Ilva ed inquinamento: addio al piccolo Lorenzo

Non solo Taranto piange la scomparsa di Lorenzo Zaratta, il bambino di soli 5 anni appena compiuti al quale venne diagnosticato, solo tre mesi dopo la sua nascita, un tumore al cervello. Il coraggioso papà, Mauro, aveva commosso l'Italia intera quando ad una manifestazione contro l'inquinamento della città di Taranto, mostrò la foto del suo bambino in un letto di ospedale. "Nessuno può dimostrare il nesso di causalità tra il tumore di Lorenzo ed i fumi dell'Ilva" dichiarò lo stesso qualche tempo fa " ma la mia
famiglia lavorava lì ed i miei nonni e mia madre sono morti di tumore". Previsti nel pomeriggio, a Lama nella Chiesa "Regina Pacis", i funerali del piccolo.

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"Sud in Movimento": attiviamoci tutti a costruire un mondo libero e sostenibile

L'associazione "Sud in Movimento" da sempre attiva per la tutela dell'ambiente, anche quest'anno, con la IX Edizione de "la Notte dei Briganti" ripresenta la situazione disastrosa in cui si trova la nostra regione Puglia ormai da troppo tempo costretta a subire violenza esercitata dai giganteschi complessi industriali.

"Siamo costretti a ritornare sul binomio ambiente violentato e sfruttato, già trattato sin dalla prima edizione. Già allora facevamo i conti nei Comuni della Provincia con i guasti prodotti dalle grandi fabbriche insediatasi a Taranto sin dagli anni'60, dapprima con l'insediamento dell'Italsider, poi con la raffineria dell'Eni e la Cementir, "ospitando" nelle terre rosse tra Grottaglie e San Marzano, a Statte, a Lizzano, gli scarti di quel sistema, e non solo. Una grossa parte dei rifiuti tossici provenienti dall'intero complesso industriale italiano: dalla chimica alla petrolchimica alla farmaceutica smaltiti legalmente e illegalmente laddove ci fosse una cava da ricolmare, o un buco da riempire. Le discariche per rifiuti speciali, gli inceneritori, le fabbriche impattanti sulla salute delle persone sono tutti paradigmi, tutte espressione del sistema economico capitalistico. Che di fatto, godendo dell'assenza di vincoli politici e legislativi degni, hanno prodotto sui territori, con il passare del tempo, una serie di effetti negativi a cascata, tra cui vi sono sicuramente la sottrazione di risorse e il conseguente impoverimento delle comunità. Ciò che è più importante: nel nome del massimo profitto si è compromesso lo stesso diritto di sopravvivenza alle generazioni future. Sono stati violati i diritti dei lavoratori, e della salute, per tutti."

Infatti indagini ambientali ed epidemiologiche hanno riscontrato una compromissione dell'ambiente e dello stato di salute dei residenti di Taranto e tutti i paesi limitrofi. Tasso di mortalità ogni anno sempre più elevato. Le malattie dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e tanti altri malanni, colpiscono ogni anno sempre più persone inclusi anche i frugoletti nati già con problemi di salute e/o con difetti congeniti dovuti proprio alla presenza delle industrie che inquinano l'ambiente attraverso l'emissione dei tanti agenti chimici.

"Crediamo siano necessari interventi adeguati ed immediati che affrontino la crisi in questione nella sua interezza e complessità, trovando soluzioni in grado di coniugare le diverse dinamiche economiche e sociali, contrastando quella logica del ricatto occupazionale, che impedisce l'edificazione di un altro modello di sviluppo. Il caso dell' Ilva di Taranto è un esempio emblematico, ma non il solo, di sfruttamento ambientale e sociale; è un impianto altamente inquinante, come tantissimi altri in Italia, che ha devastato le risorse naturali di un intera provincia, ma è soprattutto parte di un sistema consolidatosi nel tempo, che ha aggredito molteplici aspetti delle nostre esistenze. L' emergenza sanitaria che affrontiamo quotidianamente è solo uno dei tanti riflessi, delle tante drammatiche conseguenze del modello iper - liberista che ci dice che non ci sono alternative: all'accrescimento delle patologie tumorali, cardiopatiche e respiratorie, all'aumento del 21% delle percentuali delle morti infantili a Taranto (stando al recente studio "Sentieri" condotto dall'Istituto Superiore di Sanità), alla devastazione dei territori."

