Ars et Labor: contro la Ctl Campania un pareggio "vittorioso"!

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Portano di nuovo bene i minuti finali alla causa grottagliese. Se contro la Viribus Unitis il gol di Pinto sul filo del rasoio regalò i 3 punti, questa volta ci ha pensato l’attaccante Carta a riequilibrare lo svantaggio dei suoi. Il risultato non è lo stesso di due settimane fa, la vittoria è sfumata, ma il gol (peraltro splendido) in zona Cesarini dell’attaccante grottagliese dà comunque i suoi buoni frutti: un preziosissimo pareggio in trasferta contro la CTL Campania, appollaiata al settimo posto e a ben dieci lunghezze dall’Ars et Labor, ora salito a quota 13.
Il bicchiere è dunque mezzo pieno. Non straripa (ma è anche vero che la trasferta campana non era la più adatta per poterlo fare), ma di certo il pareggio lascia ben poco spazio al vuoto, viste le insidie del match. Se poi ai valori pre-partita si aggiunge il gol nel primo tempo di Ouazni, non è difficile apprezzare lo sforzo profuso dai ragazzi di Pizzonìa che compiono una doppia impresa nei minuti finali: prima agguantando i padroni di casa all’85’, con Carta, che con un bolide dai 25 metri confeziona un gol da cineteca e poi con Laghezza che salva il risultato deviando sul palo il rigore di Oliveri (assegnato per fallo di Mastronardi, espulso nell’occasione).
Un punto guadagnato contro tutto e tutti, dunque. Contro un avversario di dieci punti più in là, in trasferta, andando in svantaggio, recuperandolo in extremis con Carta e proteggendolo con Laghezza, sopperendo all’espulsione di Mastronardi.
Ora, al Grottaglie spetta l’occasione ghiotta dei tre punti contro l’Internapoli, in programma giovedì 8 alle 14:30 e che può finalmente sancire l’avvio verso una salvezza tranquill

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Ars et Labor: il tris non riesce e il derby va al Martina!

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Non sono bastati i vari Lenti, Cristofaro, Salvestroni e Laghezza, né il buon momento fisico e mentale dei ragazzi di Pizzonìa a inanellare la terza vittoria consecutiva dei biancazzurri, adesso fermi a quota 12 punti e al dodicesimo posto, a soli quattro lunghezze dalla zona franca della classifica.
Al Martina di Bitetto è sufficiente invece il solito Picci che risolve una gara non esaltante e costantemente in bilico sino al triplice fischio, che consegna alla squadra ospite tre punti fondamentali in ottica prima posto.
Con la novità Luzzi in cabina di regia e Annicchiarico dal primo minuto, il Martina si rende subito pericoloso con De Tommaso che penetra in area e cerca il secondo palo. Il suo tiro viene però respinto da Solidoro che ci mette anche un braccio, ma viene graziato da Marchesini che non assegna la massima punizione. La reazione dei padroni di casa è veemente: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Lenti taglia sul primo palo e svetta su tutti, vedendosi negare la gioia del gol solo dall’incrocio dei pali. Passano pochi minuti e il grottagliese Salvestroni riesce a togliere la sfera al difensore Gambuzza ma il numero uno Leuci sbroglia tutto agevolato da un rimpallo.
Sulla sponda martinese, De Tommaso e Picci fanno tutto da soli e dialogano magistralmente, come accade al 17’ quando De Tommaso serve in profondità il numero nove martinese sul cui tiro al volo è bravo Laghezza a respingere in tuffo. Il feeling tra i due si ripete al 36’ e con risultati migliori, quando Picci mette in rete di testa l’ennesimo cross dell’ala martinese e portando in vantaggio la squadra di mister Bitetto. Il Grottaglie incassa, ma non si scompone. Attacca, ma non concretizza, sino alla fine del primo tempo fino ad arrivare alla ripresa, quando “rischia” il gol del pareggio ancora con Salvestroni che dalla lunga distanza scaraventa un pallone che si stampa sulla traversa.
L’inserimento di Fraschini per D’Urso porta il Grottaglie ad una maggiore trazione offensiva che non frutta però i risultati sperati, lasciando gli attaccanti a secco nonostante il gioco propositivo dei biancazzurri. Quel che manca all’Ars et Labor è ciò che invece il Martina esibisce con relativa facilità, rischiando di mettere il sigillo sulla partita con la conclusione di Chiesa che, imbeccato perfettamente da Memolla, costringe il solito Laghezza ad un intervento provvidenziale che tiene ancora in piedi i suoi compagni, almeno fino all’86’ quando Cristofaro raccoglie un cross di Fraschini e ci prova con un tiro in spaccata che finisce di poco a lato e che di fatto mette fine alle speranze grottagliesi di agguantare un pareggio positivo ai fini della classifica e contro una squadra che è in piena lotta per il primo posto.
Lo stop dei biancazzurri arriva così dopo tre risultati utili consecutivi (il pari contro l’Irsinese e le vittorie contro Gaeta e Viribus Unitis), che hanno dato respiro a una squadra a digiuno di punti e tranquillità ma alla quale manca ancora molto per potersi sufficientemente allontanare dal pericolo del fondo classifica.

