Luigi Cremona e le Anfore da Vino

 

È sempre lei la protagonista indiscussa della nostra terra, la ceramica. Stamane, presso il Castello Aragonese a Taranto, si è puntato alle vocazioni storiche che caratterizzano il nostro territorio: l'agricoltura, la ceramica e il turismo. Ospite d'eccezione Luigi Cremona, coordinatore della Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring Club Italiano, che ha battezzato le prime anfore da vino italiano contemporaneo. Le “Terre Auree”, come hanno sottolineato gli imprenditori ideatori delle anfore, Ciro Bernardi e Giovanni Contento, sono le nostre Terre Ioniche, la nostra identità. All'evento, inoltre, hanno partecipato anche le scuole tarantine alberghiere: Perrone di Castellaneta e di Crispiano e la scuola di cucina del Cifir, 110 allievi che hanno ricevuto l'attestato di partecipazione a riconoscimento dei crediti  formativi. Il noto artigiano della cioccolata, Ciro Bernardi, ha reso realtà un desiderio: quello di rappresentare l' anfora, storico contenitore di liquidi, unire la magnificenza degli artigiani che ci distinguono, il tutto nella bellissima location del Castello Aragonese di Taranto. Per l'occasione ha ideato un delizioso cioccolatino, l' Aragonese gioiello di Taranto. “Il pensiero va proprio a tutta la gente che mantengono questo castello in maniera decorosa”, afferma Ciro Bernardi che, a testimonianza di quanto detto, donerà l'1% del ricavato per la manutenzione del castello. Dopo una presentazione culturale da parte di Cremona sul significato particolare del vino: da forza di vita a scambio interculurale, la parola passa all'archeologa Silvia De Vitis la quale ha svelato la storia delle 'Anfore da vino, dal Mediterraneo a Taranto.
"Sin dall'antichità, la civiltà del Mediterraneo, si è espressa attraverso il valore simbolico dei suoi prodotti agricoli: olio, grano, vino, alla base dei simboli liturgici dei riti  di età antica e del Cristianesimo. In età greca uno dei status symbol era il 'Simposio', dove la musica, la poesia, l'amore si mescolavano con la cultura di Bacco, il vino. In archeologia, la sua produzione oltre che il suo commercio, sono legati al Simposio vari oggetti ceramici: l'anfora, il cratere, l'oinochoe (brocca da vino), ecc. Il contenitore per trasportare il vino era l'anfora, la loro presenza nel nostro territorio è indicata in due diverse direzioni: 1) Anfore prodotte in Puglia, 2) Anfore ricevute in Puglia; le prime ritrovate principalmente nel brindisino (metà II secolo a. C.). I bolli, marchi relativi alla produzione, indicano le famiglie più note impegnate nel commercio delle anfore olearie e vinarie: Aninii, Cornelius, Damas. Il vino contenuto nelle anfore brindisine è certamente paragonabile ad un prodotto di grande successo, oltre che, di grande distribuzione. Il tarantino noto per alcuni prodotti, tipo noci, miele, la pesca, non produceva evidentemente vini da esportare anche se ciò non significa che non fossero di buona qualità. Per esigenze liturgiche si accresce la diffusione di tale coltura, intorno l'anno Mille, nel Tarantino. Lo testimoniano vari documenti medievali con citazioni di vigneti, cantine e palmeti. Lidio Gasperini nel 1970 segnalò due fiaschette da vino con iscrizioni dipinte e un graffito (M. SILVESTRINI, Le città della Puglia romana, Bari, 2005, pag. 121). Inoltre, alcune località conservano tracce di tale attività nella toponomastica: ad esempio la località Oliovitolo a Grottaglie, scavata dalla Soprintendenza archeologica, Dott. Alessio, a partire del 2001. Nel sito del villaggio medievale di Casalpiccolo (Grottaglie) sono state rinvenute delle vasche collegate da condotte che fanno pensare ad un impianto produttivo per la vinificazione. Con certezza, in compenso, sappiamo che l'introduzione della tecnica dell'invetriatura a base piombifera e con doppia cottura (XII secolo), ha favorito la manifattura nel tarantino della ceramica pregiata da mensa decorata in rosso, bruno e verde sotto vetrina (invetriata policroma o RMR) ad imitazione della più costosa proto maiolica, ceramica smaltata a base di stagno e  decorata in bruno, verde e giallo, prodotta invece nel brindisino. Con entrambe le tecniche sono state, nel tarantino, realizzati anforette e boccali facenti parte di veri servizi da tavola. La creazione più emblematica è la nascita di un grande contenitore vinario invetriato: è il 'Capasone', contenitore forse non funzionale al trasporto, per la sua grandezza, ma corrispondente alle anfore romane nella funzione di conservare in maniera ottimale il vino. La non attestata produzione di anfore a Taranto è compensata dalla presenza, nei contesti archeologici, di grandi quantità di frammenti di anfore di importazione da varie regioni del Mediterraneo (VI secolo a. C.). Nel corso del tempo di afferma una produzione chiamata 'Greco Italica', che si distingue in varianti significative, che ha un orlo a fascia, spesso a sezione triangolare, un lungo collo cilindrico, corpo ovoide rastremato verso il basso e un tozzo a puntale, le anse sono a bastoncello a sezione appena ovale. Se precedentemente si notava una forte predominanza delle anfore africane di grandi dimensioni, a partire dal VI secolo d. C. si affermano anfore – e dunque prodotti agricoli – provenienti dalla parte orientale dell'impero. Evidentemente il cambiamento nelle aree di approvvigionamento di olio e di vino corrisponde ad un rafforzamento dei rapporti fra Taranto e il Mediterraneo orientale a ridosso della riconquista bizantina dell'Italia. I confronti con altri materiali indicano, quindi, per il tarantino una diffusione delle merci soprattutto per via mare. Sarà la distruzione saracena del 927 a decretare la fine del commercio del vino a Taranto? A distanza di qualche secolo, però, la viticoltura si affermerà come la coltura più pregiata del territorio"¹.
 