"A tutto questo diciamo basta."

"Pretendendo e rivendicando il diritto a una sanità libera da limiti di accesso, che non subisca nuovi tagli strutturali, e che sia capace di contribuire allo sviluppo dei fondamentali livelli di prevenzione e assistenza. All'altro dramma correlato a un sistema economico ormai guasto, quello della disoccupazione giovanile e femminile capace di incidere con violenza nella società, impedendo qualsiasi forma di relazione economica svincolata da speculazioni e sfruttamento, pretendiamo nuove forme di produzione sostenibili attuabili attraverso la rivendicazione del Reddito di base, strumento principe capace di contrastare clientelismo, malaffare e speculazione, e restituire dignità alle vite di ognuno di noi.

A partire da ciò, vogliamo contribuire a costruire un'altra società, un altro mondo possibile.

Negli ultimi anni, tuttavia, la crisi ambientale che attraversa l' intero Paese - da Nord a Sud - ha svolto una duplice funzione: se da un lato ha palesato l' esistenza di un complesso sistema di speculazione, pubblico e privato, a danno dei territori, (come ormai da più parti, ormai, è stato riconosciuto), contemporaneamente ha innescato la costruzione di una nuova partecipazione collettiva di opposizione a tali fenomeni. Un po' in tutta Italia si sono costituiti nuovi comitati, reti, movimenti e realtà associative che tutte insieme formano un nuovo modello di partecipazione politica dal basso, denunciando quotidianamente i tanti casi di inquinamento e contaminazione presenti nel nostro Paese e dimostrando che nessuna Regione è immune dagli scempi."

Negli ultimi decenni le gravi condizioni ambientali in tutto il pianeta hanno fatto sì che si creassero gruppi e associazioni impegnati in campo ecologico.

"Ne è esempio l'esperienza di Stop Biocidio, nata in Campania e poi diffusasi nel Lazio e in Abruzzo, che guardiamo con interesse, come esempio virtuoso, di come, cioè, l' unione tra i vari comitati provinciali abbia determinato il risveglio di una coscienza collettiva, capace di oltrepassare i confini geografici regionali e realizzare un movimento di protesta nazionale.

Anche in Provincia di Taranto, anche in Puglia, vogliamo fermare il biocidio: il costante e criminale sterminio di esseri umani attraverso lo sfruttamento affaristico dell' ambiente. Non è una interpretazione apocalittica della realtà, è la condizione causata da decenni di malaffare."

Biocidio letteralmente sta a indicare "strage di animali". In realtà il biocidio si ricollegherebbe a ogni tipo di "delitto contro la vita" riferendosi agli umani, agli animali che all'ambiente stesso, da non confondere con i biocidi ovvero "i principi attivi e i preparati contenenti uno o più principi attivi, presentati nella forma in cui sono consegnati all'utilizzatore, destinati a distruggere, eliminare, rendere innocui o impedire l'azione o esercitare altro effetto di controllo su qualsiasi organismo nocivo con mezzi chimici o biologici" dal Decreto Legislativo n.174 del 35 Febbraio del 2000.

"Di fronte ad un' emergenza sanitaria, ambientale ed economica di una così grave entità, come Sud in Movimento, al pari dei comitati che lottano contro discariche ed inceneritori presenti nella Provincia di Taranto, riteniamo che qualsiasi nuova forma di ingiustizia sociale ed ambientale debba essere bloccata perché non è accettabile, per nessun motivo, che alla nostra terra assieme ai popoli che la abitano venga anche tolta la dignità e la possibilità per poter riemergere. Di autodeterminarsi, per costruire una società più equa e giusta, dove ogni individuo non sia più un automa vittima dello schiavismo capitalista, ma una persona libera di esprimersi cooperando col resto della comunità."

