Mazza (Idv): Aeroporto Arlotta, poco ambientalismo e molta incoerenza

 

Il consigliere regionale jonico dell'Italia dei Valori, Patrizio Mazza, stigmatizza pesantemente in una nota stampa il mancato assenso dato da Aeroporti di Puglia in merito all'attivazione di voli civili dallo scalo di Grottaglie.
"Definirsi ambientalista - sostiene Mazza - per molti significa sentirsi difensore dell’ecosistema quando questo è aggredito da inquinamento aereo, del suolo e marino. La soddisfazione dell’ambientalista risiede poi nel divulgare i propri principi con l’auspicio  di produrre  qualche effetto sul miglioramento dello stato ambientale, e pertanto nel constatare nell’opinione pubblica la propria spendibilità come ambientalista; quasi  fosse un mestiere accreditato dai  mass media che si esplica  semplicemente col denunciare tutto e tutti. Eppure mai ,o quasi mai, gli ambientalisti in una realtà come quella tarantina hanno parlato di: “necessità di alternative economiche alla monocultura dell’acciaio o al dominio di multinazionali dell’energia al fine di sviluppare  un futuro per i giovani diverso dall’attuale, oltre che garantire un ambiente più salubre, mai hanno suggerito come stimolare la cultura del rispetto della vocazione territoriale che non è sicuramente quella industriale, fornendo una progettualità consona  alla città bi-mare, o ancora quali possano essere le attività a cui dare priorità”. Esistono  lettere, denunce, filmati, fotografie o carte etiche d’intenti, pienamente condivisibili per principi insiti, ma ad oggi non esistono i soggetti che dovrebbero spendersi per queste ineludibili necessità di vero ambientalismo.
   Ho assistito ad un succedersi di riunioni di un movimento ambientalista che ritenevo consolidato e radicato nella realtà locale per arrivare a  scoprire che di consolidato ha solo il fatto di creare un protagonismo senza impegno della propria immagine, del proprio brand, dove tutti sono disponibili ma nessuno o pochi veramente disposti a mettersi in gioco con  faccia e  impegno e sono convinto che  solo in concretezza e partecipazione alla “res publica” dovrebbero tradursi tutte le proteste, tutte le denunce, tutte le marce che hanno mirato a cambiare le sorti Di Taranto e sensibilizzare la gente .
In due mesi ho assistito ad una miriade di potenziali nomi candidabili per le prossime amministrative ma con un nulla di fatto,  solo una  carte etica di intenti e nessun progetto o idea di come vivere la città da oggi in poi.  Far la sponda a coloro che già si vanno consolidando come candidati della conservazione dello status quo, questo sarà il loro risultato finale. Gli ambientalisti hanno sempre demonizzato i politici che hanno provocato l’attuale ed indesiderato stato di cose eppure fanno da sponda proprio a coloro che sarebbero da proscrivere da Taranto per pensare ad un cambiamento. C’è  un movimento, che vive ancora di rendita del passato rappresentato da manifestazioni in cui le scolaresche facevano volume numerico  e che non è capace di produrre un prototipo di candidato che lo rappresenti in loco; in poche parole vedo una prospettiva  fatta da quattro amici al bar o in un salotto ciarliero di provincia  proprio quando Taranto ha bisogno di altro e non più di chiacchiere e quaquaraquà.
 E’ chiaro che il tema ambientale rappresenta il motivo di vita futura per la città di Taranto ma occorre che attorno a ciò ruoti la prospettiva economica che diventi alternativa alla grande industria.
C’è da ripristinare e rivitalizzare le grandi attività connesse alla mitilicoltura, e all’agricoltura con progetti provenienti dal contributo delle categorie interessate. C’è da ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città, dell’economia dentro la città in calo demografico, c’è da allestire un grande apparato di cultura e progettazione che renda dignità alla città e al suo patrimonio, che coinvolga tutte le componenti sociali, c’è da captare finanziamenti europei per i progetti. Tralascio di affrontare i temi della portualità e dell’ aeroportualità che non decolleranno mai se non si instaura un sistema produttivo che vi ruoti attorno.
 Consiglio agli ambientalisti - conclude il consigliere regionale dell'Idv - di rintracciare la propria identità, quando non nascondono secondi fini nel loro agire, e di riferire come immaginano il futuro e lo sviluppo per Taranto perché ormai si fa sempre più tardi mentre  occorre fare sul serio o chi non si muove non sarà più credibile agli occhi della gente."
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Api: Il Piano di sviluppo per l’Arlotta: reale occasione o nuova “bufala”?