L'evento si è concluso con la degustazione dei prodotti caseari di Contento, accompagnati con dell'ottimo capocollo, alle dolcezze di Ciro Bernardi e non poteva mancare dell'ottimo Primitivo servito dalle Anfore.

Ma il viaggio millenario delle anfore grottagliesi nel mondo ricomincia dall’Italia unita. Sono solo 150 le anfore da vino Terre Auree con il simbolo in ceramica dell’Unità d’Italia e sono già diventate un oggetto cult da collezione. Attraverso Ebay, saranno messe all’asta creando un’altra occasione di attenzione verso il vino del tarantino tra gli appassionati di tutto il mondo.
 
¹[Tratto da: ANFORE E VINI NEL TARANTINO: UNA LUNGA STORIA. Di Silvia De Vitis]
 
 

 

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Anfore da vino grottagliesi, anteprima nazionale al Castello Aragonese

 

La civiltà del Mediterraneo si è espressa sin dall’antichità attraverso il profondo valore simbolico dei suoi prodotti agricoli più significativi, identificabili nella terna alimentare mediterranea olio – grano – vino, non a caso alla base dei simboli liturgici del Cristianesimo e dei riti precedenti di età antica. Attraverso l’esportazione di tali prodotti i popoli del Mediterraneo si scambiavano anche cultura, religione, modi di essere. Il nostro pregiatissimo vino viaggiava con le anfore e, dopo millenni, rieccole – made in Grottaglie – ma con le dimensioni delle nostre moderne bottiglie.
Il progetto innovativo, e unico a livello nazionale, sarà presentato agli enoappassionati ed alle scuole (come momento didattico di eccellenza) nel Castello Aragonese di Taranto sabato 19 novembre, alle ore 10.
L’ospite d’onore sarà il notissimo giornalista enogastronomico Luigi Cremona che, fra l’altro, firma la Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club Italiano.
L’accesso è solo per invito e si potrà aderire fino ad esaurimento dei posti disponibili attraverso la pagina Facebook Anfore Terre Auree oppure il gruppo Facebook Il vino torna nella Anfore grottagliesi.
Gli allievi delle scuola alberghiere e degli istituti d’arte che hanno, finora, aderito sono: ISIS di Crispiano e la scuola di cucina del CIFIR di Taranto, il liceo artistico Lisippo di Taranto, ai quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione. L’evento ha il patrocinio dell’A.I.S. di Taranto, guidata dal delegato Giuseppe Cupertino, e dell’Associazione Italiana Cuochi di Taranto, guidata dallo chef Domenico Lillo.
La manifestazione “Anfore da vino, dal Mediterraneo a Taranto. Il viaggio millenario verso il mondo ricomincia dall’Italia unita” non a caso si terrà nel Castello Aragonese di Taranto, Galleria Meridionale, luogo nel quale di anfore antiche ne sono state trovate tantissime, come spiegherà l’archeologa Silvia De Vitis nella sua relazione. A seguire interverranno gli ideatori del progetto delle anfore da vino, Ciro Bernardi e Giovanni Contento, fondatori della società “Terre Auree” dedicata alla valorizzazione dei nostri prodotti tipici. La famiglia Bernardi di Grottaglie, di cui Ciro è il Maestro pasticciere, di recente è stata insignita dal prestigiosissimo Gambero Rosso con l’inserimento fra i migliori Bar d’Italia del locale creato a Taranto appena un anno fa. Giovanni Contento è vice presidente della sezione Casari di Confartigianato di Taranto. Moderatore dell’evento sarà il food & wine expert Antonella Millarte.
Al termine, alle ore 12, subito dopo la consegna degli attestati di partecipazione alle scuole, la prima anfora da vino del nuovo millennio verrà simbolicamente aperta da Luigi Cremona e poi si darà il via alla degustazione di vino e fantasie di cioccolato, vino e salumi e formaggi tipici.
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Trivisani (Idv): "Teleperformance non ricatti i lavoratori"

