Lettera a Renzi da un candidato al "Nobel" per l'insegnamento: “Date dignità al nostro lavoro”

Daniele Manni, originario di Racale, piccolo comune in provincia di Lecce, da ventott'anni, docente di informatica dell'Istituto di Istruzione Superiore Galilei-Costa di Lecce, è uno dei due italiani e nove europei tra i cinquanta finalisti al Premio Nobel per l'insegnamento, il Global Teacher Prize da 1 milione di dollari.

Il premio è inventato dalla Varkey Germs Foundation, un'organizzazione internazionale impegnata nel settore Education, presieduta da Bill Clinton, già Presidente degli Stati Uniti d'America. I finalisti sono 9 in Europa e 2 in Italia (l'altra italiana è Daniela Boscolo, della provincia di Rovigo).

(Vedi anche http://www.grottaglie24.it/201412232506/notizie/dalla-puglia/2506-ecco-perche-il-costa-e-da-nobel-parla-daniele-manni-finalista-italiano-al-global-teacher-prize-da-1-milione-di-dollari.html)

Le sue lezioni sono sia teoriche che pratiche, dedicate a materie fuori dai programmi ministeriali: inclusione, inquinamento, start up. E i suoi studenti sono plurimedagliati. Infatti, secondo gli alti dirigenti della fondazione americana, il Prof. Daniele Manni non segue "lo stile tradizionale di insegnamento, miope e passivo, italiano". Non è passivo, dicono gli americani, a cui è stato segnalato per l'onorificenza e l'assegno. Lo scorso 2 gennaio 2015, il Prof. Daniele Manni ha scritto una lettera, rendendola poi pubblica, al premier Matteo Renzi, e al suo ministro di riferimento Stefania Giannini.
"Gent.mo Presidente Renzi,
mi chiamo Daniele Manni, sono un docente di Lecce, innamorato e appassionato del proprio ruolo (non riesco a chiamarlo lavoro) e, pare, sono fra i 50 finalisti al mondo candidati al titolo internazionale di Premio Nobel per l'Insegnamento, il "Global Teacher Prize" della Varkey Gems Foundation. In Europa siamo solo in nove e due in Italia (quasi il 30%), anche se so perfettamente di essere solo stato fortunato perché c'è stato qualcuno che si è preso la briga di segnalare il mio operato alla Fondazione, quindi, dietro questa punta di iceberg, sono certo si nascondono centinaia di colleghi altrettanto meritevoli di questo "titolo", i quali lavorano, sperimentano e innovano ogni giorno, nel silenzio delle loro aule, fianco a fianco con i loro fortunati studenti.

Ho deciso di scriverle perché oggi sono "qualcuno" e questo mio quarto d'ora di notorietà durerà appena un mese, fino a quando non diverrò un banale "ex" finalista e le mie parole avranno certo un peso diverso.

Cosa le chiedo? Niente di più di quanto lei non stia ripetendo negli ultimi giorni, ossia più considerazione in Italia per la professione docente, più "ritmo" nella scuola. Solo che, oltre ad ascoltare e ad apprezzare i suoi nobili intenti, mi piacerebbe che in questo nuovo anno vedessimo azioni concrete, un po' come facciamo noi "bravi" insegnanti "da Nobel" con i nostri alunni, agendo e creando risultati e non solo annunciando cambiamento e innovazione. E di azioni concrete per riqualificare il nostro ruolo nella società italiana me ne vengono in mente due.

La prima, a rischio di sembrare banale, è quella di rendere semplicemente "dignitoso" lo stipendio che ci viene riconosciuto, perché oggi, dignitoso, non lo è affatto. Se, pur essendo i peggio pagati e ricevendo poca o nulla stima dalla società civile, riceviamo lode e attenzione internazionale e la nostra opera quotidiana rende la scuola italiana una delle "istituzioni" più apprezzate dalla cittadinanza (al terzo posto, dopo Papa Francesco e le Forze dell'Ordine*), chiedo a Lei e al governo che rappresenta, cosa potrebbe essere la Scuola italiana se il corpo docente ricevesse più credito e dignità? Come pensa che la società possa apprezzare una figura così importante per la vita ed il presente (non solo il futuro) dei nostri figli se lo Stato è il primo a ridicolizzarne il lavoro con un riconoscimento inadeguato? Comprendo benissimo che questo è un momento certo non facile per mettere sul tavolo un piano di aumenti per la categoria, ma qualche primo, piccolo segnale non sarebbe affatto una mossa errata. Se si sta chiedendo se questo mio è un tentativo per ottenere ciò che in tanti non sono riusciti negli ultimi vent'anni, la risposta è ...sì.

La seconda possibile azione è quella di ideare e realizzare iniziative concrete atte a valorizzare la professione, approfittando anche di ogni possibile occasione per enfatizzare, rendere pubbliche e diffondere le opere meritorie e le persone meritevoli nella scuola, ogni qualvolta se ne presenta l'opportunità. Vuole qualche esempio? La Varkey Gems Foundation ha come mission quella di alzare il livello di considerazione dell'insegnamento e si è inventato un premio da 1 milione di dollari per accendere i riflettori di tutto il mondo su questa straordinaria professione (sempre che il governo ed il ministero italiano abbiano, anch'essi, questa mission). E' vero, loro sono ricchi e hanno i soldi, ma quanta ricchezza abbiamo noi italiani in termini di creatività ed inventiva? E non sta certo a me suggerire modi e metodi efficaci.

Concludo augurando a noi docenti che lei possa prendere minimamente in considerazione quanto le ho scritto e a Lei, ai suoi cari e a tutto il suo staff un 2015 proficuo, sereno e ricco di sorrisi.

Con grande rispetto e fiducia
Daniele Manni".
E il Ministro Stefani Giannini ha così risposto su Twitter: "La #buonascuola che vuole #DanieleManni è obiettivo riforma: merito, anche economico, a insegnanti migliori #teacherprize @TeacherPrize".

Alcuni collegamenti utili:
Global Teacher Prize: www.globalteacherprize.org

50 finalisti nel mondo: www.globalteacherprize.org/top-50-finalists

Fanpage su Facebook: https://www.facebook.com/manni4nobel

 

Cinzia Marangella

"Sometimes you just need to look at things from a little different perspective and you will see the world through new eyes.

A volte hai solo bisogno di guardare le cose da una prospettiva un po' diversa e vedrai il mondo con occhi nuovi"

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