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Rinascita Ars et Labor: quattro gol al Gaeta!

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In apnea da punti, il Grottaglie riesce ad emergere dal fondo classifica sfoggiando una prestazione maiuscola nel match casalingo contro il Gaeta. 4 a 1 il risultato al triplice fischio e seconda vittoria stagionale per i biancazzurri, che non riuscivano a cogliere i tre punti dallo scorso 18 settembre, data del successo contro il Casarano.

Nonostante l’handicap delle assenze di Luzzi e Miggiano, i padroni di casa si dispongono bene in campo, magistralmente diretti da uno strepitoso Lenti a cui Pizzonìa affida le chiavi del centrocampo e le redini del gioco. La buona partenza del Grottaglie rischia però di essere scossa sin dai primi minuti, quando il laziale La Porta, solo davanti al portiere, si fa ipnotizzare da Laghezza, bravo a salvarsi in corner e strepitoso nel respingere il successivo colpo di testa di Cristiano.

Lo spavento dura poco, così come la gioia del gol di Lucà (imbeccato perfettamente da Pinto) che porta in vantaggio i biancazzuri e al quale risponde dopo pochi minuti lo spauracchio La Porta che al 22’ si comporta da cecchino, infilando all’incrocio dei pali una splendida punizione su cui nulla può Laghezza. La gara si accende con la complicità di due difese allo sbando che consentono agli attaccanti di giostrare a proprio piacimento, come accade al 29’ quando Mastronardi gira di testa un calcio piazzato di Lenti e battendo l’incolpevole Fiorini. Proprio Lenti, in cabina di regia, dopo soli due minuti verticalizza per il vivacissimo Lucà che di fronte al portiere pecca in freddezza facendosi neutralizzare la conclusione. L’espulsione di Silvestroni per doppia ammonizione rischia di rovinare la festa biancazzurra ma prima del rientro degli spogliatoi uno stupido fallo di frustrazione di Romeo riporta la parità numerica in campo.

Nella ripresa De Angelis chiude la pratica 3 punti, guadagnandosi e mettendo a segno un rigore assegnato dal direttore di gara per un fallo di mano. Il gol rasserena gli animi di giocatori e tifosi grottagliesi, preoccupati dal ritorno del Gaeta che in realtà non avviene. I laziali non riescono a reagire e vengono schiacciati dalla veemenza grottagliese che “rischia” il poker con Lucà prima e Annicchiarico dopo, per poi concedersi il lusso del quarto gol con Pignatelli che lanciato da Pinto, scavalca con un pallonetto Fiorini, a due minuti dalla fine.

Con questo successo, il Grottaglie può finalmente respirare e salire a 9 punti, abbandonando il penultimo posto e stabilizzandosi a soli cinque lunghezze dalla tranquillità del dodicesimo. Tranquillità sempre più a portata di mano, in vista anche e soprattutto della trasferta contro i napoletani della Viribus Unitis ultimi in classifica e alle prese con una situazione societaria in subbuglio, scossa dal fresco addio del presidente Della Corte dopo 11 anni di gestione

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Ars et Labor: pareggio anonimo nello scontro salvezza

