Intervista a Pierluigi Santoro e la sua "start-up" vincente

Pierluigi Santoro è un giovane agronomo grottagliese che di recente ha conquistato importanti successi nel campo delle biotecnologie, lanciando una start-up di successo.

-Anzitutto presentati, quando sei nato e il percorso dei tuoi studi

Sono nato e vissuto a Grottaglie fino a 19 anni, poi ho deciso di andare a studiare Scienze Agraria a Firenze, in quanto la vocazione del mio territorio era racchiusa nell'agricoltura ed fino ad allora conoscevo solo quella.
Poi a Firenze, mi sono interessato di arte, imprenditoria, vini, fotografia, festival. Prima di laurearmi, volevo tornare in Puglia per dedicarmi ad essa. Ma prima di questo, decisi di fare viaggio che descrivo sempre come il mio Erasmus "diffuso" (in quanto non lo avevo mai potuto fare), cosi decisi di girare un po' ed iniziai da Stoccolma per circa un mese, poi Madrid dove avevo degli amici, per poi arrivare con un progetto Leonardo al Cairo in Egitto. Dopo la laurea ottenuta con 110 e lode, il giorno stesso partii per Amsterdam, dove alla fine poi mi sarei trasferito (ma non sapevo). Tornato a Grottaglie, lavorai per un bel progetto sulle rinnovabili, ma la voglia di conoscere il mondo era troppa, così mi trasferii nuovamente ad Amsterdam, dopo di che dopo qualche anno di lavoro nella logistica, ho iniziato a fare ricerca alla Wageningen Università che poi mia a portato per un periodo in Cina a Pechino. In quel periodola noia della ricerca mi ha poi spinto a fondare 2 startups che si occupano di alghe WAT e The AlgaeFactory, che adesso iniziano ad andare veramente bene.

-Come sei arrivato alla borsa di studio BEST?

Qualche mese fa, un caro amico ricercatore ad Amsterdam, mi ha aveva detto che lavorava ad una tecnologia innovativa che riguardante le bioplastiche. Dopo una bella chiacchierata approfondita, ci siamo resi conto che avevamo le stesse intuizioni su questa tecnologia. Quindi da li a poco il bando che chiamava a San Francisco giovani idee imprenditoriali, non ci ho pensato due volte e sono qui ora nella Bay area.

-II cosa consiste la tua "novità"?

La novità o meglio l'innovazione è in linea un po'con il trend Europeo, dove le industrie italiane sono molto forti. Produrre plastiche dalle biomasse. Il nostro processo utilizza un ceppo speciale di fungo che stiamo patentando che è in grado di produrre dei polimeri simili al polistirolo.

-Come sta andando il progetto in corso?

Nel mondo biotech le cose vanno lente, non sono come le app, progettate e realizzate, vanno e puoi muoiono. Il biotech è un settore che va lento tra grossi investimenti. Adesso stiamo ricevendo dei feedback dall'industria, sono sicuro che sarà una lunga battaglia, ma io ho il coltello tra i denti. Però qui a San Francisco mi diverto molto, tante idee tanti capitali e talenti, unita ad un apertura mentale come poche altre realtà.

-Quali sono i tuoi propositi per il futuro?

Per adesso portare avanti le mie imprese, cercare di migliorare la mia vita e quelle degli altri. Amare la mia compagna Stefania che mi segue sempre. Poi, sicuramente visitare il resto del mondo che non ho ancora fatto e poi spero in un futuro prossimo di aprire un albergo fatto di bamboo in Indonesia o in Tailandia. Quando dico queste cose mia mamma e mia sorella dicono sempre che sono pazzo, ma alla fine sotto fatto un po' cosi.
Pensi sia difficile per un giovane raggiungere una realizzazione in campo lavorativo?
Penso che in Italia ci sono dei modelli sbagliati, si studia troppo e si sa poco della vita, non si parlano le lingue non si sogna abbastanza. La nostra cultura se pur bella è molto statica e la società ci impone di non credere nelle nostre forze come una sorta di negativismo. Ai giovani (anche se mi sento giovane) o anche ai miei coetanei dico sempre di crederci nelle cose in cui fanno, se vuoi fare il cantante rap fallo ! Ma ogni giorno impegnati per realizzare i tuoi sogni realtà, non lamentarti, non farti condizionare da nessuno e lavora duro. Prima o poi i risultati arrivano.

-Ci torni spesso a Grottaglie?

A Grottaglie ci torno spesso, specialmente l'estate, ho un amore odio per la mia cittadina. Ma non nego che ci tengo, fare il mio giro alle ceramiche, da Domenico Pinto che mi racconta di Ulisse, a Casa Vestita con i tanti eventi, per poi passare dai Fasano con la loro storia, Giorgio di Palma con la sua ceramica innovativa, devo dire la verità mi piace tanto. Poi Silvio Stella alla nicchia, da Petrosino, da Totore i soliti giro notturni.I cornetti caldi con Carlos Solito e Antonio Piergianni da Fernando. La Street art di Angelo Milano e gli eventi di Ciccio Lenti. Poi ho la mia famiglia le persone a me care.Si è vero c'è molta ignoranza e provincialismo, ma anche compito di chi è fuori valorizzare il territorio, goccia dopo goccia qualcosa cambierà.

-Se dovessi racchiudere il tuo percorso, la tua vita in una frase, quale sarebbe?

Una frase che mi è molto cara è quella che mi disse mio padre al giorno degli esami orali di maturità. Teso, mio padre mi disse" comunque vada sarà un successo" questa frase alla fine me la ripeto sempre prima di un congresso di un pitch, di un colloquio, alla fine io ci ho provato.

Ultima modifica ilGiovedì, 09 Ottobre 2014 20:15
Davide Bromo

Ho visto un posto riservato ai sognatori, non ho in mente qualcosa di concreto, ho solo parole da spendere e immagini con cui giocare. Non mi interessa la realtà, vivo per viverre, chiudo gli occhi per immaginare.

Email: [email protected]

Devi effettuare il login per inviare commenti

Log In or Sign Up