L'intervento dell'On. Duranti sul 9° Decreto Ilva

"Esprimo apprezzamento per la decisione assunta dal Sindaco di Taranto di ospitare presso la sede comunale la riunione del consiglio di fabbrica dell'Ilva e di coinvolgere i consigli comunali di tutta la provincia.

Considero i punti, emersi nella discussione tra i delegati sindacali, ineludibili per qualsiasi ragionamento sul futuro dello stabilimento di Taranto e, complessivamente, di tutte le aziende di Ilva s.p.a. Il decreto, come ho avuto modo di dichiarare in aula alla Camera dei Deputati, non stabilisce garanzie certe sul mantenimento dei livelli occupazionali, ne' affronta il tema della continuità del reddito dei lavoratori che saranno collocati in contratto di solidarietà. Proroga, in maniera inaccettabile, il termine ultimo per l'applicazione delle misure di tutela ambientale e sanitaria; definisce ed accelera il trasferimento delle aziende del gruppo senza che i commissari dell'amministrazione straordinaria abbiano realizzato il piano industriale.

Condivido la richiesta di costituzione di un tavolo nazionale che coinvolga tutte le rappresentanze sindacali per affrontare le problematiche che l'ultimo decreto - ed il relativo bando di manifestazione di interesse - lasciano aperte, anzi, acuiscono. Intanto, il governo risponda immediatamente alle questioni sollevate. Cosa si intende fare per evitare lo spacchettamento delle aziende? Con quali provvedimenti si intende garantire l'integrazione salariale e il mantenimento dei livelli occupazionali? Si chiarisca come sia possibile tutelare la salute della comunità e dei lavoratori consentendo modifiche del piano ambientale e l'ulteriore rinvio dell'applicazione delle prescrizioni Aia, a partire dalla copertura dei parchi minerali.

Mi permetto di affermare che forse sarebbe stato utile che il consiglio di fabbrica del 18 u.s. fosse stato aperto alla partecipazione di tutti i rappresentanti istituzionali, a partire dai parlamentari che, solo pochi giorni fa, hanno espresso con emendamenti, ordini del giorno ed infine con il voto, il parere sull'ennesimo decreto sull'Ilva.

Considero, infatti, doverosa l'assunzione di responsabilità diretta e necessario il confronto con i soggetti interessati, a partire dai lavoratori. A mio giudizio, purtroppo, il nono decreto Ilva produce un arretramento pericoloso sul fronte dell'ambiente e della salute e peggiora la situazione economica e sociale dei lavoratori. Lo dico con estrema chiarezza: i fondi previsti per la gestione aziendale, i 300 milioni di euro, sono finalizzati esclusivamente al trasferimento delle aziende del gruppo, alla messa sul mercato di stabilimenti, a partire da quello di Taranto, che può rappresentare un'occasione di profitto per pochi, a condizioni vantaggiose e senza vincoli.

E' possibile che la privatizzazione del 1995 non abbia insegnato nulla? Questa è l'ennesima deresponsabilizzazione dello Stato.

Si e' deciso di liberarsi del fardello dell'Ilva, con il risultato che non saranno realizzati gli impegni, sbandierati in occasione di ogni decreto d'urgenza, assunti nei confronti di una comunità intera e di migliaia di lavoratori. Si apra subito un confronto con tutti i soggetti coinvolti e portatori di interessi collettivi perché penso che siamo ormai all'ultima occasione, ad un punto di non ritorno."

 

 

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