Alessandra Greco

Alessandra Greco

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San Marco, Donatelli (Pd): "Evitare inutili divisioni, si affianchino le istituzioni a difesa della comunita'"

 

Mi spiace dover polemizzare con chi si autodefinisce portavoce del Comitato per la Difesa dell’ospedale “San Marco” che, inopinatamente introduce in questo delicato momento, elementi di divisione tra i protagonisti della lotta per la salvaguardia dell’ospedale San Marco.” A dichiararlo è Francesco Donatelli, Consigliere Comunale del Partito Democratico. “La forza e la determinazione – continua Donatelli - messe in campo dalla straordinaria opera del Comitato per la difesa dell’ospedale San Marco e del Comitato Medici per San Ciro, è stata determinante perché ha affiancato e sostenuto l’azione delle istituzioni. Il mantenere ferma questa sinergica azione del movimento dei cittadini con le istituzioni ha fatto registrare risultati che forse qualcuno ha dimenticato. Basti pensare che, fino a poche settimane fa, il pericolo concreto era la chiusura dell’ospedale sulla base di una continua azione operata scientificamente  dall’ASL Taranto, tesa a depotenziare l’ospedale di Grottaglie a favore di quello di Manduria che ha avuto come strumento la delibera 713 del 4 marzo 2011 a firma del Direttore Generale della ASL tarantina.
L’intelligente lavoro istituzioni- comitati ha prodotto uno straordinario risultato scaturito dal percorso unitario, prima nella Commissione Consiliare Politiche sociali e poi nella seduta monotematica del Consiglio Comunale del 21 settembre 2011 nella quale tutti i consiglieri regionali hanno sottoscritto la rimodulazione dei 101 posti letti assegnati al nosocomio Grottaglie. Analogo risultato è stato poi ribadito nella seduta del Consiglio Comunale del 28 novembre scorso relativamente all’attuazione dell’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 sull’individuazione dei Punti Nascita.
Infine dalla seduta del 17 maggio scorso della terza Commissione Consiliare, alla presenza del Sindaco e del Direttore Generale della ASL nella quale sono stati fissati due punti fermi: l’Ospedale “San Marco” non si chiude e si mantengono fermi i 101 posti letto; abbiamo richiesto ed ottenuto di svincolare l’ospedale di Grottaglie da quello di Manduria per accorparlo al Santissima Annunziata di Taranto, ottenendo un doppio risultato: la fine di una guerra tra poveri che vedeva soccombere Grottaglie e far esercitare al Reparto Ostetricia-Ginecologia una funzione di filtro con l’ospedale di Taranto creando le premesse per salvare il punto nascita che dovrà decidere la Regione.
Ora bisogna affrontare la novità della seconda fase del Piano di rientro che, a prima vista, sembra gratificare Grottaglie aumentando i posti letto a 124. In realtà è un grosso passo indietro perché chiude la possibilità del punto nascita, si ritorna al Day Service per Chirurgia (H12) e destina a cronicario il futuro dell’ospedale.
Su questo bisogna lavorare in maniera intelligente e, soprattutto, unitariamente. Il fatto che diverse forze politiche e movimenti abbiano gettato l’allarme è un fatto positivo perché, finalmente, c’è la consapevolezza che altri soggetti politici che operano a Bari e a Roma, stanno operando una sorte di lobbismo nei confronti della Regione che danneggia esclusivamente Grottaglie.
Allora consentitemi un appello: evitiamo fughe in avanti, attestati di primogenitura delle azioni, recriminazioni generiche contro le forze politiche e lavoriamo con urgenza a costruire una grande mobilitazione di massa che faccia capire che ognuno deve fare il proprio mestiere senza invasioni di campo: il Direttore Generale esplichi il suo mandato senza interferire nelle decisioni politiche, i consiglieri regionali sono chiamati alla coerenza con quanto sottoscritto nel Consiglio Comunale del 21 settembre scorso e a rappresentare tutto il territorio provinciale senza campanilismi, il Sindaco di Grottaglie raccolga le istanze popolari rappresentate dai Comitati dei cittadini e, condividendole con i colleghi del Distretto, le faccia diventare scelte istituzionali da farli approvare dalla Conferenza dei Sindaci e dalla Regione.
Sono convinto – conclude Donatelli - che in questo modo, evitando inutili divisioni, nel rinnovato clima unitario, i Comitati dei cittadini (come hanno sempre fatto) continueranno ad affiancare le istituzioni a difesa delle ragioni della nostra comunità.”
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Mazza: "Amministrative a Taranto, la fase nuova..."