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La segreteria cittadina di Alleanza per l'Italia pone delle riflessioni sulla recente "bocciatura", da parte di Aeroporti di Puglia e della Regione stessa, dei voli civili dall'Arlotta di Grottaglie. Per lo scalo ionico sarebbe pronto un piano di sviluppo apposito, che dovrebbe rilanciare l'insediamento di nuove attività produttive. A questo proposito l'Api chiede chiarezza e garanzie, in una nota stampa.
"Se fosse stata già istituita la Consulta cittadina per il lavoro e l’economia (da noi richiesta al Comune di Grottaglie, quasi sei mesi or sono), forse avremmo avuto oggi il luogo e l’argomento giusti per essere accuratamente informati e dibattere in piena trasparenza e totale democrazia. Ma questa è un’altra storia, sulla quale torneremo a breve. Adesso, i fatti recenti ci raccontano di un ennesimo incontro sull’Aeroporto di Grottaglie, finito nel nulla, se non addirittura nella confusione assoluta. Mercoledì passato (25/01/12), è stata convocata a Bari la Commissione regionale trasporti e, in quella riunione, Aeroporti di Puglia ha
illustrato un ipotetico “Piano di sviluppo per l’Aeroporto di Grottaglie”, dando particolare rilievo alla “retroportualità industriale”. A quanto pare, il Piano ha lasciato tutti scontenti, per la sua vaghezza, per le discutibili proposte di diverso assetto e soprattutto perché nessuna documentazione relativa è stata consegnata ai presenti, ai fini delle analisi e degli approfondimenti di merito. Si è parlato di “cargo”, ma non sembra esserci alcuna rete commerciale di supporto; è stato escluso il traffico passeggeri, neanche
lasciando uno spiraglio per i voli business complementari; e, finalmente, si è parlato di insediamenti industriali, anticipando tre iniziative: una Scuola di volo, una Base della Protezione Civile, uno Stabilimento di revisioni, manutenzioni e demolizioni aeronautiche della Aerotecsys S.p.A. Delle tre iniziative, solo l’Aerotecsys ha presentato ufficialmente e formalmente un Piano d’impresa alla Regione Puglia, che andrà in Conferenza dei servizi il prossimo 2 febbraio, prevedendo un investimento di oltre 100 milioni di Euro e una occupazione di oltre 300 unità lavorative. Per di più, se pure valutato, pare essere scomparso
dall’elencazione di Aeroporti di Puglia un possibile progetto Alenia/Boeing, riguardante il “recupero dei materiali aeronautici”, a suo tempo discusso altresì in ambiti universitari. Fin qui la cronaca sintetica, tratta dalla stampa locale. Dal canto nostro, bene ha fatto la Provincia di Taranto a convocare un ulteriore incontro per il 1° febbraio, pretendendo assoluta chiarezza sul traballante piano in astratto offerto da Aeroporti di Puglia. E bene farebbe anche il Comune di Grottaglie a rivendicare, con decisione, un proprio ruolo politico nella pianificazione economica del territorio e a ribadire le proprie legittime competenze urbanistiche sugli insediamenti produttivi ricadenti nelle aree di sua giurisdizione. Tutto ciò d’intesa con la Regione Puglia, lungo il percorso procedurale, richiesto da Aerotecsys per giungere all’Accordo di programma, che di per sè approverà e garantirà l'investimento. Così si potrebbe portare a Grottaglie e nell'intera area ionica altra industria e altra occupazione, ambedue molto attese in un periodo di profonda e diffusa crisi. Nondimeno sarebbe opportuno che lo stesso Comune di Grottaglie raccogliesse le intenzioni,
appalesate tanto dai futuri investitori privati di Aerotecsys quanto dagli attuali investitori di Alenia Aermacchi, e le raccordasse nella direzione strategica dello sviluppo dei Distretti industriali dell’aeronautica e della logistica, cioè verso un’economia ad alto valore aggiunto, di sicuro mercato e con il mix favorevole di massima occupazione e di minimo impatto ambientale. La politica deve saper fare e deve far sapere."
 
