Il Grottaglie piange la morte di Giuseppe Ciracì

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Attraverso un comunicato stampa apparso stamane, la società Ars Et Labor Grottaglie, a nome del direttore generale Angelo Annicchiarico, piange l'improvvisa scomparsa dell'ex presidente Giuseppe Ciracì, morto ad 82 anni a causa di una caduta, probabilmente da un'impalcatura nei pressi di una sua vecchia sede a Taranto. "Uomo di sport, uno dei fondatori dell'Ars Et Labor Grottaglie nel lontano 1962, uomo leale e generoso": così viene ricordato dal sodalizio di Via Aldo Moro, che si stringe attorno al dolore dei familiari di Ciracì.

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Ars et Labor: il Grottaglie e' salvo! Sara' ancora serie D!

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Salvi! I ragazzi di Pizzonìa battono il Real Nocera di Montalbano e riagguantano una serie D che in questi play out sembrava essersi allontanata. Al D'Amuri va in scena una vittoria che sa di impresa: il Grottaglie vince (era l'unico risultato possibile per salvarsi) nonostante il vantaggio della squadra nocerina già al 12' e l'errore dal dischetto di De Angelis. Vince grazie alle reti di Lenti e D'Angelo che ribaltano il risultato e scacciano via le tenebre di una retrocessione. 

Al D'Amuri, per il grande appuntamento, presenti anche il Sindaco Ciro Alabrese e il presidente Ciracì, oltre a circa 1200 spettatori a gremire gli spalti come non accadeva da troppo tempo. 

L'approccio iniziale del Grottaglie è di quelli pessimi, soprattutto se si tiene in conto di cosa ci si sta giocando. I padroni di casa sono contratti, probabilmente risentono della tensione e si fanno trovare impreparati già al 12' quando il tiro - cross di Polichetti sorprende tutti e porta il Real Nocera sull'uno a zero. Inizio peggiore non poteva esserci. La già precedente "condanna" alla vittoria dell'Ars et Labor diventa così più pesante, con i grottagliesi costretti a raggiungere prima il pari e poi l'eventuale gol della rimonta, stando sempre con più di un occhio in difesa. 

Il Grottaglie però reagisce e dopo appena 4 minuti dal gol incassato, guadagna un rigore quando Nucera (poi ammonito) strattona De Angelis in area. Rigore. Sul dischetto ci va proprio il numero 9 grottagliese, ma il Montalbano intuisce e para. I ragazzi in maglia biancazzurra non demordono e di nuovo Nucera al 23' offre una grossa mano alla causa grottagliese entrando duro su D'Arcante e  rimendiando il secondo giallo della gara, con conseguente espulsione. L'allenatore dei campani corre ai ripari richiamando Longo e affidandosi a Caraviello per riformare una difesa a quattro, mentre Pizzonìa prova ad approfittarne avanzando Pinto e portando Scalese nel ruolo di seconda punta. I grottagliesi ritemprati dalla superiorità numerica, crescono e vanno in gol al 44' con D'Angelo che però è in posizione di fuori gioco e vede annullarsi la rete. 

Al rientro dagli spogliatoi, Pizzonìa opera subito due cambi, inserendo Lenti e Lucà per D'Arcante e Cantoro. La gara diventa un monologo biancazzurro, la mole di gioco prodotta porta i suoi frutti al 57' quando il nuovo entrato Lenti ci prova dalla distanza, e complice una deviazione, mette a segno il gol del pareggio. Il D'Amuri esplode e il Grottaglie ritorna ufficilamente in corsa per l'ultimo posto rimasto in serie D. Il forcing prosegue senza sosta e a 6 minuti dal termine l'ottavo corner grottagliese è decisivo: batte Lenti che sul secondo palo trova D'Angelo che anticipa tutti e insacca. E' 2 a 1 per il Grottaglie. Il Real Nocera ha ben 8 minuti di recupero a sua disposizione, ma gli jonici resistono e rischiano addirittura il terzo gol con De Angelis che, con Montalbano in area grottagliese, ci prova dai 35 metri ma manca di poco la porta sguarnita. 

Al triplice fischio, via le tensioni, le paure e il cardiopalma, spazio alla gioia per un Grottaglie finalmente salvo che sarà ancora lì, l'anno prossimo, tra le formazioni storiche della serie D. 

 

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Ars et Labor, un pareggio che brucia!