 

Il Consigliere regionale Patrizio Mazza ha diffuso la seguente dichiarazione: “Le elezioni amministrative sono ormai lontane, ma alcune riflessioni sono d’obbligo considerato che ancora oggi, essendomi cimentato, reputo di non aver avuto soddisfazione dall’esito del voto e valuto dove siano gli errori e se ho sbagliato. Non sono certo uno stratega di captazione di voti, pur avendone avuti 1200 a livello personale, semplicemente per il fatto di aver pensato che il voto sia ancora una espressione ideologica; così non è certamente stato e per detto diffuso le elezioni amministrative sono le meno ideologiche in assoluto, soprattutto per la capillarizzazione dei candidati e le aspettative di chi guarda al potere consolidato come possibile fonte di benefici, noncurante che quel potere consolidato è anche un consolidato di involuzione sociale ed economica degli ultimi decenni.
Non voglio essere qualunquista nel dire che i partiti non ci sono più, che gli interessi politici spesso si incrociano col malaffare, che la visione dello sviluppo sociale è una mera utopia e via dicendo. Voglio comunque dire che una città che non vuole dare un segnale forte di cambiamento di fatto non vuole cambiare! E’ inutile rintuzzare le possibili responsabilità su coloro che si sono fatti abbindolare da qualche momentaneo beneficio o promesse di beneficio o consolidamento di benefici pregressi. Il 40% dei tarantini si è defilato da considerazioni o ragionamenti complessi e l’altro 60% ha deciso in minima parte.
Precisamente circa il 15% dell’elettorato ha tentato un cambiamento mentre circa il 45% ha scelto lo status quo. Qualcuno, più addentro alla politica, direbbe che non è proprio così, perché all’interno della maggioranza eletta vi sono almeno 7 o 8 consiglieri che potrebbero avere un ruolo antitetico, o opportunista nei confronti della maggioranza medesima, e ciò rappresenterebbe la differenza; ma – aggiungo- solo se questa differenza venisse da una parte illuminata e progressista nel senso innovativo del termine si potrebbe sperare in un condizionamento corroborante di un nuovo modo di amministrare e far sviluppare la città di Taranto.
Reputo che la componente ‘antitetica’ sia tale solo per questioni di mera difesa di una parte di potere consolidato su alcuni interessi e la bagarre in Comune si scatenerà quando saranno in discussione i grandi interessi economici connessi al porto, alla grande industria ed a quei crismi che hanno creato su Taranto la possibilità di blindare l’esito di un voto che avrebbe dovuto essere ampiamente rivoluzionario e trasversale, come le problematiche della città ancora oggi richiedono.
Cosa ci aspetta adesso? Certo la fase nuova non è il qualunquismo negativo di coloro che si sono astenuti dal voto. La fase nuova è di quella piccola fetta di gente che ha creduto nella possibilità di cambiamento e che ancora crede in questo concetto.
Nella fase nuova si sarà più presenti e critici nei confronti del potere consolidato che ha soggiogato il popolo a mantenere invariate le aspettative di sviluppo, sempre più compromesse invece. Non vi è infatti una presa di posizione sulla questione ambientale meno che mai sulle fonti inquinanti delle grandi presenze, ma ormai c’è la tendenza a deresponsabilizzarsi con ignavia dal problema rinviando tutto ai tavoli romani. Continueremo a non sentir parlare di alternative concrete alla grande industria e a sentir parlare invece di ipotetiche bonifiche, piattaforma logistica, retro-portualità, etc. e sempre gli stessi argomenti da venti anni a questa parte. Le componenti del cambiamento facciano sistema attorno ad un progetto di vera alternativa economica per il territorio.
Ciò che ha coagulato, seppur un minimo, durante la campagna elettorale è stata la questione ambientale, si salvi codesta questione e si faccia sistema attorno ad alternative economiche concrete. Si alimenti e si consolidi una opinione pubblica attorno al principio delle alternative economiche o non vi sarà via d’uscita.
Mancano i soggetti illuminati per fare una nuova politica a totale beneficio del bene comune, ma manca anche il popolo, come massa critica, che partecipi, che proponga, che reagisca specie in occasione delle elezioni e del resto chi non ha il coraggio di ribellarsi … non ha poi diritto a lamentarsi”.
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Punto nascita San Marco a rischio. Alabrese "Due manifestazioni per fermare lo sciacallaggio"

