Borraccino,Discarica Vergine, dopo la sentenza del TAR, bonifica e chiusura con fondi regionali la soluzione migliore!

COMUNICATO STAMPA - Discarica "Vergine": alla luce della pronuncia del TAR di Lecce, Sinistra Italiana ritiene che la Bonifica e la chiusura della discarica, utilizzando i fondi regionali, sia la soluzione migliore.

 

Il Tribunale Amministrativo ha sospeso l'Ordinanza (n. 11032 del 2017) con la quale la Provincia di Taranto aveva imposto alcune attività per la messa in sicurezza e, quindi, la bonifica del sito, ai proprietari dei terreni sui quali la Discarica "Vergine" era in esercizio (in un'area tra Fragagnano e Lizzano, ma in territorio amministrativo di Taranto). In conseguenza di ciò, appare ancor più pressante la richiesta di procedere con l'intervento pubblico che, da diverse settimane, abbiamo rivolto al Comune e alla Provincia di Taranto.

In riferimento alla responsabilità della bonifica, come ha fatto notare l'Avv.Quinto, il TAR di Lecce si è pronunciato, dichiarando che, i proprietari dei terreni inquinati, in assenza di un accertamento della loro responsabilità, non sono tenuti ad eseguire le attività per la bonifica della discarica. Pertanto, le stesse rimangono a carico dalla Società che l'ha gestita. Poiché, però, il gestore ha dichiarato fallimento e, a quanto pare, non dispone di liquidità idonea per gli interventi necessari alla messa in sicurezza del sito, gli Enti pubblici devono decidere se optare per la bonifica e la chiusura, utilizzando fondi pubblici, oppure se affidare la gestione della Discarica ad un altro soggetto privato che possa garantirne la bonifica.

Nella seconda ipotesi, appare del tutto evidente che saremmo in presenza di un ritorno all'attività di smaltimento dei rifiuti, e chissà per quanti anni ancora. Ci sembra ovvio, infatti, che, qualora una Società privata dovesse accollarsi le spese per la messa in sicurezza, pari a circa 20 milioni di euro, secondo quanto dichiara lo stesso Avv. Quinto, che difendeva i proprietari dei terreni, la stessa poi chiederebbe a sua volta, quale contropartita sui costi, la gestione di nuovi volumi autorizzati per lo smaltimento. Questa strada, del resto, era già stata tentata, a nostro avviso in maniera piuttosto improvvida, dalla Provincia di Taranto, che ha restituito le garanzie finanziarie al gestore della discarica che, invece, doveva essere obbligato a garantire la bonifica e la gestione post-chiusura della stessa.

Senza perdere ulteriore tempo per affrontare questioni che, evidentemente, meritano un approfondimento maggiore in separata sede, riteniamo che il Comune di Taranto, la Provincia e la Regione Puglia, debbano mettersi intorno ad un tavolo e definire l'unico percorso esistente, a nostro avviso, per garantire la salute pubblica e il rispetto dell'obiettivo di riduzione delle emissioni inquinanti nel territorio jonico:

1. Bonifica del sito, utilizzando i fondi individuati per tali finalità dalla Giunta Regionale con Delibera del 13 luglio 2017 (circa 138 milioni di euro) con successivo avviamento delle richieste risarcitorie per far pagare i danni dell'inquinamento a chi lo ha causato;

2. Chiusura definitiva della Discarica "Vergine".

Le responsabilità dell'inquinamento e degli eventuali danni ad esso correlati dovranno essere accertate dagli Organi competenti ma, nel frattempo, gli Enti pubblici non possono consentire che la situazione attuale si protragga ulteriormente e devono impedire che nel territorio jonico si prosegua con il business dei rifiuti.

Non vorremmo ritrovarci, fra altri 15/20 anni, a dover far fronte alla stessa situazione nella quale ci troviamo oggi, con un territorio ulteriormente gravato da altri decenni di attività di discariche.

È bene ricordare, infatti, che le attività di smaltimento per "Rifiuti Speciali", che oggi stanno concludendo il loro ciclo vitale, erano state autorizzate, dalla Provincia di Taranto, a fine anni '90.

Oggi è arrivato il momento di chiudere definitivamente con quella stagione, evidentemente molto proficua per chi scavava buchi e poi li riempiva di rifiuti, ma poco utile, ed anzi molto dannosa, per le comunità tarantine, che si sono viste al centro di un business produttivo per pochi e ad altissimo rischio per l'ambiente e la salute di tutti.

Sono certo che il neo eletto Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia, Martino Tamburrano ed il Presidente della Regione, Michele Emiliano, su questo argomento, la pensino come noi e come l'intera comunità jonica, ma soprattutto mi auguro che passino dalle parole ai fatti concreti.

Mino Borraccino

Sinistra Italiana

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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