianeta hanno fatto sì che si creassero gruppi e associazioni impegnati in campo ecologico.

"Ne è esempio l'esperienza di Stop Biocidio, nata in Campania e poi diffusasi nel Lazio e in Abruzzo, che guardiamo con interesse, come esempio virtuoso, di come, cioè, l' unione tra i vari comitati provinciali abbia determinato il risveglio di una coscienza collettiva, capace di oltrepassare i confini geografici regionali e realizzare un movimento di protesta nazionale.

Anche in Provincia di Taranto, anche in Puglia, vogliamo fermare il biocidio: il costante e criminale sterminio di esseri umani attraverso lo sfruttamento affaristico dell' ambiente. Non è una interpretazione apocalittica della realtà, è la condizione causata da decenni di malaffare."

Biocidio letteralmente sta a indicare "strage di animali". In realtà il biocidio si ricollegherebbe a ogni tipo di "delitto contro la vita" riferendosi agli umani, agli animali che all'ambiente stesso, da non confondere con i biocidi ovvero "i principi attivi e i preparati contenenti uno o più principi attivi, presentati nella forma in cui sono consegnati all'utilizzatore, destinati a distruggere, eliminare, rendere innocui o impedire l'azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo con mezzi chimici o biologici" dal Decreto Legislativo n.174 del 35 Febbraio del 2000.

"Di fronte ad un' emergenza sanitaria, ambientale ed economica di una così grave entità, come Sud in Movimento, al pari dei comitati che lottano contro discariche ed inceneritori presenti nella Provincia di Taranto, riteniamo che qualsiasi nuova forma di ingiustizia sociale ed ambientale debba essere bloccata perché non è accettabile, per nessun motivo, che alla nostra terra assieme ai popoli che la abitano venga anche tolta la dignità e la possibilità per poter riemergere. Di autodeterminarsi, per costruire una società più equa e giusta, dove ogni individuo non sia più un automa vittima dello schiavismo capitalista, ma una persona libera di esprimersi cooperando col resto della comunità."

Avendo come esempio l'impegno e la volontà di ogni membro facente parte di "Sud in Movimento" tutti noi cittadini dovremmo sentirci coinvolti nelle politiche di governo del territorio e agire tutelando la natura, stando sempre attenti a cosa potremmo causare con le nostre tante azioni giornaliere. Dovremmo iniziare a corregere le nostre abitudini, iniziando con piccoli accorgimenti, gettando per esempio, in un apposito cassonetto un qualsiasi oggetto che volentieri avremmo buttato a terra (processo divenuto ormai consuetudine a Grottaglie, un po' per pigrizia, un po' per inciviltà ma soprattutto per la mancanze di cassonetti presenti in paese in minima quantità).

"Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo" (Mark Twain)

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Francavilla Fontana: grosso cumulo di amianto per strada, indagano i carabinieri

E' stato ritrovato, ieri in tarda serata, un grosso cumulo di amianto sulla rotonda di collegamento fra la zona industriale di Francavilla Fontana e la strada statale 7 che collega Brindisi a Taranto. L'amianto si trovava al centro della carregiata per cause ancora da accertare, si presume sia caduto accidentalmente da un mezzo di trasporto diretto nelle campagne.

E' importante ricordare che l'amianto è un rifiuto speciale altamente nocivo che va smaltito attraverso procedure appropriate coinvolgendo autorità competenti quindi occorre agire nella massima sicurezza annullando anche la minima possibilità di inquinamento per l'ambiente. Sul luogo del ritrovamento sono intervenute le Forze dell'Ordine con l'ausilio dei Vigili del Fuoco e di una squadra di operai della Monteco specializzati nella bonifica delle strade che hanno circondato il grosso cumulo di amianto con del nastro per poi avviare successivamente le procedure di smaltimento.

La rimozione dell'amianto è stata effettuata intorno alle 4 di stamane a cura del personale dell'Anas che ha provveduto a trasportare il rifiuto in una discarica autorizzata. In corso di svolgimento le indagini per identificare il responsabile dell'accaduto.

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Ilva e ambiente: Vendola a Taranto

Nel giorno in cui Fabio Riva, latitante, viene condannato a
sei anni e mezzo per associazione a delinquere e truffa allo Stato attraverso
l'Ilva di Taranto, a Palazzo di Città si tiene un incontro per parlare del
Piano Ambientale, delle risorse economiche dell'azienda e del problema
occupazionale.

Per parteciparvi, sotto invito di Ippazio Stefàno, è giunto
stamane a Taranto, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Invitati anche i sindacati ed i parlamentari territoriali. Presenti inoltre
i componenti della Giunta Comunale.

Le prime parole del Vendola sono state: " La situazione è
ancora confusa. Non si prevedono soluzioni facili per un problema difficile".

Storia ancora lunga.

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