 

Quanto sta accadendo è inaccettabile e rappresenta un gioco al massacro dei diritti dei cittadini”. A dichiararlo è il Sindaco del Comune di Grottaglie, Ciro Alabrese, che commenta così le dichiarazioni di fonti autorevoli dalle quali risulterebbe che la Regione Puglia stia per assumere decisioni definitive inerenti i punti nascita escludendo quello di Grottaglie. “Ho convocato per lunedì prossimo – rende noto il Sindaco - partiti, forze sociali, movimenti e comitati per condividere un’azione comune in difesa del nosocomio grottagliese e programmare per giovedì 7 giugno un Consiglio Comunale in Piazza Principe di Piemonte invitando il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, l’Assessore Regionale alla Salute Ettore Attolini, il Direttore Generale della Asl Taranto Fabrizio Scattaglia, i Consiglieri Regionali della Provincia di Taranto, i Sindaci del comprensorio interessato, le Organizzazioni Sindacali, i rappresentanti dei locali comitati a difesa dell’ospedale San Marco e l’Associazione Medici per San Ciro.
In un momento così delicato, sento di invitare chi voglia partecipare a questa battaglia a difesa della salute, ad evitare un deprecabile sciacallaggio politico. Altresì, rivolgo un appello al dottor Francesco La Grotta, concittadino e Capo Dipartimento di Ostetricia-Ginecologia, affinché possa condividere la difesa dell’ospedale San Marco ed in particolare la necessità ed utilità per l’intero territorio di individuare a Grottaglie il Punto Nascita per qualità, numeri e storia che egli conosce molto bene, avendo per lunghi anni contribuito alla costruzione di una storia gloriosa che non può essere cancellata in un solo istante.
Di seguito, per sabato 9 giugno, ho indetto sempre in Piazza Principe di Piemonte una manifestazione pubblica invitando a partecipare tutti i soggetti istituzionali e non sopracitati, ma in particolare le mamme e le famiglie che nel corso degli anni hanno beneficiato dei servizi di Ginecologia ed Ostetricia eccellente; reparti che hanno assicurato all’intero comprensorio condizioni di nascita e di salute in piena sicurezza e che rappresentano un vanto per il nostro nosocomio unitamente ad altri servizi.
Invito tutti – conclude il Sindaco Ciro Alabrese - non solo a parteciparvi in maniera massiccia e coesa, ma a rimanere in piazza anche durante la notte, finché il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola non verrà a dar conto a Grottaglie di questa scelta scellerata, in contrasto con i numeri e la tradizione del Punto Nascita del San Marco.”
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Pd Grottaglie: "Mobilitiamoci a difesa del punto nascita del San Marco"

 