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Dopo le dure considerazioni dei giorni scorsi di Pd e Sel, anche il circolo dell’Italia dei Valori di Grottaglie stigmatizza in maniera perentoria quanto sta avvenendo in queste ore nello stabilimento tarantino di Teleperformance, multinazionale francese dei call center.

La denuncia giunge in una nota a firma del vice presidente del Consiglio Comunale, Donato Trivisani.
Il nostro partito e la mia persona in particolar modo – sottolinea Trivisani - portano avanti da tempo una battaglia forte nei confronti del precariato giovanile e non, in tutte le sue forme. In questi anni di distruzione selvaggia del mercato del lavoro protetto, i call center sono diventati l’emblema di una generazione senza futuro, che cerca di affrontare un proprio percorso professionale nella totale assenza di tutele e diritti.
Per questo, consideriamo inaccettabile quanto accaduto nelle scorse ore a Teleperformance, dove il segretario provinciale ed Rsu della Slc-Cgil, Andrea Lumino – tra l’altro componente di direttivo provinciale di categoria ed Rsu assieme al sottoscritto – ha subito un ingiusto licenziamento in rapporto all’osservanza del contratto al quale avrebbe dovuto essere sottoposto.
Tutto ciò è accaduto per il semplice motivo che Lumino, nelle sue piene funzioni di rappresentante sindacale, ha osato difendere gli operatori dello stabilimento dal mancato ottenimento del proprio stipendio.
È consuetudine di questa azienda e di altre realtà, anche grandi, del nostro territorio intimidire e ricattare i lavoratori a scopo di accrescere il proprio potere contrattuale. Mi farò promotore assieme al mio partito – conclude il vice presidente del Consiglio Comunale - di iniziative volte a tutelare tutti coloro svolgono il proprio ruolo nel rispetto dei contratti e degli orari di lavoro e sosterrò, nonostante il difficile momento economico che il Paese attraversa, qualsiasi istanza volta a migliorare il trattamento economico, ad oggi sottostimato, dei nostri lavoratori.
A tale proposito - conclude Trivisani - rilancio la proposta, della quale sono stato firmatario, di svolgere quanto prima un Consiglio Comunale monotematico sulla crisi del call center Teleperformance”.
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Tagli Trenitalia, domani in Provincia incontro con i sindaci

La mobilitazione territoriale per protestare contro le scelte di Trenitalia, alla quale partecipò anche il Sindaco di Grottaglie, Ciro Alabrese, fa registrare una nuova iniziativa. Per domani pomeriggio, mercoledì 19 ottobre, il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, ha convocato i sindaci dei 29 comuni di Terra Ionica. Ecco la lettera inviata ai primi cittadini:

