La parola al cittadino: un grottagliese emigrato risponde all' Ass. Donatelli

Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dichiarazioni di un grottagliese, da anni residente a Milano, circa l'articolo "L'Assessore Donatelli: Basta al linciaggio mediatico sulle  chianche" da noi pubblicato lo scorso 27 febbraio.

"Buongiorno dott.ssa Miglietta, mi preme rispondere all' articolo pubblicato su grottaglie24.it ed in particolar modo alle dichiarazione dell' assessore Donatelli che non ho il piacere di conoscere. Ma prima di rispondere alle sue dichiarazioni credo sia necessaria una breve presentazione: mi chiamo S.S. e sono nato ed ho vissuto a Grottaglie sino al 1986. Mi sono diplomato al liceo scientifico Giuseppe Moscati e, dopo la maturità, come molti giovani grottagliesi, ho fatto la scelta di frequentare l'università come fuori sede (Milano università statale). Nella Milano degli anni 90 mi sono laureato in giurisprudenza e qui sono rimasto per motivi di lavoro e per motivi famigliari (mi sono sposato ed ho realizzato un nuovo progetto di vita con famiglia e figli). Sono lontano da Grottaglie , anche se almeno una volta / due volte l'anno, faccio una mini vacanza anche per ritrovare affetti famigliari che hanno radici ancora in quella amata cittadina. Lasciare Grottaglie per arrivare in una metropoli non è facile (ed i primi anni non è stata una passeggiata) ma, con il tempo, ci si abitua ad i ritmi ed alle abitudini diverse.
Ciò premesso, intendo, da emigrante, rispondere all'assessore dott. Donatelli. In questi anni ho visto una città , per appunto Grottaglie, cambiata in peggio, poco solidale, abbandonata a se stessa, in balia di un'amministrazione cieca ed ortodossa. L'episodio delle chianche è forse l'ultimo degli episodi che evidenziano una incapacità politica di valorizzare le risorse di cui una cittadina come Grottaglie dispone. Il centro storico negli ultimi 20 anni ha vissuto una situazione di deturpazione complessiva (sono nato ed ho vissuto in piazza S. Lucia - quindi centro storico puro - dove da bambini giocavamo liberi per le strade, dove in estate le mamme e le nonne si sedevano fuori a raccontarsi la vita e ci si contaminava la solidarietà del vicinato, dove la nchioscia era il piccolo quartiere o la via della felicità che vedeva bambini e adulti chiamarsi per nome o soprannome.
Oggi quando torno a Grottaglie e nel centro storico vedo solo abbandono, un centro storico deturpato dei suoi valori e delle sue tradizioni, delle sue antichità , dei suoi racconti e dei suoi aneddoti. i miei figli, milanesi perché nati a Milano, mi chiedono: "papà perché in queste vie ci vive poca gente?". Faccio fatica a raccontare che quando io ho vissuto ed abitato quei luoghi il silenzio non c'era (tranne nelle ore pomeridiane del riposo estivo), che quelle vie o nchiosce erano vissute da urla di bambini che giocavano a calcio, o con le biglie nelle buche delle strade (per noi le buche erano importanti). L'assessore Donatelli, ma qui la responsabilità è di tutta la giunta e delle amministrazioni che si sono succedute, non può nascondersi dietro il fatto che si intende far arrivare la fibra nel centro storico (discorso nobilissimo con cui si intende dire non marginalizziamo nessuno perché il centro storico ha diritto ad avere la fibra come il resto della città) senza assumersi le responsabilità di amministratore.
La domanda è: "era questo l'unico modo per far arrivare la fibra nel centro storico? come tutelare un patrimonio storico. come le chianche , indipendentemente dalla "autorizzazione alla soprintendenza delle belle arti e paesaggio"? Un amministratore deve non solo rispettare le leggi (da qui la richiesta di autorizzazione) ma saper discernere ciò che è buono e ciò che non è buono per una comunità di persone.
Lo scempio in cui versa il centro storico di Grottaglie evidenzia una incapacità politica, una concezione urbanistica della città che avuto solo espansione verso il fuori città, una volontà di cementificazione che va avanti dagli anni ottanta con le giunte del pentapartito. Mi piacerebbe che si lanciasse una inchiesta specifica sull' evoluzione urbanistica legata anche alle proprietà dei terreni rientranti nei diversi piani regolatori approvati dalle diverse giunte dagli anni settanta (forse riusciremmo a capire molte cose della speculazione edilizia della città di Grottaglie).
Un centro storico in balia di se stesso, abbonato e silenzioso, una città nella città abitata da topi e degrado. quale politica ha contraddistinto le giunte di centro sinistra che si sono succedute. Faccio molta fatica a pronunciare queste parole in considerazione della mia storia politica: sono una persona di sinistra che ha militato in Rifondazione Comunista negli anni migliori di Fausto Bertinotti, vicino ai centri sociali della città di Milano, elettore di SEL alle ultime elezioni politiche, ed elettore di Tsipras alle ultime europee. Ebbene quello che penso e che voglio affermare, in maniera quasi paradossale, è che Grottaglie è stata governata male dalle diverse giunte di centro sinistra e che, per il bene di Grottaglie, è suonata l'ora dell'alternanza politica. Può capitare che anni di governo possano offuscare il pensiero e la volontà politica della "svolta", che la creatività della costruzione della città (di gramsciana memoria) sia dissolta nell'amministrare del "quotidiano".
Oggi a Grottaglie serve una nuova classe dirigente che sappia valorizzare le risorse che ha a disposizione e che possano diventare valore aggiunto per politiche abitative (anche di housing sociale), politiche attive del lavoro, nuove politiche giovanili che possano rilanciare quartieri e vie che mettano al centro la persona ed in suoi desideri ed aspettative, migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini, una nuova politica urbanistica in grado di far luccicare (e non di riflesso) il grande patrimonio storico grottagliese ( dal centro storico al quartiere delle ceramiche), una nuova politica agricola che sappia scoprire l'innovazione dell'agricoltura sociale. Cordialmente."