L’Ospedale San Marco ha una storia e peculiarità che non possono essere mortificate e faremo di tutto perché ciò non accada”. E’ quanto sostiene a gran voce il Partito Democratico di Grottaglie, riunitosi per discutere di quanto starebbe accadendo nella scelta dei punti nascita da tagliare per effetto di un accordo Stato-Regioni, le cui scelte definitive verranno portate a Roma presso il Ministero della Salute il prossimo 15 giugno.
Nel corso dell’incontro si sono evidenziati i punti fermi dell’azione dei Democratici che, come riscontrato anche nella recente Commissione
consiliare alla quale ha preso parte il Direttore Generale della Asl ionica Scattaglia, sono riusciti nei mesi a scongiurare la chiusura del San Marco chiedendone l’accorpamento con Taranto anziché con Manduria e vedendone riconosciuto addirittura un incremento dei posti letto. Tuttavia il Pd di Grottaglie si farà portavoce di alcune istanze specifiche di miglioramento di questa proposta della Regione Puglia, chiedendo il mantenimento della Chirurgia H24 e Ortopedia Generale oltre che Geriatrica.
L’Ospedale San Marco – continua il Pd – ha nel suo Punto Nascita un presidio di eccellenza che qualifica l’intera sanità ionica. Per numeri, storia, tradizione. Non può pertanto essere cancellato con un semplice tratto di penna di dettato da velleità politiche, ma deve essere oggetto di un’analisi chiara, oggettiva e con criteri definiti. Respingiamo con forza l’idea che a Taranto, Bari come a Roma sieda chi ha a cuore solo gli interessi particolari della città da cui proviene, tralasciando il bene comune di altre realtà che appartengono alla stessa terra. Come più volte sottolineato e portato all’attenzione del Presidente della Regione, dell’Assessore pugliese alla Sanità, della Asl e di tutti gli organi istituzionali competenti, nel solo 2011 a Grottaglie sono nati 749 bambini, contro i 603 di Martina Franca e i 222 di Manduria. Come si evince dai criteri presenti nell’accordo Stato-Regioni che proprio la nostra regione ha firmato, vi è il suggerimento di mantenere in vita i punti nascita con un maggior numero di utenza (senza considerare poi il valore delle strutture e la collocazione logistica a strade a scorrimento veloce verso un ospedale di secondo livello). Sembra pertanto incomprensibile questo continuo vacillare su quale sia il terzo punto nascita più idoneo in terra ionica dopo Castellaneta e Taranto, considerato che ogni ospedale ha una sua propria vocazione che va riconosciuta e sostenuta".
"Non può inoltre reggere il principio di interprovincialità dei punti nascita invocato da qualcuno - prosegue il Pd nel suo comunicato - per il semplice motivo che andrebbe ad intaccare un equilibrio sacrosanto tra le Aziende sanitarie dei diversi territori, tutte bisognose di ricette diverse a seconda delle criticità presenti in loco. E’ inoltre opportuno ricordare, anche per rendere doveroso merito agli operatori che vi lavorano, che nel corso degli anni il reparto di Ginecologia- Ostetricia del San Marco ha fronteggiato con la massima puntualità e senza nessuno sforzo o problema le emergenze cicliche dei nosocomi di Taranto e Manduria, riuscendo ad attrarre una utenza variegata, proveniente a volte anche da comuni di province non proprio contigueProprio in virtù di questa lunga storia fatta di successi e qualità del reparto – conclude la nota - il Pd rivolge un appello ai comitati, alle forze sindacali, alle forze politiche ed ai semplici cittadini, perché in tempi brevi si metta in campo una grande mobilitazione che faccia sentire a chi governa la nostra regione quanto il Punto Nascita dell’Ospedale di Grottaglie sia un pezzo di storia incancellabile”.
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Ars et Labor: un'amichevole per festeggiare la salvezza!

Si giocherà stasera, al D'Amuri, alle 19 e 30, la partitella "in famiglia" voluta ed organizzata dalla società grottagliese per congedarsi da questa stagione ma soprattutto per festeggiare la salvezza raggiunta domenica 27 maggio nel ritorno play out contro i campani del Real Nocera.

Un'occasione per vedere all'opera quella che è risultata essere la squadra più giovane del campionato di Serie D da Roma a giù. Una formazione che è riuscita a scansare il pericolo dell'Eccellenza e che, per buona parte, si appresterà dopo il periodo di pausa estivo all'undicesima volta consecutiva in Serie D. Una costanza di risultati notevole ma che se visti da una prospettiva diversa potrebbero anche essere intesi come una sorta di immobilismo della società biancazzurra, ancora non in gradi di metter su una squadra se non da promozione, quanto meno da metà classifica, che non costringa i suoi tifosi a finali da cardiopalma, come accaduto in questa stagione appena terminata. 

Ma adesso è forse fin troppo presto per poter parlare di progetti realmente futuri e realistici. Al momento c'è il presente: una formazione  appena salvatasi tra mille problemi, desiderosa di poter festeggiare assieme ai propri tifosi la permanenza in Serie D. 

