Donatelli (Pd): Lettera aperta a Mimmo De Padova sul futuro dell'Arlotta

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Quando mancano un paio di settimane alla partenza del primo dei voli charter diretti a Medjugorje (24 ottobre, ndr), l'ex vice sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli, fa il punto della situazione sul futuro dell'aeroporto Arlotta in una lettera aperta indirizzata a Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto.

 
Nel corpo della missiva giunta in redazione i ringraziamenti del consigliere Donatelli al movimento, nuove proposte e la richiesta di una sempre maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni.
 
"Mimmo, sento l’esigenza di ringraziare te e tutto il Movimento per quello che state facendo per riattivare i voli civili dall’aeroporto “Arlotta” di Taranto Grottaglie. Il risultato conseguito con gli imminenti voli charter per Medjugorie è straordinario perché rompe un tabù e demolisce tutti gli alibi utilizzati da Aeroporti di Puglia. Come ho avuto modo di ribadire nella seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 23 settembre scorso, tutti insieme dobbiamo batterci per ottenere la restituzione delle risorse finanziarie destinate, ma scippate, a questo territorio. Non solo i 5 milioni per le nuove rotte, ma anche i 12 milioni che nel novembre 2005 la Regione ha destinato alla Provincia di Taranto per realizzare la viabilità nell’area aeroportuale e mai concretizzata. La sinergia istituzionale messa in campo negli ultimi tempi deve continuare con maggiore incisività. Ritengo di fondamentale importanza il lavoro svolto dai 5 consiglieri regionali che hanno votato l’ordine del giorno unitario sul Piano Regionale dei Trasporti a seguito della vostra tenace iniziativa e con il convinto unanime sostegno del Consiglio Comunale di Grottaglie. D’altronde gli impegni assunti dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, e dall’Assessore regionale ai Trasporti, Minervini, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010, sono stati quelli di recuperare le risorse finanziarie destinati a Taranto.
Ma bisogna fare attenzione perché, nella positività di quel documento, vedo anche l’insidia di spostare l’attenzione da quello che io ritengo sia il vero problema dell’aeroporto grottagliese. Mi riferisco al fatto che la piattaforma logistica aeroportuale realizzata, sulla base dell’Accordo di Programma del 2005, con un investimento di risorse pubbliche di 200 milioni, rimanga una sorta di cattedrale nel deserto anche nel caso di attivazione dei voli civili. E’ un’intollerabile spreco vedere la pista più lunga del sud Europa essere utilizzata saltuariamente solo dal Boeing che preleva le fusoliere dallo stabilimento Alenia. Altrettanto insopportabile la delusione causata dal fatto che, a fronte della manifestazione di interesse da parte della compagnia olandese KLM, la Regione non sia in grado di corrispondere realizzando le infrastrutture necessarie, mentre si parla di nuovi investimenti (anche per il cargo) per Bari e Brindisi. Eppure gli strumenti ci sono. Come il Piano Territoriale dell’Area Aeroportuale commissionato dalla Regione e redatto da Aeroporti di Puglia il cui Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto nel 2009 dal Presidente della Regione Puglia e dai Sindaci di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, Carosino e Provincia di Taranto. Un Piano che ha l’obiettivo di tutelare e sviluppare l’area aeroportuale e mettere a sistema il Porto di Taranto con l’Aeroporto di Grottaglie. Si concretizzerebbe così la intermodalità trasportistica e si svilupperebbero le due retroportualità che sono il luogo in cui le merci sono manipolate, etichettate e confezionate per essere trasformate in prodotti destinati ai mercati e, quindi, rappresentano il vero valore aggiunto allo sviluppo e all’occupazione. Pensiamo a cosa significherebbe l’attivazione dei voli cargo in termini di indotto e di occupazione. E allora continuate nel vostro prezioso lavoro, ma sforziamoci tutti insieme (Movimento ed Istituzioni) ad alzare il livello delle iniziative allo scopo di rendere finalmente fruibile l’aeroporto di Taranto Grottaglie vero strumento per lo sviluppo, non solo dell’’area jonica, ma dell’intera regione."
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Tagli ai treni jonici. Luciano Santoro: "Mercoledì 12 occupiamo simbolicamente la stazione di Taranto"

L’ennesimo taglio sul fronte dei trasporti in terra jonica, con la cancellazione degli ultimi treni Intercity, ha riacceso i riflettori sul "pesante isolamento perpetrato ai danni della provincia di Taranto, segno di un evidente federalismo a senso unico, che penalizza il Sud, per spostare risorse verso il settentrione".