Le parti coinvolte o aventi diritto hanno, ovviamente, diritto di replica.

 

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L'assessore Donatelli:" Basta al linciaggio mediatico sulle chianche"

"Dopo aver subito per numerosi giorni sui social e sulle testate di informazione on line un vero e proprio linciaggio morale, ritengo sia arrivato il momento di fare chiarezza".

"Da diversi mesi sono in atto a Grottaglie, come in gran parte della Puglia, i lavori di sistemazione della rete della Banda Ultra Larga che consentirà di migliorare l'erogazione di servizi on-line per cittadini ed imprese. Naturalmente questi lavori sono estesi anche al
centro storico per consentire l'accessibilità e l'inclusione a tutti i cittadini che potranno usufruire di queste innovazioni nel campo sociale, sanitario ed economico.

Ovviamente gli interventi previsti nel centro storico sono stati avviati a seguito dell'autorizzazione della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio dopo aver valutato il
progetto e i lavori certificandoli "compatibili con i caratteri storici e architettonici del contesto in cui si collocano".

Non solo, i lavori in questione vengono eseguiti sotto stretta e continua osservanza archeologica poiché, durante tutto lo svolgimento dei lavori, è prevista la presenza di un archeologo iscritto nelle liste del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Infatti lo stato di fatto accertato e certificato dall'archeologo nelle vie interessate ai lavori consiste in "un piano stradale bitumato, basole vecchia pavimentazione, uno strato di vespaio (terra e sabbia), il banco roccioso calcarenitico (tufaceo)". Al contempo è stato segnalato che, "tra il materiale scavato si rinvengono alcune delle vecchie basole in calcare ributtate nello scavo durante i passati lavori che hanno interessato l'area. Verosimilmente si tratta della vecchia pavimentazione che caratterizzava tutto questo tratto di strada, in seguito, purtroppo, bitumato. Visto i vari e molteplici lavori che hanno caratterizzato questa strada, è molto probabile che gran parte della vecchia pavimentazione sia stata o divelta o distrutta o, ancora, scavata e ributtata nello scavo. Non si rilevano evidenze archeologiche". Le chianche rinvenute durante gli scavi sono state recuperate e trasportate presso la depositeria comunale, mentre quelle rinvenute ai lati di Via Di Palma, a seguito della scarificazione della strada prima di essere bitumata, sono state necessariamente ricoperte per evitare la sconnessione della stessa e, quindi, pericolo di inciampo per i pedoni.

