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Ennesima violenza per Pignatelli: aggredito in piazza Maria Immacolata durante le consuete attività di sensibilizzazione con il banchetto Arcigay

COMUNICATO STAMPA - Ancora una volta Luigi Pignatelli, fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Hermes Academy Onlus e del Comitato Territoriale Arcigay Taranto, è protagonista di un increscioso episodio di violenza fisica e psicologica, in pieno centro cittadino.

 

Sabato 14 gennaio si trovava in piazza Maria Immacolata, per svolgere le consuete attività previste nell'ambito de Il Villaggio delle Differenze, la manifestazione che ogni fine settimana anima l'isola pedonale dalle ore 10.30 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle ore 22.00, per sensibilizzare contro MTS, omo-bi-transfobia, xenofobia, violenza sulle donne e stigma persone HIV+.

Alle ore 20.00, al termine della lettura teatralizzata di favole sulla diversità per grandi e piccini e della Human Library, un gruppo di ragazzini, che già la scorsa settimana aveva disturbato il presidio Arcigay con epiteti e richieste sessuali, ha ingiuriato e aggredito verbalmente, prima, e fisicamente, poi, Pignatelli.

Nello specifico, in un primo momento, hanno fatto razzia dei preservativi e tentato di rubare le penne artistiche realizzate dal papà di Pignatelli, il suo smartphone ed il salvadanaio. Hanno chiesto all'attore e poeta di praticare del sesso orale a ciascuno di loro ed, infine, precisato che avrebbero usato i preservativi per fottere sua madre. Pignatelli, con diplomazia, è riuscito ad allontanarli. Dopo mezz'ora sono tornati, hanno nuovamente richiesto la fellatio, appellando Pignatelli e sua madre (assente) con termini offensivi e scurrili e lanciandogli addosso pezzi di legno. I passanti non hanno mosso un dito e alla richiesta di Pignatelli di chiamare la polizia hanno reagito sghignazzando. È stato lo stesso presidente a digitare il 113, una volta recuperato il proprio apparecchio telefonico, e a denunciare l'accaduto tramite un breve post sulla propria pagina fb. Ma i fenomeni più assurdi si sono verificati nel lasso di tempo che va dalla prima delle quattro chiamate al 113 (le prime tre dall'attore e l'ultima da una sua amica) all'arrivo della volante, un'ora dopo circa. Pignatelli li racconta in un aggiornamento di stato pubblicato alle ore 3.30 del mattino circa, condiviso per ringraziare quanti e quante gli hanno comunicato la propria vicinanza e solidarietà mediante post pubblici, sms e telefonate.

«Gentili amici e gentile amiche, grazie infinite a tutt* per i messaggi di stima e solidarietà. Sono appena tornato a casa. Scrivo questo post per tranquillizzarvi sul mio stato di salute. Non ho escoriazioni né lividi, nonostante i calci e gli schiaffi che mi sono stati inferti nel lungo lasso di tempo in cui ho atteso le forze dell'ordine, davanti a decine di adulti sistemati a semicerchio dinanzi al banchetto (più volte preso a calci da individui di ogni età), spettatori divertiti di una novella lotta tra gladiatori. Il tifo era per i ragazzini (che continuavano a spintonarmi, schernirmi e canzonarmi), al grido unanime Vid c' t' n' vè da qua, ca tà ste pigghj cu l' wagnun. Sì nu ricchiòn. T' na scè da Tarant! (Vattene da qui, perché stai sfogando la tua violenza su dei poveri ragazzi indifesi. Sei solo un ricch**e. Devi andartene da Taranto!) Tre uomini e una donna over 50 mi hanno minacciato di morte, rivolgendomi ingiurie e simulando un coltello alla gola. L'umiliazione è stata enorme. Dedico la mia vita a Taranto, a tutte le sue lotte, le nostre lotte, e l'imperativo Vattene! mi ha ferito più della violenza fisica. Dopo 15 minuti dal mio primo post, sono arrivati alcuni miei amici e, nel giro di pochi secondi, sono stato avvolto e protetto dal calore e dal coraggio di decine di studenti e studentesse, le splendide anime che #ArcigayTaranto incontra e sensibilizza nelle scuole dal 2012, i quali hanno creato uno scudo umano per proteggermi. I miei amici e gli studenti hanno ricevuto insulti e sputi dai ragazzini e sono stati ripetutamente colpiti con i paletti di legno che circondavano la fontana, mentre gli adulti che fino a pochi attimi prima mi stavano canzonando si sono allontanati. Una volante della polizia è giunta dopo molto tempo. Uno dei due agenti, che mi conosceva, è stato estremamente gentile. Domani, come è mia consuetudine, sporgerò denuncia e sabato sarò nuovamente al banchetto in piazza Maria Immacolata.»

In una nota aggiunge: «Taranto non è una città omofoba. L'ho già dichiarato e mai mi stancherò di ripeterlo. Quanto è accaduto poche ore fa mi amareggia, mi dà conferma che tanto lavoro c'è ancora da fare, ma non mina l'amore che nutro per la mia città. Per me Taranto è magnifica, una realtà che ha più volte dimostrato di essere molto inclusiva. È sensibile alla cultura delle differenze, sa valorizzare le diversità di cui ciascun* di noi è portatore/portatrice sano/sana. A chi in passato mi ha calunniato a mezzo stampa, insinuando che invento storie per avere visibilità, auguro pace e serenità. Ciascuno le trova nel modo più consono alla propria personalità. Io le trovo nel confronto, nel dialogo, nella condivisione, nel volontariato. Militare in posizione di preminenza e di rischio contro ogni forma di ingiustizia stronca la mia carriera artistica e, cosa più grave, mette in pericolo la mia vita privata; ma il senso della mia esistenza risiede nella lotta quotidiana per la rinascita della nostra città. Per il resto, confido nelle forze dell'ordine, in favore dei quali spezzo una lancia. Due delle numerose aggressioni di cui sono stato protagonista, hanno visto puniti i colpevoli. In merito all'ultimo episodio, in una delle mie tre telefonate, l'operatore mi ha spiegato che i soccorsi tardavano ad arrivare perché tutte e tre le volanti erano impegnate: la prima all'Auchan e le altre due in proprietà private per furti con scasso.»

Al nostro presidente, sempre in prima linea dal 2005 per il benessere della città di Taranto e contro le discriminazioni per genere, orientamento e identità sessuale, etnia, età e diversabilità, contro i crimini ambientali e ogni sorta di ingustizia sociale, va la solidarietà del direttivo e di tutti i tesserati e le tesserate Hermes Academy e Arcigay Taranto. Questi episodi, sintomo di una subcultura frutto di disinformazione (in questi giorni carburata a Crispiano e Manduria da Povia e Amato), non spengano l'entusiasmo e il coraggio che contraddistinguono ogni sua azione.

Comitato Territoriale Arcigay Taranto e Hermes Academy Onlus

Carmelo Antonazzo

Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario.

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