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Vittoria solo accarezzata per il Grottaglie. Contro i penultimi dell’Angelo Cristofaro, i ragazzi di mister Pizzonìa devono accontentarsi di un solo punto che porta i biancazzurri a quota 17 e sempre ad un passo dalle zone più tranquille della classifica, quelle che sancirebbero la salvezza immediata dei biancazzurri.
I gol, tutti nel primo tempo, dei grottagliesi D’Arcante e Fraschini (il primo con un tiro deviato, il secondo con un rigore sfruttato) portano l’Ars et Labor al pieno controllo del match e con l’andare dei minuti la messa in sicurezza dei tre punti sembra essere solo una formalità da poter sbrigare nel secondo tempo. Ed è proprio alla ripresa che tutto sfuma. Il Grottaglie viene meno sul piano della concentrazione, considerando forse già chiusa la partita, lascia ai lucani spazi e tempi per la reazione che, puntuale, arriva per mano di Dama: l’attaccante indossa le vesti di trascinatore e mette a segno una doppietta che annulla il vantaggio grottagliese e a fine gara aumenta i rimpianti per aver gettato due preziosissimi punti in una delle occasioni più ghiotte.
Con un successo, infatti, il l'Ars et Labor avrebbe scavalcato l’Internapoli e avrebbe dato una boccata d’ossigeno e un assaggio di serenità ad una squadra e una società sempre più in affanno, consumate dalle ultime notizie di uno smantellamento generale della rosa che porterà i giocatori di maggiore spicco ed esperienza ad abbandonare il Grottaglie che quindi, per volere del presidente Ciracì, si affiderà unicamente alla categoria juniores.

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D'Addario patron del Grottaglie: sogno o realta'?

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L'ipotesi è di quelle suggestive e, più concretamente parlando, anche di quelle risolutive, visti gli enormi problemi societari biancazzurri. Enzo D'Addario, presidente del Taranto protagonista del girone A nella Lega Pro, pare infatti stia trattanto da circa due settimane l'acquisto dell'Ars et Labor, "sollevando" in questo modo dall'incarico l'attuale patron della società biancazzura Ciracì, che quest'estate aveva palesemente dichiarato la volontà di abbandonare. A sostegno di D'Addario (originario di Grottaglie), l'imprenditore Pino Settanni (ex Ecolevante) che detiene il 15% delle quote dell'Ars et Labor e che verrebbe poi "promosso" come componente del consiglio di amministrazione dell'AS Taranto. Un appoggio reciproco, tra i due, che se andasse a buon fine, renderebbe il Grottaglie  una società "satellite" dei rossoblù, una sorta di "vivaio" d'alto livello dove poter far crescere i ragazzi più talentuosi per poi poterli inserire tra le prime linee del Taranto.

Una soluzione che potrebbe (il condizionale è d'obbligo in virtù anche delle enormi difficoltà economiche dei rossoblù) togliere il Grottaglie dalla crisi nera di quest'ultimi mesi, dove si sono susseguite notizie di nuovi pseudo-presidenti (dal duo Rossini-Notaristefani al salentino Fiorentino) poi puntualmente dissoltesi in una bolla di sapone, e a cui va ad aggiungersi un campionato sino ad ora giocato in affanno dai ragazzi di mister Pizzonìa fermi a 12 punti dopo ben 13 giornate.

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Grottaglie - Ciracì. La storia continua?

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Punto e a capo. Nonostante le chiare intenzioni del presidente Ciracì di passare il testimone e a dispetto delle trattative aperte in estate per la cessione della squadra, la situazione societaria grottagliese è ritornata al suo stato primordiale e l'organigramma dell'Ars et Labor continua ad essere delineato a matita. I contorni della questione appaiono infatti fortemente incerti e in un simile clima di perenne instabilità, i risvolti imprevedibili sono all'ordine del giorno, risultando scontati.

Solo fino a pochi giorni fa sembrava mancare l'ufficialità del leccese Damiano Fiorentino a capo del Grottaglie ma, nel giorno stesso della presentazione alla stampa della nuova dirigenza, tutto è saltato "per impraticabilità della trattativa riguardante la posizione debitoria" - si legge in una nota dell'imprenditore salentino - "ormai siamo arrivati al punto, io e i miei fratelli, di non voler più concludere l'accordo col presidente Ciracì". Da quasi patron a perfetto estraneo, Fiorentino, e da quasi estraneo a di nuovo presidente, Ciracì. Non solo formalmente, perché la presenza di quest'ultimo al D'Amuri durante l'allenamento sostenuto ieri dal Grottaglie potrebbe far pensare a un gesto portatore di un significato: il riappropriamento della squadra. Ma solo il tempo con i suoi successivi sviluppi potrà dare l'esatta interpretazione di un presidente che ritorna sullo stesso terreno che aveva volutamente "allontanato" in segno della sua volontà di chiudere quell'esperienza calcistica.

