Atletica Grottaglie, trionfo per le categorie giovanili nei Campionati Regionali

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COMUNICATO STAMPA - Il settore Prove Multiple giovanile parla sempre più il grottagliese a livello regionale. Dopo il terzo posto nella categoria Cadette con il duo Piergianni – Marseglia (quest'ultima capace di migliorare per la terza volta in un mese il record regionale di categoria) l'Atletica Grottaglie "sbanca" il "Bellavista" di Bari laureandosi campione pugliese sia nella categoria Ragazzi che in quella Ragazze.

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L'Atletica Grottaglie si afferma ancora una volta con ottimi risultati

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COMUNICATO STAMPA - Un giugno denso di impegni che ha regalato tante soddisfazioni. L'Atletica Grottaglie si conferma ai vertici del panorama regionale. Il sodalizio del presidente Antonio Catalano, grazie alla dedizione e alla professionalità di staff tecnico e dirigenziale, valori trasmessi ai giovani tesserati, ha ottenuto ben tre terzi posti ai campionati di società, ha partecipato al Palio dei Comuni in occasione del Golden Gala di Roma e ha esultato per alcuni risultati individuali di spessore.

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Atletica Grottaglie grande protagonista alla "Festa dell'Atletica Jonica"

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COMUNICATO STAMPA - Inizialmente programmata per lo scorso 7 gennaio e rinviata a causa delle difficoltà viarie determinate dalle abbondanti nevicate, si è svolta sabato sera la "Festa dell'atletica jonica". Organizzata dalla Fidal Taranto e dalle società della Podistica Grottaglie e dell'ASD Atletica Grottaglie, essa è stata ospitata dalla sala consigliare di Palazzo di Città.

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Parla Noemi: "Stella" biancazzurra della marcia