I continui ed insopportabili tagli operati da Trenitalia ai collegamenti ferroviari che interessano la nostra provincia hanno già suscitato enormi proteste. L’ultima, in ordine di tempo, ha visto la mobilitazione di numerosi rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo sindacale che si sono dati appuntamento lo scorso 12 ottobre proprio alla stazione ferroviaria di Taranto. E’ stata una manifestazione pacifica ma fortemente simbolica, tanto da aver provocato la reazione di Trenitalia. 
In quella occasione, abbiamo assunto pubblicamente l’impegno – scrive Florido - di organizzare una grande iniziativa di mobilitazione, da tenersi a Roma, per ottenere ciò che ci è stato ingiustamente sottratto. I cittadini di Taranto e della sua provincia hanno infatti il diritto di viaggiare su vetture pulite e confortevoli e di usufruire di collegamenti efficienti ed effettivamente rispondenti, in termini di frequenza e di linee ferroviarie, alle reali esigenze della nostra popolazione.  
A tale scopo, vi invito a prendere parte alla riunione che si terrà mercoledì prossimo, 19 ottobre, alle ore 15,30, nella sala di presidenza di Palazzo del governo per meglio definire, tutti insieme, gli aspetti organizzativi dell’iniziativa che si svolgerà nella capitale. 
Auspico una vostra personale partecipazione all’incontro – conclude Florido - all’insegna della condivisa rivendicazione dei legittimi interessi della Terra Ionica”.
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Provincia: ok all'equilibrio di bilancio

Il consiglio provinciale ha approvato diversi punti all’ordine del giorno, quasi tutti di natura contabile. Via libera, tra l’altro, all’equilibrio di bilancio relativo alle previsioni di spesa dell’anno 2011. 

“In particolare, con questo provvedimento – sottolinea l’assessore provinciale al Bilancio, Giampiero Mancarelli – facciamo fronte alla restante parte del debito, ben 13 milioni di euro, riguardante il contenzioso relativo alla costruzione dell’istituto Pacinotti di Taranto. Nonostante le note difficoltà in cui versano tutti gli enti locali, siamo riusciti a tenere i conti in ordine grazie ad una oculata gestione finanziaria”. 
Ok dal salone degli Stemmi anche all’approvazione dello schema di convenzione riguardante il Piano strategico “La Murgia dei Trulli: dal Mare alla Valle d’Itria”. L’assise provinciale ha anche approvato l’aggiornamento del Piano di attuazione provinciale del Programma regionale per la Tutela dell’Ambiente. 
All’inizio della seduta, il presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido ha pubblicamente dato atto all’opposizione dell’atteggiamento responsabile assunto in aula. La minoranza, infatti, partecipando ai lavori ha garantito il numero legale per il regolare svolgimento del consiglio provinciale.
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Consorzio universitario jonico. Ragusa e Del Monaco: "Perche' non aderiamo?"

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Continua a far discutere la decisione del consiglio comunale di ratificare il recesso dal Consorzio Universitario Jonico, provvedimento assunto a fronte dell'uscita dal progetto dell'azionista di maggioranza, la Provincia di Taranto, e di altri comuni jonici.
La scelta, che porterà alle casse del Comune di Grottaglie un risparmio di 17 mila euro l'anno da utilizzare in altri interventi per l'istruzione e il diritto allo studio, è stata contestata dai consiglieri di opposizione Etta Ragusa (CittAttiva) e Vincenzo Del Monaco (Rinascita Civica).
 