Intanto, la partitella giocata ieri dall'Ars et Labor contro la Juniores allenata da Bosco, si è chiusa sul risultato di 5 a 0, con le doppiette di De Angelis, Pisano e un gol del capitano Solidoro. Tutto questo in vista del match casalingo di domenica, che vedrà i ragazzi di Pizzonìa affrontare la capolista Nardò. Partita fondamentale, per la caratura dell'avversario e in particolare per quei tre punti che darebbero respiro ad una classifica che vede un Grottaglie in affanno e al penultimo posto, con 4 miseri punti raccolti in 5 partite. Ma anche il morale necessita di un'iniezione di autostima, perché pesantemente messa a repentaglio da una trama societaria che pare non conoscere la parola fine.

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"Nuova" Ars et Labor: bluff o semplice intoppo?

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Pareva mancare solo l'ufficialità, sembrava tutto in dirittura d'arrivo, ma la corsa alla ridefinizione e al completamento del quadro societario del Grottaglie nel primo pomeriggio di ieri ha subito un'improvvisa e imprevista battuta d'arresto. Allo stadio D'Amuri, infatti, la conferenza stampa organizzata per presentare alla stampa locale il progetto di Fiorentino e soci si è conclusa con un nulla di fatto e rimandata a data da destinarsi (probabilmente alla prossima settimana). Del repentino cambio di programma, squadra e staff tecnico sono stati personalmente informati da Marrone prima che si disputasse l'amichevole contro il Real Statte di Panarelli, squadra di Seconda categoria, terminata col risultato di 3 a 1 per il Grottaglie di Pizzonìa. "La conferenza - precisa Antonio Marrone (attualmente responsabile unico della società e delle trattative riguardanti la cessione, come deciso da Ciracì) - è stata rinviata per un fatto di opportunità. Ci sono dei profili burocratici che devono essere messi a posto. Una volta sistemati non avremo problemi a consegnare la società al signor Fiorentino".Parole dense di un tentativo di rassicurazione e intenzionate a spazzare via quei dubbi, legittimi, di tifoseria e stampa, che qualcosa sia andato storto. "Bisogna solo attendere che gli adempimenti siano ottemperati" sintetizza Ciracì. Dichiarazioni di routine a cui vanno affiancate quelle successive, e decisamente meno retoriche, di Marrone ha colto l'occasione per rispondere al comunicato stampa diffuso dal duo Notaristefani - Rossini, fino a qualche giorno fa ancora in piena corsa per l'acquisizione della società biancazzurra: "Quando ci siamo incontrati, il sottoscritto, con Fanigliulo, Notaristefani e l'avv. Buccoliero che rappresentava Rossini, ci siamo detti che il contenuto sarebbe dovuto rimanere privato, invece ho potuto leggere le dichiarazioni rilasciate dai due, i quali hanno sostenuto che esisterebbe una situazione debitoria e che non vi sono garanzie che la stessa ricada sui potenziali acquirenti. I fatti dimostrano che il presidente Ciracì non solo ha portato a termine quattro stagioni con risultati apprezzabili ma anche che nessuno avanza alcun credito nei suoi confronti". Un tono, quello del manager biancazzurro, che si fa più tuonante quando esterna la sensazione che "il fare riferimento a garanzie che Ciracì avrebbe dovuto prestare sia solo un tentativo di creare una cortina fumogena. Forse da parte loro non c'era la reale volontà di rilevare la società". Il discorso si sposta poi sulla parte economica nel momento in cui Marrone dichiara che "l'offerta di Notaristefani e Rossini era inferiore all'importo richiesto, nonostante fossero stati adeguatamente informati". Così, quella che doveva essere la giornata di Fiorentino e del suo staff, è diventata l'occasione di precisazioni, chiarimenti e affermazioni consolatorie, che hanno avuto la loro conclusione col ringraziamento del manager grottagliese per i giocatori che "a dispetto della situazione delicata, stanno indossando la maglia biancazzura con dignità ed orgoglio".