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Ecolevante, Liuzzi (Sel) "interroga" il Comune...che non risponde

 

"In qualità di Consigliere Comunale appartenente al Gruppo Sel - scrive in una nota Mauro Liuzzi - formulo la seguente interrogazione, con la quale si denuncia, tra l’altro, il mancato adempimento da parte di alcuni uffici comunali nel soddisfare le richieste di accesso di coloro che rappresentano la collettività e che operano al fine del raggiungimento di interessi comuni".
"Lo scorso 10 maggio - fa sapere Liuzzi - ai sensi del Regolamento per la disciplina del diritto di accesso e di informazione dei Consiglieri Comunali, ho chiesto di ricevere informazioni su “Ici, Imu, Tarsu e imposte che la società Ecolevante ha pagato o avrebbe dovuto pagare all’Amministrazione negli ultimi tre anni. Il termine utile previsto per la risposta è di cinque giorni, ma a tutt’oggi, non ho avuto alcuna comunicazione al riguardo"
"In aggiunta sul sito del Comune di Grottaglie nella lista dei fabbricati non dichiarati in catasto compaiono tre immobili in ditta Ecolevante.
E’ paradossale - conclude l'esponente di Sel - che emergano edifici fantasma relativamente ad una società che ha tratto sul Comune di Grottaglie un elevato profitto e la cui presenza ha segnato la recente storia cittadina di forti contrapposizioni politiche, sociali e ambientali.
Si invita, pertanto, a voler dare risposta in Consiglio Comunale, sottolineando che la dignità di un territorio si misura anche attraverso la capacità di far pagare il dovuto a tutti i contribuenti". 
 
 
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Convegno sull'imprenditoria dei Giovani Udc. Russo: "La giusta via per rilanciare il nostro Paese"

 

I Giovani Udc hanno promosso un convegno (previsto per fine giugno) con l'obiettivo di indirizzare al meglio chiunque volesse mettere in piedi un'attività o un'impresa ma non avesse i mezzi e non riuscisse a trovare i finanziamenti necessari per far sì che ciò diventi possibile. "Questo avverrà - spiega il segretario dei Giovani Udc, Giuseppe Russo - con l'ausilio di persone esperte nel settore che daranno informazioni sulle regole e le norme da seguire per diventare imprenditori di se stessiLa meta che questa segreteria giovanile si prefigge è quella di far crescere in noi giovani la cultura d'impresa, ovvero la capacità di perseguire le proprie idee, i sogni e le ambizioni che ci poniamo, in maniera obiettiva e mirata, sfruttando al meglio le nostre capacità o dandole delle regole che ci aiutino a creare un progetto solido e perseguibile. Credo che sia la strada giusta per poter ridare slancio al nostro Paese, augurandoci che le nuove norme che verranno presentate agevolino il nostro sistema economico permettendoci finalmente di ripartire".
Un'iniziativa volta alla ricerca di una via d'uscita in una situazione economica quanto mai difficile: "la crisi sta pesando molto sulle famiglie ma anche sui giovani - continua Russo - i quali trovano parecchie difficoltà nell'inserirsi nel mondo del lavoro, a causa dei tagli al personale che aziende e altre attività sono costrette a fare per poter sopravvivere, a delocalizzazioni, là dove le condizioni di lavoro sono più convenienti per norme lavorative meno rigide e salari meno onerosi o faticano nel trovare l'occupazione adeguata alla preparazione raggiunta dopo anni di studiIl Governo, anche se ancora molto lentamente, si sta impegnando sul tema dell'occupazione per agevolare le assunzioni e riformare i contratti attraverso un sistema più libero e flessibile del mercato del lavoro, costruendo un sistema più vicino a quello adottato da Paesi più virtuosi e solidi del nostro.I finanziamenti sono un altro elemento fondamentale per l'economia, perché permettono di allargare il mercato, creare competitività, ricchezza, posti di lavoro, dare futuro a tante persone. In questo senso il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha parlato delle banche che devono aiutare i giovani imprenditori e le giovani imprenditrici, ricordando però alle banche stesse di fare scelte più consapevoli nella ridistribuzione del credito, dato che la crisi in cui siamo è anche dovuta al fatto che il credito è stato concesso a chi non avrebbe dovuto riceverlo. Un'altro elemento, non meno importante, è la “questione del Mezzogiorno”, che ci portiamo avanti quasi dalla nascita dello Stato italiano e che ci riguarda più da vicino: più volte il sud d'Italia è stato dipinto come luogo in cui il progresso economico è poco incentivato, facendoci rimanere indietro rispetto a un nord più moderno e imprenditoriale". 
 
