Un grottagliese sul palco del concerto record di Vasco Rossi

A infiammare la serata di Vasco Rossi al Modena Park, ieri sera c'era anche Vince Pastano, uno dei chitarristi più talentuosi della scena musicale italiana, che ormai da tempo accompagna i live del rocker di Zocca, entrato a far parte della band in seguito alla sostituzione di Maurizio Solieri.


Nel nucleo della band di Vasco Rossi, Vince Pastano può essere considerato praticamente l'ultimo arrivato, chitarra ritmica di supporto agli infuocati assoli di Steve Burns. Nonostante questo, la grande esperienza maturata da parte del pur giovane chitarrista originario di Grottaglie ha fatto la differenza. In particolare, Pastano si è fatto le ossa in undici anni di live al fianco di un altro grande artista emiliano, Luca Carboni. E' stato proprio lui a consigliarlo a Vasco Rossi quando nel 2014 si è consumato il divorzio con la chitarra storica dei live del "Blasco", quella di Maurizio Solieri. Un cambio che era stato mal digerito dai fans, ma ancora una volta, sul palco del Modena Park di fronte a 230.000 persone, Vince Pastano ha confermato a Vasco di aver fatto la scelta giusta. Grandissima precisione, note avvolgenti, accelerazioni e momenti più rifilessivi: la resa sonora sul palco del più grande concerto con pubblico pagante di tutti i tempi è stata un trionfo, ed i meriti di Vince Pastano sono sotto gli occhi di tutti.
I fan lo apprezzano molto e tanti di loro lo hanno seguito anche nelle importanti collaborazioni ottenute con altri artisti italiani come Lucio Dalla e Pino Daniele.
Contemporaneamente, il chitarrista di Grottaglie si è dedicato ai suoi progetti solisti, realizzando anche una compilation, "I bambini sono di tutti", i cui proventi sono andati in beneficenza ad Emergency. In più, ha partecipato a molti progetti dedicati ai virtuosismi della chitarra, imponendosi come uno dei massimi esecutori rock dello strumento in Italia.

Ultima modifica ilDomenica, 02 Luglio 2017 19:22
Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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