E' ovvio che non si poteva pretendere dall'impresa assuntrice dei lavori commissionati da Telecom la completa sistemazione delle strade interessate con le chianche perché i lavori
hanno un altro scopo.

Per questo la polemica sembra alimentata ed usata ad esclusivo scopo elettorale, provocando un grave danno di immagine per la città".

Da comunicato stampa di Francesco Donatelli, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Grottaglie

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Sud in movimento: "Il ratto delle chianche"

In una nota ironica, Sud in Movimento riflette sullo "scempio" delle chianche diseredate dal loro mestiere secolare.

Via Appia Antica: "strada romana che collegava Roma a Brindisi, il più importante porto per la Grecia e l'Oriente nel mondo.

Calpestata dallo storico Spartacus, fiore all'occhiello di Augusto, Vespasiano, Traiano e Adriano, che la ampliarono; restaurata da Papa Pio VI, conosciuta come "La via dei Crociati", rivalutata nel rinascimento e voluta con "Perizia e precisione degna dei migliori ingegneri" dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 a.C.

Ebbene, dopo oltre 2300 anni, c'è voluta la mano dell'attuale Amministrazione, per spodestare la Regina delle strade.

A nulla è valso il  rispetto dovuto a "chianche" che hanno collegato l'Europa all'Orinete, le abbiamo, infatti, viste accatastate ai bordi della strada, durante i lavori previsti in via Ennio che, per una decina di giorni, hanno paralizzato la città. Accatastate lì, alla portata di tutti.
Tralasciando però la questione puramente logistica, quelle "chianche", d'alta rilevanza e testimonianza storica ... che fine hanno fatto? Dove sono andate a finire?

Ennesima domanda "a tema" che Sud in Movimento rivolge a quest'Amministrazione. Analoga, infatti, a quella protocollata sottoforma d'interrogazione a risposta scritta nel lontano marzo 2013 d.C., inerente proprio alle "chianche", quelle estirpate nel centro storico durante i lavori svolti dall'Acquedotto Pugliese.

Com'è facile intuire, non è mai giunta nessuna risposta. Dove sono? Che fine hanno fatto? Sono state numerate e conservate? O sono già finite nel giardino di qualcuno?

Il fatto comunque d'ignorare interrogazioni di ogni genere o richieste d'accesso agli atti, è prerogativa di questi Assessori, in particolare di quello ai Lavori Pubblici: Alfonso Annicchiarico. Come sopra inteso, non avendo mai risposto all'interrogazione, non ha nemmeno ancora fornito al consigliere Ciro D'Alò tutta la documentazione completa inerente al progetto di ripristino delle Cave di Fantiano, richiesta che gli è pervenuta già da mesi ma mai onorata.

Un milione di euro saranno spesi a Fantiano, tra fondi regionali e comunali, per un'ennesima cementificazione nel Parco delle Gravine e per chissà quale "recupero" ancora una volta per mano di "chi" quei luoghi li ha già resi uno scempio; in barba alla conoscenza dei luoghi, delle sue necessita e dell'opinione dei cittadini.

Dobbiamo dedurre che le risposte non vengono fuori per motivi ambigui? O perché quet'Amministrazione è già sotterrata? Apettiamo allora altri 2300 anni! Magari, oltre alle ossa fossilizzate dei nostri Amministratori, saranno rinvenute le risposte alle interrogazioni.

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