La Fondazione EPASSS presenta: "La meraviglia di essere unici" il 5 Luglio a Grottaglie

COMUNICATO STAMPA - E' il nome del progetto educativo portato avanti dalla Crap Epasss Grottaglie, una struttura con funzioni terapeutico riabilitative nell'anno 2018 e nasce dall'esigenza di un gesto d'amore verso se stessi, avendo cura di sé.

Tale progetto è stato rivolto ad alcuni ospiti della Crap Epasss Grottaglie (sia uomini che donne), che stanno perseguendo un percorso terapeutico riabilitativo e la prima forma di cura passa dall'attenzione per il proprio corpo.

Molto di ciò che siamo come persone deriva dal corpo "strumento" di conoscenza della realtà. Essere estroversi, vivaci, allegri, tristi, depressi, rinchiusi in se stessi, avere fiducia in sé e negli altri sono tutti modi di essere e di agire che ci derivano dall'avere un corpo fatto in un certo modo o dalla percezione che abbiamo del nostro corpo. Quando su un corpo intervengono i limiti oggettivi come i deficit, la persona può avere meno fiducia in se stessa o essere demotivata, o provare un senso di rifiuto per il proprio corpo percepito come non bello perché non simile ai corpi degli altri. Non dimentichiamo, inoltre, che il corpo della persona con disabilità, viene solitamente visto nella sua disabilità e non nella sua interezza. Spesso l'intervento sul corpo è mirato alla "cura" del deficit o della compromissione psichica, in termini sanitari-riabilitativi, tralasciando un'idea di cura del sé che aiuti la persona a "stare bene" in primis con se stessa e poi con l'altro. Prendersi cura della propria dimensione esterna è necessario e funzionale al nostro adattamento nella realtà in cui viviamo e non rappresenta uno step da tralasciare. E' infatti dallo sguardo dell'altro che riceviamo uno specchio di noi stessi. Se frequentiamo una persona con disabilità rischiamo di vedere solo la sua fragilità, la dipendenza e non il suo essere uomo o donna, ed è questa immagine parziale che trasferiamo nella persona con deficit ed è questa immagine mentale che sedimenta la nostra cultura.

Il progetto non nasce con lo scopo di omologare le persone con disabilità all'ideale di bellezza proposto dai mass media, ma con quello di aiutare i destinatari del progetto a vedere la parte migliore di sé.

Il progetto promuove la ricerca del sé attraverso l'analisi della personale unicità, puntando ad educare al rispetto dell'altro, partendo dal superamento delle proprie differenze e debolezze, come percorso per superare le difficoltà relazionali

Il progetto è stato articolato secondo lezioni quindicinali tecniche teoriche e pratiche svolte da un'hair stylist Giusy Zangaro presso la Crap che si è dimostrata estremamente sensibile ed interessata a questa speciale collaborazione ed ha provveduto gradualmente a conoscere gli ospiti, valutare insieme alla psicologa e agli operatori della Crap, l'approccio ideale da utilizzare con ognuno, la percezione del loro corpo, partendo dalla valorizzazione di quelli che sono emersi, come difetti personali definiti da ognuno, rendendoli dei punti di forza al fine di sentirsi unici ed inimitalibi. Sono stati svelati e spiegati i "trucchi del mestiere" per un corretto shampoo, impiego opportuno dei prodotti, corretta scelta del taglio e colore dei capelli, secondo la morfo struttura del viso, piccoli accorgimenti fai da te per poter avere padronanza degli strumenti che quotidianamente si hanno a disposizione in casa, con dimostrazioni in video modeling e sulla persona.

L'hair stylist si è occupata di trasferire le conoscenze tecnologiche utili per la valorizzazione della fisicità attraverso l'analisi delle caratteristiche personali di ciascuno, indice di unicità valoriale assoluta. Grazie alla mediazione della psicologa e degli operatori della crap, vi è stato il monitoraggio costante della risonanza emotiva di tali interventi sugli ospiti, con l'obiettivo finale di guardarsi allo specchio ed imparare a riconoscersi nel riflesso del proprio corpo.

All'interno del laboratorio è stata avviata la costruzione ludico-educativa di outfit che rispondono a ciò che "fa stare bene" con se stessi, propedeutico per stare bene con gli altri.

L'evento finale di tale percorso, dove gli ospiti saranno protagonisti, sarà un evento aperto al pubblico realizzato sul terrazzo della struttura dove saranno "modelli per un giorno" giovedi 5 luglio 2018 ore 20.00 ed ancora una volta una struttura riabilitativa apre le porte al territorio, perché solo attraverso la conoscenza ed il contatto diretto si può superare lo stigma.

Alla serata prenderà parte l'Associazione Cìosa, sempre partecipe agli eventi Epasss; vi sarà la preziosa collaborazione di Leo Ligorio Fashion Design e Nee Make up Milano; la serata sarà allietata dalla buona musica del chitarrista grottagliese Michele Santoro e per finire con un piccolo apericena a cura degli ospiti della Crap.

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Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

Email: [email protected]it

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