Avendo come esempio l'impegno e la volontà di ogni membro facente parte di "Sud in Movimento" tutti noi cittadini dovremmo sentirci coinvolti nelle politiche di governo del territorio e agire tutelando la natura, stando sempre attenti a cosa potremmo causare con le nostre tante azioni giornaliere. Dovremmo iniziare a corregere le nostre abitudini, iniziando con piccoli accorgimenti, gettando per esempio, in un apposito cassonetto un qualsiasi oggetto che volentieri avremmo buttato a terra (processo divenuto ormai consuetudine a Grottaglie, un po' per pigrizia, un po' per inciviltà ma soprattutto per la mancanze di cassonetti presenti in paese in minima quantità).

"Il miglioramento continuo è meglio della perfezione in ritardo" (Mark Twain)

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Riva e Capogrosso: revocato l'obbligo di dimora

I giudici del Riesame di Taranto, Incalza, De Cristofaro e
De Michele hanno revocato l'obbligo di dimora per l' ex Presidente dell' Ilva, Nicola
Riva e per l'ex Direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, il quale era
sottoposto anche al divieto di espatrio. I due, vennero arrestati il 26 luglio 2012 insieme al patron dell'Ilva Emilio Riva, morto lo scorso 29 aprile, perché accusati di disastro
ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e per non aver osservato le norme di sicurezza contro gli infortuni sul posto di lavoro. Decisione presa per carenza di esigenze cautelari.

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Giuseppe Massafra nuovo segretario Cgil

" Sono onorato di aver ricevuto la responsabilità di guidare
la CGIL di Taranto. Una responsabilità particolarmente impegnativa in un
territorio difficile, a partire dalla vicenda Ilva". " Taranto fa parte di un
territorio che ha delle grandi potenzialità per potersi riscattare" ed ancora"
Per la difesa del lavoro occorre coesione. I lavoratori ed i cittadini, per la
CGIL sono la stessa cosa ed i diritti degli uni non devono risultare in
conflitto coi diritti degli altri".

Queste le parole del discorso di insediamento di Giuseppe
Massafra, 34enne padre di un bimbo di pochi mesi, nuovo Segretario generale
della CGIL di Taranto.

Eletto dal Comitato Direttivo della CGIL nel pomeriggio del
21 luglio scorso con 52 voti favorevoli, 3 astenuti e 4 contrari.

Inoltre ringrazia il Segretario uscente, Luigi D'isabella, per aver creduto in lui.

Giovane e con tanta voglia di fare. In bocca al lupo.

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Ilva: operai intossicati da fumi

Ancora emissioni, ieri, alla colata numero 5 dello stabilimento Ilva di Taranto.
Fumi nocivi che hanno costretto gli operai a chiedere l'intervento dell'infermeria.
Un lavoratore inoltre è stato trasportato d'urgenza nel presidio sanitario della fabbrica.
Pietro Vernile, delegato UILM delle aree acciaierie e grf (dove vengono trattate le scorie delle acciaierie) ha scritto al direttore dello stabilimento, ai capi area, ai capi reparto ed ai responsabili delle relazioni industriali denunciando la situazione e ricordando loro che la struttura non dispone ancora di un impianto di aspirazione idoneo. Funzionante e potente.
A tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori lo stesso Vernile, giorni fa, insieme al collega Alessio Vezzoli pose all'azienda il problema dell'impianto della triturazione del legname, appartenente all'area pca dello stabilimento, ovvero dove si caricano i materiali.
Tale impianto, sequestrato nel 2009 dalla magistratura, a 5 anni dal provvedimento si trova ancora nella necessità di essere coperto e bonificato. Essendo pieno di traversine ferroviarie destinate alla triturazione risulta essere infatti altamente nocivo.
Situazione intollerabile per la salute dei lavoratori e per l'ambiente anche perché basterebbe una semplice pioggia a far finire queste sostanze nel sottosuolo.