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Un pareggio che non porta a nulla, non punisce né premia. L’1 a 1 andato in scena sul campo dell’Irsinese è l’emblema della stagione grottagliese, priva di una qualsiasi parvenza di svolta, persino negativa. In bilico continuo tra la caduta nel baratro e la rinascita dalle proprie ceneri, l’Ars et Labor non è riuscito, in partita come in campionato, a virare energicamente verso zone della classifica più tranquille, che avrebbero permesso ai ragazzi di mister Pizzonìa di riemergere dal penultimo posto, concedendo loro una domenica di respiro dopo due mesi di affanno.
Così, in perfetta sintonia con una stagione sotto tutti gli aspetti “statica”, che pare essere sull’orlo di un cambiamento per poi ritornare puntualmente alla condizione originaria, il Grottaglie non va oltre il pareggio contro una delle dirette avversarie per la salvezza, giocando una partita noiosa e dai ritmi piuttosto blandi, che non offre occasioni degne di note in un senso e nell’altro; almeno fino al 52’ quando Lucà porta in vantaggio i biancazzurri concretizzando al meglio l’assist di De Angelis. Da qui sino a dieci minuti dal triplice fischio, Solidoro e compagni accarezzano il pensiero stupendo dei tre punti, necessari a smuovere un fondo-classifica che sta condannandoli con grosso anticipo a un campionato da spettatori. Ma la speranza svanisce all’80, quando Coquin realizza il rigore assegnato dal direttore di gara per fallo di D’Urso sul centravanti Lupacchio.
I minuti restanti non regalano altro, se non l’amarezza che qualcosa in più poteva esser fatto e la consapevolezza che questi punti persi rischiano di farsi sempre più pesanti nel prosieguo della stagione. Diventa ora fondamentale l’incontro casalingo contro il Gaeta, fermo a quota 8 punti, due in più dei biancazzurri che non possono davvero più sbagliare se non vogliono già da ora vedere in prospettiva lo spettro della retrocessione.

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Ars et Labor: croce e delizia contro la Sarnese

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Non è bastata una seconda frazione gagliarda, con i connotati di una squadra che deve salvarsi, a compensare e ad "aggiustare" un primo tempo insipido e a tinte unicamente amaranto, finendo col pregiudicare l'esito di un'intera partita. Ciò che non è stato costruito dai giocatori grottagliesi nei primi 45 minuti è risultato essere maggiore di ciò è stato fatto nel secondo tempo e al triplice fischio finale l'amarezza per l'ennesimo rinvio di una svolta al campionato è tanta.
Mister Pizzonìa gioca subito la carta Lenti a centrocampo e si affida ai piedi di De Angelis e Fraschini per cercare quei gol che tanto stanno mancando in questo avvio di stagione. Ma l'approccio alla gara non è dei migliori, la manovra di gioco è lenta, priva di spunti e di idee, e i biancazzurri sembrano limitarsi a contenere gli avversari che dal canto loro fanno valere una maggiore fisicità e una più veloce ed efficace organizzazione in fase offensiva. Ciò nonostante, bisogna attendere venti minuti prima di poter vedere la prima occasione - gol degli ospiti: su una punizione dalla tre quarti svetta su tutti Parisi che di testa manda di poco fuori. Il gol è però solo questione di tempo e la pressione del Sarnese aumenta con l'andare dei minuti assiemen ad un Grottaglie che fatica a contenere le sortite delle maglie amaranto, come accade al 32' quando Violante dalla sinistra crossa al centro dell'area dove trova, solitario, Siano che stacca di testa al momento giusto e deposita facilmente in rete.
La Sarnese non dà spettacolo, gioca semplice ed efficacemente, mentre il Grottaglie non riesce a prendere le contromisure. Tuttaltro, va in confusione, e deve ringraziare l'arbitro, che al 36' si accorge del gol di mani di Monti (poi ammonito), se non capitola con abbondante anticipo. Tra le fila biancazzurre Pinto riesce a creare qualche grattacapo al numero uno Donnici, con una punizione dalla destra che sfiora il primo palo, mentre Laghezza ha il merito di tenere in bilico il risultato, come quando Ragosta, lanciato in profondità, viene tempestivamente anticipato dall'estremo difensore grottagliese.

