Pubblicazione: "Pasquale Fasciano, l'Uomo delle Nevi" di Francesco Occhibianco

COMUNICATO STAMPA - Cento anni fa nasceva a Monteiasi l'attore Pasquale Fasciano (1918-1974), un gigante alto 2 metri e 15 centimetri, che prese parte come comparsa ad oltre una trentina di film, da "Bengasi" (1942), pellicola premiata con la "Coppa Mussolini" a Venezia, a pellicole di vario genere (comico, mitologico, decamerotico, poliziesco, di spionaggio e spaghetti-western).

Recitò insieme ad Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Sofia Loren, Walter Chiari, Delia Scala, Macario, Alberto Sordi, Renato Rascel, Nino Taranto, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Monica Vitti, soltanto per citarne alcuni. Nel 1966, insieme a Nello Pazzafini, ebbe il privilegio di vedere il suo nome in un film ("A man could get killed"- M5 Codice diamanti) dal cast internazionale, con James Garner, Tony Franciosa, Melina Mercouri e Sandra Dee. La pellicola divenne celebre per la colonna sonora "Strangers in the night" cantata da Frank Sinatra. Un volume di 230 pagine, scritto da Francesco Occhibianco, rende omaggio alla memoria di questo attore che, notato per la sua statura mentre era di picchetto al Quirinale, conobbe Federico Fellini, che lo scelse per "Satyricon" e "I clowns".

Basterebbe guardare l'epilogo del film-documentario "Block-notes di un regista": Fasciano ha un abboccamento con il grande regista. Con tutta la sua stazza e con il rumore dei passi che riecheggia lungo un corridoio buio, si ferma davanti a Fellini, che è dietro la macchina da presa: «Morning signor Fellini- gli dice-, any work for me new film?». In alcune pellicole la presenza di Fasciano vale il prezzo del biglietto: l'incontro sul ring con Renato Rascel, l'apparizione nell'antro del regno plutonico, nei panni dell'uomo-lucertola (nella pellicola "Vulcano figlio di Giove"), l'esilarante gag con i magnifici Brutos, alle prese con una cassa da morto "troppo piccola", che non è in grado di accogliere il Fasciano, nei panni di un pistolero "troppo grande".

Nel 1958 interpretò, insieme a Lucia Banti, "Waco, l'abominevole uomo delle nevi", ma per una serie incredibile di disavventure il film, girato sulle vette innevate del Mucrone e a Courmayeur, non raggiunse mai le sale. Vestito da "Yeti" (la pelliccia costò la bellezza di 1 milione di lire), i più noti fotografi di Biella corsero ad immortalarlo. «Faccia il mostro così e così», gli dicevano.

Lui cadde sulla neve e si fratturò il braccio; successivamente, la Casa produttrice dichiarò fallimento, in quanto i creditori cominciarono a bussare a cassa. Sarebbe bastato montare le scene e mandare la pellicola nelle sale: il resto lo avrebbe fatto il botteghino. Ed invece, per Waco-Fasciano, fu la fine di un sogno. Fasciano è sepolto nel cimitero di Monteiasi. Sarebbe bello se il Comune si ricordasse si lui, dedicandogli una via.

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Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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