A breve gli "aerei senza piloti" all'aeroporto di Grottaglie

  • Pubblicato in Economia

Un'altra novità sul nostro aeroporto, questa volta, reale. E' stata istituita all'interno della CTR di Grottaglie (la cosiddetta "control zone", ossia uno spazio aereo controllato), una zona denominata TSA400, all'interno della quale a breve cominceranno le sperimentazioni dei velivoli APR civili, aerei a pilotaggio remoto, ovvero comandati a distanza da una centrale operativa. Un progetto "Test range" che potrebbe far diventare l'aeroporto un polo di eccellenza europea. Tale tecnologia, che ha delle potenzialità enormi su vari fronti (agricoltura e pesca, monitoraggio delle linee di gas e delle risorse naturali, potenziamento dei servizi di comunicazione, wireless e satellitari), potrebbe concretamente favorire la
competitività industriale, promuovere l'imprenditoria e magari generare una crescita occupazionale. Una rivoluzione del trasporto aereo.

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Coperture dei vigneti: l'Enac tranquillizza gli agricoltori grottagliesi

In data 16 giugno u.s., il Sindaco di Grottaglie, Ciro Alabrese, ha inoltrato una lettera all'ENAC, Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, in cui si formulavano osservazioni e si chiedevano chiarimenti circa le zone sottoposte a vincolo per quanto riguarda le aree limitrofe all'aeroporto di Grottaglie, in cui si stabilivano le limitazioni relative agli ostacoli per la navigazione aerea ed ai potenziali pericoli per la stessa, conformemente alla normativa tecnica internazionale.

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Vendola a Grottaglie su futuro Aeroporto Arlotta: "Prospettive straordinarie"

È il riconoscimento unanime che ieri mattina la Regione Puglia ha avuto da tutti gli attori protagonisti dell'incontro che si è svolto a Grottaglie sullo sviluppo dell'aeroporto 'Arlotta', a cui hanno partecipato, oltre ai vertici della Regione Puglia (il Presidente Vendola con gli assessori Giannini, Capone e Nardoni), anche i vertici di Enac, Enav, Finmeccanica, Alenia Aermacchi e rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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Il 14 aprile un workshop sullo sviluppo cargo industriale dell’aeroporto Arlotta

Allo scopo di creare le migliori condizioni per radicare la crescita di importanti realtà produttive e scientifiche, Aeroporti di Puglia ha avviato un significativo progetto di infrastrutturazione e ampliamento dello scalo che tiene conto delle esigenze dei partner industriali interessati a questo programma di insediamento produttivo", si legge nel comunicato che annuncia l'incontro organizzato da AdP in collaborazione col Centro studi "Demetra" presso l'aeroporto "Marcello Arlotta" di Grottaglie che si svolgerà lunedì 14 aprile.

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Mazza (Idv): Aeroporto Arlotta, poco ambientalismo e molta incoerenza

 

Il consigliere regionale jonico dell'Italia dei Valori, Patrizio Mazza, stigmatizza pesantemente in una nota stampa il mancato assenso dato da Aeroporti di Puglia in merito all'attivazione di voli civili dallo scalo di Grottaglie.
"Definirsi ambientalista - sostiene Mazza - per molti significa sentirsi difensore dell’ecosistema quando questo è aggredito da inquinamento aereo, del suolo e marino. La soddisfazione dell’ambientalista risiede poi nel divulgare i propri principi con l’auspicio  di produrre  qualche effetto sul miglioramento dello stato ambientale, e pertanto nel constatare nell’opinione pubblica la propria spendibilità come ambientalista; quasi  fosse un mestiere accreditato dai  mass media che si esplica  semplicemente col denunciare tutto e tutti. Eppure mai ,o quasi mai, gli ambientalisti in una realtà come quella tarantina hanno parlato di: “necessità di alternative economiche alla monocultura dell’acciaio o al dominio di multinazionali dell’energia al fine di sviluppare  un futuro per i giovani diverso dall’attuale, oltre che garantire un ambiente più salubre, mai hanno suggerito come stimolare la cultura del rispetto della vocazione territoriale che non è sicuramente quella industriale, fornendo una progettualità consona  alla città bi-mare, o ancora quali possano essere le attività a cui dare priorità”. Esistono  lettere, denunce, filmati, fotografie o carte etiche d’intenti, pienamente condivisibili per principi insiti, ma ad oggi non esistono i soggetti che dovrebbero spendersi per queste ineludibili necessità di vero ambientalismo.
   Ho assistito ad un succedersi di riunioni di un movimento ambientalista che ritenevo consolidato e radicato nella realtà locale per arrivare a  scoprire che di consolidato ha solo il fatto di creare un protagonismo senza impegno della propria immagine, del proprio brand, dove tutti sono disponibili ma nessuno o pochi veramente disposti a mettersi in gioco con  faccia e  impegno e sono convinto che  solo in concretezza e partecipazione alla “res publica” dovrebbero tradursi tutte le proteste, tutte le denunce, tutte le marce che hanno mirato a cambiare le sorti Di Taranto e sensibilizzare la gente .
In due mesi ho assistito ad una miriade di potenziali nomi candidabili per le prossime amministrative ma con un nulla di fatto,  solo una  carte etica di intenti e nessun progetto o idea di come vivere la città da oggi in poi.  Far la sponda a coloro che già si vanno consolidando come candidati della conservazione dello status quo, questo sarà il loro risultato finale. Gli ambientalisti hanno sempre demonizzato i politici che hanno provocato l’attuale ed indesiderato stato di cose eppure fanno da sponda proprio a coloro che sarebbero da proscrivere da Taranto per pensare ad un cambiamento. C’è  un movimento, che vive ancora di rendita del passato rappresentato da manifestazioni in cui le scolaresche facevano volume numerico  e che non è capace di produrre un prototipo di candidato che lo rappresenti in loco; in poche parole vedo una prospettiva  fatta da quattro amici al bar o in un salotto ciarliero di provincia  proprio quando Taranto ha bisogno di altro e non più di chiacchiere e quaquaraquà.
 E’ chiaro che il tema ambientale rappresenta il motivo di vita futura per la città di Taranto ma occorre che attorno a ciò ruoti la prospettiva economica che diventi alternativa alla grande industria.
C’è da ripristinare e rivitalizzare le grandi attività connesse alla mitilicoltura, e all’agricoltura con progetti provenienti dal contributo delle categorie interessate. C’è da ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città, dell’economia dentro la città in calo demografico, c’è da allestire un grande apparato di cultura e progettazione che renda dignità alla città e al suo patrimonio, che coinvolga tutte le componenti sociali, c’è da captare finanziamenti europei per i progetti. Tralascio di affrontare i temi della portualità e dell’ aeroportualità che non decolleranno mai se non si instaura un sistema produttivo che vi ruoti attorno.
 Consiglio agli ambientalisti - conclude il consigliere regionale dell'Idv - di rintracciare la propria identità, quando non nascondono secondi fini nel loro agire, e di riferire come immaginano il futuro e lo sviluppo per Taranto perché ormai si fa sempre più tardi mentre  occorre fare sul serio o chi non si muove non sarà più credibile agli occhi della gente."
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Api: Il Piano di sviluppo per l’Arlotta: reale occasione o nuova “bufala”?