La ripresa vede l'altro volto del Grottaglie, quello che offre al suo pubblico qualche accenno di delizia e di personalità. La squadra reagisce, e anche Pizzonìa: esce uno spento Cantoro per far spazio a Lucà e dare una mano a De Angelis, sempre troppo solo là davanti; Pinto intanto arretra a terzino sinistro e Fraschini si impossessa della corsia sinistra del centrocampo. I frutti del cambiamento non si fanno attendere, ma nemmeno cogliere: al 48' Donnici sbaglia il tempo dell'uscita su un bel cross di Pinto, ma De Angelis manca in reattività e non approfitta. Nemmeno il tempo di rimuginare sul pareggio sfiorato, che Miggiano tocca ingenuamente con la mano il pallone in piena area: Zancanaro non ha dubbi e assegna il calcio di rigore che Ragosta non sbaglia. 2 a 0 e partita che sembra incanalare la via della goleada. Ma così non è, anzi, la reazione dei padroni di casa è veemente e costante, sino ad arrivare al 59' quando sull'ennesima punizione ben calciata di Pinto Lucà salta più in alto di tutti e mette di testa alle spalle di Donnici (non esente da colpe). Il segnale d'allarme arriva e la Sarnese prova a metterci una pezza con l'inserimento di De Fenza per Tufano, ma la storia non cambia. La corsia sinistra è anche quella preferenziale per i giocatori grottagliesi che trovano in Pinto l'arma in più e la spina nel fianco avversario: dai suoi cross e dalle sue discese, infatti, nascono le azioni più pericolose dell'Ars et Labor. Se ne accorge Pizzonìa che chiede al suo numero 11 di staccarsi dal reparto difensivo per premere maggiormente in avanti, a supporto dell'arrembaggio grottagliese. Ma è troppo tardi. Il cronometro e la fortuna non aiutano e le speranze di una rimonta si spengono con un tiro potente ma centrale di D'Arcante che trova pronto Donnici, a tre minuti dal termine.
Vanno via gli insperati tre punti, come va via persino quel punticino a cui la squadra grottagliese poteva ambire, se solo la reazione non fosse stata così tardiva o se solo, molto più preferibilmente, non si fosse attesa la salita in cattedra della Sarnese per cominciare a giocare col coltello tra i denti, come dovrebbe fare una squadra che all'ottava giornata di campionato ha raccolto solo 5 punti ed è, ora, ad una sola lunghezza dal Viribus Unitis, ultimo in classifica.

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Grottaglie - Nardo': un pareggio e un passo avanti!

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Si chiude con un pareggio a reti bianche quella che sembrava essere l'ennesima sfida di Davide contro Golia. Davanti ai propri tifosi e al termine di una prestazione non esaltante ma convincente, i ragazzi di mister Pizzonìa riescono a strappare un importante punto dalle mani di un Nardò che probabilmente nutriva la ferma convinzione di portare a casa il bottino pieno.