"Sono cronaca di questi giorni - si legge in una nota stampa diffusa dai due consiglieri - le vicende legate alle difficoltà finanziarie del  Consorzio Universitario Jonico. Infatti il giornalista Cesare Bechis, sul Corriere del Mezzogiorno del 6 ottobre u.s., ne  evidenziava le difficoltà a potenziare il polo universitario jonico, alla vigilia di un “inaridimento” dei fondi stanziati fino ad oggi dagli enti locali: 929 mila euro, all’anno, versati dal Comune di Taranto; 600 mila euro dalla Provincia; 309 mila euro dal CUJ – il Consorzio dei Comuni della Provincia, tra cui anche il Comune di Grottaglie.
L’articolo rende pienamente merito all’impegno delle liste civiche “Rinascita civica” e “Cittattiva” per scongiurare l’affrettata decisione, promossa dalla nostra amministrazione locale, di non pagare più la quota di adesione al Consorzio, a partire dal 2012.
È doveroso ricordare che il costante supporto finanziario profuso negli anni dal CUJ, espressione anche della volontà dei Comuni della provincia aderenti, ha consentito, fino ad ora, la frequenza di corsi universitari presso il capoluogo jonico a migliaia di nostri studenti che, altrimenti, avrebbero dovuto trasferirsi fuori sede.
Il 28 luglio scorso, ultimi punti all’OdG. Il Consiglio comunale, a tarda ora, veniva chiamato ad esprimersi sull'uscita del Comune di Grottaglie dal Consorzio Universitario Jonico, Ente programmatore – promotore per lo sviluppo dell’istruzione universitaria nel territorio di Taranto. La proposta non passava, solo perché numerosi esponenti della maggioranza avevano già lasciato l’aula. Con i voti della minoranza, si otteneva che la discussine sull'eventuale recesso del Comune dal Consorzio venisse rimandata a settembre per consentire ai consiglieri di documentasi adeguatamente.
Il 13 settembre, riunione della Quarta Commissione Permanente. Il consigliere Del Monaco era l’unico a votare contro la proposta di recessione del Comune di Grottaglie dal CUJ, visto che il sostegno (42% la Provincia; 58% i Comuni) degli enti locali che hanno versato la quota di partecipazione al Consorzio è stato fondamentale per lo sviluppo dell’università a Taranto. Il Consigliere proponeva un percorso di trasformazione dell’Ente, con il Comune di Grottaglie capolista di un’azione di persuasione morale sugli altri sindaci della provincia in vista della costituzione una Fondazione mista.
Il 23 settembre, seduta del Consiglio comunale. A maggioranza dei presenti, con gli unici voti contrari di Etta Ragusa (Cittattiva) e Vincenzo Del Monaco (Rinascita Civica), i consiglieri votavano l'uscita del Comune di Grottaglie dal CUJ.
Un grave errore politico, dunque, commesso nonostante i ripetuti allarmi lanciati dal gruppo di Rinascita Civica – Cittattiva, sia in sede di Commissione, che in sede di Consiglio. Il Comune di Grottaglie, come richiesto dalle due liste civiche, avrebbe potuto, contestualmente all’uscita dal CUJ, impegnarsi per favorire la costituzione di una Fondazione mista, con gli altri Comuni della Provincia, la Città di Taranto e la stessa Provincia di Taranto. 
A seguito di queste decisioni affrettate, e senza logica coerenza con quanto faticosamente realizzato – anche grazie ai fondi del CUJ - a Taranto, oggi il “Patto per le azioni di sostegno e sviluppo del polo universitario Jonico”, come documentato da Bechis, corre un grave rischio. E, soprattutto, è a rischio il diritto allo studio per i giovani (5347, secondo il Corriere del Mezzogiorno; 7000 da dati della Provincia), che frequentano i corsi nel nostro capoluogo".
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Cancellati i treni jonici. Il Sindaco Alabrese: "No ad un federalismo a senso unico"

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Non permetteremo che Trenitalia confini la provincia jonica e i suoi passeggeri in un isolamento incomprensibile”.

A dichiararlo è il Sindaco di Grottaglie, avv. Ciro Alabrese, che comunica così con una nota stampa l’adesione del Comune di Grottaglie all’occupazione simbolica della Stazione di Taranto, indetta per le ore 9 di mercoledì 12 ottobre.
Come amministratore e cittadino – sottolinea il Sindaco Alabrese - ritengo del tutto immotivato l’ennesimo taglio sul fronte dei trasporti operato da Trenitalia, che si appresta a cancellare anche gli ultimi collegamenti veloci in partenza da Taranto. Si stenta a comprendere come un territorio densamente abitato e fortemente sviluppato economicamente come il nostro, possa essere messo volontariamente in uno stato di  abbandono e isolamento, costringendo i nostri cittadini a “viaggi della speranza” che segnalano una spaccatura sempre maggiore tra nord e sud del Paese.
La decisione, che penalizza anche i cittadini grottagliesi, è il segno di tempi nei quali si cerca di mettere in atto un lacerante federalismo a senso unico, che tra le tante storture punta sull’alta velocità ferroviaria nel Settentrione, mortificando il Mezzogiorno.
Condivido la necessità che la Regione Puglia e l’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini chiedano urgentemente un incontro al Governo nazionale, per mettere a fuoco il problema e concertarne soluzioni condivise.
Per questo mi associo agli appelli di coesione e intervento dell’on. Ludovico Vico e accolgo ben volentieri l’invito a partecipare del consigliere provinciale Luciano Santoro, promotore dell’iniziativa, segnalando la mia più attiva adesione a qualsiasi proposta che ponga al centro del dibattito politico e istituzionale lo sviluppo del nostro territorio”.
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Tagli ai treni jonici. Luciano Santoro: "Mercoledì 12 occupiamo simbolicamente la stazione di Taranto"

