Ospedale San Marco: il viaggio della speranza a Bari

Giovedi 4 agosto 2016, ore 7:00 piazzale adiacente l'Ospedale San Marco di Grottaglie, tre autobus raccolgono un folto gruppo di manifestanti diretti alla sede della Regione a Bari per essere ascoltati dal Presidente Emiliano in merito alla chiusura del nostro ospedale.

Insieme a cittadini, personale medico ci sono diversi rappresentanti delle istituzioni con in testa il Sindaco Ciro D'Alò. Alle ore 10:00 il gruppo di manifestanti è davanti alla sede della Regione a Bari che, per l'occasione è presidiata dalle forze dell'ordine che, per tutta la giornata resteranno inoperose visto lo spirito totalmente pacifico e rispettoso dei manifestanti. Slogan, fischi, canti, inviti ripetuti affinché si venga ascoltati ed alla fine, grazie anche all'intervento dei consiglieri regionali jonici presenti, una su tutte la dottoressa Francesca Franzoso, giunge la promessa che il Presidente Emiliano avrebbe accolto, alla fine del consiglio, una delegazione di manifestanti. Trascorrono alcune ore ed alla fine, alle 13:30 una delegazione composta dal sindaco, rappresentati del comitato per l'ospedale, alcuni consiglieri e politici vengono accolti per il confronto. Quasi due ore ed alla fine, verso le 15:30 il Sindaco Ciro D'Alò, l'On. Ludovico Vico ed un rappresentante del comitato riferiscono sull'incontro. La posizione del Presidente della Regione è ferma. L'ospedale sarà chiuso e convertito in una struttura poliambulatoriale senza posti letto, per questo piano sono disponibili 400 milioni di euro da dividere tra gli otto poli ospedalieri coinvolti in questo scellerato piano di riordino. L'alternativa, ma sembra molto remota, resta l'eventuale deroga sul Decreto Ministeriale 70 del 2015, per il quale si dovrebbe discuterne in Parlamento al fine di stanziare nuovi fondi per poter intervenire sul Presidio Ospedaliero Centrale di Taranto e quindi, sul San Marco di Grottaglie. Un'ipotesi che sembra difficilmente percorribile ma per la quale si lavorerà in questi giorni.

Il risultato di questa giornata forse non è dei migliori però resta alla fine un'immagine ed uno spirito che fa ben sperare per il futuro: forze politiche di opposte schieramenti, operatori sanitari, cittadini, tutti uniti nella difesa di un diritto fondamentale, quello della salute, che dovrebbe far riflettere chi pensa solo a far quadrare i numeri dimenticando che quelle scelte potranno influire in modo determinate sul futuro di una provincia, quella di Taranto, martoriata da disastri ambientali che minano quotidianamente la salute e la vita di tutti noi.

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