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Il cognome si eredita, non si sceglie. E’ frutto della casualità. Ma per Noemi Stella, fresca vincitrice tra i cadetti nella 3000 mt di marcia ai campionati italiani di Jesolo, il cognome probabilmente è stato in parte tracciato dal destino. “E’ stata una gioia immensa. Pratico la marcia da poco più di un anno e quella di Jesolo era la mia prima esperienza tra i cadetti. Sono andata lì per vincere”. E così è stato. Con il tempo di 14’00’’49, Noemi ha sbaragliato la concorrenza avversaria, stabilendo nuovi primati al passaggio dei mille (con 4’39’’8) e a quello dei duemila metri (con 9’27’’0), aggiudicandosi il titolo di campionessa, a quanto pare non inaspettato. “Sapevo che avrei potuto farcela, mi sentivo bene, ero in forma, i miei precedenti tempi facevano ben sperare e mi hanno portata ad essere considerata la favorita per il successo finale”. Le speranze nutrite su questa “stellina” grottagliese dell’atletica leggera erano dunque tante, avrebbero potuto pesare, diventare un fardello fin troppo impegnativo per una 14enne che corre (anzi, marcia) per il semplice gusto di farlo, perché quella pista gommata è parte del suo mondo. Ma il talento e la passione di questa ragazza hanno fatto sì che da anticamera delle delusioni, le aspettative sul suo conto diventassero il punto di accesso alla sua prima vittoria. E pensare che la marcia non voleva nemmeno praticarla, perché non aveva avuto su di lei una sufficiente forza di attrazione: “Ho iniziato col mezzofondo nell’Atletica Grottaglie,  la marcia non mi piaceva, nonostante molti mi consigliassero di cimentarmi”. Il talento, pur non espresso, era evidentemente palese agli occhi di chi masticava atletica, e attendeva solo qualcuno che lo facesse esplodere, rendendo passione travolgente quello che non è nato come un colpo di fulmine, quanto, ancora una volta, come un segno del destino che le ha indicato la sua corsia di appartenenza: “E’ stata determinante la conoscenza di alcune ragazze dell’Atletica Don Milani di Mottola. Anche loro hanno visto in me qualcosa di promettente per il mondo della marcia e anche grazie alla loro amicizia, un giorno, ho finalmente deciso di provare. Col tempo ci ho preso gusto e alla prima gara ufficiale sono arrivata quinta su un totale di circa quindici partecipanti”. Ma nella piacevole melodia di situazioni e coincidenze ben armonizzate dal talento di Noemi, c’è una nota stonata che stride per chi, come lei, il papà Massimiliano e la mamma Cira, ha in Grottaglie le proprie radici, la propria vita: “L’avvicinamento ad una  società di Mottola è stato del tutto casuale – ci spiega la trionfatrice di Jesolo – ho prima conosciuto e poi stretto amicizia con alcune tesserate della Don Milani. Questo, insieme all’ottimo ambiente che ho trovato all’interno della squadra, mi ha portata ad allontanarmi da Grottaglie”. “E’ un tasto dolente per noi – continua il papà – perché ci sarebbe piaciuto vedere nostra figlia gareggiare con i colori biancazzuri”. Ma in Noemi non c’è rimorso né tentennamento, perché la passione per la sua disciplina va oltre ogni confine territoriale. Se poi al suo amore si aggiunge l’ambiente mottolese (che ormai la piccola campionessa avverte come habitat) e le amicizie nate con le sue compagne di marcia, ecco spiegata la sua condizione di pendolare sportiva. “Ma quello che faccio per questo sport non lo avverto come un sacrificio – ci tiene a precisare – indubbiamente il mio è un grosso impegno, ma è sufficiente un minimo di organizzazione per poter svolgere i miei doveri di studentessa e atleta. A volte - ammette -  ci sono quei giorni in cui torno così stanca dagli allenamenti da non avere più la forza di far niente, nemmeno di uscire. Ma non mi pesa. Le soddisfazioni che la marcia mi regala mi ricompensano”. Il sacrificio, appunto. Non appena Noemi si rende conto di aver pronunciato quella parola, si corregge, preferendogli il più equilibrato “impegno”, nella costante paura, però, che qualcuno assegni a quel termine così poco adatto a chi è amante di uno sport un peso che non c’è, perché nulla c’è da reggere. Nella sua testa, l’accezione di impegno vuole solamente indicare cosa comporta praticare una disciplina a certi livelli e quanto questo finisca inevitabilmente con lo scandire tempi e abitudini nella sua vita quotidiana: “Ad esempio, per chi marcia e spende così tante energie, è importante avere un’alimentazione ricca di proteine, ma – sorride – gli strappi alla regola me li concedo più di qualche volta”.
L’intervista è quasi finita, quando dalla porta di ingresso arriva Sabrina, 6 anni, sorella di Noemi. E’ in tuta, un’atleta formato cucciolo. E non ci vuole molto per capire quanto sport si respiri in famiglia. “Ricordo che durante una gara di marcia era ultima – spiega Noemi – e piangeva. Ma non perché era dietro tutti, ma semplicemente perché era stanca”.
Un quadro familiare singolare in un’Italia di calciofili accecati dal pallone: “Il calcio monopolizza l’attenzione – ricorda Massimiliano –  e il denaro che lo circonda spinge, a volte, i genitori a indirizzare i propri figli su questo sport, pregiudicandone altri. Farebbe piacere avere invece un riconoscimento adeguato per l’atletica, alla quale ci si avvicina solo durante le Olimpiadi, finendo con l’essere un interesse momentaneo, che svanisce con la chiusura della competizione. Il mondo dell’atletica leggera – prosegue – è sottovalutato a tal punto da non sapere di avere a pochi km di distanza dei veri e propri campioni, che possono vantare tra i loro successi anche la Maratona di New York”. Di certo, dopo questo successo, il nome di sua figlia Noemi non sarà noto solo a chi di quell’ambiente fa parte ma anche a chi, quell’ambiente, sta conoscendolo grazie ad una Stella.

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