L’ennesimo taglio sul fronte dei trasporti in terra jonica, con la cancellazione degli ultimi treni Intercity, ha riacceso i riflettori sul "pesante isolamento perpetrato ai danni della provincia di Taranto, segno di un evidente federalismo a senso unico, che penalizza il Sud, per spostare risorse verso il settentrione".

A dichiararlo è Luciano Santoro, capogruppo provinciale del Partito Democratico, che lancia una importante iniziativa per riportare al centro del dibattito il Mezzogiorno del Paese.
"Questi ulteriori tagli che penalizzano ancora di più la provincia di Taranto, – sottolinea Santoro in una nota giunta in redazione – danno l’esatta dimensione di come Trenitalia consideri la nostra una provincia di "serie b". Ormai, come denunciato anche dall’on. Ludovico Vico nelle scorse settimane, ci troviamo di fronte alla marginalità più assoluta. Per questo mi associo non solo alle parole di Vico, - che nelle scorse settimane ha denunciato la marginalità assoluta alla quale è sottoposta la nostra provincia - ma anche alla richiesta del consigliere provinciale Cosimo Borraccino di offrire supporto tecnico a quei cittadini che vorranno unirsi per promuovere una class action nei confronti di Trenitalia. Ritengo però che vada lanciato un forte segnale politico. A tale proposito, mercoledì 12 ottobre alle ore 9, prima del consiglio provinciale già convocato, chiamo a raccolta amministratori locali e provinciali – sindaci, assessori e consiglieri – per occupare simbolicamente, in segno di protesta, il piazzale della stazione di Taranto. Spero che questa azione estrema serva a mettere ulteriormente in risalto una situazione vergognosa e inaccettabile, tanto più che siamo una delle province del mezzogiorno con il più alto numero di residenti e con uno sviluppo economico estremamente avanzato. Per questo, rivolgo inoltre alla Regione Puglia l’invito ad alzare la voce per far valere le nostre ragioni.
Oltre alla legittima richiesta di incontro con il Governo - conclude il capogruppo provinciale del Pd - credo che nei prossimi giorni servirà una mobilitazione forte e radicale – a partire dall’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini - perché non è più tempo di accettare passivamente e sopportare scelte che interpretino un federalismo che penalizzi solo e sempre il nostro territorio".
 
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Mazza (Idv): "Quanti laureati a Taranto trovano occupazione?"

Università a Taranto: un'impresa impossibile? Se ne è discusso durante i lavori del forum "Prospettive formative e professionali del polo universitario jonico", tenutosi presso il Convento di San Francesco, nella città dei due mari.