A dichiararlo è Luciano Santoro, capogruppo provinciale del Partito Democratico, che lancia una importante iniziativa per riportare al centro del dibattito il Mezzogiorno del Paese.
"Questi ulteriori tagli che penalizzano ancora di più la provincia di Taranto, – sottolinea Santoro in una nota giunta in redazione – danno l’esatta dimensione di come Trenitalia consideri la nostra una provincia di "serie b". Ormai, come denunciato anche dall’on. Ludovico Vico nelle scorse settimane, ci troviamo di fronte alla marginalità più assoluta. Per questo mi associo non solo alle parole di Vico, - che nelle scorse settimane ha denunciato la marginalità assoluta alla quale è sottoposta la nostra provincia - ma anche alla richiesta del consigliere provinciale Cosimo Borraccino di offrire supporto tecnico a quei cittadini che vorranno unirsi per promuovere una class action nei confronti di Trenitalia. Ritengo però che vada lanciato un forte segnale politico. A tale proposito, mercoledì 12 ottobre alle ore 9, prima del consiglio provinciale già convocato, chiamo a raccolta amministratori locali e provinciali – sindaci, assessori e consiglieri – per occupare simbolicamente, in segno di protesta, il piazzale della stazione di Taranto. Spero che questa azione estrema serva a mettere ulteriormente in risalto una situazione vergognosa e inaccettabile, tanto più che siamo una delle province del mezzogiorno con il più alto numero di residenti e con uno sviluppo economico estremamente avanzato. Per questo, rivolgo inoltre alla Regione Puglia l’invito ad alzare la voce per far valere le nostre ragioni.
Oltre alla legittima richiesta di incontro con il Governo - conclude il capogruppo provinciale del Pd - credo che nei prossimi giorni servirà una mobilitazione forte e radicale – a partire dall’assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini - perché non è più tempo di accettare passivamente e sopportare scelte che interpretino un federalismo che penalizzi solo e sempre il nostro territorio".
 
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Annicchiarico - Donatelli: continua il botta e risposta. L'assessore ai LL.PP.: “L'ex vicesindaco conosceva i problemi”