  • Pubblicato in Politica

 

La segreteria cittadina di Alleanza per l'Italia pone delle riflessioni sulla recente "bocciatura", da parte di Aeroporti di Puglia e della Regione stessa, dei voli civili dall'Arlotta di Grottaglie. Per lo scalo ionico sarebbe pronto un piano di sviluppo apposito, che dovrebbe rilanciare l'insediamento di nuove attività produttive. A questo proposito l'Api chiede chiarezza e garanzie, in una nota stampa.
"Se fosse stata già istituita la Consulta cittadina per il lavoro e l’economia (da noi richiesta al Comune di Grottaglie, quasi sei mesi or sono), forse avremmo avuto oggi il luogo e l’argomento giusti per essere accuratamente informati e dibattere in piena trasparenza e totale democrazia. Ma questa è un’altra storia, sulla quale torneremo a breve. Adesso, i fatti recenti ci raccontano di un ennesimo incontro sull’Aeroporto di Grottaglie, finito nel nulla, se non addirittura nella confusione assoluta. Mercoledì passato (25/01/12), è stata convocata a Bari la Commissione regionale trasporti e, in quella riunione, Aeroporti di Puglia ha
illustrato un ipotetico “Piano di sviluppo per l’Aeroporto di Grottaglie”, dando particolare rilievo alla “retroportualità industriale”. A quanto pare, il Piano ha lasciato tutti scontenti, per la sua vaghezza, per le discutibili proposte di diverso assetto e soprattutto perché nessuna documentazione relativa è stata consegnata ai presenti, ai fini delle analisi e degli approfondimenti di merito. Si è parlato di “cargo”, ma non sembra esserci alcuna rete commerciale di supporto; è stato escluso il traffico passeggeri, neanche
lasciando uno spiraglio per i voli business complementari; e, finalmente, si è parlato di insediamenti industriali, anticipando tre iniziative: una Scuola di volo, una Base della Protezione Civile, uno Stabilimento di revisioni, manutenzioni e demolizioni aeronautiche della Aerotecsys S.p.A. Delle tre iniziative, solo l’Aerotecsys ha presentato ufficialmente e formalmente un Piano d’impresa alla Regione Puglia, che andrà in Conferenza dei servizi il prossimo 2 febbraio, prevedendo un investimento di oltre 100 milioni di Euro e una occupazione di oltre 300 unità lavorative. Per di più, se pure valutato, pare essere scomparso
dall’elencazione di Aeroporti di Puglia un possibile progetto Alenia/Boeing, riguardante il “recupero dei materiali aeronautici”, a suo tempo discusso altresì in ambiti universitari. Fin qui la cronaca sintetica, tratta dalla stampa locale. Dal canto nostro, bene ha fatto la Provincia di Taranto a convocare un ulteriore incontro per il 1° febbraio, pretendendo assoluta chiarezza sul traballante piano in astratto offerto da Aeroporti di Puglia. E bene farebbe anche il Comune di Grottaglie a rivendicare, con decisione, un proprio ruolo politico nella pianificazione economica del territorio e a ribadire le proprie legittime competenze urbanistiche sugli insediamenti produttivi ricadenti nelle aree di sua giurisdizione. Tutto ciò d’intesa con la Regione Puglia, lungo il percorso procedurale, richiesto da Aerotecsys per giungere all’Accordo di programma, che di per sè approverà e garantirà l'investimento. Così si potrebbe portare a Grottaglie e nell'intera area ionica altra industria e altra occupazione, ambedue molto attese in un periodo di profonda e diffusa crisi. Nondimeno sarebbe opportuno che lo stesso Comune di Grottaglie raccogliesse le intenzioni,
appalesate tanto dai futuri investitori privati di Aerotecsys quanto dagli attuali investitori di Alenia Aermacchi, e le raccordasse nella direzione strategica dello sviluppo dei Distretti industriali dell’aeronautica e della logistica, cioè verso un’economia ad alto valore aggiunto, di sicuro mercato e con il mix favorevole di massima occupazione e di minimo impatto ambientale. La politica deve saper fare e deve far sapere."
 
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