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Aeroporto di Grottaglie: 10 domande al Governatore Vendola

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Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto, realtà del territorio che si batte per la riapertura dell'aeroporto di Grottaglie ai voli civili, ha lanciato in rete una lettera virtuale al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, contenente 10 domande da porgli in merito al passato e al futuro dell'Arlotta.

 

Ci siamo chiesti: se mai Vendola ne venisse a conoscenza, risponderebbe? Di seguito le riportiamo.

 

Carissimo Presidente Vendola, in quanto governatore della Puglia e maggiore azionista di Aeroporti di Puglia (AdP) (1), tocca a lei rispondere alle seguenti 10 domande, alle quali penso che lei darà una risposta anche per differenziarsi da… chi vorrebbe sostituire:

1 - perché, dell'eredità lasciatale da Fitto, non ha voluto cambiare nulla, e cioè privatizzare AdP?

2 - perché ha voluto che si spendessero nel 2008 oltre 200 milioni di euro di soldi pubblici, che si espropriassero migliaia di ettari di terra fertile e si deturpasse la SS. 7 Appia, per permettere il solo atterraggio del Boeing per Alenia?

3 - perché nel 2008 ha promesso (2) un immenso sviluppo per l'aeroporto e financo voli passeggeri, ed a tutt’oggi il Piano Regionale dei Trasporti ancora non prevede i voli passeggeri?

4 - perché non è possibile (da sempre) fare cargo (3), visto che manca l'operatore cargo, non è possibile neanche fare charter perchè dal 5 luglio 2010, tutti charter vengono dirottati (4) su Bari e Brindisi?

5 - perché non ha mai chiesto ad AdP a chi è dovuta “l'indecenza” dell'aeroporto di Taranto, perché tocca al cittadino (nella fattispecie: io) chiamare la forestale per lo sfalcio dell'erba e la potatura dei rami (5)?

6 - perché nel 2008, AdP polemizzando con Ferrarese (6), diceva di “non poter chiedere ad un tarantino o un foggiano di andare a Bari o a Brindisi per imbarcarsi su un volo per Milano o Roma… Aprire al traffico i servizi essenziali è un dovere che la Puglia ha nei confronti del territorio, vi deve essere la possibilità di rilanciare tutti i territori e non stabilendo il predominio di uno sull’altro”, cosa è cambiato da allora?

7 - perché con Brindisi al collasso per il record dei passeggeri, si spendono 75 milioni di € per risolvere le… criticità, si ipotizza un secondo aeroporto e non si “usa” Taranto. Non le sembra uno spreco di denaro?

8 - perché non ha chiesto ad AdP di mostrale le relazioni semestrali (7), per capire quali promozioni e quali iniziative la società stesse mettendo in atto per i quattro aeroporti?

9 - perché preferisce curare la malattia dei tarantini anziché prevenirla?

10 - perché non chiede le dimissioni di Di Paola e Franchini, e rivede la …politica di Minervini? 

 

La penultima domanda esulava dal contesto, ma serve a dimostrare che quando vuole, Lei, s’interessa di Taranto. Alla luce di quanto esposto, perché non prende in seria considerazione i benefici che potrebbero derivare dal mettere in pratica l’ultima domanda?