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Punti nascita in Puglia, Serio (Pd): "L'area ionica non può perdere l'eccellenza del San Marco"

 

Privare l'area orientale di un punto nascita sarebbe un errore macroscopico per una equilibrata offerta di salute del territorio”. A lanciare l'ennesimo allarme è Massimo Serio, capogruppo consiliare del Partito Democratico di Grottaglie. Dichiarazioni, quelle di Serio, che giungono a fronte dei rumors che nelle ultime ore vedrebbero né Grottaglie, né Manduria come scelta del terzo punto nascita di terra ionica, dopo quelli di Taranto e Castellaneta.
Il 15 giugno prossimo, infatti, la Regione Puglia sarà chiamata a rispondere a Roma dei progressi sul piano di rientro dal deficit della sanità e su quali punti nascita tagliare, come definito da un precedente accordo Stato - Regioni. Al centro del dibattito vi sarebbero proprio i criteri di scelta dei punti nascita contenuti in quell'accordo, che sulla carta dovrebbero premiare Grottaglie, a meno di scelte che poco abbiano a che fare con la salute dei cittadini.
Nel solo 2011 - ricorda Serio - il San Marco ha collezionato ben 749 parti, contro i 603 di Martina Franca e i 222 di Manduria, risultando così il più idoneo. Vogliamo che si apra un dibattito franco e meritocratico, che veda i consiglieri regionali del territorio compiere scelte nell’interesse dell'intero territorio e partendo da dati concreti e conosciuti, definendo un modello di salute che premi l’eccellenza. In un'ottica anche di equilibro territoriale e di aziende sanitarie, sarebbe un grosso errore scaricare sulla provincia di Brindisi, come sostengono alcuni, tutta l’utenza che ora anche per motivi geografici, oltre che qualitativi, predilige il San Marco.”
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Vivere e morire all'Ilva, al Castello Episcopio gli "Invisibili" di Colucci e Alemanno

 

Quando, nei primi anni Sessanta, la città ionica assistette al nascere del IV centro siderurgico italiano (allora Italsider), nessuno avrebbe potuto prevedere i cambiamenti che da quel momento si sarebbero verificati a Taranto – città fino ad allora di navigatori e pescatori – e nel tarantino. L’impatto fu determinante e da allora in Puglia il “progresso” prese il nome di Italsider. Migliaia di contadini cominciarono a lasciare la terra per lavorare l’acciaio, nacquero figure quasi mitologiche come quella del metalmezzadro – l’uomo metà operaio e metà contadino – e tutto il territorio intraprese la via dello sviluppo industriale.
Nel libro “Invisibili” (2011) Fulvio Colucci e Giuse Alemanno danno di questa realtà una lettura in parte inedita.  E lo faranno anche domenica 3 giugno, a partire dalle 19, presso l'atrio del Castello Episcopio. Alla presentazione dello scritto, moderata da Franco Calzolaio, interverrà anche Donatella Duranti, coordinatrice provinciale di Sel, più alcuni lavoratori e sindacalisti di oggi e di ieri.
Da quei primi anni Sessanta, ne è passato davvero tanto, per 50 anni lo stabilimento siderurgico ha continuato a dominare l’orizzonte, come una montagna, un colosso, un immenso “monumento”, una certezza luminosa. Decine di migliaia di operai provenienti da tutto il Sud Italia hanno legato le loro vite a quella dello stabilimento, sono invecchiati, hanno faticato fino alla pensione tra colate di metallo fuso e temperature inimmaginabili. Molti di loro sono stati sostituiti dai figli, cresciuti anche loro, come tutti noi d’altronde, all’ombra della grande fabbrica.
Certo non tutto poteva essere perfetto, la fabbrica era nata proprio a ridosso dell’abitato, praticamente in periferia, e ciò non poteva non comportare le gravi conseguenze che oggi assillano le coscienze di tanti pugliesi. Un "Monumento al Lavoro", sì l’Ilva oggi rappresenta un “monumento a lavoro” o almeno così si sente molto spesso dire. Lo stabilimento è la prova lampante della vocazione industriale di Taranto, altra espressione ricorrente, molto conservativa, che trova non pochi facili riscontri nella grande zona industriale di Taranto. Forse si tratta di semplici etichette, di slogan ripetuti per convincersi che le certezze del presente sono pur sempre meglio dei rischi del cambiamento. Comunque la si pensi, è difficile negare l’enorme contributo al cambiamento innescato dall’Italsider (anche se nel frattempo il mito ha lasciato il posto alla realtà, del “monumento” è rimasto più che altro un ricordo sbiadito dall’attualità di un territorio intriso di veleni e della “vocazione” una cultura impoverita che stenta a riconoscersi in se stessa).
Nel loro libro gli autori Fulvio Colucci e Giuse Alemanno hanno raccolto le testimonianze e le storie di vita di chi per tanti anni ha lavorato nel siderurgico. Un punto di vista emotivo, ricco di suggestioni, che fa vivere al lettore un’esperienza particolare, a contatto con i sentimenti degli operai e delle loro famiglie. L’Ilva letta attraverso la lente delle paure e delle speranze dei suoi lavoratori. Un ottimo punto di partenza per una discussione sulla realtà attuale del nostro territorio. 
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Ars et Labor: il Grottaglie e' salvo! Sara' ancora serie D!