Con il collaudato 4-4-2 il Grottaglie riesce a contenere i salentini, che impostano la partita sul piano fisico e su quello tecnico, cercando di sfruttare la maggiore abilità nel fraseggio e nel possesso palla. Ma la buona disposizione in campo dei grottagliesi impedisce agli avversari di giostrare la partita che viene così giocata su ritmi medio-bassi e senza clamorose occasioni da un parte e dall'altra.
De Angelis e Lucà trovano poco spazio tra i difensori neretini, ma sono soprattutto i grossolani errori nell'ultimo passaggio ad impedire ai biancazzurri di presentarsi con continuità dalla parti del numero uno Leopizzi: prima Cristofaro e poi Fraschini non riescono a lanciare le due punte grottagliesi, contribuendo ad impostare la gara a un mero compito difensivo. Il Nardò, dal canto suo, non dimostra in campo i 7 punti di distacco dal Grottaglie e si rende pericoloso in sole due occasioni nell'arco dei primi 45 minuti: prima con un contatto tra Pereyra e Pinto in piena area che mozza il fiato dei tifosi ma che l'arbitro non ritiene di dover sanzionare, e dopo soli cinque minuti con la traversa di Garat al 35' che di fatto chiude una prima frazione equilibrata.
La ripresa prosegue sulla stessa falsariga del primo tempo, con un Grottaglie bravo a coprire gli spazi ma incapace di costruire azioni di attacco, e un Nardò abile nell'impostazione di gioco ma sprecone sotto porta. La pioggia e il campo in pessime condizioni non aiutano, anzi, contribuiscono a togliere possibilità di spettacolo al gioco e un arbitro eccessivamente permissivo rischia di innervosire inutilmente una partita tranquilla in campo, ma accesa sugli spalti, lì dove i tifosi biancazzurri cercano di esorcizzare la paura di una nuova sconfitta.
I cambi effettuati dai due tecnici Longo e Pizzonìa non apportano la svolta sperata tra le due compagini e la partita si trascina sino ai minuti finali, dove entrambe le formazioni dimostrano una buona condizione fisica continuando a macinare chilometri alla ricerca del gol risolutorio. Sono soprattutto Cristofaro del Grottaglie e Pereyra del Nardò a trascinare i propri compagni: il primo giocando un secondo tempo strepitoso, fatto di grinta, corsa e agonismo (compensando un primo tempo buio) e il secondo facendo valere fisicità, velocità e visione di gioco, creando non pochi grattacapi dalle parti di capitan Solidoro. Ma gli sforzi di entrambe le squadre e dei loro uomini più in palla si scontrano con la mancanza di cinismo e precisione davanti alla porta come dimostrano due ghiotte occasioni per gli ospiti che in piena area e da buona posizione mandano per due volte alto sulla traversa. Ma è soprattutto l'errore di Pisano (subentrato all'incocludente Lucà) a creare i più grossi rimpianti per i padroni di casa: il 18 enne biancazzurro a pochi minuti dal triplice fischio spreca malamente uno splendido passaggio dell'onnipresente Cristofaro, spegnendo di fatti le speranze grottagliesi. L'ultimo brivido che rischia di diventar beffa arriva dai piedi dell'ex Meuli che getta sui piedi di Laghezza l'occasionissima degli ultimi secondi.
Al fischio finale, entrambe le squadre portano a casa un punto ciascuno, striminzito per le aspettative di un Nardò che doveva proteggere il primato in classifica (ma che con la vittoria dell'Ischia scende al secondo posto, con 12 punti), importante e significativo per un Grottaglie convalescente, che dimostra di aver imparato dai propri errori e che con questa prestazione può catalogare sotto la voce "episodio" la pesante sconfitta in quel di Caserta che, se non gestita a dovere, avrebbe potuto lasciare ancora qualche scoria tra le maglie biancazzurre.

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Grottaglie "strapazzato" a Caserta

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I presupposti per la 5° giornata di campionato non erano dei più rosei, è vero, ma il quadro complessivo delle difficoltà di cui l'incontro era denso, non basta a giustificare un perentorio 7 a 2 contro la Casertana, ora seconda in classifica e a una sola lunghezza dal Nardò, a quota 11 punti. La trasferta, le assenze di Pinto, Luzzi e Cantoro, il gap tecnico tra le due formazioni e i caotici risvolti societari dell'Ars et Labor intensificatisi negli ultimi giorni, risultano difatti insufficienti per la comprensione di un simile tonfo.

Il predominio dei padroni di casa si manifesta già al 7', quando su una corta respinta del portiere Laghezza, Solidoro, su un tentativo di respinta, butta il pallone sul compagno D'Arcante che non riesce ad evitare l'autogol. Il Grottaglie accusa il colpo e il pareggio di Mastronardi al 20', su punizione di De Angelis, è solo una breve parentesi biancazzurra all'interno di un monologo casertano che, dopo soli tre minuti, riprende in mano gioco e partita con i gol di Mortelliti e Majella che bucano una difesa grottagliese ormai in tilt. La partita è briosa, vivace, ma sono soprattutto le sbavature della retroguardia di mister Pizzonìa a regalare un simile spettacolo ai tifosi casertani che a pochi minuti dalla chiusura della prima frazione, fanno in tempo ad assistere al bellissimo gol del biancazzurro Cristofaro (un sinistro al limite dell'area che si infila sotto l'incrocio dei pali) e al secondo gol di Majella che portano il risultato sul 4 a 2 per la Casertana.

La ripresa, sia per il gioco che per i protagonisti in campo, non è che una riproposizione dei primi 45 minuti. Il ritmo cala, ma la musica non cambia e così al 67' arriva la cinquina della Casertana: Cortese, imbeccato da Dimatera, salta Laghezza e deposita il pallone in rete. A nulla portano gli innesti di mister Pizzonìa che vede i suoi ragazzi capitolare nuovamente sotto i colpi degli scatenati Majella e Cortese che fissano il risultato su un imbarazzate 7 a 2 e chiudono una partita forse mai realmente aperta dai giocatori grottagliesi.

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