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Sembra non avere fine la “querelle” tra Francesco Donatelli, ex Vice Sindaco e assessore all'urbanistica della giunta Bagnardi e Alfonso Annicchiarico, attuale assessore ai lavori pubblici della squadra targata Alabrese.
Uno scontro tutto interno al Partito Democratico, che conta di aggiungere pepe (e colpi di scena) alle vicende politiche della Città delle Ceramiche.
Nel corso del consiglio comunale tenutosi il 23 novembre, l’Assessore  Annicchiarico, ha risposto ad un'interrogazione avente ad oggetto “Lavori di messa in sicurezza idrogeologica del territorio”, proposta proprio da Donatelli.
“A seguito dell’incarico ricevuto dal Sindaco Avv. Ciro Alabrese, - ha rimarcato Annicchiarico in una nota stampa – analizzata la relativa documentazione ho avuto modo di constatare che la sospensione dei lavori di messa in sicurezza idrogeologica del territorio temuta dal consigliere Donatelli - come attestato dalla relazione prodotta in data 31.05.2011 dall’ex dirigente dell’Arch. Giovanni Narracci, in qualità di Responsabile Unico procedimento, afferente gli interventi in oggetto - per tre di questi lavori era già avvenuta tempo addietro, prima dell'insediamento di questa Giunta. Ne consegue che l'ex Assessore - ora consigliere – Donatelli, bene avrebbe fatto ad occuparsi e preoccuparsi prima di problemi già esistenti, per i quali si dice preoccupato, ma che avrebbe dovuto conoscere in quanto già palesatisi sotto la sua gestione amministrativa nel corso dello scorso mandato. Immediatamente ho dovuto farmi carico di dette problematiche ed unitamente al personale dell’Ufficio Tecnico ho posto in essere tutte le azioni necessarie per una ripresa dei lavori”.
Al termine dell’articolata relazione dell’Assessore Annicchiarico – conclude il comunicato - è arrivata la replica del Consigliere Francesco Donatelli, durante la quale è apparso palese l’imbarazzo dell’interrogante, arrivato a motivare la mancata conoscenza delle problematiche, con la giustificazione di essersi occupato dell’Assessorato all’Urbanistica e non di quello ai Lavori Pubblici”.
Dichiarazioni, queste, che non sono affatto piaciute a Francesco Donatelli, che forte dei suoi 400 voti e del ruolo di consigliere, con una nota giunta in redazione si è dichiarato “sorpreso da un attacco di tale natura”.
“Qualcosa non funziona nel rapporto tra Consiglio e Giunta Comunale – sostiene Donatelli - se l’Assessore Annicchiarico, a seguito della presentazione di una interrogazione, rivolge al sottoscritto un pesante e gratuito attacco sulla stampa e, in una forma inedita quanto grave, pubblicato addirittura sul sito istituzionale del Comune. Penso che di ciò dovrebbe occuparsene il Sindaco e il Presidente del Consiglio.
Questi i fatti. Il 3 agosto scorso ho presentato una interrogazione a Sindaco e Assessore in merito ai lavori di messa in sicurezza idrogeologica del territorio.
Ho spiegato nel Consiglio del 23 scorso che la presentazione di una interrogazione, lungi dall’essere interpretata con un atto di ostilità, è una forma di stimolo e di contributo al lavoro degli amministratori. È un diritto-dovere del Consigliere Comunale nell’esercizio delle sue funzioni ed è anche lo strumento che dà l’opportunità all’Amministrazione di parlare alla città di un determinato problema e di far conoscere gli adempimenti messi in atto per superarlo.
Bastava leggere l’interrogazione per capire che non è stata mossa alcuna critica, né addebitata alcuna responsabilità all’Assessore e alla Giunta.
Ho elencato una serie di motivi che, a mio parere, rischiano di bloccare o di non avviare alcuni importanti lavori che riguardano la sicurezza idrogeologica del territorio che vanno da discutibili interventi della Regione, alle difficoltà incontrate durante la procedura di esproprio delle aree fino alla mancata nomina, per alcuni lavori, del Responsabile Unico del Procedimento (RUP).
Ho semplicemente chiesto (come normalmente si fa con una interrogazione) di sapere, e quindi far sapere alla città, quale è lo stato di attuazione dei singoli procedimenti e quali azioni intende attivare l’Amministrazione Comunale per scongiurare i citati rischi che potrebbero condizionare la messa in sicurezza idraulica del territorio.
Nella risposta dai toni pesantemente ritorsivi, oltre ad informare sullo stato dei lavori e sulla nomina dei RUP (evidentemente anche a seguito della sollecitazione impressa dall’interrogazione), poco viene detto sulle future determinazioni della Giunta e nulla su di un importante lavoro di sistemazione del tratto di canale Madonna del Prato compreso tra la strada provinciale per Carosino e la strada provinciale per San Marzano.
Nonostante questo inquietante attacco alla mia persona, attendo fiducioso una risposta esaustiva nel merito, con la speranza che ci si renda conto che Consiglio Comunale e Giunta hanno, nei rispettivi ruoli assegnati dalla legge e dall’elettorato, l’obbligo di lavorare nell’interesse della comunità. Cosa che, con quella interrogazione, con pacatezza ho voluto fare”.
 
Parole di fuoco tra i due, compagni di partito ma forse troppo lontani al momento. Nuove puntate ci aspettano o qualcosa li riavvicinerà?
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