Salvi! I ragazzi di Pizzonìa battono il Real Nocera di Montalbano e riagguantano una serie D che in questi play out sembrava essersi allontanata. Al D'Amuri va in scena una vittoria che sa di impresa: il Grottaglie vince (era l'unico risultato possibile per salvarsi) nonostante il vantaggio della squadra nocerina già al 12' e l'errore dal dischetto di De Angelis. Vince grazie alle reti di Lenti e D'Angelo che ribaltano il risultato e scacciano via le tenebre di una retrocessione. 

Al D'Amuri, per il grande appuntamento, presenti anche il Sindaco Ciro Alabrese e il presidente Ciracì, oltre a circa 1200 spettatori a gremire gli spalti come non accadeva da troppo tempo. 

L'approccio iniziale del Grottaglie è di quelli pessimi, soprattutto se si tiene in conto di cosa ci si sta giocando. I padroni di casa sono contratti, probabilmente risentono della tensione e si fanno trovare impreparati già al 12' quando il tiro - cross di Polichetti sorprende tutti e porta il Real Nocera sull'uno a zero. Inizio peggiore non poteva esserci. La già precedente "condanna" alla vittoria dell'Ars et Labor diventa così più pesante, con i grottagliesi costretti a raggiungere prima il pari e poi l'eventuale gol della rimonta, stando sempre con più di un occhio in difesa. 

Il Grottaglie però reagisce e dopo appena 4 minuti dal gol incassato, guadagna un rigore quando Nucera (poi ammonito) strattona De Angelis in area. Rigore. Sul dischetto ci va proprio il numero 9 grottagliese, ma il Montalbano intuisce e para. I ragazzi in maglia biancazzurra non demordono e di nuovo Nucera al 23' offre una grossa mano alla causa grottagliese entrando duro su D'Arcante e  rimendiando il secondo giallo della gara, con conseguente espulsione. L'allenatore dei campani corre ai ripari richiamando Longo e affidandosi a Caraviello per riformare una difesa a quattro, mentre Pizzonìa prova ad approfittarne avanzando Pinto e portando Scalese nel ruolo di seconda punta. I grottagliesi ritemprati dalla superiorità numerica, crescono e vanno in gol al 44' con D'Angelo che però è in posizione di fuori gioco e vede annullarsi la rete. 

Al rientro dagli spogliatoi, Pizzonìa opera subito due cambi, inserendo Lenti e Lucà per D'Arcante e Cantoro. La gara diventa un monologo biancazzurro, la mole di gioco prodotta porta i suoi frutti al 57' quando il nuovo entrato Lenti ci prova dalla distanza, e complice una deviazione, mette a segno il gol del pareggio. Il D'Amuri esplode e il Grottaglie ritorna ufficilamente in corsa per l'ultimo posto rimasto in serie D. Il forcing prosegue senza sosta e a 6 minuti dal termine l'ottavo corner grottagliese è decisivo: batte Lenti che sul secondo palo trova D'Angelo che anticipa tutti e insacca. E' 2 a 1 per il Grottaglie. Il Real Nocera ha ben 8 minuti di recupero a sua disposizione, ma gli jonici resistono e rischiano addirittura il terzo gol con De Angelis che, con Montalbano in area grottagliese, ci prova dai 35 metri ma manca di poco la porta sguarnita. 

Al triplice fischio, via le tensioni, le paure e il cardiopalma, spazio alla gioia per un Grottaglie finalmente salvo che sarà ancora lì, l'anno prossimo, tra le formazioni storiche della serie D. 

 

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