 

Note:

1) SPA partecipata al 99,414%

2) esistono dichiarazioni e video

3) il Piano Regionale dei Trasporti attualmente prevede cargo e charter

4) il volo è stato dirottato (come altri 5 a settembre 2010) per “aeroporto indecoroso”

5) Decreto interministeriale (MIT-MEF-DIFESA) n. 4269 in data 6 marzo 2003, di affidamento in concessione alla Società AdP S.p.A. (SEAP S.p.A.) - ex Esercizio Aeroporti Puglia S.p.A.- degli aeroporti civili di Bari, Foggia e Taranto e dell’aeroporto militare, aperto al traffico aereo civile di Brindisi - di cui alla convenzione n. 40 stipulata in data 25 gennaio 2002

6) nel 2008 presidente di Confindustria Brindisi (Gazzetta del Mezzogiorno 21/10/2007)

7) che ci risulti mai fatto in dieci anni

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Donatelli (Pd): Lettera aperta a Mimmo De Padova sul futuro dell'Arlotta

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Quando mancano un paio di settimane alla partenza del primo dei voli charter diretti a Medjugorje (24 ottobre, ndr), l'ex vice sindaco e consigliere comunale del Partito Democratico Francesco Donatelli, fa il punto della situazione sul futuro dell'aeroporto Arlotta in una lettera aperta indirizzata a Mimmo De Padova, responsabile del Movimento Aeroporto Taranto.

 
Nel corpo della missiva giunta in redazione i ringraziamenti del consigliere Donatelli al movimento, nuove proposte e la richiesta di una sempre maggiore collaborazione tra cittadini e istituzioni.
 
"Mimmo, sento l’esigenza di ringraziare te e tutto il Movimento per quello che state facendo per riattivare i voli civili dall’aeroporto “Arlotta” di Taranto Grottaglie. Il risultato conseguito con gli imminenti voli charter per Medjugorie è straordinario perché rompe un tabù e demolisce tutti gli alibi utilizzati da Aeroporti di Puglia. Come ho avuto modo di ribadire nella seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 23 settembre scorso, tutti insieme dobbiamo batterci per ottenere la restituzione delle risorse finanziarie destinate, ma scippate, a questo territorio. Non solo i 5 milioni per le nuove rotte, ma anche i 12 milioni che nel novembre 2005 la Regione ha destinato alla Provincia di Taranto per realizzare la viabilità nell’area aeroportuale e mai concretizzata. La sinergia istituzionale messa in campo negli ultimi tempi deve continuare con maggiore incisività. Ritengo di fondamentale importanza il lavoro svolto dai 5 consiglieri regionali che hanno votato l’ordine del giorno unitario sul Piano Regionale dei Trasporti a seguito della vostra tenace iniziativa e con il convinto unanime sostegno del Consiglio Comunale di Grottaglie. D’altronde gli impegni assunti dall’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Di Paola, e dall’Assessore regionale ai Trasporti, Minervini, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010, sono stati quelli di recuperare le risorse finanziarie destinati a Taranto.
Ma bisogna fare attenzione perché, nella positività di quel documento, vedo anche l’insidia di spostare l’attenzione da quello che io ritengo sia il vero problema dell’aeroporto grottagliese. Mi riferisco al fatto che la piattaforma logistica aeroportuale realizzata, sulla base dell’Accordo di Programma del 2005, con un investimento di risorse pubbliche di 200 milioni, rimanga una sorta di cattedrale nel deserto anche nel caso di attivazione dei voli civili. E’ un’intollerabile spreco vedere la pista più lunga del sud Europa essere utilizzata saltuariamente solo dal Boeing che preleva le fusoliere dallo stabilimento Alenia. Altrettanto insopportabile la delusione causata dal fatto che, a fronte della manifestazione di interesse da parte della compagnia olandese KLM, la Regione non sia in grado di corrispondere realizzando le infrastrutture necessarie, mentre si parla di nuovi investimenti (anche per il cargo) per Bari e Brindisi. Eppure gli strumenti ci sono. Come il Piano Territoriale dell’Area Aeroportuale commissionato dalla Regione e redatto da Aeroporti di Puglia il cui Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto nel 2009 dal Presidente della Regione Puglia e dai Sindaci di Taranto, Grottaglie, Monteiasi, Carosino e Provincia di Taranto. Un Piano che ha l’obiettivo di tutelare e sviluppare l’area aeroportuale e mettere a sistema il Porto di Taranto con l’Aeroporto di Grottaglie. Si concretizzerebbe così la intermodalità trasportistica e si svilupperebbero le due retroportualità che sono il luogo in cui le merci sono manipolate, etichettate e confezionate per essere trasformate in prodotti destinati ai mercati e, quindi, rappresentano il vero valore aggiunto allo sviluppo e all’occupazione. Pensiamo a cosa significherebbe l’attivazione dei voli cargo in termini di indotto e di occupazione. E allora continuate nel vostro prezioso lavoro, ma sforziamoci tutti insieme (Movimento ed Istituzioni) ad alzare il livello delle iniziative allo scopo di rendere finalmente fruibile l’aeroporto di Taranto Grottaglie vero strumento per lo sviluppo, non solo dell’’area jonica, ma dell’intera regione."
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Si parte! L'Enac approva i voli dall'aeroporto di Grottaglie

