Maledetta fortuna o beata fortuna?

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Quello che andrò a dirvi vi sembrerà assurdo ma, vi assicuro, è tutto vero. È luogo comune credere che alcuni sogni, esaudibili con una bella vincita, rimangono nel cassetto ma, è anche vero, che molti rimangono nel cassetto dello Stato. Negli ultimi anni gli italiani hanno dimenticato di ritirare vincite al gioco per un bel totale di 173,7 milioni di euro. Iniziamo con la cara Lotteria Italia: ammonta a circa 17 milioni di euro il 'debito' che gli scommettitori tricolori hanno dimenticato di incassare negli ultimi tre anni. Nel 2010 i premi di vario taglio no reclamati furono circa 4 milioni. A queste originali distrazioni va ad aggiungersi gli svarioni legati ad altri giochi come il Superenalotto e il Lotto. Come mai succede? Probabilmente il tempo che passa fra giocata ed esito è molto quindi è più facile dimenticarsi o perdere il biglietto. Che fine ha fatto il tesoretto? Al giorno d'oggi le somme non ritirate confluiscono nell'Erario, finanziando varie attività; un sistema questo più equo rispetto a quello presente fino a qualche anno fa, quando i premi venivano ridistribuiti come premio ai dipendenti degli enti gestori. Lo Stato dal canto suo, informa in maniera no chiara che comporta un problema di informazione, visto che la maggior parte della gente non sa come e quando incassare le vincite. Così nel 2005 , una risoluzione della Commissione Finanze (a firma dell' On. Benvenuto) impegnava il Governo a introdurre forme efficaci di pubblicità sui mezzi di informazione di massa sulle vincite non riscosse, ma sinceramente i risultati non sono stati quelli auspicati. Come si può ben capire i furbetti tutto 'sto giro di soldi ha fatto alzare le antenne. La combriccola di furbetti, titolari di un agenzia autorizzata dall' Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (Aams), pur non essendo in possesso dei biglietti fortunati, attraverso un apposito software che evidenziava i tagliandi vincenti non riscossi in prossimità della scadenza dei 90 giorni, inseriva manualmente il codice identificativo del talloncino magico e incassava i soldi. I tempi della riscossione sono: ci sono tre mesi per dichiararsi titolare del biglietto fortunato; molti tra gli ''smemorati'' sono quelli che aspettano troppo tempo per la riscossione. Le modalità sono diverse da gioco in gioco, e per i veri malati della scommessa è meglio avere sempre con se uno schemino. A godere è unicamente lo Stato che si crogiola tra Enalotto, lotterie, gratta e perdi e allibratori vari: quella del gioco d'azzardo è la quinta industria italiana dopo Fiat, Telecom, Enel, Ifim. Il settore è in forte aumento e cresce a ritmo del 13% all'anno, con 53 miliardi di euro puntati solo nel 2009. Un aumento imputabile specialmente al raddoppio del Gratta e Vinci e all' aumento del 22% delle macchinette, che garantiscono un gettito di ben 2,2 miliardi. L' Italia, a fine 2009, si collocava al terzo posto fra i paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e Regno Unito. Le ricerche internazionali condotte per accertare il numero di giocatori patologici stimano dall' 1 al 3% la popolazione vittima del gioco patologico. In Italia ciò equivale a 700.000 persone. Il gioco d'azzardo può diventare per alcuni una vera patologia, detta 'azzardo patologico' che spinge a giocare in maniera compulsiva, spesso tanto più forte quanto più alta è la posta. Il disturbo è guaribile attraverso un'adeguata psicoterapia. Le persone colpite conoscono come funzioni il mondo d'azzardo, continuando a giocare senza riuscire a fermarsi, finché dilapidato tutto ciò di cui dispongono. Il dato più allarmante riguarda il gioco d'azzardo e minorenni. Dal 2008 al 2010 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni, che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta nell'ultimo anno è aumentata dal 40% al 47%. L' aumento maggiore è fra le ragazze, passate dal 29% al 36%, tra i maschi il fenomeno cresce dal 53% al 57%. tra questi, nonostante il divieto di legge, circa 550.000 sono minorenni, ovvero il 43% dei minori scolarizzati. Dai numeri emerge più la tendenza a giocare più nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Centro e Nord. Sono ''Gratat e Vinci'', lotterie istantanee, scommesse sportive, lotto e superenalotto, nell'ordine i giochi in denaro maggiormente praticati dagli studenti. Un vero esercito. Facciamo un passo indietro, la prima lotteria italiana organizzata fu quella di Tripoli. Tutto iniziò nel 1933 in Libia, quando Mussolini trovò il modo di riempire le casse statali abbinando un'estrazione alla gara automobilistica del Grand Prix di Tripoli. Nel '35, con Reggio Decreto il Ministero delle Finanze istituì il settore delle lotterie nazionali. Ma, il vero boom coincide con l'abbinamento televisivo, negli anni '70, con le Canzonissime di Corrado, Carrà, Baudo, o quando a dare i numeri c'era la coppia d'eccezione Mondaini-Vianello, nella trasmissione di ''Io e la befana'', 1978-79. Bene, scommetto che da ora in poi starete attenti alle scadenze.

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