NATUZZI: SCIOPERO CONTRO LA CIGS

Stamane il Gruppo Natuzzi ha visto il personale degli stabilimenti di Laterza (TA) e Santeramo in Colle (BA) iniziare il proprio turno di lavoro con uno sciopero di quattro ore, iniziativa promossa dai sindacati per protestare contro la recente decisione dell'azienda di prorogare la cassa integrazione straordinaria di un altro anno.
L'azienda leader nella produzione di divani da una parte e le rappresentanze dei lavoratori dall'altra erano in trattativa per il rientro in Italia di produzioni dislocate ormai da tempo all'estero. Evidentemente si tratta di un progetto ambizioso ma che comporta non pochi sacrifici per i lavoratori. Se infatti obiettivo dell'azienda è di ridurre il numero di esuberi in Italia, la stessa dice di volerlo fare sostenendo però un costo del lavoro inferiore e, quindi, corrispondendo al personale retribuzioni più basse.
I sindacati confederali di categoria, inizialmente aperti a trattative con l'azienda, in virtù di un piano di rilancio industriale che, secondo le loro valutazioni, allo stato attuale manca, hanno però interrotto il dialogo con la controparte.
"Considerati i 450 lavoratori che hanno scelto la via della mobilità volontaria incentivata, più le 1500 unità per le quali si prevede la cassa integrazione, vuol dire - afferma Salvatore Bevilacqua, segretario regionale della Feneal Uil Puglia - che, nel gruppo Natuzzi, resteranno non più di 800 persone tra impiegati ed operai. Ma chi resta fuori è destinato a mesi di problemi perché prima di ottenere i soldi della cassa integrazione bisognerà purtroppo attendere non meno di sei mesi".
La reazione dei sindacati, particolarmente ostile secondo l'azienda, ha indotto la stessa a prorogare unilateralmente la cassa integrazione straordinaria per un anno.
Si attendono sviluppi circa il futuro di uno dei più importanti colossi italiani nel mondo, nonché orgoglio dell'imprenditorialità made in Puglia.

 

Maddalena D'Urso

Speranze impacchettate con fili d'oro

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