 

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Grottaglie, Pasculli nuovo allenatore?

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Comincia a prender forma il nuovo Grottaglie di Damiano Fiorentino. Stando a indiscrezioni, il primo innesto tecnico del dopo Ciracì sarà l'allenatore Pedro Pasculli che siederà sulla panchina biancazzura prendendo il posto che apparteneva ad Enzo Pizzonìa. Pasculli, campione del mondo da giocatore nel 1986 con la sua nazionale, ha allenato nell'ultima stagione il Paternò, militante nell'Eccellenza siciliana. Tra i suoi precedenti in panchina figurano il Toma Maglie (Eccellenza pugliese), il Verbania (serie D) l'Horatiana Venosa (con cui ha ottenuto una promozione in serie D), la Dinamo Tirana (Prima divisione albanese) prima come allenatore e successivamente come direttore tecnico, e anche la nazionale dell'Uganda e quella italiana di beach soccer. Un ventaglio di esperienze che si spera possa portare nel lungo termine (ma possibilmente anche nel breve) i propri frutti su un campo che da troppo tempo pare essere diventato sterile.

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Ars et Labor, cambio al vertice

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Ciracì lascia, Fiorentino subentra e la cordata Notaristefani-Rossini presa in controtempo. E tutto questo a campionato ormai in corso. E' questa la conclusione della trama societaria grottagliese che ha portato l'imprenditore leccese Damiano Fiorentino ad assicurarsi il posto più alto nella gerarchia del Grottaglie calcio. Un cambiamento di scenario certamente previsto, perché volutamente espresso dall'ormai ex presidente Giuseppe Ciracì che sin dal maggio scorso (e dopo quattro stagioni di serie D) aveva affidato al dg Antonio Marrone la gestione della società e delle trattative che avrebbero poi concretizzato il passaggio di consegne, ma paradossalmente inatteso perché nulla avrebbe lasciato presagire un finale così fulmineo e con un protagonista, Fiorentino, completamente nuovo ai colori e al tifo biancazzurri soprattutto quando ci si era abituati ai nomi (e forse anche all'idea) del duo Notaristefani - Rossini. L'ex vice presidente del Martina e il ristoratore grottagliese, che avevano inizialmente mosso i primi passi autonomamente per poi unirsi in un'unica cordata, hanno infatti cercato più volte (invano) di trovare un accordo con la vecchia gestione societaria che li portasse alla definitiva acquisizione dell'Ars et Labor, come testimonia il comunicato stampa dei due che recita testualmente: "Abbiamo appreso dagli organi di stampa, in data odierna (il 28 settembre, ndr), che l’Ars et labor Grottaglie ha un nuovo proprietario.Come è noto, chi scrive da tempo aveva avviato delle trattative per rilevare la società e fino all’altro ieri c’è stato un ulteriore incontro nel tentativo di avvicinare le parti. Se tali trattative non si sono concluse positivamente ed in breve tempo, ciò è dovuto al fatto che la controparte ha dapprima avanzato richieste  da noi ritenute esorbitanti. Poi, quando si è arrivati a cifre più ragionevoli, tra l’altro a campionato abbondantemente iniziato, lo scoglio maggiore non era tanto dovuto alla cifra occorrente per rilevare la società, quanto piuttosto alla pesante situazione debitoria dell’Ars et Labor Grottaglie. Sono mancate, in altri termini, le garanzie sufficienti affinchè tale situazione debitoria non ricadesse sulle spalle di chi si candidava, come i sottoscritti, a rilevare la società. Probabilmente, ai nuovi proprietari tali garanzie sono state concesse o forse non sono state ritenute necessarie. In ultimo, quello che ci sentiamo di dire ai tifosi e agli sportivi grottagliesi è che noi volevamo fare le cose per bene e con la massima serietà e che pertanto auguriamo alla nuova società i migliori successi sportivi".

Ma questa è già storia passata, il presente è ora Damiano Fiorentino, 44enne imprenditore edile originario di Cavallino, che nell'arco di soli pochi giorni (i primi contatti tra le parti risalgono a sabato 24 settembre) ha rilevato la società mettendo la parola fine ad una situazione che si trascinava ormai da tempo e che non mostrava i segni di una conclusione imminente contribuendo ad infervorare gli animi di quel tifo grottagliese ormai stanco del clima di incertezze che aleggia attorno alla squadra.

 

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