All'appuntamento ha partecipato Patrizio Mazza, medico e consigliere regionale dell'Italia dei Valori.
"Partecipando al forum - ha dichiarato Mazza in una nota stampa - che ha visto la presenza di alcune personalità del mondo accademico, sorge spontaneo chiedere : “ Quanti laureati di Taranto o della provincia, nel corso degli ultimi anni, hanno trovato occupazione nel territorio ionico…”.
Ritengo che l’università con tutte le sue facoltà debba mirare alla programmazione congiunta di un “progetto lavorativo ”, che deve essere necessariamente calato nel territorio, se in quest’ultimo e per la sua comunità si vuole ottenere riscontro positivo. Ragione per cui facoltà come Scienze ambientali e marine, nonché Ingegneria, ed Economia Aziendale fino a Beni Culturali e Lettere, ed ancora le tutte le materie sanitarie, dovrebbero esaudire in primis la necessità di un territorio che manifesta problematiche: sanitarie, ambientali ed economico-lavorative, e quindi dovrebbe lavorare in antitesi al sistema culturale, politico, sindacale attualmente presenti, che tende sostanzialmente a privilegiare la monocoltura dell’industria inquinante.
A Taranto ed in provincia viviamo una situazione, sul piano politico, economico, sanitario ed anche della informazione spicciola, inficiata dall’unica economia imperante. La politica orbita in questo sistema di economia ed in modo ineludibile anche l’informazione e la cultura ne risentono, ciò in quanto la mancanza di diversificazione di realtà economiche e produttive determina mancanza di libertà e quindi mancanza di democrazia.
Taranto ne risente pesantemente anche sul discorso culturale oltre che economico- lavorativo; del resto sono anni che si parla di porto, interporto, logistica ma ad oggi vige il nulla di fatto, a parte gli innumerevoli proclami. La comunità ionica risente grandemente della mancata realizzazione di alternative economiche alla grande industria.
 L’unica speranza è che siano i nostri giovani a volere fortemente un progetto alternativo in un’ottica di grande rivoluzione culturale al fine di rimanere a vivere sul proprio territorio senza migrare altrove. Così da non assistere alla progressiva devastazione di un territorio, prima con l’abbattimento delle pecore, poi con la distruzione dei mitili, ancora poco e passeremo all’abbattimento dei malati perché quando non sapremo più dove metterli si potrebbe paventare per assurdo tale ipotesi.
Se la città non cambia nella mentalità, e solo grazie alla cultura ciò può accadere, la gente sarà sempre più manipolabile, permissiva, rassegnata e orientata verso problemi non pertinenti alla realtà e al territorio. L’Università deve elaborare un progetto globale di trasformazione radicale in termini economici e culturali per Taranto, mentre la politica e le amministrazioni devono coadiuvarla al massimo nella realizzazione .
Ho scritto un progetto di legge, che prossimamente sarà presentato in Regione, in cui coinvolgo l’università sull’incentivazione dell’agricoltura nell’agroalimentare, mediante studio ricerca e relativa trasformazione in prodotti finiti e valorizzazione degli stessi, da realizzare in Puglia, nello Ionio e non altrove, che metta fine allo strapotere delle multinazionali che agiscono a scapito della filiera corta, impedendo ai produttori un giusto guadagno e ai consumatori di risparmiare.
Se non nasce qualcosa di radicale e culturalmente rivoluzionario in questo senso coadiuvato dall’università non vedo via d’uscita per il territorio. Penso quindi ad una diversificazione economica secondo vocazione territoriale con effetti di benessere interno lordo e non di solo pil, che come ben sappiamo non si riverbera con benefici sul territorio tarantino se non a livello di massa stipendiale, ricchezza che si disperde nell’acquisto di prodotti commercializzati delle multinazionali; quindi in forma di “ricchezza” volatile per la comunità ionica.
Con cosa vogliamo alimentare l’entusiasmo dei giovani se non con una riprogrammazione di economia almeno per i prossimi 15 anni, partendo da subito, e tesa a valorizzare la storia del territorio magno-greco, le peculiarità delle risorse agricole, della zootecnia, del mare contrastando chi racconta che nasciamo con la vocazione a produrre tubi e veleni?"
 
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Florido: convoco la Consulta dello Sviluppo per discutere del porto e dell'Arlotta

“Le criticità riguardanti il destino del porto di Taranto non possono lasciarci indifferenti. La comunità di Terra Ionica deve reagire con compattezza per difendere uno dei settori economici su cui abbiamo scommesso per creare nuove opportunità di sviluppo”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido.

Le dichiarazioni di Florido giungono all'indomani della notizia che dal 15 settembre scorso Evergreen ha spostato, pare provvisoriamente, alcune importanti linee container da Taranto al Pireo.
“Bisogna scongiurare il peggio - continua Florido - e cioè il ridimensionamento dei traffici commerciali in un’ottica di salvaguardia dei livelli occupazionali e di rilancio dello scalo ionico. Non possiamo permetterci di fare passi indietro. Per questa ragione, alla prossima riunione della Consulta dello Sviluppo, oltre alla questione aeroporto di Grottaglie, discuteremo anche del futuro del nostro porto. È il momento di reagire con fermezza e di individuare le giuste contromisure per non vanificare gli sforzi messi in campo dagli attori sociali della comunità ionica a beneficio della portualità tarantina”.
 
 
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