Banca d’Italia minaccia di chiudere la sede di Taranto

Piove sul bagnato!


Ora tocca anche alla sede tarantina della Banca d'Italia fare i conti con la minaccia di una prossima chiusura.
In un territorio già provato un simile rischio non può che destare serie preoccupazioni non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo produttivo e di vigilanza.
"Salvare il presidio della Banca d'Italia nella città di Taranto significa lanciare un segnale netto di presenza delle istituzioni governative su questo territorio. Un messaggio coerente con quell'idea di attenzione particolare verso questo territorio che i governi nazionali hanno inteso porre in essere. Un salvataggio necessario in un periodo in cui la trasparenza, il controllo e la vigilanza sulla grande mole di risorse economiche che riguarderanno l'ambientalizzazione e la bonifica dei siti inquinanti, ma anche il porto, è più che mai pre-criterio di legalità."
La CGIL categoria bancari ha, così, previsto per domani, venerdì 13 marzo, alle ore 10, una conferenza stampa alla presenza del Segretario provinciale della FISAC-CGIL, Damiano Maggi, e del Segretario generale della CGIL di Taranto, Giuseppe Massafra, nella quale saranno esposte le ragioni e le modalità della protesta contro il piano della Banca d'Italia che prevede la cancellazione della sede tarantina entro il 2018.

Mariaconcetta Calzolaio

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