Il museo sonoro di Caparezza attraversa la Puglia In evidenza

Esce oggi 22 aprile il nuovo lavoro di Caparezza, Museica, un album che fonde musica e pittura.
A distanza di tre anni torna sulle scene Caparezza che con il suo nuovo lavoro conferma ancora una volta il suo stile assolutamente unico nel panorama musicale italiano.

La tendenza a racchiudere una moltitudine di brani all'interno di un disco è una caratteristica tipica di Michele Salvemini – in arte Caparezza – ma questa volta l'artista si è superato con ben 19 pezzi che rendono l'album piuttosto intenso. Per questa nuova uscita discografica – mixata da Chris Lord Alge – Caparezza si cala nei panni di produttore artistico, dando vita ad un lavoro che mantiene il legame con le produzioni precedenti. Come in passato si parte da un concetto di base, che in questo caso è dato dall'idea di raccogliere una collezione di pensieri e punti di vista, partendo da alcune opere d'arte. Un semplice pretesto per poter dare sfogo ai pensieri di Caparezza.
"Museica" è un viaggio rimbalza l'ascoltatore in continui cambi di epoche, ma che ha il presente come minimo comune denominatore. Ogni brano è una storia a sé ed è completamente slegato dal resto, sia per le tematiche affrontate sia per gli arrangiamenti. Nell'infinita serie di argomenti trattati, non mancano momenti dove l'uso geniale delle parole lascia positivamente interdetti. In "Mica Van Gogh" Caparezza dà vita ad un parallelismo tra la parabola esistenziale di Van Gogh e quella di un adolescente degli anni duemila, il quale ne esce tristemente perdente. Impressionante l'"ascesa" del giovane raccontato in "Cover", la cui vita (e morte) viene scandita dalla continua citazione di album storici: dalla creazione del mondo con "Innuendo" dei Queen e "Fragile" degli Yes, alle prime difficoltà con il mondo che gli volta gli spalle (copertina di "Born In The U.S.A.") e lo terrorizza ("Fear Of The Dark"), fino alla ricerca del successo, dei "quindici minuti di notorietà" di wahroliana memoria, fino ad arrivare alla morte ("Master of Puppets") e ad un particolare aldilà ("Dark Side Of The Moon").
Le citazioni a gruppi e album sono moltissime e tutte sapientemente utilizzate al fine di formare questo puzzle esistenziale, il cui ritornello ben fotografa la triste situazione attuale del fare musica ("Cover, I was born and I grew up, I was dead under the cover. I raise my head and i realized that all my life was on a cover. Cover over me"). Gli arrangiamenti vengono cuciti su misura per ogni brano: dal violino che unisce la Puglia all'Irlanda in "Non me lo posso permettere", alle atmosfere da film western di "Cover", fino ai richiami alla classica di "China Town", brano che rimanda ad una condizione di introspezione, dove il termine "China" indica proprio l'inchiostro e il ritorno ad una dimensione dove si possa riprendere confidenza con ciò che ci circonda.
L'occhio di Caparezza continua ad essere fortemente legato ed ispirato al presente e questi diciannove quadri altro non sono che il pretesto per continuare a tuffarsi nell'immensa assurdità che spesso caratterizza questo tempo. "Concetto Spaziale, attesa" di Fontana è lo spunto per sottolineare la sempre più crescente e morbosa attenzione che i mezzi di comunicazione riservano alla cronaca nera, mentre "è Tardi" è la fotografia di un tempo che viaggia ad una velocità disumana. Il punto di forza di Caparezza è riuscire – indipendentemente dal suo livello di conoscenza -­ a mantenersi su un livello superficiale, rendendo così comprensibile a tutti gli infiniti collegamenti storici che puntualmente inserisce nei suoi brani.
Nel disco, oltre a togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di haters e detrattori (in Troppo politico risponde a chi lo accusa di trattare argomenti politici, mentre in Sfogati se la prende con gli integralisti musicali), Caparezza, che ci tiene a prendere le distanze dalla scena rap ("Sono più AC/DC che hip hop, ma la scena mi piace, apprezzo molto quello che sta facendo Salmo") riesce a confezionare anche un gioiellino come Cover - forse il Capa-lavoro del disco - dedicata a tutti gli amanti della (buona) musica, in cui, verso dopo verso, cita le copertine dei dischi più importanti della cultura pop degli ultimi cinquant'anni. "Quel pezzo mi è venuto facilmente", ride, "perché sono un collezionista di vinili e quindi mi è bastato ripassare la mia collezione. Perché continuo ad abitare a Molfetta? Me lo sono chiesto molte volte anch'io, non lo so, forse è il mio punto debole. O il mio punto forte".
Nuovo album vuol dire presentazione per tutta l'Italia e successivo nuovo tour. La Puglia sarà molto presente nelle date di Museica, a partire dal 26 e 27 aprile presso le Feltrinelli di Bari e Lecce per la presentazione del disco. Il tour invece farà tappa a Bari il 14 giugno e a Gallipoli il 16 agosto. Inoltre è stata confermato che il primo maggio di Taranto sarà aperto proprio dall'artista di Molfetta.

Gabriele Palumbo

"Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi." — Ferdinand de Saussure

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