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Ilva: Ronchi lascia

" Considero la mia esperienza conclusa. Lascio con lo stato d'animo sereno per un evidente divergenza. Col decreto di ieri il Governo non ha intrapreso i passi giusti per continuare sulla strada avviata".
Con queste parole Edo Ronchi si dimette da sub commissario per il risanamento ambientale dello stabilimento Ilva di Taranto.
Pare che la causa di questa decisione, annunciata ieri dal Ronchi, sia stata l'approvazione del Decreto del 10 luglio scorso da parte del Consiglio dei Ministri, che non permetterà di usare i soldi dei Riva, neppure quelli sequestrati dalla magistratura milanese. .
Inoltre, secondo il Ronchi: " Chi inquina paga" e "quando c'è inquinamento ed il privato non interviene, l'ordinamento impone allo Stato di risanare il danno ambientale iniziando poi un'azione di rivalsa contro chi l'ha provocato".
Ed ancora: " Lo Stato potrebbe intervenire con un mutuo trentennale, o magari con la Cassa Depositi e Prestiti dato che se non si copre il buco ambientale sarà difficile trovare nuovi azionisti".
Qui si parla di un pezzo di economia ma il Governo pare abbia scelto una strada diversa.
Certo del suo lavoro effettuato in questo anno da sub commissario, il Ronchi si dichiara dispiaciuto per non aver potuto continuare sulla strada tracciata che, anche grazie ad un gruppo di interni dell'azienda, aveva avuto qualche buon risultato.
Problema ambientale ancora irrisolto.
Delusi i sindacati. Delusa Legambiente. Delusa Taranto.

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Ilva: oggi quattro ore di sciopero

Sarà giorno di sciopero oggi all'Ilva.
Protesta indetta dai sindacati metalmeccanici FIM, CISL, FIOM CGIL e UILM UIL per sollecitare il Governo a dare risposte sul futuro dell' azienda.
Quattro ore di astensione dal lavoro alla fine del primo e del secondo turno con manifestazione all' esterno dello stabilimento.
Previsto, inoltre, per domani un incontro tra Confindustria, il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ed il Commissario Piero Gnudi. Presente all'incontro anche il Presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo.
Sul tavolo, l'argomento accessibilità ed utilizzabilità dei fondi (1,7 miliardi) che mesi fa la Procura di Milano sequestrò ai Riva (accusati di reati fiscali e valutari) ai fini del risanamento ambientale dell'Ilva.
In base alla Legge Ilva-Terra dei Fuochi del 6 febbraio 2014 (recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali ed industriali) il Commissario Ilva può chiedere all'autorità giudiziaria lo svincolo delle somme sequestrate ma la procedura non sembrerebbe avere carattere immediato rispetto alla situazione d'urgenza in cui versa l'azienda.
Speriamo bene in una soluzione.

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Ilva: dati di mortalità in aumento

Dopo stipendi non pagati, produzione diminuita del 50%, rinvio del processo per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale che coinvolge una cinquantina di imputati tra i quali Nichi Vendola, lo scorso 4 luglio è arrivata anche la triste conferma da parte dell' Istituto Superiore della Sanità che, sempre all' ombra dell' Ilva, a Taranto vi sono eccessi di mortalità tra gli adulti e peggio ancora, la mortalità infantile è maggiore del 21% rispetto alla media regionale.
I dati di ospedalizzazione per tumore al polmone, mesotelioma della pleura e malattie respiratorie acute e croniche riferibili a contaminanti ambientali sono sconfortanti.
Su questo argomento si è espressa la Consigliera Regionale del PD, Anna Rita Lemma la quale focalizza l'attenzione sull'importanza di potenziare il sistema sanitario ionico (carente attualmente anche di personale), con particolare riferimento al reparto di neonatologia.
Scottante il dossier Ilva anche per il Governo Renzi.
Si faccia qualcosa.

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Ilva: sciopero generale dell'11 luglio sospeso

Si è tenuto, mercoledì 2 luglio, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma il primo confronto tra i sindacati ed il commissario governativo per l'Ilva Piero Gnudi.
Nonostante quest'ultimo abbia garantito che a luglio saranno pagati gli stipendi di giugno ai dipendenti ( la quattordicesima slitterà invece ad agosto) per le segreterie nazionali e provinciali di FIOM CGIL, FIM CISL E UILM l'incontro ha avuto esito negativo.

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