Finalmente si parte! Dopo vari stop (voluti e fortuiti) che hanno impedito all'Arlotta di riprendere la sua attività di scalo-passeggeri,  arriva una buona notizia. L’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, ha concesso i diritti di volo per Medjugorje. I tre voli charter, programmati per il 24, 27 e 30 ottobre prossimi e organizzati con la collaborazione tecnica dell'agenzia riminese Libra viaggi, sono ormai quasi del tutto completi.

Come molti ricorderanno, anche questi voli hanno rischiato di non decollare, a causa di un presunto ostruzionismo operato da Aeroporti di Puglia nelle scorse settimane.

L'evento scatenò una valanga di reazioni dal mondo civile, ma soprattutto - cosa mancata fino ad ora - dal mondo politico: il Sindaco di Grottaglie Ciro Alabrese scrisse una lettera all'amministratore delegato di Adp Domenico Di Paola, all'assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini e al Presidente della Regione Nichi Vendola chiedendo spiegazioni sul diniego; a questo seguirono interrogazioni in consiglio regionale e proposte da parte di tutti i rappresentanti jonici, in maniera bipartisan, sfociate poi lo scorso 27 settembre in un ordine del giorno vero e proprio sullo sviluppo dell'Arlotta votato all'unanimità.

Ma torniamo al via libera dell'Enac. Grande è la soddisfazione dei veri fautori di questo risultato, dal presidente di Tarantovola Francesco Gravina al responsabile del Movimento Aeroporto Taranto, Mimmo De Padova.

Chiari gli obiettivi: promuovere ogni utile, ma soprattutto concreta iniziativa, per favorire lo sviluppo socio economico del territorio jonico; promuovere i trasporti, e in particolare quelli aerei, e per conseguenza il turismo; raccogliere consensi, ma soprattutto fondi, per giungere alla definizione di una struttura commerciale che possa organizzare autonomamente servizi di volo civile dall' Arlotta. E perché no, ma ne riparleremo in futuro, la creazione di una compagnia aerea autonoma interregionale, la Solair.

Intanto i politici nostrani, di ambo gli schieramenti, hanno deciso di optare per una linea dura, prendendo fortemente posizione contro Aeroporti di Puglia, colpevole a loro detta di ignorare lo sviluppo aeroportuale dell'Arlotta. Si chiede che Aeroporti di Puglia rinunci ai soldi della convenzione con la Regione Puglia e restituisca i 5 milioni di euro destinati allo scalo jonico, dal momento che non sarebbe in grado o non vorrebbe far funzionare a dovere l’Arlotta. Inoltre  è stata avanzata la proposta, logica e di buonsenso, di spostare a Grottaglie i voli civili che Brindisi non riuscire più a gestire, anziché costruire, come proposto da alcuni, un nuovo scalo brindisino; in questo modo l’Arlotta entrerebbe a far parte realmente del sistema aeroportuale regionale e si godrebbe di uno sviluppo condiviso ed esposto alle regole del mercato. Non rimane che tradurre queste buone intenzioni in fatti e modificare il Piano Regionale dei Trasporti, che attualmente prevede per Grottaglie solo la cosiddetta ''vocazione cargo''. Staremo a vedere.

 

Intanto non ci resta che incrociare le dita e goderci queste prime partenze. E che il viaggio abbia inizio.

 

Per ricevere maggiori informazioni si può inviare una mail a [email protected] o telefonare al 377 4135700. Si può prenotare in tutte le agenzie di viaggio delle province pugliesi.

