Mazza: "Asl Taranto, gli 8 milioni servano per garantire una buona sanità e non altre questioni"

 

Una nota del consigliere regionale IdV, Patrizio Mazza. "Ieri grande impegno durante la riunione di maggioranza in Regione Puglia, alla presenza del Presidente Vendola e del presidente del Consiglio regionale Introna, per trattare gli accesi temi del piano di riordino sanitario, che preoccupa fortemente e giustamente apparato sanitario e cittadini; tangibile, in riunione, era l’assenza di rappresentanti della maggioranza, precisamente del Pd, impegnati ad inaugurare sottopassi ferroviari che evidentemente assurgono per importanza alla questione della chiusura degli ospedali. Durante la riunione si è parlato anche degli 8 milioni di euro stornati dal bilancio regionale a favore della Asl di Taranto ed è emerso un panorama variegato sull’utilizzo perché secondo alcuni sarebbero da utilizzare per continuare l’attività di trasporto malati oncologici e secondo altri sarebbero da negare in modo assoluto all’utilizzo delle case di cura, per sopperire alle carenze del personale, o per dare supporto alla questione della mobilità di pazienti presso ulteriori strutture.
Il sottoscritto, nel merito, ritiene che a Taranto non si possa fare distinzione tra sanità pubblica e privata, specie quando la sanità privata svolge un ruolo sociale di rilevante importanza. Ciò è ancor più vero per il fatto che a Taranto nella sanità pubblica non esiste la cardiochirurgia, per il fatto che l’ortopedia non è sufficiente al fabbisogno delle richieste, e alla luce del fatto che il recupero della riabilitazione funzionale è affidato per gran parte alle strutture private. Inoltre altre branche di carattere oncologico non forniscono una sufficiente risposta al territorio, per cui è giocoforza che la sanità privata, che si serve del convenzionamento pubblico, possa avvalersi anch’essa degli stessi supporti con livelli di prestazione consoni alla potenzialità delle strutture, come ritengo sia normale e d’uopo per le strutture pubbliche.
Detto ciò, alla luce di quello che è ovunque risaputo in merito alla situazione sanitaria tarantina gravata da una forte compromissione ambientale che si ripercuote sui cittadini, deducibile dalla lettura di perizie medico-scientifiche di ogni illustrissimo studioso, e da ultime le perizie della maxi inchiesta per disastro ambientale e sanitario pendente presso la Procura, ove è indagata l’Ilva, che paga il suo centro studi al fine di far raccontare la risibile fiaba dell’ecocompatiblità ambientale, ritengo che proprio qui ci sia una maggiore necessità di attenzione e sostegno ai diritti dei cittadini. Dall’altra parte riscontro una situazione strutturale sanitaria atavica ricca di carenze, almeno su certi settori, per cui ne deriva che i soldi, gli stanziamenti devono servire per situazioni di effettiva necessità a totale beneficio dei cittadini, della comunità e non di altro".
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LSU Domus, una vicenda dai contorni paradossali

Non sembra voler volgere al termine la vicenda degli LSU della Cooperativa Domus, che si trovano a tenere testa a situazioni e vicissitudini al limite dell'assurdo. Di seguito riportiamo la lettera inviata ai vari organi istituzionali di competenza compreso il Direttore dell'Asl di Taranto, Fabrizio Scattaglia.

 

Oggetto: Servizi di assistenza riabilitativa, assistenza socio sanitaria e domiciliare per soggetti deboli l’assistenza al disagio e alle tossicodipendenza attuazione dei piani di prevenzione protezione di cui alla L626/94 . Affidamento servizi Cooperativa Seriana 2000.

 

Con la presente gli operatori ex LSU della ASL di Taranto, attualmente dipendenti a tempo indeterminato della Cooperativa Domus, denunciano che le loro vicissitudini lavorative stanno oramai assumendo contorni paradossali ed inquietanti.

In seguito alla recente gara di appalto di cui all’oggetto, gli operatori stanno per transitare nella Cooperativa Seriana 2000, vincitrice della gara di appalto.

Rammentiamo che la ASL di Taranto ha dato seguito alla gara d’appalto, nonostante avesse richiesto alla Regione Puglia un parere circa l’internalizzazione degli operatori suddetti e nonostante tale parere sia stato favorevole (nota del 05/01/2012 prot. 24/01/sp).

Non solo la Asl inspiegabilmente ha disatteso il parere della Regione Puglia, ma sta gettando letteralmente gli operatori sanitari suddetti allo sbaraglio: la nuova cooperativa Seriana 2000 in questi giorni sta contattando telefonicamente e singolarmente con un atteggiamento poco chiaro ( che non da la possibilità di verificare le condizioni contrattuali) gli operatori, proponendo loro di firmare contratti non come dipendenti a tempo interminato, come attualmente in essere con la Cooperativa Domus, ma come soci lavoratori per la durata di due anni, e questo a tutto svantaggio degli operatori, i quali tra le altre cose vedrebbero decurtata l’attuale retribuzione, non riconosciuta l’anzianità di servizio sino ad oggi acquisita, nonché costretti a pagare una quota di ingresso nella cooperativa.

Gli operatori, che da ben 14 anni prestano servizio presso la Asl al pari di dipendenti pubblici, chiedono a tutti i soggetti in epigrafe di adoperarsi affinché sia fatta chiarezza su questa vicenda nella quale sempre peggio continuano ad essere calpestati i diritti più elementari dei lavoratori.

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