 

 


 

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Per grazia ricevuta: dall'aeroporto di Grottaglie partono i voli per Medjugorje

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Cleared for take-off. La domanda è spontanea, ma non scontata: da Taranto si può volare? L'impegno di Tarantovola, associazione nata poco più di un anno fa sulla spinta di Francesco Gravina, Francesco Ruggeri, Angelo Argento e Luigi Russo, sta per raccogliere i suoi frutti. In una conferenza stampa tenutasi al Relais Histò è stato confermato che dall'Arlotta di Grottaglie, nei giorni 24, 27, 30 Ottobre e 2 Novembre, decolleranno voli per Medjugorje. Il miracolo continua a svilupparsi in ogni sua forma, perché sin questo momento non ci sono ostacoli sostanziali ai voli charter, che saranno garantiti dagli ATR 77-200 da 66 posti con vettore Bh Airlines. L'organizzazione tecnica sarà a cura della Libra Viaggi di Rimini. Senza cullarsi di questa possibilità si guarda già al futuro e a nuovi voli per Parigi e Lourdes, per non perdere così l'aiuto Divino. Gli esponenti di Tarantovola hanno spiegato dettagliatamente che Aeroporti di Puglia, come da contratto, dovrà occuparsi della gestione dello scalo jonico, nonostante le reticenze manifestate più volte a dare continuità a voli nello scalo jonico. Motivi ancora poco chiari, perché l'Arlotta è in possesso di una delle piste più lunghe d' Italia che lo pongono tra le strutture chiave del nostro territorio ed è tecnicamente idoneo ai voli turistici di linea che non escludono la possibilità di un uso votato ai cargo. Potrebbe inoltre servire un bacino di utenza ampio, che raccoglierebbe passeggeri dal materano e dalla costa jonica lucana, oltre, che calabrese. L' associazione è pronta ad un coraggioso passo successivo, la costituzione di una compagnia aerea interregionale autonoma, Solair, con l'assunzione immediata di 100 unità lavorative. Con una nota di orgoglio gli organizzatori comunicano che le prenotazioni hanno registrato il tutto esaurito e che due dei voli sono al completo. La compagnia aerea Bh Airlines, dal suo canto, ha già inoltrato richieste formali e resta in attesa di un riscontro di Aeroporti di Puglia nel mettere a disposizione tutti i servizi necessari all'utilizzo dello scalo. Francesco Gravina, Presidente dell' associazione promotrice, rassicura tutti coloro che hanno prenotato e che prenoteranno i pacchetti per Medjugorje, sostenendo che i voli partiranno regolarmente dall' Aeroporto Arlotta di Taranto-Grottaglie.

 

Per chi fosse interessato all' acquisto dei pacchetti viaggio, può rivolgersi alla Libra Viaggi, mentre per le informazioni e per conoscere il pacchetto completo basta collegarsi sul sito: www.tarantovola.it.
Le dita sono state incrociate: ora tutti sperano che dall'alto non venga a mancare la grazia Divina.
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Florido: convoco la Consulta dello Sviluppo per discutere del porto e dell'Arlotta

“Le criticità riguardanti il destino del porto di Taranto non possono lasciarci indifferenti. La comunità di Terra Ionica deve reagire con compattezza per difendere uno dei settori economici su cui abbiamo scommesso per creare nuove opportunità di sviluppo”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido.

Le dichiarazioni di Florido giungono all'indomani della notizia che dal 15 settembre scorso Evergreen ha spostato, pare provvisoriamente, alcune importanti linee container da Taranto al Pireo.
“Bisogna scongiurare il peggio - continua Florido - e cioè il ridimensionamento dei traffici commerciali in un’ottica di salvaguardia dei livelli occupazionali e di rilancio dello scalo ionico. Non possiamo permetterci di fare passi indietro. Per questa ragione, alla prossima riunione della Consulta dello Sviluppo, oltre alla questione aeroporto di Grottaglie, discuteremo anche del futuro del nostro porto. È il momento di reagire con fermezza e di individuare le giuste contromisure per non vanificare gli sforzi messi in campo dagli attori sociali della comunità ionica a beneficio della portualità tarantina”.
 
 
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